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Full text of "Ristretto delle grandezze di Roma [electronic resource]"

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RISTRETTO ' 

ielle 

GRANDE ZZE 

am. RO M„A , . , 

§BMtókto dapom-pilioTotti.J^^ 




—tT-l-M 



\li, Roma ferViti9lMatearMhui.cxx)tVii, 

Con licenza felli 'Supirhrì '■ 

_, i , — 



Ti 



/'a.M/Mc ti C&vlo e. filacce 




àfiecùK 



T&9 
Vé>37 






n 



lumile fcruitù all'Ecc* Vo- 
/"ire, per efler con quella ac- 
colto (otto la loro benignif- 

fima protemone, dalla qua- 
le mi gioua fperare que* con- 
tinua» influssi di parie Co- 
pra la mia propria perfetti* 
che gode giornalmente I£~» 
mia Cafa , e con ella io an 
cora dalla benefica Man 
dell' Emin. mo Sig . Cardinal 
Francesco Barberino Zio 
delle loro Ecc.", alle quali 
humilmente m'inchino. Di 
Roma a 15. Luglio 1657- 

Dell'Ecce Voftre 

humiliis. ediuotifc. Ser, 



Lodovico Tottu 





ì 



PO 



R ISTRE TTO 

DELLE GRANDEZZE 

d 1 ROMA, 

Due fi contengono 

Tutte le Chiefe , c luoghi Sacri, fecondò 
Le JS. ordiil atamente deferitti: 
Je òette Chiefe, col modo di vifitarle , 
fi i farui oratjone . Con vna breue no. 

vno di e/fi Rioni fi trouano . 
La Guida Romana per li Forafticr? ; 

11 Catalogo de' Corpi Santi , e Reliquie 
di dette Chiefe : con le Fcfte , e Sta- 
tioni di tutto l'anno, & indulgenze . 

It ma breue notitia delle cofe più me- 
morabili diìl ' antico Imperio Ro- 
dano. r 



Il 



POMPILIO TOTTI 

A* LETTORI. 




E Grandezze di Rome 

confìttolo non fola 

ne nobili fimi vcftigfj 

dell'antica Gentilità , 

M» tvvwwrv* ma mo lto più ne Ih 

* Blendor delle fahricbe alzate dal' 

* fa "Pietà Gbrìjiiana \ nStejoripr!* 
•U tiofi filmi delle Indulgenze i e o»*e '• 

dute da ' Vicary di Gbrifio alitar 
Chic fé di quella ; e nel /aero depo* 
'♦' Jito di tanti Corpi , e d' innumera - 
,. , bili Reliquie de* Santi . Quefla e a* 
i. ,£ &»* *»'!><* moffòt dopo la pub He a* 
tion dell a Roma Antica } a congiu* 
gnere in vn breut RiftrettOtdiftin* 
to in Rioni* con le Antichità profa- 
ne le Sacre ancora , Sperando così 
di J odii far alla curio fa diuotiom 
de Foreftieri > che venendo a que- 
fta Città per acquiftar l 'Indnl* 
genze, ebe in effa tacquiftano* d$- 

♦ 4 pdt- 



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t 



! 






TAVOLA. 

Ce lo nna d'An tonino . l#J 

Di Traiano . iq6 

Colonna Citatoria . Ili 

Confini, e termini dell'imperio Romano, io* 

DOni di Giulio Cefare . llf 

D'Ottauiano Auguflo . ii<> 

Dottrinai Salari}, che fi dauano a Dottori 
in Roma* %1% 

|H Rario del Popolo Romano . 10$ 

Fortezza militare de' Romani. 259 
Fr ance fio Ange leni, fuo Mufeo. 50. 1 1 1 
Francefco Caualier Gualdi.fuo Mufeo. 113 
Francefco Caualier Serrafito Studio. 5 1 . 1 1 1 

G Abelle dell' imperio Remano* ali 
Giardino de' Far ne fi . 1 2 

Giardino de Mattei . 9$ 

Giardino degli Aldobr andini a Monte Ma* 
gnanapoli . 8 J 

Gio. B attilla Spada Agostiniano', fuo Mu- 
feo * 46.IIO 
Grandezze dell'imperio Romano . % 1 

Indulgenze plenarie e perpetue, che gior- 
nalmente occorrono nelle Chiefe di 
Roma, 171 

Indulgenze perle felle mobili , 196 

Ippolito Vit elle f chi, fua raccolta di slatue . 

?*£- Ili 

ìfola Tiberina • 






_-_^^^M 




TAVOLA. 

LEgi*ni,& Armate de* Romani, 
Liberalità de' Romani antichi, 
Libreria di S.Agoflino , 

Lunghezza dell'Imperio Romano , 



204 
ajo 
HO 

»75 



MArco,e Gio.Battiffa Cafali,e loro flu* 
dio. 54.11* 

Marche/e Giustiniani, fua raccolta di Sta- 
tue, e Pitture , ila 
Maufoleo d' 'Augusto ,e fuoi ijcStigij, • 9% 
Moltitudine de'Romani , 20 j 
Monte Cau allo, .Palazzo Pontificio, Sf. 97 
Monte Giordano .Palazzo de' Signori Orfi- 
ni. no 
Monte legaccio. 9* 

Niccolò h&uflo, Predicatore celebre *fu$ 
SI lidio di Pittori . 1 1 j 

Nota d'alcune voci contenute nelle Gran* < 
dezzediRoma. *7? 

f J Pere perpetue de* Romani . 1 $ $ 

I) Alazzi di Borgo . 1 08 

Palazzo degli Aldobrandino \u 
Be' Barberini , 43.97.109.IIO 

De'Borghefi. 9$ 

Dt/ CW. Bentiuogli . 84 ; 

JD*//4 Cancelleria , 83 

DeCapè di Ferro , hot* del? Eminenti fs.l 
Cardinale Spada • I o| | 

2>f / D«o» Altemps » 1 1 o ; 

Par negane, SS. 109 

4* * ***£- 



■■ 



\ I 



TAVOLA. 

M*rpor£,fiioi vesligij. 

De Ma/ siimi . 

Degli Or/ini in Campo di Fiore. 
& à Pafquino , 

De' Pamfilij, 

De Sacchetti . 

De' Sauelli.nel Teatro dì Marcel^. 
pantheon . I0 ^ # 

Piazza Nauona . 

Pietà, Bontà ,e Coslanza de"Rcm.z>n. 
Pietro delia Valle ,fue curhfuà portate di 

Per/la. 59.1/1, 

Ponte di Traiano . a ^ r 

RElquìe de' Santi, che fi troiano in tut- 
te le Chiefe diurni. nq, 
Ricchezze cattate da'Trlonfi . zì 6 
Ricchezze d'ai; uni Cittadini prillati, z t8 
Ricchezze deW imperio d, Caslantwopoli . 

P*i- zi 6 

Roma quante volte Jìa fiata prefa. x%j 



102, 

109 
105 
io? 
109 
110 
J04 
i?8 
107 
z6i 



2,70 

98 



SCufa de* Romani circa le toro attieni 
cattine . 
Senato delle Matrone doue fuj/è , 
iSette Chiefe , cioè 
S. Pietre . 
•S» Paolo • 
S. Sebastiano « 
S.Cicuanm Laterang . 
S. Croce in Ger tifale n. me T 
S.Lorenzo fuori delle Mura , 
5. Maria Maggiore . 



2, 
26 

3* 
66 

70 

7* 
7* 



.Set* 









TAVOLA. 

tette Sale . . IO! 

ipefe fattù.niSoldati ) da'Magifiratt, ènei 

|| Popolo . 22 9 

\;.tufa Nouatìana, dono fùjfe . ioo 

linfe di Coftsmtino . 98 



k teT -1 Empio della Pace » 
lofcilJt B' lille. 


101.249 


IOO 


Di Bacco , bora di S.Cottanza . 


. 100 


, {"erme > onero Bagni . 


244 


t l: . } rerme Antoniane . 


95 


c ; Verme Diocletianc » 


98 


: -{Trafèeuere . 


89 


Trionfi . 


2.8$ 



fi!?- 

sV 



/£»/* afe' Peretti . 99 

Villa Borghefe ,fuer 4i fotta Pìncia- 

55.96 



^ r«>^ disumani . 



fi 



A 




70 

7? 



ÀT, 




AVVERTIMENT 

A CHI LEGGE. 

NEI Rione di Trieui , pag, 47. dopo 'h 
Chtefa de' SS. Apoiioli , fi dette q> 
giugnere . 

S. Romualdo , Chiefa fatta nuouamentc 
co'l fuo Monaftero ,de'Monaci Carnai- 
dolenfi , in luogo di quella di S.Anto. 
nio 1 che già era trai Corfo , e S. Ma 
buco. 

Tag.49. Dopo S. Niccolo * Capo le cafe , *£ 
giugni-, S. Maria di Fuglienfe.Chiefa che 
fi fabrica col fuo Ofpitio,da'Padri Fu. 

glientini Franceu* . 

' ftel Riont di S. Euftacbio , pag. $8. al mei* 
xo, fideue leggete : Si come li Conti di 
Sabina babitarono incontro alla Mole 
d'Adriano ; la qual' habitacione paisà 
poi negli Orfìni . 

Tag.6oMn.4.*ggiugni : lui contìguo haW 
ta Mocfig. Coccino,Decano della Sa 
era Rota» il quale ha fatto con gran, 
difsima fpefa vna Librerìa vniuerfale»c 
copiofiisiaaa di tutte le materie . 

■¥telRio7%e di Campiello , pag» a 3. Uni fi 
Monticelli, leggi , MercateUJ, 



DI 



Lvv 




, NVM1H 

1E DI TVTTE LE CHIESE; 

Parrocchie Baptifmali, ParQC« 

«,4 chie (empiici, Monaftc* 
h rij, Collegij, Speda- 

li , Compagnie f 

IMI * ° 

l f Et altri luoghi jj/ dell' Alma Città 



ó»«l 



%;.: 



di Roma-* 

TVtte le Chiefe fono numero 3$* 
Le Patriarcali . f 

4 



Coi! 



„ Le Bafiliche intigni 
• w Le Parrocchie tutte . 

Le Parrocchie, che battezianof. 

Furono così fitto tal numero ri- 
dotte dalla feLmem* di P.io V. at» 
fioche con maggior venerationcs 
fife minifìratoil Sacramento dei 
Battejtmo* battezzandofi filo nel* 
le Chiefe più celebri, nelle quali i 
maggior con medita di luogo $ # 
d'altro • 



il 

tè 



(9.1 



?. 



Le Collegiate de* Preti Secolari, oltrsu» 
le (opradette Patriarcali , e Bafiliche 
irtligni . m %% 

Lf Collegiate de'Pxf li Regolari. i£ 

km 






I 



Li Monaftcrf , e Conuenri de' Canonia 
regolari, Monaci , Frati, e Rodi 

*' ' én 

Li Monaftcri di Monache, Suore,e Doni f 

»:r ritirate. |\j 

Li CoL'egij de' Secolari, oucro Studenti 
lenza le Dozzine . 

Le Compagnie , che vedono facchi, co- 
me altre . 

di Spedali pubiici, e priuati , & altri l 
mijiiuogbipij. i j 




Imprimatur, Si vi'debitur Reue, 
rendifs.P.Mag.Sac.Pal. Apofc. 

Io. Bapt.Alt.Ep.Cam. Vice/È 



Imprimatur^. Hyacinthus Lupus 
Magi/ter , & Soc. JR.eueren.difs.. 
V. tr -Nicolai .Riccardi; Ord. 
Pr*d Sacri Palati; Apoftolici 
Magari. 



L 



LI 






h 



iLI TITOLI 

" D E L L I 

CARDINALI 



Di S.C 



hiefc 



3~» • 




Rei 



% 



\ deue fa pere , come li Titoli de' 
Cardinali alcune volte fono fla- 
ti mutati fecondo li tempi, ò le 
kk^Jr caule ricercauano . E ciò fi dice, 
perche alcuno non G marauigli leggen- 
do diuerfamente ( in libri più antichi ) df 
quello, che èqui annotato ; perche fe- 
condo a! prefente fiferue la Chiefa , e sì 
come èfegnatonelle feguenti Chiefe Ti- 
tolari , cosi fono annotati ; non hauendo 
riguardo all'antichità di quelli ,ma pò- 
nendoli fecondo l'ordine delle lettere-» , 
acciò più facilmente fi pofifano ritrouare, 
fecondo s' è oiferuato anco notandoli 
tutte le Chiefe . 

Li primi fei Cardinali non hanno Ti- 
tolo, ma fono Vefcoui delli fei Vefcoua» 
tipriuilegiati, cioè 

11 primo,quaIè Decano de! Sacro Col- 
legio, è Vefcouo delle Chiefe d'Oftia , e 
di Velie fi, hora vnite . 

Il fecondo di Selua Candida, e di Por- 
to Romano » adelfo medefìmamenu-* 
vnite. 



iti 






A terzo della Sabina • 

11 quarto di Paleftrina . 

11 quinto di Tufcu!ano,hora detto Fri* 
frati . 

11 fello & vltimo d'AlbaJiora Albano; 

Seguitano poi li Titoli de' Preti Cardi- 
nali» quali fono cinquanta vno , e quelli 
de'Diaconi tredici , che con li fopradetti I 
fanno fefTantaquattro , aggiuntoui poi li I 
fei Vefcoui narrati, io no in tutto fé e tan- 
ta, fecondo bene la fei. mem. di Siilo V. 
in vna fua Bolla difeorre , aflomigliando 
tal numero a quello de Hi Settanta Vec- 
chi prudenti, li quali comandò Iddio a 
Hoife , che elegge/Te per coadiutori , & 
Confultori per gouernare il fuo popoloso 
quel tempo eletto,ficome fi legge nel li- 
bro de'Numeri a' u.cap, Equefto fia-»' 
detto per informatione di molti, li quali 
penfano, che debba eifere il numero de 
Cardinali fsttantadue, rapprefentando li 
S e clan t ad uè Di u epoli . 

TitoliTresbiterali 17. 



S.Agnefe in Agone. 
S.Agoflino. 
S.Aleflìo . 
S.Anaftafia. 
SS.Apoftoli. 
S. Salbina . 
S. Bartolomeo xh-j 
libia . 



S.Biagio dell'anelli 

S. Cecili a . 

S. Cefareo . 

S. Clemente. 

S.Crifogono. 

S. Croce in Gerii? 

falemme. 
StEufebio . 

SS. 



h* 



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sh 



Titoli di Cardinali. 



SS. Gio.ePaolo. 

S. Giouanni a por- 
ca Latina . 

S. Girolamo de' 
Schiauoni . 

S. Lorenzo in Da- 
malo . 

S.Lorézo in Lucina. 

S. Lorenzo in Pa- 
nifperna . 

S. Marcello. 

S .Marco. 

S- Maria de gli Ang. 

S Maria d' Aracaeli. 

S« Maria f opra la-* 
Minerua . 

S.Maria della Pace. 



S.Pudentians. 
SS. Quattro Coron « 
S.Quirico . 
S. Sabina . 
S.Saluatore del Lau 

ro. 
S.Silueftro in Cam* 

pò Marzo . 
S.Sifto . 
S.Sufanna. 
S.Tom af.in Partorita 
S. Stefano Rotódo, 
SS.Trinitàde'MotI* 

Titoli Z)ìft(onalt 1 3 • 
S.Adriano. 



S.Maria del popolo, s. Agata in Suburra, 
S.Maria Trafpótina. S.Angelo in Pefeaf. 
S. Maria in Traftcu.; ss. Cofmo, e Da* 



S.Maria in Via 

S. Martino a Monti. 

S. Matteo in Meru- 
lana . 

SS. Nereo &: Achil- 
leo. 

S.Onofrio. 

S.Pancratio. 

SS.Pietro, e Marcel. 

S.Pietro Montorio. 

S.Pietro in Vincoli. 

S. Praflede. 

5. Prifca . 



mianoin Campo 

Vaccino. 
S. Euftachio . 
S.Giorgio in Velab. 
S. Maria in Cofmc* 

din 1 detta Scola 

Greca. 
S. Maria in Dnica» 
S.Maria Nuoua. 
S. Maria in Portico. 
S.Maria in via Lati» 
S.Nicolò in Care* 
SS.Vito,c Modella. 

dì; 






si 






DE* RIONI DI ROMA. 

Poiché di quell'antica Roma , vn sì 
mirabile aipetto giace per molce^i 
centinai a d'anni iepolto lotto le ine rui- 
ne^iuolge 1 err o gli occhi a quella de'no- 
ftri tempi,6w accommodandoci ai volgo, 
non duerno più le Regioni di Roma,ma 
ì Rioni . De - ii antichi ci è rimafto foJo 
quello di Traiteuere : & auanti Siilo V, 
non effendo più di tredici , egli volici 
eguagliargli a gii antichi, aggiungendo- 
cene vno , che di Cartello dimando , ma 
communementedi Bergolo dicono, fé 
bene i Borghi fono più d'vno . Ma prima 
ti'annouerarli, s'hanno da notare ale» 
jie cofe . 

Vna è,che ad ogni Rione fi dà ogni tre 
rnefi vn fopraftante, che dimandano Ca- 
§)orione,eletro dal Popolo Romzno.e tra 
i quattordeci Caporioni ci efempre vno, 
che tiene il primo luogo: i qur.ìi in occa- 
sione di Sedia vacante, con altri vffitiali,e 
Nobili Romani fi congregano a contìguo 
in Camp doglio, per mettere guardie alla 
Città,& a' pam* de' ponti fopra'i Teuere, 
cauaudo i Capiftrade per ciafcun Quar- 
tiero , accioche in affenza de' Caporioni 
tengano i! luogo loro . Finito ii Coligli 
dalla cafa del Caporione ipiegafi Io ile» 
dardo, hauendo ciafeuno la propria Infe* 

gna. 



Li 



^p 



nuseftquod patimur,tiiaius 'eli quod 

meremur . 
MUiGrauius eft quod commifirnus > leuiuj eft 
er ff quod toléramus . 

j ^Peccati poenam fentimus,& peccandi 
dièi pertinaciam non vitamus . 
iiÀn flagellis tuis infirmitas noftra teritur , 
Ree, & iniquitas non mutatur . 
D :: Mens aegra torquetur , & cernii non fle- 
sii cìitur . 
? v Vita in dolore fufpirat, & in opere notu* 

fé emendat . 
julojSi expe&as.non corrigimur . Si vindicas, 
C0M non duramus . 

: Confitemurin correzione quod egimus: 
iifjj obliuilcimur polì vifitationem quod 

flcuimus . 
ocjjSi extenderis manum, facienda promit- 
it timus : Si fufpenderis gladiuin,promif- 
];y - fa non foluimus . 
J Si ferias , clamamus vt parcas ; Si peper- 
m ceris, iterum prouocamus ve ferias. 
(idjlHabes Dne confitentes reos . Nourmus, 
a quòd nifi dimittas, re&è nos perimas. 
ijfjlPrgfta Pater omnipotés fine merito quod 
euei rogamus, qui fecifti ex nihilo qui te ro- 
te garent . Per Chriftum Dominum no- 
m> t (bruta . 91. Ameiu! 
tìT. Gregem tuum Paftor aeterne non de- 
lta fé ras. 9*. Sed per Beatos Apoftolos per- 
ii petua defenfione cuftodias , ^r. Protegc 
m Domine popuium tuum ad te clamati* 
tem, & Apoitolorum tuorum patrocinio 



confidentem. Bi. Perpetua def'enfioni 
cuiìodias . -f. Orafe prò nobis SS.Apo. 
itoli Dei. 6i. Vt digni efficiamur prouaif- 
£ooibus Chnfti. Oremus. 

1") Rslta GUGeiumusomnipotens Deus, 
vt nullis nos permittas perturbationi- 
bus concuti , quo» in Apoftolicae confef« 
lìonis pena (alida iti . Per Dominum,&c. 

IMpioret, clementiffime Domine, no 
ftrts opportunam necefiìtatibus opé 
deuotè a nobis prolata meditano , qua.* 
fanctus olim Ioannes Chryfoitomus,itL-i 
Jjac Barili ca conditus, te cum beatiflìmil 
Apoiìoiis Petro , & Paulo repraefentauit 
ile colloquenttm : Circumdate hanc no- 
uam ii»on, &:circumuallate eam,hoceft, 
cuftoBite, munite, precibus firmate ;vt 
quando iralcor in tempore , & ^orbenu 
terrae concutio, afpiciens fepulchrum ve 
ftrum nunquam de(ìturum,&quej liberi 
ter propter me ^eritis fngmata,iram mi- 
fericordia vincam>& obhanc praecipìam 
veftramintercefrlonem . Etenim quando 
Sacerdotium,&: Regnimi video lacrym* 
ri, fratini quali compatiens ad commiffi* 
rationem flecì;or,& illius mee vocis remi 
nifeor : Protegam Vrbem hanc proptei 
Dauidferuum meum, & Aaron fanclum 
meum. Dne fiat, fìat: Ame.i,Amen-4. 



W 



«S&8&7&- 



nzu 



m 



W\ 



DELLE CHIESE 

te DI ROMA, .. 

ovp e svoi rioni; 





RIONE DI BORGO. 

ARME di quefio 
Rióne la dette Sijìo V, 
II Cafone per li tr<u> 
milioni , che mejfe in—> 
Caftello : li Monti per 
V Arme fua : & il Leone per la~* 
Città Leonina , che hoggi fi chiama 
Borgo » come nella Roma nona, in—» 
breue fi darà compito ragguaglio. 

A MO- 



>- j 




■ 



2 Delle Cbiefe 

MO DO DI FARE 

O R A T l O N E 

Da quelli, che vogliono vifitar le fettt-» 
Chicfe dell'Alma Città di Roma, 

Ter confeguire l'Indulgenze ,che in quelle 
fi concedono . 

E prima nella Chiefad/ S.Pietro . 

QVefta c acrofanta Chiefa di S. 
Pietro fu fabricata da Co- 
ftantino Magno a modo di 
Croce> con ordine di coton- 
ane, come S. Paolo,- ma Gui- 
tto li . buttata più che la metà di quella, 
diede principio a quella nuoua . Paolo 
Quinto poi felicemente (fatto buttare il 
retto della Chiefa vecchia, che minac- 
ciaua rouina,eflendo flato in piedi intor- 
no a 1 300. anni, e riftorata da varij Pon- 
tefici ) la finì, fattaui vna buona giunta 
col portico auanti, e quefto per rinchiu- 
dere dentro tutto lo fpatio della Chiefa 
vecchia, acciò così Sacrofanto luogo, 
che copriua molti Corpi de'Santi, non_j 
reftaff* fuori al fcoperto . 

Andando a quefta Chiefa, fi potrebbe 
meditare il viaggio , che fece Noilro Si- 
gnore dalla Cena all'horto . 

All'Altare del Santiflìmo Sacramento, 

che 



di Ttymà-* . 3 

F||be hoggi ftà nellaCappella Gregoriana,, 
i,\fj osi detta, perche fu fatta>e dotata da_j 

iregorio XIII . e finita! anno 1580.q1.1al 
farle potè fìce vi fece trasferire da Capo Mar- 
ilK«,o il corpo di S.Gregorio Naziàzeno,e lo 

rpofe in quefto altare alli 1 1. di Giugho ; 
A«ji;»ater nofter,&c. Atie Maria, &c. Antifh. 

sJe reminifcaris Domine deliba noftra, 

3ic. Pfal.i. Domine ne in furore tiio,&c. 
Òratione contra la Superbia . 
EtiSjCÙm Apoftoius tuus Petrus nos 



. [ \J docuerit,vt humiliemur fiuV poten- 
2 . rimami tua •• te fupplices exoramus , vt 
5 | eius precibus fupeibiamdeterfantes , hu- 
^militateli! tibi gratidìmam toto corde-» 
' Jamplecìamur. Qui viuis,&e. 
Antipb. O facrum conuiuiu,in quo Chri- 
Itus fumitur, recolitur memoria pafiìonis 



ma Gii 

li quel 
. H 

lltt , ar! eius, mens impletur grafia, & futurae glo- 
,?' rix nobis pignus datur . ir. Panem de-* 
,. ID *coelo praeftitifti eis , alleluia. $i. Omne 
r° deletàamentum in fé habentem, alleluia. 
S* ' Oremus. 

n ?! T^ Elis ' S 1 " noD,s ^ llD Sacramento mi- 
ci» J JF rabili,p2flìonis tuae memoriam reli- 

^ quifti : tribue qua2fumus,ita nos corporis, 
not &f a nguinis tiri facra myfteria venerati, 
vt redemptionis tuae fru&um in nobis 
rew iugiter fentiamus . Qui viuis,&c. 
■pSi' ir i 

A S. Gregorio Nazianzeno . 
""" Antifh.O Doclor optime,Ecclefie. lan<3§ 
* lumen B. Gregori>diuinae legis amator , 
te A x de- 




4 'Delle Cbièfe 

deprecare prò nobis Fili uni Dei. 
V". Amauit eum Dns, de ornauft eum_* 
flt. Stolam gloriae induiteum. Ore-Yi 

DEus , qui populo tuo sterna? falutttl 
B. Gregorium miniitrum tribuifti;| 
prselta quaefumus, vtquem Doclorenu 
vii» habuimus in terris, intercettore tru 
hibcre mereamur in cxìis. Per Dnin,&c. 



Delt Alture Maggiore de^SS.Apofioli. 

L' Aitar maggiore pofto nel centro 
della Chiela , fu chiamato dal Ma 
gno Leone Letto della facra dormitione, 
per ripofare in eflfoi fanti/fimi Corpi di 
S.Pietro e S. Paolo. Quefto èquell'iftet 
fo luogo, doue il Prencipe degli Apoftoli 
coronato dì laurea d'immortalità , trion- 
fò, fra gli applaufi del Cielo, e della Ter- 
ra, gloriofo ; òcè communemente detto 
la Confezione diS. Pieno (che vuol dire 
l'ifteflb, che martirio ) per hauer'egli qui 
ratificato col fangue la confefiione , che 
haueua già fatto di Chrifto noftro Sal- 
uatore vero Dio , & huomo . A quefto 
però tutte le Nationi defi'vniuerfo han- 
no hauuto in ognitempo , come à pietra 
della fede, e fondamento della Chiefa, 
diuotamente ricorfo. E fu fernpre di tan- 
ta veneratione apprelfv) al Mondo, che 
non folo gl'Imperadori, e MonarchiCat- 
tolici gli hanno ; deferito conrjnui tributi 
di reuerenza , e di ofTequio ,• ma gli (lefsi 
barbari, de inimici della Fede fi fono ne' 

più 




Jiifi dì Rem** '■ > 

%ìiìù crudeli faccheggiamenti di Roma-j , 
4oiaupucrentffmcnte temperati dal fare, ò in- 
fo* fliuria alla Chiefa , ò violenza a chi vi lì 
tolgane ricouerato dentro ,• badando- anche 
«Wifola comminatione della prohibitione 
«fiiiDéell ingreffo in quefto fanto luogo,fatta_* 
Jatercéia' Pontefici , ad atterrire i Prencipi,.e 
liPerDtì-enderli deuoti , & oflequenti alla Sede 
—- -Apoftolìca . 

fri Clemente Vili, rifece , econfacro 
fo«| B quefto Altare . Paolo V. adorno , & a- 
apertela Confefllone , che prima ftaua-» 
idawichiufa.Et vhimamente la Santità di N.S. 
,/toVrbanoVIll. con l'aggiunta dell augii- , 
iqjftiffimo ornamento di bronzo, che lo 
fi Addì cuopre tutto, e rircóda, lo veftì di maefta 
'ira ij'conueneuole alla fantità di tanto luogo. 
Quefto edificio è non meno ammira- 
bile per la materia, e lauoro,che per effec 
vnicoal mondo; effendo certo, non ef- 
fer mai fiata fin'hora fatta , né anco da-» 
gli antichi Romani , mole alcuna di me- 
tallo in tanra vanità, e bellezza . t dife- 
gno, e far un del Caualier Bernino Seul* 
tore, Architetto^ Pittor Fiorentino, che 
fi come ha procurato di arriuar Michel 
Agnolo nella gloria di esercitar perfetta- 
mente, com'egli taceua , quelle tre nobi* 
liffime profemoni; così s'è ingegnato co 
raggiunta della quarta di oprar maraui- 
gliofamente di gettoni trapalarlo. 

Nelle quattro faccie de'grandiflimi pj- 
laftri, che fanno a quello Altare fuperbiU 
• A3 » mo 



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* Delle CbUfe 

£mo teatro , fon quattro Cappelle mio. 
uamente erette dal medefimo Vrbano 
Vili . in honor delle quattro infignifiìme 
Rehquie,che ne'Ciborij nuouamente pur 
fatti dalia Santità fua, maeflofamemefi 
conferuano . 

La principale a man deftra dell'Alta- 
re, con la (tatua di Santa Veronica di fta« 
tura gigantea di Francefco Mòchi , é de- 
dicata alla medefima Santa, per confer- 
uaruifi quel facrofanto Sudar/o , doao 
Chrifto N. S . andando a confecrar fo 
Retto nel Caluario, volle ccy! f«o diuino,e 
pretio fi fórno /angue, il proprio volto im- 
primere , per lafciare in terra quello me. 
moriale eterno dell'infinito fuo amoro 
verfo il genere humano . Effigie, e refi, 
quia veramente più d'ogni altra fublime, 
&adoranda, pereffer non fattura di ma- 
no Angelica.od'humana, ó delineata con 
colori terreni ,• ma dal fattor medefimo 
degli Angele degli huomini col proprio 
fangue miracolofamente effigiata. E* det- 
ta communemente il VOLTO SANTO, 
e vi è quefta lnfcrittione^ : 

Saluatoris lmagmemVeronic& Sudario 
exceptam , a// loci mate sì as dt center 
cuslodiret, Vrbanus Vili. Pont. Max. 
marmoreum fìgnum , & Altare addi- 
flit, conditorium extruxit, & ornauit . 
Rincontro a quella é la Cappella dedi- 
cata a S. Longino , con la Statua di fomi- 
gliante grandezza,del Cauallier Bernino, 

per 



Di 'Roma. 7 

perconferuaruifi il ferro della Lancia-* , 
che trafitte il cuore a Chritto crocififlo : 
& è polla in vn pretiofiffìmo vafo di Cn- 
flallo di montagna , dono pio dell Em£ 
nentiffimoTrancefco Cardinale Barberi- 
no Arciprete di quella Bafilica i e vi e 
quella infcrittione : 

Longini Lanceam , qttam Innocentius 
Vili, à Baia&ette Turcarum Ty- 
ranno accepit , Vrbanus Vili. Statua 
adpojfìta, & Sacello fubBruélo.in exor- 
natum conditorium tranftuUt • 
Laterza Cappella con Statua fimile*» 
diS.Elena, dimanodelBoggi, è dedicata 
alla Santifiìma Croce, per conferuanufi 
vn grandiflìmo fragmento di quel Sa ero- 
fan to inftromento dell' hurnana reden- 
tione. Ne è ftata la Bafilica moderna- 
mente arricchita dalia Santità dì Viario 
Vili, che la leuò, per quefto effetto, dal-' 
la C hiefa di S.Croce in Gerufaiemme : e 
fi moftrano quelle tre fantiffimc Reliquie 
tutte inficine al Popolo molte volte 1 an- 
no . In quefta è l' infraferitta Inferit- 
ilo ne.: 

Fartem Crucis , quam Helen* imperfi- 
trix è Caluario in Vrbem adduxit>Vr- 
banus Vili. Pont. Max. è Segnano, 
Bafilica defumptam , additis ara , & 
Statua, hicin Vaticano collocane . 
Eia quarta Cappella accanto a quella 
del Volto Santo, con la Statua di S. An- 
drea di Francefco Fiammingo , contiene 

A4 Ia 







DeìU Chiefe 




S 

la tefta di effb fanto Apoftolo, che fi me. 
ftra deuotamente al popolo il giorno del. 
la fua fella, e traslatione i quella Barili- 
ca i e vi é quello Epitaffio : 

S. Andre & caput , ^*W p/«, 77 , ,..,. ^. 
eh aiu in Vathanum afportandum cu- 
rauit.Vrbanus Vili . nouis hic orna- 
mentis decoratum.facrisq. fiata*. , ac 
Sacelli honoribus coli volai t . 
11 numero delle Reliquie , che fono in 
•quella Chiefa è infinito ,• porche , oltre a 
moltiffime che vi fi conferuano in vafi 
d'oro, e d'argento nella Sagreflia, non vi 
e;quafi Altare, che non riabbia il corpo 
di qualche Santo infigne ; e le grotte pa- 
rimente ne fon piene ; onde enVado im- 
poffibile farne catalogo, palleremo ad 
altro . 

Nel portical della Chiefa ftà la Porta 
Santa , che fu già del Palazzo di Pilato . 
Fu così detta, perelfcre Hata da Chrifto 
Noftro Signore, col paffarui molte volte, 
nel tempo dolorofo della fua fantiflìma_» 
paffione,e fpecialmente nell'andare al 
Caluario, fantificata : & e quella , che fi 
apre dal Pontefice medefimo l'Anno 
Santo . 

Si conferua qui parimente con gran-* 
veneratone la Catedra , ó Sede medefi- 
ma Pontificia di S. Pietro , che elfendo il 
Trono Apoftolico , dimoftra il Pontefice 
«/federe in quella Chiefa , non come Ve- 
dono di Roma , come in quella del La. 

tera- 




di Roma ■ 

terano i ma in qualità di Vefcouo , e Pa^ 
ftore di tutta la Chiel'a vniuerfalc - Onde 
e per quefto , e per tante altre fue imgo- 
lari prerogatiue , fu da i Sommi Ponte- 
fici, e da altri efaitata con elogicene la-» 
dimoftràno Capo , Maeftra , e Madre di 
tutte le Chiefe dei Moneto , e eonftguen- 
temente Chiefa delle Chiefe. Meltiade 
Papaia chiama fabrica del Tempio deila 
prima Sede del B Pietro . Giulio Ponte» 
fice.Chiefa , che è la prima , e capo delle 
altre .Innocenzo HI. Madre.e Specchio 
di tutte le Chiefe . Giouanni XIX. che--» 
da quella, come da Maeftra, e Signora^, 
-hanno quali tutte l'altre Chiefe prefala 
dottrina. Nicolò III . che in cflafta il 
capo della Santità della Chiefa . Vrbano 
IV. che con fpecial dignità auanza tutte 
le altre . Giouanni XXII. che da qui deo- 
no tutte le Chiefe del Mondo prendere 
efempio. Clemente V l. che menta di 
eflere fopra tutte le Chiefe del Mondo, 
come lor Capo, honorata . Sifto IV. Ba- 
filica Patriarcale , e fra tutte le altre di 
Roma,e del viondo principale per digni- 
tà , & hono$f . Nicola V . ornata i di ho- 
nori,etitoìEfopratutte le Chiefe del- 
l'Vniuerfo . teone X. che in effa e pofto 
ii Solio dsll&ede Apoftolica . S.Anto- 
nino Arciuefcouo di Fiorenza , Cniela_» 
reuerenda, Madre , e Capo delle Chiefe . 
E finalmente tanti altri", che farebbe fu- 
petfluo minutamente legiftrare , conto- 
. A J .»* 




A 



%. % 



io 7)e//eC biffe 

migliami "titoli , fopra qualunque altro 
luogo del Mondo la fublimano . ' 

Dalle attioni pure,che qui fanno i Po- 
tefici in atto {bienne , chiaramente anco 
fi comprende quefta efTeie il Tribunal di 
Dio in terra,e l'Oracolo del Cielo; e/fen- 
do il luogo doue fi fanno le canonizatio- 
ni de'Santr,- e fi pronuntiano le fcómuni- 
che, & aflolutioni publiche de'Vefcoui, 
e Prencipi della terra : doue gì' Impera- 
dori , Rè , e Prencipi hanno alla Sede A- 
poftolica pie oblationi fatto, di Città, 
Regni, e Prouincie,- e predato ilorfolen- 
ci giuramenti : e nel quale i Pontefici ri, 
ceuono i cenfi, e tributi de'luoghi fugget. 
ti; e i Gonfalonieri della Chiefa, e Go- 
uernatoride , fuoi patrimoni; preftauano 
umilmente i lor giuramenti folenni, co- 
me fanno parimente i Veicoui, e Pa- 
triarchi . 

In quefta Chiefa fi fon fatte molte adu, 
Manze Epifcopali, e tiene il fuo tribunale, 
in reminone delle colpe, il Cardinale^ 
Sommo Penitentiero : e'1 facro fuo limi- 
tare è quello , che è flato fenipre religio- 
famente venerato da li Monarchi del 
Mondo e che tutti i Vefcòui fon tenu- 
ti, ogni tant'annijin fegnjb della loro 
foggettionealla Sede Apoftolica , a vifi- 
tare . Quello fi può dire anche efiere il 
Propitiatòrjo , doue fi tengono per i bifo* 
gni de/Chriftianefmo, le fa pplic a tioni, e 
*ogationipubliche,feguitando in tali fua. 

(ioni 



m 



di Romp l 
tioni tutto il Clero di Ròma,il Sacro Vef- 
fillo della Croce diquefta Chiefa:cdo. 
uè eran r iuolte le peregrinationi de' fede- 
li , fé bene non vi fi ammetteua antica- 
mente foreftiero , che non faceffe prima 
pubicamente la profeflione della vera 

"CpAp 

E qui finalmente, doue habita 'quegli » 
al cut arbitrio fi aprono , e ferrano i Cie- 
li, più che in qualfiuogìia altro luogo del- 
la terra, fi diffondono i diurni tefon delle 
celefti benedittioni: effendo innumera- 
bili le Indulgenze concedute a chi de- 
centemente vifita con diuotione queita 
facrofanta Bafilica „ 

Il fuo Sacro & llluftrifsimo Clero e 
copiofo per la quantità , coftando di 
trenta Canonici, trantafei Beneficiati , e 
ventiotto Ghierici Beneficiati,con alcuni 
Cappellani , che conftituifcono vna ge- 
rarchia belliffimadi tre Ordini; ma mol- 
to più perla qua!ità,effendo ftatoin ogni 
tempo pieno d'huomini infignì , ^Semi- 
nario d*i cardinali , e Prelati „ E tanto 
tornato, che gì' Imperadori fon ialiti di 
afcriuerfi , prima che riceuer per mano 
del Sorrrmo Ponrefice la Corona dell 
Imperio, nel numero de' Canonici , per 
denotar forfè, che Intimo de' gradi, per 
afeendere al colmo deglihonon terreni ( 
altro nonèche il titolo di Senatore , e 
Miniftro attuale del gloriofiffimo Pietro » 
Prencrpe della terra , & arbitro del Cie- 
' A 6 !»• 









1 1 Dille Ch'ufi 

Io . Ha vn Cardinale per Arciprete , di* 
goità collocata hoggi nella Perfonadel. 
i Enaineuffirno Cardinale Francefeo Bar. 
berini , che vi tiene per fuo Vicario FIN 
iuftriffimo Fatifto Poli, Arciuefcouo di 
/.mafia, Maggiordomo di Noftro Signo- 
re, e Canonico della medefima Bafilica. 



Air Aitar predetto di S. Pietro . 
Annph. Gloriofi Principes terra; quomo- 
do in vita fua dilexerunt fé, ita de m mor- 
te non funt feparati. y. Conftitues eoa 
principes fuper omnem terram. &. Me- 
mores erunc nomiois tui Domine . 
Oremus. 

DEus, cuius dcxtera beatum Fetruw 
ambulantem in flu&ibus,ne merge. 
retur eresiti & coapoftoiura eius Paukim 
tèrtio naufragantem, de profundo pelagi 
hberauit : exaudi nos propitiu-y, & con- 
ceda , vt amb-orum mentis aeternitath 
gloriam confequamur . Qui viuis, &c. 

Nota primo , che li fette Altari , per 
conofcerlr,hanno eiafcunola fuatauolet- 
ta perfegno . 

Nota fecondò , che fi poffbno comin- 
ciare da che banda vien più commodo . 

All'Altare de SS. Procedo , e Martini al 
no, che p il principale nel braccio a can- 
to alla Gregoriana , fono i corpi ài que- 
iti Santi , che eflendo Guardiani della-, 
prigione de' SS.Pktro,e Paolo, che ftà a 
. . pie 




di Roma . .. JJ 

pie di Campidoglio , furono dall' ifteffi 
Apottoli battezzati con l'acqua che iuì 
jniracolofamente fcaturi , Oc hoggidì an- 
cora dura . 

- Paternofter,&c. A uè Maria, dee. 
Antìph. lftorum cft enim regnum coelo- 
rum,qui contempferunt vitam mundi, & 
peruenerunt ad praemia regni , & laue- 
runt ftolas fuas in fanguine agni . 
ir. Laetamini in Domino , & exultate iu* 
iti. £t. Et gloriamini omnes recli corde. 
Oremus. 

DEus,qui nos fancìorum martyruro—»' 
tuorum Procefsi, oc Martiniani glo* 
rioììsconfciiìonibus circumdas &prote- 
gis : da nobis & eorum imitatione pro- 
licere , & interceffìone gaudere. Per 
Dominum noftrum,&c. Quello è Altare 
priuilegiato per li morti . 

All'Altare diS.Giouanni Chrifoftomo, 
che è quello hora del Crocefiflò, per do- 
ueifi qui collocare il corpo fuo,cbe ftà in 
Sacriftia : il quale fu tanto defiderolo di 
vilìtare ilfepolcro di quefti SS. Apoftoli 
Pietro , e Paolo a Roma , e doue non—» 
venne viuo, vi fu portato morto . 

Paternoster, &c. AueMaria,&c. 
Antìph. O Docloroptime , Ecclefiae fan- 
ctae lumen B.Ioannes Chryfoftome , de- 
precare prò nobis Filium Dei . 
■f . luftum deduxit Dominus per vias 
re&as . &, Et oftenditilli regnum Dei r 

Ore- 



I 



H T>e!leChiefe 

Oremus. 

ECcIefiam tuam, quaefumus Domine, 
grafia caelefcisamphficct , quain«» 
B. Ioannis Chryfofcorai ConfefToristui , 
acque Pontifici* illuftrare volrrìfti gloriofis 
meritis,& do<flrinis. PerDominum,&c. 
Queft'Oratione fi potrà dire oue è il Cro- 
cefiffo . Pater nofter,&c.Aue Maria. &c. 
Antiph. O Crux fplendidior cunclùs aftris, 
mitndo celebris,hominibus multum ama* 
bilis, fanclior yniuerfis f quae fola fuifti di- 
gna portare talentum mundi : Dulce li- 
gniim, dulces clauos , dulcia ferens pon» 
dera : faina praefentcm cateruam in tuis 
hodie laudibus congregatane . 
ir. Adoramuste Chrifte,&.benedicimu$ 
tibi . 5t. Qiiia per fanclam Crucem mani 
redenarfti mun dum . Oremus. 

DEus , qui vnigenrtì FHi; tui pretiofo 
fanguine viuificae. Crucis vexillum-» 
fanclificare voluifti : concede qiiaefumus r 
cos quieiufdem lancia? Crucis gaudent 
honore , tua quoque vbique protezione 
gaudere . Per e un de m Do mi mi m, &c. 

AH" Altare dì S. Petronilla . 
Antìph. Veni fpon-fa Chrifti, accipe coro 
namjquam tibi Dominus praeparauit in_* 
aeternum . f • Specie tua,& pulchritudi- 
»e tua . |i. Intende , profpere procede > 
& regna . Oremus . 

EXaudi nos Deus falutaris nofter : vt 
Écut de Beat» Pc troniilae virginia 

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15 



tuae commemoratone gaudemus , ita-» 
piae deuqrionis erudiamur affe&u . Per 
Dominimi noftrum, &c. 



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tolte 
Orci 
pretioi 

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UTJILf 



AlF Altare della, Madonna della Colonna. 
In quefto Altare fono i corpi di quattro 
Santi Pontefici Leone I. II. ili. & IV. 
Pater nofter, &c. a ne Maria,&c. 
Anttph. Sancita Maria fuccurre miferis , 
iuua pufillanimes, refoue flebiles,òra prò 
popuio , interueni prò ci ero , intercedei 
prò denoto foeinineo fexu : fentiant om- 
nes tonai iuuamen,qiiicumque celebrane 
tuam fan&am commemorationem_j. 
ir. Dignare me laudare te, Virgo facrata. 
$t. Da mihi virtutem centra hoftes tuos . 
, Oremus. 

Concede nos famulos tuos , qtìaefu- 
mus Domine Deus, perpetua men- 
tis & corporis fanitate gaudere : & glo- 
riofa Beatae Mariae femper Virgrnisinter- 
cefsione , à praefenti liberar! triftitia , & 
aeterna perfrui laetitia . Per Chriftum Do- 
minimi noftrum, &c. 

A SXeene Papa I . . 
Antiph. Sacerdos , &. Pontifex , & vktu- 
tum opifex, paftor bone in popuio, ora_* 
prò nobis Dominum . ir. Elegit cunu 
Dominus facerdotem fibi. 51. Ad facrifi- 
candum ei hoftiam Jaudis . Oremus . 

EXaudi , quaefumus Domine, preces 
noftras , quas in Beati Leonis Con- 

fe£- 









li i 



ì 



1 6 'Delle Cbiefe 

fcfloris tui , atque Ponti ;cis commem* 
racione deferimus : & qui tibi digneme. 
ruit famulari , eius tnrercedenttbus me- 
fitis, ab omnibus nos abfolue peccatis. 
Per Dominuin noftrum>&c« 



All'Altare de' SS. Apofioh Simone , e Giuda, 
Nell'altro braccio dirimpetto a' Santi 
Proceffo , e Martiniano fono i corpi di 
detti Apoftoli. 

Pater nofter, &c. Aue Maria , &c. 
Antìph. Tradentemm vos in concilijs, & 
in iynagogisfuis flagellabunt vos, & ante 
Reges, Oc Praefides ducemini propter me 
in teftimonium illis, & gentibus . 
Ìr t in omnem terram exiuit fonus coriu 
9t. Et in fines orbis terrx verba eorum. 
Oremus . 

DEu<; , qui nos per beatos Apoftolos. 
tuos Simonem & Iudam ad agni- 
tionem tui nominis venire tribuifti: da— r 
Jiobis eorum gloriam iempiternam & 
proficiendo celebrare ,. & celebrando» 
proficere . Per Dominum noftrum,&c. 
Nota , che nelli due Altari accanto a 
cjuefto,in quello a mano-deftra guardan- 
do verfo l'Altare, ftà il corpo di S. Boni- 
facio Papa IV . &in quello a mano fini- 
ftra, quello di S.Leone Papa IX. 

All'Altare della Crocefijjione di S.Pietro. 
Antiph. Ginn effes iunior cingebas tz^» t 
de ambulabas vbi volebas ; cum autem_» 



ì 




# di Roma . *7 

0! %enuens alius cingettc , «cductt quo tu 
% non vis . t- Qui vult venire poft m<L>» , 
*i. a bneget femetipfum. &. Et tollat crucern 
*(* fuam , & fequatur me . 
5 Oremus . 

— T> Eus, qui beato Petro Apoftolo tuo 
■ni AJ collari* clauibus regni caeleftis, li- 
«ni'l pandi , atque ioluendi Pontificium tradi- 
oik ditti : concede vt interceffionis eius ausi- 
lio a peccatorum noftrorum nexibus li- 
beremur. Qui viuis.Sc regnas,&c. 

j AW Altare di S. Gregorio Tritno . 
Quello Altare è dirimpetto alla Gre- 
goriana, e vi ftà il corpo di quello fanto- 
Pontefice. . 

Pater nofter, &c. Aue Maria, &c. 
Antiph. O Docloi opti me , Ecclcfi» latt- 
ea» lumen, Beate Gregori, diurna: legis 
amator, deprecare P ro nobis filmai Der. 
■*■ Elegit eum Dominus lacerdotem udì. 
Bt*. Ad facrlrkandum eihoftiam laudis . 
Oremus. 

DEus, qui anima? famuli tui Gregorij 
sterna? beatitudinis pr*mia contu- 
si: concede propitius , vt qui peccato- 
rum noftrorum pondere premimur , eius 
apud te precibusfubleuemur. Per Do- 

jninuni noftrum, &c» 
Quell'Altare è priuilegiato per 1 morti. 

Al Volto Santo . 

Pater nofter, &c Aue M3"*>& c ' 

An* 









I 



1 






i3 Delle Cbiefe 

Antiph. Chriftus lefus fplendor Patris ,& 
figura fubftantiae eius , portans omniju 
verbo virtutis ma; , purgationem pecca- 
torum faciens , gloriofì vultijs fni veftigia 
nobisrelinquere dignatuseit. 
ir. Signatum eltfuper nos lumen Vultui 
mi Domine . $i. Dedifti laetitiam in cor- 
de meo. Oremus. 

DEus , qui ncbis fignatis lumine Vul- 
tus tui , memoriale tuum ad inihn- 
tiam beata Veronica? imaginem tuam_. 
-Sudario, imprefiam relinqucre voluifti: 
praefra fupplicibus tuis r vt qui eam hic in 
Speculo, & jn emgmate veneramurin-j 
rerris, defìderabi!em s ad veram faciem_, 
laeti, &fecuri videremereamurin cselis. 
Qui viuis, & regnas, &c. 

Contiguo a quefta fecrofanta Èafilica 
ita il Palazzo Pontificio ,con Ja celebre 
Libreria Vaticana , con Giardini, Fonta- 
ne, Pefchiere,e Statue , & in particolare 
quella di Laocóte, di Clcopatra,& altre, 
delle quali nella Roma, in breue da ftam- 
parfi , fi darà piena relatione. Vi è anco 
l'Armeria fatta fare dal Sommo Pontefi- 
ce Vrbano VIH. 

In detto Rióne di Borgo , oltre S.Pìe- 
tro, & il Caftello S.Angelo fortezza inef. 
pugnatole , fono l'infralcritte Chieie. 
S. Angelo incontro a Caitello . 
S. Maria Trafpontina con nuoua fabrica . 
Oratorio ài $ t Baftiano. 

S.Ia- 




di Roma* *9 

S.lacomo Scofciacaualli . 

La Madonna della Purità , 

S. Martina del Priorato . 

S. Caterina Oratorio del Santiflìmo Sa- 
cramento di S.Pietro . 

L'Afeenfione di N. Signore al Cielo . 

S.Gio.Battifta de' Spinelli . 

S.Lazaro fuor di Porta Angelica-j . 

Santa Croce a Monte Mario ., In queita 
Monte fono molte Ville di particola- 
ri , affai belle , che fcuojjjrono tutta-* 
Roma, come quella de' Signori iati. 

lini, e Siri. 

•S.Maria del Pozzo . 

S.Pelegtino fuor di Borgo. 

S. Egidio in Borgo . . . 

S.Anna Chiefa de'Palafernieri degli Emi- 
nentiflìmi Cardinali . 

SS.Martino , e Sebaftiano nella Guardia 
de'TedefchidiN.S. 

S.Stefano degl'Indiani 

S. Marta dietro la Chiefa di San Pietro. 
Quefta Chiefa è tenuta dalla Compa- 
gnia degli Officiali di Palazzo , e vi e 
fHofpitale per li loro ammalati .Gre- 
gorio XIII. confermo a detta Chieia-» 
futti li Priuilegi,& indulgenze concei- 
fele da'Sommi Pontefici, nella quale-* 
' fono tutte 1' Indulgenze concedute a 
S Giouanni Laterano , a Sanòta San- 
«àorum.a S.Giacomo di Gahtia,e mol- 
te altre . 
S.Stefano degli Vngheri . 

s.Ma- 






— 8*v 



;. 



io Delle Chi 'e/e 

5. Maria in Campo Santo . 

S. Angelo alle Fornaci . 

S. Saluatore del Torrione . 

S. Michele in Saffia . 

S.Lorenzo in Borgo Vecchio . 

S. Spirito, e fuo Spedale, beniflìraogo- 

uernato . 
S. Tecla delle Monache in S.Spirito,con 

nuoua fabrica (ritta faredaMonfigno* 

re Faufto Poli Maggiordomo di N,S. 

Papa Vrbano Vili, v 

Ha quefto Rione di Borgo bellifsimi 
Palazzi , che lo rendon veramente degno 
del nome di città . De* quali fi vedrà la 
^articolar defcrittionc uella nofira Ro, 
ma Moderna » 








RIO- 



f dì Roma» 

'■ 

RIONE DI TRASTEVERE, 



3i 





' Arme di queflo Rione , è vna-* 
j> Tefia di' Lione in Campo rofo : 
e vi fi contengono Pinfrafiritt^ 
Chtefu^j . 

S Onofrio, Monafterio de'Frati di San 
> Girolamo Qucfta Chiefa e vici- 
no alla pòrta di S- Spirito, fopra di vn 
colle ameno. Vi è ftauon* il Lunedi 
di Pafqiia. & vi fono moke reliquie .e 
perdonane per li peccati, & e Titolo 
5i Cardinale /-Vi ftanno Padri di vita 
effemplàre di quell'Ordine. Entrando 
in detta chiefa, fi vede vna Cappella a 

man 



¥, 



« 'Delle Chi e fé 

man dritta, fatta nuouamenre dalla fa- 
miglia del Cardinal Madrucci, molto 
ricca, e bella . In vn luogo ameno die- 
tro aquefta chie fa fanno radunanza i 
Padri dell'Oratorio diS. Filippo Neri 
dal fecondo giorno di Pafqua infino a 
S.Pietro, tutte le Domeniche,e fefte di 
detto tempo, con Sermoni , & altri 
trattenimenti fpiritualr, con grandiffi- 
fimo gufco, e profìtto delle perfono» 
deuote . 

S.Leonardo. 

s. la corno a Porta Settjgnana , chiefa di S. 
Pìetroihora MonaftejJo delle Monache 

j Conuertite. E ne é Protettore l'Eminé- 
tifiìmo Cardinal Barberino , che vi ha 
fatto vna belliffìma fabbrica per dette 
Monache . 

s.Croce della Penitenza . 

s. Pietro Montorio.Vi fono Padri Zocco- 
lanti , & vi é vna bella fontaifnfattaLj 
fare dalla fel mem.di Papa Paolo V. 

s.Pancratio fuor di Trafteuere . 

5. Pia (Tede detta Paffara, fuor di Trafte- 
uere . 

s.Maria del Ripofo fuor di Trafteuere'. 

s.Francefco a Ripa. Vi fono Padri Refor- 
mati dis.Francefco . 

s.Maria delI'Horto appreflFo Ripa . Qtre- 
fta Madonna è di molta diuotione , Se 
ha Indulgenza plenaria conceria a'Mo- 
linnri, Pizzicaroli, FruttaroIi,Herbaro- 
li, & Hortoìani di Roma i la Compa- 
gnia 



ilk 



3r 



't[( di Romà^ 2 * 

^ gnia de' quali vi ha fatto vn beliiffimo 

"foco,! Hofpitale . 
^.Quaranta Màrtiri . 
) 4;s.Cofmo, e Damiano, detto s.Cofmato, 
fiL monafterio di Monache. 
d califto monafterio de'Padri di s. Bene- 
i lf |[ detto,con vna belliffima fabrica . 
< s.Maria in Trafteuere e Bafilica , & vi e 
D? vna beiiiflìma foffitta , fatta fare dall 
j£ Eminentifsimo Cardinal Pietro Aldo, 
brandino . 
s Egidio . , 

^s. Maria di monte Carmelo monafterio 
«'.., di monache . 

S s.Maria della Scalaci ftanno li Carmen- 
li tani Scalzi Riformati. 
Pr i, s.Dorotea è Parocchia . 
s.Giouanni della Malua. 
s.Appollonia monafterio di monache. 
,„ s.Margarita monafterio di monache , fa- 

bricatoda Giulia Colonna, 1564. 
S ss.Ruffina, e Seconda . 
' 0l s Grifogono . Qui fono Padri dell Ordine 
del Carmine, e vi è vna bella foffita-i, 
fatta fare dalla gloriofa mem.dell Emi- 
nentifsimo Card. Scipione Borghefe . 
Horan'è Titolare l'Eminentiffime Pier 
Maria Card. Borghefe . 
s. Agata— * . 
s.Bonofa . 

s.Saluatore della Corte . . 
s.FdmondoRè. ,,,-,. 

s.Gio. Battifta de' GenoucficonlHofoi- 

dalc 



à 



f 



*4 Delle Cbiefe 

dafe perla natione loro. 
$. Cecilia monafterio di Monache. Et è 

parodila, tenuta con molta poluiaw. 
s.Mana della Torre. 

s.Mariaiu Cappella. 
s.Andrea. 

s.Saluatore al Ponte di s.Maria . 
s.Benedetto . 



v . 



RIONE DI RIP A . 




L -%""*' P"fìo Rione , ì vna 
Ruota tn Campo Rolfo ; & 

™ fi contengono l' infrafiritt^ 



S.Gio" 



di Roma . 



2 5 



SGiouanni Colauita nell'lfola, già 
V Monafterio di Donne, In quella 
Chiefa. hora vi ftàno i Frati del B.Gio- 
uàni di Dio,dettì volgarméte, Fate ben 
fratelli : i quali con opere pie, e piene 
di carità gouernano tutti grinfermi,che 
vi vanno:& è ampliata di nuouo la fa- 
.brica -dall' Eminentifsimo Cardinale-* 

Lanti* ? 
S.Bartolomeo nell'lfola , monafterio de* 
Frati Zoccolanti . Quefta Chiefa fu ri- 
fatta da Gelafio Papà li . Nel giorno 
di S.Bartolomeo vi è la plenaria remif- 
fione de'peecati , e la Domenica delle 
Palme vi è indulgenza di anni 200. Vi 
fono i corpi di s.Paulino,di s.Efluperio, 
di s.Gilberto,e di S.Marcellino , i quali 
furono ritrouatiin quel pozzo, che è 
dinanzi all'Aitar grande : e quello di s. 
Bartolomeo, il quale fu portato da-» 
Beneuento a Roma da Ottone li. Im- 
peradore,e molt'altre Reliquie,le qua- 
li fi moftrano nel giorno di s. Bartolo- 
meo , e nella Domenica delle Palme ; 
& è Titolo di Cardinale, e parocchia . 
Qui fu il Tempio di Efculapio . 

S.Gregorio a ponte Quattro capi. 

s Maria Egittiaca . Qui è lo fpedale della 
natione Armena . 

s.Stefano alle carrozze . 

s.Maria a Schola greca , & è Collegiata . 

s.Anna . 

3 s.Sa- 



\ 






n 




** Dille Cbiefe 

s. Sabina, chiefa de' padri Domenicani; 
Il primo giorno di Quadragefima ri 
N.S.con la caualcata a farci Cappella, 
€ vi è concordo di molto popolo . 

j.Alefllo: è de' padri di s. Girolamo, &é 
vna delle zo. Abbazie di Roma. 

s.Maria neli'Auentino . 

s.Lazaro fotto il monte Auentino. Paf. 
/andò per andar fuori di Roma fi troua 
monte Teftaccio, e lafepoltura di Ce- 
ftio,come nella Roma moderna fi feri, 
uè a pieno, e vi è la fua figura . 

s.Saluatore fuori della porta dis.paoloV 

ss.Pietro, e Paolo Apoftoli, douefifepa- 
rarono ,- e ne ha la cura l'Arcbiconfra- 
ternità della fanti/lima Trinità de'Con- 
ualefcentidiRoma . 

s.Paolo Apoftolo . Vi ftanno li Padri di s. 
Benedetto : & è Bafilica , & vna delle 
quattro chiefe dell'Anno fan to, 

MODO DI ORARE NELLA 

Chiefa di S.Paolo . 

QVefta Tanta Chiefa , come quella di 
s.Pietro , fu fabricata dairifteffo 
C oftantino Magno , nel podere di s. Lu- 
cina, la quale al tempo di s.Cornelio pa- 
pa npofe qui il corpo di s.Paolo , cornea 
lifteflo Cornelio fanto ripofe quello di 
s.Pietro nella fua chiefa, cauati dalle-» 
catacombe di s.Sebaftiaao ; e dopo ney 

fu 



V 






di Roma 



*7 



Un 7*à pofta la metà per ciafcheduna di det- 

S^echiefe. . 

° c ? Andando a quella chiefa fi potrebbe 
meditar' il viaggio, che fece N. S. dall' 
horto a cafa di Anna . 



t 



All' Altare del fantiffimo Sacramento 
kik prìuilegiato. Pater nofter. Aue Maria,&c. 
*'*Jli Salmo %. penitentiale. Beati, quorum-» 
¥jié remiffsE funtiniquitates, &c. 

Or attorie cantra V Aitar iti a . 

DEus, cum Apoilous ttius rauius no? 
docuerit auaritiam e/Te idolorum_j 
feruitutem : concede quaefumus, vt quod 
ille docuit >nos opere compleamus : de 
auaritiam vitantes, Hberalitatem, erga-ji 
pauperes prafertim ample&amur « Qui 
viuis,&regnas,&c. 



ldÌ!,Pl 






io, 



m 



All'Aitar maggiore . 
Pater nofter, &c. Aue Maria, &c. 
Antiph. Petrus Apoftolus , & pauJus Do- 
ttor Gentium , ipfi nos docuerunt legem 
tuam Domine, ir. inomnem terram_j 
exiuit fonus eorum . Ijt. Et in fines orbis 
terrae verba eorum . 

Oremus . 

DEus, qui beato Petro Apoftolo tuo » 
collatis dauibus regni caeleitis, liga- 
di,atque foluendi pótificium tradidifti: & 
qui multitudinem gentium B. Pauli Apo« 
itoli praedicatione docuifti: cócede nobis 
quasfumus , vt intercefiìonh ipforum au- 

B 2 xilio. 



BB 




' 



% 




2* Delie Cbiefe 

xilio,a peccatorum noftrorum nexibus li. 
beremur. Qui viuis,& regnas.&c. 

~ "m 

Al Crocefijfo . 
Quefto CrocefifTo parJò a fanta Erigi. 
cUjmentre che quefta Santa in quel ballo 
accanto ali* Alta: maggiore taceua ora- 
tone : e fi moftra al popolo, che n'ha.» 
gran deuotione,ogni prima Domenica-j 
del Me fé, quafi ad ogni Mefla . 

Pater noiler, &c. A uè Maria, &c. 
Antipb. Humiliauit fcmetipfum Domi* 
luts uofter Iefus Chriftus,fa#us obediens 
vi'que ad mortem, mortem autem crucis: 
fuopter quod & Deus exaltauit illum , & 
donauit illi nomen, quod eft fuper omne 
nomen: vt in nomine Iefu omne genu fle- 
ftatur, caeleftium, terreftrium,& inferno. 
rum,- & omnis lingua confiteatur , quia_» 
Domini» lefus Chriftusin gloria eft Dei 
Patris . ir. Adoramus te Chrifte , & be- 
nedicimus tibi. ijt. Quia perfanflam-» 
emeem tuara redemifei mundurru* . 
Oremus . 

DOmine Iefu Chrifte fili Dei viui,qui 
de cxìis ad'terram de fìnu Patris 
ddcendifti , & fanguinem tuum pretio- 
fum in remiiììonem peccatorum noftro- 
rum fudifti: te humiiiter deprecamur , vt 
indie iudicij addexteram tuam audire_> 
mereamur, Venite benedicci. Qui viuis,& 
regnas, &c. 



Al- 



hit, 



dì Ityma 



29 



All' Alt/tre della Madonna. 
Pater nofter,&c. Aue Maria,&c. 
Antiph. Sancta Maria fuccurre miferis, 
iuua pufillanimes , refoue flebiles , ora—* 
prò populo, interueni prò Clero,interce- 
de prò deuoto fcemineo fexu,- fentiant 
omnes tuum iuuamen , quicumque ce- 
lebrant tiiam fan&am commemoratio- 
nem. ^. Dignareme laudare te Virgo 
facrata . g* . Da mihi virtutem contra— » 
hoftestuos. Oremus. 

Concede mifericors Deus fragilitatì 
noftrae ,praefidìum ; vt qui lanci» 
Dei genitricis memoriam agimus ,inter- 
ceffioniseius ausilio, anoftrisiniquitati- 
bus refurgamus . per eundem Chriftum 
Dominum noftrum, &c. 

All'Altare della Conuerfione di S, Paolo » 
priuilegiato* 
Pater nofter, &c. AìueMaria,&c. 
Antiph. A Chrifto de caelo vocatus , 8c 
in terram profcratus , ex perfecutore eie- 
ctus efc vas ciechi onis . y. Sancle Paule 
Apoftole praedicator veritatis > de doclor 
Gentium . 91. Intercede prò nobis ad 
Deum - Orèmus . 

DEus, cnai multitudinem Gentium_», 
beati Pauli Apoftoli predicanone 
docuifti: da nobis , quaefumus , vt cuius 
conuerfionem fcoHmuè , eius apud te pa- 
trocina fentiamus . per Dominum,&:c. 



I 

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I 



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, 



3° 



Delle Chiefe 



*■■ 



i 



Alt Altare di S. Benedetto, delti [ette. 
Pater nofter,&c. Aue Maria,&c. 
'Jlntipb. San&iflime confeffor Domini, 
Monathorum pater, & dux , Benedille, 
intercede prò noftra , omniumq. falute . 
y. Ora prò nobis Beate Benedice-» . 
T$t. Vt digni efficiamur promìfsionibus 
Chrifti. Oremus. 

INterceflio nos , quasfumus Domine , 
beati Benedicci Abbatis commendet: 
vt quod noitris mentis non valeraus,eius 
patrocinio affequamur. per Chnltù, &c. 

Alf Altare di SStefano protomartire , 
delti fette . 
pater noiter,&c. Aue Maria, &c. 
r Antìph. Sepelierunt Stephanum viri tu 
morati, & feceruntplan&um magnum-i 
fupereum. ir. Stephanus vidit cxlos a- 
pertos. Ijt. Vidit,& introiuit : beatus 
homo,cui caeli patebant . Oremus. 

DA nobis, quaefumus Domine,imita- 
ri quod colimuSjVt difeamus & ini» 
micos diligere : quia eius commemora, 
tionem celebramus , qui nouit etiam prò 
perfeciuoribus exorare Dominum nofcru 
lefum Chriftum Filium tuum. Qui tecum 
yiuit, Se regnar, &c. 

all'Altare del? Affuntìone delta Madonna . 

pater nofter,&c. Aue Maria, &c. 
ìydntìpb. Maria Virgo c«lo$ afeenditrgau- 

de te, 






m 



"ti, 



di Roma. 31 

4ete,quia cum Chrifto regnatili aeternu. 
ir. Exaitata eft lancia Dei genitrix . 
$t. Super choroó Angelorum ad caeleftia 
regna . Oremus . 

F Amul orum tuo rum , qaaefumus Do- 
mine , del l&is ignofce : ve qui tibi 
piacere de a&ibus ,noftris non valemus t ~ 
geniti icis fili; cui Domini noftri intercef- 
fione faluemur . per eundemDnm,&c. 

Pantaleone Caftellì Confolo Romano 
fece nel 1070. fabricarein Coftantino- 
poli le pone di bronzo della Bafilicadi 
s. Paolo , nelle quali auanti al Cartello, fra 
gentilitia infegna» conforme all'vfo di 
quel fecolo, apparisce tuttauia lafua effi- 
gie,proftrato focto ad vna fanta immagi- 
ne, con la fua ifcrittione. Et al fine di det- 
te porte,vedefi tuttauia l'Aquilajche por- 
taua come Confole Romano , da' quali 
Confoli fi portaua diuifata diuerfamente 
da quella delh Patritij, e Prefetti. 

ss. Vincenzo, Se Anaftafio martiri, alle-*» 

Tre fontane . 
s.Paolo alle Tre fontane, doue fu tagliata 

lateftaas.Paolo: e vi fono tre fontane 

dalli tre falti che fece la fanta tefta:co- 

fa miracolofa . 
s. Maria Annuntiata, vna delle noue chie- 

fe, fuori di Roma. 
s.Sebaftiano. Qui fono li padri di s.Ber- 

nardo , & è vna delle 10. Abbadie,eo? 

B 4 me 



i 



ì 



I ■■ 




31 Delle Cbie/e 

me nella Roma moderna fi fermerà 
più a pieno . 

MODO DI ORARE NELLA 
Chiefa di S.Sebaftrano. 



QVefta fanta Chiefa è fabricata fopra 
il tamofiflìmo cemeterio di s.Cali- 
feo, luogo fantiffimo , doue i Chriftianial 
tempo della perfecutione fi ricoueraua- 
no, e nelle catacombe , che é quel luogo 
baffo all' entrare , quando fi viene da s. 
paolo, e doue giacquero gran tempo fat- 
to quell'Altare i corpi de'ss.Pietro,e Pao- 
lo , che facrificauano , e faceuano quiuii 
diuini officij . 

Andando a quefta chiefa , fi potrebbe 
meditare il viaggio che fece Noftro Si- 
gnore da Anna a Caifaffo . 

AlC Altare del Santifsimo Sacramento : 
pater nofter,&c. Aue Maria, &c. 
Salmo 3.penitentiale. Domine neinfu- 
rore tuo arguas me, &c. 

Oratione contra la Lujfuria . 

DEus , cuius gloriofus martyr Seba* 
ftianus fagittis confixus fuic i te fup- 
plices exoramus, vtconfigas timore tuo 
carnem noftram:vt luxuriam refpuentes, 
caftitatem mentis, & Corporis tueri pof- 
fimus . per Qhriftum Dominimi, &c. 



Ah 




m 



X 5 



di Roma. 



3J 



AlP Altare delle Catacombe , fatto il quale 
giacquero gran tempo i corpi de 

Santi Pietro y e Paolo . 
pater nofter, &c. AueMaria,&cy 
Antiph. Gaùdent in cejis animae S anelo* 
rum,quiChrifti veftigiafuntfecuti:& quia 
prò eius amore fanguinem fuum fuderót, 
ideo cum Chrifto exultant fine fine . 
rfr. Orate prò nobis fancti Dei martyres . 
fji. Vt digni efficiamur promiffionibus 
Chrifti. Oremus. 

INfirmitatem noftram, qusefumus Do- 
mine, propitius refpice: & mala om- 
tiia,quaeiuftèmeremur, fanclorum pon- 
tificum, & Martyrum , quorum memoria 
hic colimus, interceflìonibus propitiatus 
auerte . per Dominum noftrum, &c. 

Nota, che quefte catacomba fono vna 
chiefetta, douei noftri primi Chriftiani 
celebrauanp già i diurni orfieij. Qui fi 
vede la fedia pontifìcia di s. Califco,e de 8 
fuoi fanti fuccefTori,& le fepolture in- 
torno di quei Santi, 

All'Altare di SJSehaHiand # 
pater nofter, Scc, A uè Maria, Scc, 
Antiph.Vm fan eli gloriofum fangiiiné fu- 
demnt prò Domino , amauerunt Chriftu 
invita fua : &ideo coronas trhunphales i 
meruerunt . Ir. Ifti funt qui venerant ex 
magna tribulatione. l£.Et lauerunt ftolas 
foasin fanguiae Agni . 

3 y Off- 



I 



34 Delle Rioni 

Oremus . 

DEus, quibeatum SebaftianumMar. 
tyrem ruum, ita in tua fide,& dile- 
zione folidafti , vt nullo tormentomm_i 
genere a tuocultu pocuerit reuocari : da 
nobisin tribulatioue auxilium ,inperfe- 
cutione folatium , contra onines diabolf- 
cas infidias munimen : vt bonis operituis 
abundantes, aeternae beatitudinis premia 
confequimereamur. perDnm,&c. 

All'Altare delle Reliquie . 
rater noftcr,&c. AueMaria>&c. 
Antìph .\kor\xm eftenim regnurn caeloru, 
qui contempferunt vitam mundi, Oc per- 
uenerunt ad praemia regni , & laueruat 
itolas fuas in fanguìne Agni . 
V. Lsetamini in Dho, & exultare iufti . 
£i. Et gioì iamini omnes re<5li cordai .' 
Oremus . 

DEus, qui nos concedis fancìorum-> 
martyrum tuorum ùiffragijs adiu- 
uari : da nobis in seterna beatitudine do 
eorum focietategaudere. per Dominili» 
»oftrum, &c. 



A gli altri Altari, che fecondo la fabri- 

ca nuoua fono cinque , fi potrà di. e vn-j 

pater nofter, & vn Aue Maria per altare. 

I All'Altare di S.Carlo, fi pno dire l'ora- 

-tione , che fi ditte a s. Leone nella chiefa 

Mi s. Pietro : allAffuntione quella che fi 

Wifie as.paolopag.30r a s.OiroJamo quet 

I la 



Mi, 



di Roma* 3 5 

la che fi dice a s. Maria Maggiore . 

Qui vicino vi è la fepoltura di Metello, 
detto Capo di Bone, & il Cerchio dì Ca- 
racalla . 

s.Vrbano , chiefa antica , hora rinouata 
da Noftro Signore Vrbano Vili . con 
bellifsima fabrica . 

SèMaria delle piante. Quefto luogo è an- 
dato in rouina queft'anno 1637. per la 
tempefta. 

s.Giouanni a porta Latina . 

s.Cefareo e chiefa de' preti del Collegio 
Clementino. 

s.Sifto. Quefta chiefa è de' padri Dome- 
nicani . 

ss. Nereo, & Achilleo . Ne hanno la-» 
cura H padri dell'Oratorio della Chie- 
fa noua . 

s.Balbina . 

s.Saba Abbate , ne ha la cura il Collegio 
Germanico . 

3. prifea . 

s.Gregorio nel monte Celio . Vi fono li 
padri Càmaldolenfi: &è fabricata-* 
di nono dalla bona memoria del Car- 
dinale Scipione Borghefe . 

s.Sihiia . 

&. Andrea. 

s.Barbara . 

ss.Gio.e Paolo, fono Padri Gefuati . 

s.Maria Liberatrice . 

s.Teodoro . 

jì 6 s.Ana. 






ili 



3* T)e He Chi e f* 

s. Anatolia. 
s.Giorgio . 
s.Aniano. 

s.Gio.Battifta Decollato, chiefa della.» 
N-atione Fiorentina > i quali Confrati 
con gran carità danno la fepoltura a 
tutti li condannatiper Giuftitia . 

s.Eligio de* Ferrari. 

s.Huomobuono , chiefa dell' Vniuerfirà 

de'Sartori . 
s. Maria in portico . 
S.Nicolò in Carcere . 
Santifsimo S^agramento per la fudetta-j 

crocchia . 



i. 





i 




X 



RIO- 




di Roma . 



37 



«MI 



RIONE DI S. ANGELO 

in Pefcana-f. 







L'Arme di quefio Rione è vri An- 
gelo in Campo Rofo: e vi fi 
contengono /' infrafiritte Cbie\ 

S ' A N § eI ° in p efcarià , già tempio di 
£\ Giunone nella via Trionfale, flo- 
ra e chiefa Collegiata . Il Card,Peret- 
ti bo.mem. di nuouo la riftauró> facen- 
dole il foffitto: al prefènte n'è Titolare 
il Card. Boncorapagni Vi fono li cor- 
pi de i ss. Martiri Sinforofa , e Zotico 






ri 




I 



38 "Delle Cbìefe 

Aio marito , e de ì Tuoi figliuoli, da Ste- 
fano papa trasferiti . Le quali reliquie 
fi inoltrano due volte l'anno , con io- 
dulgenza plenaria , cioè la fetta di Tan- 
ta Sinforofa alli 18. di Luglio , & il dì 
di s. Angelo alli 19. di Settembre ; e vi è 
la Compagnia de' pefciuendoli . 
3.Caterina de'Funari.Qui è il monafterio 
delle Zitelle miferabili , le quali fi nu- 
trifeono con fanta vita, e buoni coftu- 
mi fino al tempo che fi maritano, oue« 
rofi fanno monache. Il giorno di s. 
Andrea vi è il Giubileo plenario, con- 
ceffo da Giulio Terzo, & altre molte 
indulgenz-e . Et vltimamente il Card. 
Cefo vi ha rubricato vn tempio vago,e 
bello . E vi fono due palazzi belliifimi 
de' Signori Mattei . 

«.Ambrogio della Maflìma, che è mona- 
fterio di monache dell'Ordine di s.Be- 
„uedetto . 

s.Sa!uatore a piazza Giudea > tk è parec- 
chia . 

s. Maria in publicola. 

ss.Valeatino, e Sebastiano. 




RIO- 




llJty! 

'«tìatf, ì 

ristali l 



di Roma. 39 

RIONE DELLA REGOLA. 



Ir. Ilf» 




i,A«T ' %Armt di quefìo Rione, è vn 

3ài;JLj Ojw i» Campo Rojfo ; & 

vi fico ritengono /' infrafcrittz^ 

S . A Nna alli Funari,monafterio di Mo- 
t\ nache . 

s. Cario affli Cattavi , chiefa delli Berna- 
biti della Regola de' Chierici Regola- 
ri di SsPaolo. 

s.Benedetto parochia . 

s. Biagio de' Cacabari . Quefta chiefa è 
della Compagnia de'Matarazzari . 

s.Maria del pianto- . 



j 

1 









I 



I ; 



40 ^Delle Qhhfe 

Oratorio di s. Maria del pianto . 
s.Tomafo al monte de'Cenci. 
S.Bartolomeo de'Vaccinari . 
s.Maria Monticelli, 
s. Paolo alla Regola . 
ss. Vincenzo, & Anaftafio . 
ss. Trinità Quella chiefa è gouernata-» 
dalI'Archiconfraternità del la Trinità » 
con Hofpidale che riceue tutti li Pel- 
legrini , e gouerna lautamente per tre 
giorni tutti h Conualefcentr. 
Oratorio della Compagnia della fantifli- 

ma Trinità . 
s.Saluatore all'Onda. 
s.Francefco a ponte Sifto . Qiitui è fret- 
to vn'Hofpidale perir poueri Mendi- 
canti dalla fel. man. di papa Sifto V. 
Se è abbellito di vna belliflìma , & ab- 
bondante fontana dalla fel.mem. dì 
rapa Paolo y. 
s.Giouanni de' Bolognesi . Quefta chiefa 

e della natione Bolognefe . 
y.Maria dell'Oratione. In quefta chiefa 
vi è la Compagnia della Morte , ebe-r 
fa molte opere di carità chriftiane . 
s. Caterina di Siena . Vi e la Compa- 
gnia, che dà la dote alle Zitelle di det- 
ta Natione. 
s.Eligio degli Orefici, é Compagnia. 
S.NÌCOÌÓ degl'Incoronatr, è parocchia. 
Chiefa dello Spirita Santo, è della na- 
tione Napolitana. 
s» Lucia della chiauica | è della Compa- 
, ^ _^^ gnia 





*E 



di Roma. 41 

gnia del Gonfalone, e dà la dote alle 
Zitel le . 

s.Giouanni in Aino, é parocchia, 

s.Maria di Monferrato, è chiefa di Spa- 
glinoli della Corona d' Aragona. che» 
danno la dote alla loro Natione . 

s.Tomalb degFInglefi . Qiieft'è vn Col- 
legio di detta Natione,fondato da Pa- 
pa Gregorio XHI. 

s.Caterina della Ruota, e parocchia . 

S.Girolamo della Carità . Qui fono mol- 
ti preti, ed fa Oratorio, come nella 
Roma moderna fi park a pieno. E po- 
co lontano ftà il palazzo di Farnefo 
con molte ftatue belliffime . 

s.Brigida . 

s.Maria della Quercia,chiefa dell 'Vniuer- 
fità de'MacelIari . 

s.Saluatore in Campo . 

s. Martino ai Monte della pietà . Quefta 
chiefa è della Compagnia della Dot- 
trina Chriftiana : «e qui incontro ftà il 
(acro Monte della Pietà , che pretta-* 
denari gratis apoueri,& altri bifo- 
gnofi . 



V 







RIO- 



- 



4» 'DelU Cbiefe 

RIONE DI PARIONE. 







I 



■ 



L'arme diquefto Rione ,ev* 
yrtffo tn Campo RoJJo : & 

wjt conungono l'infrafcritt^ 
Cbiefe . 

S. TT% Arbara Quefta chiefa è fra pfaz- 
XJ za Giudea, e Campo di Piore^ , 
e v fonc > de'c anelli di s. Maria Madda- 
JL J ? d , veft/m enti di Maria Vergi- 
ne > del velo, e capo di s.Barbara , dil- 
le reliquie de 'ss. Bartolomeo, Filippo, 
e Giacomo Apolidi , di s.Margarita, e 
•elice, Chriitoforo, SebaAiano , Alef- 

fio, 



k* 









di Roma. 43 

fio, Mario, Marta, l orenzo, Petronilla, 
& altri . Detta chiefa hora è de'Libra- 
ri , doue vi hanno fatto vna Compa- 
gnia , fotto il titolo di s. Tomafo d'A- 
quino. E qui incontro vi è il palazzo; 
dell' Eccellentiffimo Signor D. Tadeo] 
Barberino Prefetto di Roma , Nepote j 
di papa Vrbano Vili. » 

La chiefa delia Compagnia del fanthìt- 
mo Sagramentodi s. Lorenzo in Da- 
mato . 

S.Lorenzo in Damafo con il Palazzo del- 

> la Cancellarla. Nella Roma Moderna 
fé ne parla appieno. 

S.Stefano in pifciuola, è parocchia . 

s.Maria, e s.Gregorio in Vallicella, detta 
la Chiefa Nuoua . Qui ftanno lj Padri 
dell'Oratorio , & è bene officiata , e fu. 
fondata da s.Filippe Neri , come nella 
Roma Moderna ii fa la fua narratiua a 
pieno, e figura . 

s.Tomaffo in Parione è parocchia . E qui 
•vicino fono gli Officij del Cardinal Vi- 
cario . 

s.Agnefe in Nauona , è delli Chierici Re- 
golari detti Minori . Quefta piazza-* 
è la più grande , e bella che fia al 
Mondo. 

s.Pantaleo vicino a Pafquino . Qui fono 
le Scuole Pie , doue vanno molti po- 
ueri putti ad imparar le virtù. Et al- 
la piazza di Pafquino ftà la fua ftatua 
alla càconata dei palazzo degli Orimi, 

s.Ma* 



i * 



1 




44 Delle Chiefe 

s. Maria di Grotta Pinta , quefta è paroc- 
chia . 

s.Eliteberta. Quefta chiefa è della na- 
sone de' Fornari Tedcfchi, e vi tengo- 
no il Cappellano. 






RIONE DI PONTE. 



I 




L y %Arme di quejio Rionejvìt-j 
'Ponte con HCaftello in Cam- 
po Rqffòifr vi fi contengono fin- 
frafcritt e Chiefe. 

ss.^tElfo e Giuliano in Banchi . Que* 
V^i fta chfefa è Collegiata , e vi è vn 

' piede 






s. 



di Roma j 45< 

prede della Maddalena , e molte altre 
Reliquie, & indulgenze . Vi è vna Có- 
pagnia del fantiftìmo Sacrsmento , la 
quale ogn'anno marita Zitelle il Lune- 
di fra l'ottaua del Corpus Domini. 
Oratorio , doue li Fratelli di detta Com- 
pagnia celebrano il Diuino OfiTcio . 
s.Maria della purificatione in Banchi . 
ss.Tomafo , & Orfo , Oratorio della Na- 

tione Fiorentina . 
s.Giouanni de'Fiorerrtini . Quefta chiefa 
e della Natione , e vi fono belle Cap- 
pelle,colfuo Hofpidale per quelli del- 
la Natione» 

Maria del Suffragio . Quefta chiefa è 
Compagnia di particolari, e.yi tengo- 
no il loro Cappellano . 
S.Biagio della pagnotta, è parocchia, e 

chiefa de'Regattieri . 
ss.Faufrino , e Giouita, chiefa dell' Vni- 
uerfitJ de'Brefciani , e dà la' dote alle 
Zitelle della loro Natione. 
Ss. Pietro, e Paolo , Oratorio della Com- 
pagnia del Confalone . 
s. Giuliano, Quefta è vna Compagnia , 

chevefte di lacchi turchini . 
ss.Simone, e Giuda nel palazzo degli Or- 
fini a Monte Giordano . 
s.Saluatore del Lauro . Detta chiefa fu 
fondata dal Cardinale Odino, evi fra- 
no Canonici di s. Giorgio in Alega di 
Venetia . 
s.Simone al palazzo del Duca C£fi . 

s.Ma- 



I 



Mi 






-i. 




I 



■ 




46 Delle Cbiefi 

s, Maria dell'Orto, chiefa , e collegio Vr- 
bano, e de'Monaci Celeftini,& era pa- 
lazzo delli Signori Gaetani . 

s.Saluatore in Primicerio, é parocchia. 

s. Maria della Pace . Quefta chie/a ha-» 
molto concorfo, e vi li celebrano Mef- 
fe fin'a mezzo giorno. Vi fono Cano- 
nici Regolari di s.Saluatore . 

s.Maria dell'Anima . Quefta chiefa è del- 
la natione Fiammenga , e vi fono Preti 
della loro ustione . 

s.Nicolò . Quefta chiefa è della natione 

di Lorena > e di nuouo vi hanno fatto 

vna bella fabrica . E qui fi vede la gran 

piazza Nauona-, con palazzi, e fontane 

belliftìme. 

s.Aniceto nel palazzo del Sig. Duca Al- 
temps . 

s. Apollinare, è del Collegio Germanico, 
e vi è vna bellifiìma tabrica fatta di 
nuouo . 

s.Agoftino. Quefta chiefa e dell! Padri di 
detta Religione . Et vi e il P.Gio.Bat- 
tifta Spada , che ha raccolto vn mufeo 
di cole molto curiofe antiche, e mo- 
derne, degne di efler vifte da qualfiuo- 
glia perfona'. 

s.Trifone,Oratorio della Compagnia del 
fantifiìmo Sagramento di s. Agofcrno ( 
fu a chiefa . 



RIO- 









Mi- 
ili, 

parocà 



i 

tic 



eli» 



di Roma* 47 

RIONE DI TRIEVI. 




TflJ 



L**Arme di quefto Rione >feno 
tre Spade in Campo Rojfo : fa- 
vi fi contengono /' infrafcritte 
Qbiefe . 

S ' TV/T Arfa delIa vittorl " a a Termini.' 
/ ▼ lQiu fono Padri Carmelitani Re- 
formati de/la Scala . 

J.Sufanna . Quefta chiefa è Monafterio 
di Monache: e vie in quefta piazza.» 
vna bella fontana fatta fare dalla fel . 
mem. diSifto V. 

L'Affunta nel palazzo Papale, detto Mo- 
te 




• 







48 Delle Cbiefe 

teGairallo, fabrica belliflìma fatta fa- 
re dalla buona mem.di Papa Paolo V. 
E nella piazza fono quelle fuperbetta- 
tue de' Caualli , fatti da Fidia, e Praf- 
fuele . 

s.Croce, chiefa della nations de'Lucche- 
fi,doue prima ftauano li'Capuccini: 
del qual Conuento N.S. Vrbano Vili?. 
ha fatto fare habi catione perla fami- 
glia di Palazzo . 

ss. Apolidi . Quefta chiefa èdelli Fraudi 
s.Francefco dei Cordone . Qui è il pa- 
lazzo di D. Filippo Colonna , Gran-i 
Conteftabile del Regno di Napoli,con 
vnabella piazza , &c altri palazzi fon- 
tu olì Mi mi. 

s.Maria in Via lata, é collegiata di Cano- 
nici, e Beneficiati, & è parocchia. 

S.Marcello . Quefta chiefa è de'Padri de' 
Semi ; & vi e la Compagnia del fantif. 
fimo Crocetìfib ,che dà la dote alle—» 
Zitelle per tutta Roma, &c paroc- 
chia. 

Oratorio di detta Compagnia , 

s.Maria dell'Humilrà , e monaflerio di 
Monache di s. Domenico. 

s. Maria delle Vergini , é monaflerio di 
Monache. x 

ss. Vincenzo & Anaftafio., è parocchia-* 
Papale ,e vi' Hanno li Padri di s. Gi- 
rolamo . 

s.Giouanni de'Maroniti, Qui. ftanno alla 
cura li Padri Gefuiti . 

La 







« 



Di Roma . 49 

La chiefa dell'Angelo Cuftode , è Ar- 
chiconfraternità di fecolari , e vi ten- 
gono il Cappellano continuamente. 

s.Maria di Coliantinopoli . Quefta chie- 
fa è della natione de' Siciliani . 

s.Nicoló a Capo le cafe . Quella chiefa 
è membro di s. Marcello, evi ftanno 
li Padri di detta Religione, oc è pa- 
rbcchia . 

s. Nicolò di Tolentino, vi ftanno li Padri 
Eremitani Reformati di s. Agoftino. 

s. Antonio di Padoua . Quefta chiefa è 
de'Frati Reformati del Terzo Ordine 
di s.Francefco . , 

La chiefa dell' A minta , doue ftanno li 
Padri Cappucini, fabricata dall'Emi- 
nentiìììmo Card, s Onofrio Antonio 
Barberino, fratello di Papa Vrbano 
Vili. da' fondamenti con grandifiìma 
commodità . Incontro ftà il belliflìmo 
palazzo Barberino, con ma piazza, co- 
me nella noua Roma è portala fua fi- 
gura, e narratiua . 

s.Ifidoro.Qiu fono Frati Reformati di s. 
Francefco nationali d'Irlanda : e con- 
tiguo ftà il bel giardino del prencip^-* 
Lodouifi, nipote di Papa Gregorio XV. 
buona memoria. 

s. Guglielmo , vi ftanno alcuni Padri Re- 
formati di s. Agoftino, & vna Congre- 
/ gatione . 

s.Francefca Romana. Vi ftanno Padri 
della fantìffioia Trinità del Rifcatto . 

C RIO. 



I 



Si 



\ 



5? "Delle Cbiefe 

RIONE DI COLONNA. 






L' xArme di quefto Rione , fono 
tre Sbarre per sbiefcio , iris 
Campo Rqffbiér vi fi contengono 

Hnfrafcrttte Cbiefe. 

S.f> iofeppe a Capo le cafe , vi è il 
VJT monafterio di Monache fondato 
dal Padre Francefco Soto della Con- 
gregatone dell'Oratorio della Chiefa 
Nuoua , & vicinamente l'ha fabricato 
l'Eminenti/fimo Card.Lanti. 
• lncafadei Sig. Francefco Angeloai 

fi vc- 



n 



H 



di Roma. Il 

fivedevno Studio ornato didiuerfo 
pitture d'Huomini lliuftri , e quantità 
di medaglie, con altre anticaglie . 

S.Andrea delle Fratte. Vi ftanno li Padri 
di s. Francefco di Paula , & è paroc- 
chia. 

Oratorio della parocchia di S- Andrea-*) 
con la fua Compagnia di [ecolart. 

La Madonna di sVGiouannino . Quella 
chiefal'Eminentimmo Card. Borgia-» 
l'hàreftaurata. 

s. Silueftro . Qui è va monafterio di mo 5 
nache . 

s. Maria Maddalena , vi ftà il monafterio 
di Monache Conuertite. 

s.Maria della Carità . In quefto luogo vi 
ftanno li poueri di Litteratto-, e fono 
ammaeftrati al ben viuere , & impara- 
no molte virtù . 

s.Maria in Via, vi ftanno li Padri de'Seruì 
di Maria Verg . Et incontro viftà il Si- 
gnor Caualier Francefco Serra, che ha 
vna bella Libraria di belle lettere , & 
altre cofe curiofe . 

Oratorio di s.Maria in Via, & e Compa- 
gnia di fecolari. 

Il Cardinale Pietro Capocci diede-» 
principio alla chiefa di s.Maria in— » 
Via , prima parte di fua cafa, per il mi- 
racolo , che fucceffe nel pozzo della—» 
fua ftalla, della miracolofa imagino 
della Madonna , che tuttauia fi hono- 
ra in quella chiefa ; appretto alia qua- 

C » le 



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S^ Delle Chi e re 

le ancora quefta famigliarmene il ree 
ho di detta Cafa , che n'.é l'vltima M 
perftite la Marchefa Cieria Capocci , 
moglie del Marchefe Giulio Caftelli 
da Terni : la qual famiglia Capocci è 
nominata nello Statuto di Roma tra 
le prime. 

s.Maria in Triuio, vi ftanno Padri Cro- 
ciferi . 

s. Iacomo delle Muratte , monafteriodi 
Monache . 

s.Paolo decollato .. Vi ftanno Padri Chie- 
rici Regolari Bernabiti, e vi é la piazza 
con la Colonna di Antonino , cornea 
nella Roma Moderna ftà la fua figura, 
e narratiua . 

s.Maria della Pietà. Qui ftà fhofpidale 
de'poueri pazzarelli . 

sì. Stefano,e Giuliano . Quefta chiefaè 
d^ 11' Vniuerfità delie Camere Locàde. 
E qui incontro fono le veftigie del por- 
tico di Antonino pio . 

s.Maria in Aquìrio, chiefa degli Orfanel- 
li, fabricata dal Card. Salutati, e Card. 
Farnefe , & é Collegio per poueri Or- 
fani , Se incontro è il Collegio di Ca- 
pranica , con molti itudenti . 

ss. Bartolomeo, & Alefandro chiefa del- 
la natione Bergamafca , con fuo ho- 
fpidale per la natione . 

s.Maria della Rotonda , è Collegiata", & 
e parecchia.., 

s. Maria Maddalena .. Vi ftanno Padri, 

che 






che vanno a vifitare gì 1 inferirle parti* 
colarmente quando ftanno in agonia, 
raccomandandogli^ l'anima con molta 
carità . 

s.Saluatore delle Coppelle . 

s.Croce a Monte Citorio , è monafterio 
di Monache . 



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RIONE DI CAMPO MARZO- 



ul 





Ora cVhauemotrà i moderni 
Rioni quefto di Campo Mar- 
zo i da gli Antichi dedicato al 
Sole > fratta Luna, per quefte 

C 3 f°rfi 



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54 



Delle Cbie/è 






I 



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forfi ha per infegna vna meza^ 
Luna in Campo turchino : & 
vi fi contengono linfrafcrtUt^ 
Qhiefe . 

5. T* lag»© a Monte Citorio . Vi ftanno 
JJ li Padri Somafchi, che hanno cu- 
ra del Collegio Clementino->e tengono 
molti giouani a dozzina, egli inftrui- 
feono nelle lettere. 

5. Maria in Campo Marzo , è monafterio 
di Monache . 

Il Signor Marco Cafafe, che habita 
vicino a quefta chieia,hà radunato pa- 
recchie cofe curio/e , e degne d'eflt r 
Vedute, & ammirate. 

«.Nicolo de'Perfetti è parocchia, e l'han- 
no li Padri dis.Sabina. 

s.Cecilia è chiefa deir Vniuerfità de'Ma- 
tarazzari . 

Qnì vicino in cafadelSig. AleJTan- 
dro Rondanini fi vedono diuerfì qua- 
dri di pittori fa moli, fatue , e marmi 
antichi, & vno ftudio di medaglie , 6c 
intagli pure antichi. 

S.Lorenzo in Lucina . Vi ftanno Padri 
de'Chienci Regolari,detti Minori. 

Oratorio con la Compagnia del fantifsi- 
mo Sagramento di s. Lorenzo in Lu- 
cina . 

s.Ambrogio al Corfo, della natione Mi- 
lanefe . 

s.Car- 







di Roma . $ 5 

s.Carlo al Corfo , fabricato nuouamente 
dalla natione Milanefe con ìontuofa—» 
fabrica . 
Santifsima Trinità di Monti. Vi ftanno 
Padri di s.Francefco di Paola della na- 
tione Francefe . Contiguo a quefta-j 
chiefa è il giardino del Gran Duca di 
Tofcana . E fuora di porta Pinciana 
ftàla Villa Borghefe, come nella Roma 
moderna fi mette la Tua narratiua, e fi- 
gura • 
s Atanafìo, Collegio de'Greci . 

Giesù Viaria . Vi ftanno Padri Reforma- 
ti di s. Agoftmo,e vi hanno fatto vna 
bella fabrica . 

Nella ftrada della Croce, in cafa del 
Signor Claudio Menetry fi vedono di- 
uerfe cofe tanto antiche , come eroti- 
che , con quantità di gioie , e petrifi- 
cationi . ♦ 

S.Giacomo degl'Incurabili . Vi « vn'ho- 
fpidale perpoueri infermi di male in- 
curabile, e fono gouernaticon molta 
carità . 

s. Maria del Popolo , è chiefa de v Padri di 
s.Agoftino della natione di Lombar- 
dia, 

s. Andrea fuori della porta del Popolo. 

s.Maria delle Grafie , è vna cappella,che 
vi fi dice Metta le fefte , per i Iauorantì 
che ftanno alle vigne . 

s.Antonio , cappelletti per la medefima 
ftrada . 

C 4 s.An- 



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"Beile Cbìe/è 







56 

s.Andrea a Ponte Molle . 

s. Maria de' Miracoli dentro Roma. Vi 
ftanno Frati del Terz'Ordine di s.Fraa 
cefco . 
s.Orfola, é Compagnia ài Secolari , e vi 
tengono illor Cappellano . 

s. Rocco co'J fuo hofpidale , & é C ompa- 
gnia di Secolari . Vi Tono molte Re- 
liquie , eh? fi inoltrano la feconda Do- 
menica dopo Pafqua . 

S.Girolamo de'Schiauoni , é Collegiata 
per la natione Schiauona. 

s.Gregorio 3 è chiefa dell' vniuerfità de' 
Muratori . Qui incontro vi fono It due 
Palazzi del Cardinale , e Principe Bor- 
ghele, con fua piazza . 

s. Lucia della Tinta, è Parocchia . 

s.Iuo, è Parocchia . 

S.Antonio di Padoua , è chiefa della na- 
tione de'Portughefi . 




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di Roma . 57 

RIONE PI S. EVSTACHIO. 




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5 \Armedi efueflo 'Rione ,èvna. 
Tefta diCeruosCon vna Cro- 
ce fra le corna* in Campo Rqffb: 
e vt fì contengono r infra/ertiti 
Chi e/e . 

EVftachro è parecchia , e vi fono 
CJanonicì,e Cappellani . 
La fameglia di s.Euftachio già Con- 
ti di Tufcolo , hebbero le lor babitatio- 
ni nelle Terme di Nerone , e di Aleffan. 
dro Seuero : hoggi è il palazzo di Mada- 
ma, doue l'hebbe S,Euftachio, fuoi figli , 

C j e fuoi 



S. 



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58 Delle C biffi 

e fuol progenitori , che poi fu conuertita 
nella chiefa dedicata al fuo fanto nome : 
la qual famiglia fu vna delle principali 
mentouate nello Statuto Romano rifor- 
matone! 1505. che comincia y lib. 3 .sta- 
tHtoYum Vrbis t cap.sp. de Baronibus turare 
debenùbus fequimentum Populi Romani, 
E tennero anche le loro habitationi nel 
monte Celio» che però furono chiamati 
de monte Celio , che fi vso molto tra la 
nobiltà antica Romana , di fabricarelt-/ 
loro habitationi nelle più fegn alate roui- 
ne di Roma, e da quelle nominarfi, co- 
me dalli Rioni dotte habitauano: defa- 
ticarono fimilmente nel Maufoleo di 
Augufto , che rifpondcua nella via Lata r 
toggi detto il Corfo . Sicomejli Conti 
di Sabina habitarono la Mole di Hadria- 
no, che poi pafsò negli Orfini r Li Ca- 
rtelli Signori deli-i Regione Nanna nel/ 
Efquilie fopra le Terme di Tito," nomi- 
nate da loro la Caftellaria, come fi legge 
negli atti di ATeffandro I I r, riferiti dal 
Panuino nell'hiftorie Frangipane ,• e dal- 
l'Abbate Clarauallenfepag. 14. lib. 1. del 
fuo Arbore Auftriaco . Li Frangipani nel 
Colifeo . Li Pierfeoni nel Teatro di Mar- 
cello, che poi l'hebbero li Sauelli, Li 
Conti de'Marfi nelle Terme Diocletiane» 
e di Marco Agrippa dietro alla Rotonda. 
Gii Orfini nel Teatro di Pompeo. Li 
Colon nefi nelle Therme di Coftanzo net 
Quirinale . Li Conti di Ceccano,e Segni 



1 




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di Roma» 59 

nelle Therme di Paolo Emilio fopra il 
Foro Traiano. Li Capocci pur nel!' Ef- 
quilie, in quella parte chiamato Capo di 
Africa,che indi però ne furono detti Ca- 
pocci de Regione Montium, & altri nell* 
Erario, e Foro di Antonino , 

Della qual famiglia s.EuftachijJ'vltima 
fuperftite fu moglie di Andreaffo Caftelli 
gran Conteftabile di Napoli, 

S.Luigt chiefa della natione Francefe , vi 
fono Preti in buon numero > & è bene 
officiata m 

s.SaIuatore vicino a s. Luigi , e ne hanno 
cura li preti di s. Luigi ♦ 

Giacomo de gli SpagnuoH , chiefa della 
natione Spagnuola>cori fuo Hofpttale» 
<2uì incontro è la Sapienza f douefi 
leggono molte fcienze per beneficio 
publico'r e pocodiftante fi troua ìì pa- 
lazzo del Sig.Card.Lantt • 

s.Chiara monafterio di Monache >e eon~ 
tiguo fta Cafa Pia per le Mal maritate , 

ss.Benedetto,eScolaftica>chiefa dell' Vni- 
uerfità de*Norcini • 

s.Maria Monterone, èparocchia. 

s. Andrea della Valle . Vi ftanno i Padri 
Chierici Regolari, Se è vna bella chie- 
fa fatta fare dalla buona memoria del 
Card. Mont'alto. 

In cafa del Sig. Pietro della Valle fi 
vedono tre mommie con le loro caffè 
JUWicbe dipinte , Se ornate di diuerft 

C 6 Jiie- 





éo Delle Cbiefe 

hierogljfìci , come foleuano fare gli 

Egittij, con altre cofe portate da quel. 

le parti Orientali . 
Santiffhno Sudario , chieia della natione 

de'Piamontefi . 
$.Giuliano,chiela de'Fiammenghi . 
ss. Cofimo, e Damiano , chiefa dell'Vni- 

uerfitade'Batbieri . 
s.Helena , chiefa dell' Vniuerfità de' Crei 

dentieri . 



RIONE D ELLA PIGNA» 




L 



5 Arme ài quefìo Rione , è vn& 
Pigna in Campo. Rojfo : & 



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àtlkoma* éi 

viji contengono V ' infrafcritte^ 

Chìefe . 



LA Santiflìma Annuntiata col Colle- 
gio^ la nuoua fabàca fontuofiflima 
de'PadriGefuiti. 

L'Oratorio, douefi fa la Congregatone 
pgr la Communione generale,che fi fa 
ogni Mefe per le chiefe di Roma . 

In cafa de' Signori Bruto,e Fràcefce 
Gottifredi, fi vede vno Studio bellifiì- 
mo di Medaglie antiche . 

s. Maria fopra la Minerua , chiefa de' Pa- ' 
dridi s. Domenico, doue fi fabrica con 
grandissima fpefa buona parte del 
Conuento. 

s.Giouanni della Pigna , chiefa della Co» 
pagnia ch'ereffe Sifto V. per cauare li 
poueri per debiti,da feudi ioo. in già fi 
pagano gratis . 

s.Lucia alle botteghe òfeure . Quelita—» 
chiefa è col palazzo del Card. Ginna- 
sio, che ha fatto fare vn Monafterio , 
nel quale ftà vna ma n.epote con mol- 
te pouerc Zitelle per l'amor di Dio . E 
qui incontro fi vede il palazzo belliffi- 
mode'Signori Mat'tei . 

S.Stanislao , chiefa della natione de' Po- 
lacchi , col fuo hofpedale per la na- 
tione . 

La chiefa del Giesu, è vna bellifiìma fa- 
brica fatta dalla buona mem. di Alef- 

fandro 

/-- — r- 



jfi 




€% Delle Cbiefe 

fandro Card. Farnefe : è finita &am- 
piiata la Cafa profeta dalla bo. mem, 
di Odoardo Card. Farnefe. 

s.Stefano del Cacco, vi fono Monaci Sii- 
ueftrini, & é parecchia. 

s.Marta, monafterio di Monache . 

s.Marco , é Collegiata, e parocchia, col 
palazzo , che habita l'Ambafciatore-» 
della Republica di Venetia . 



RIONE DI CAMPITELLO. 




L'tArme di quitto Rione ivn—* 
Capo di Dragone in Campo* 
Zaffai e vi fi contengono V infra* 
JcvittcCbiefi* 



m 



dì Roma. 



*1 



S, 'K/jT Aria d'Araceli, chiefa del Popolo 
J.VJL Romano, Vi ftanno li Padri Zoe* 
colanti di S. Francefco . Qui fi vede il 
Campidogliojco'l palazzo del Senato- 
re,e Conferuatorr y con belliffime Sta- 
tue , & in particolare Marco Aurelio 
Imp. fop'ra il canali» di bronzo, & al- 
tre belliffime ftatue » e pitture in£on\- 
comparabili . 

S.Biagio a pie delle fcale, è parecchia. 

s.Giouanni Monrtftgtii , vi ftanno li Padri 
di Grotta ferrata Jliast detto 

s.Maria in Camprtello, chiefa de'Chieric* 
della Madre di Dio della natione di 
Lucca . 

s.Maria dell'Annuntiata a Torre di Spec- 
chi -, è monafterio di moniche di %* 
Francefca Romana. 

s.Nicolò de'Funari» è parocchia , 

s.Maria del Sole . 

s.Andrea in- Vinchi, è parecchia.: 

s.Maria a Monte caprin o , chiefa dell' V~ 
niuerfità de'S aponari. 

s.Maria della Coafolatione, col fuo ho- 
fpidale perpoueri ammalati . 

s.Maria delle Grafie contigua » 

s.Giofeppe , chiefa deU'Vniuerfità de'Fa* 
legnami . 

s»Pietro in Carcere . 

s,Martina,chiefa deirvniuerfità de'PittOk 
ri, e fi fabrica di nuouo : e qui fi vede 
V Arco di Setùmio, 

s,Adria- 



I 













6* 



*Delle Cbiefe 



$. Adriano . Quella chieia e Titolo di 
Cardinale, & era anticamente 1 Erario 
dei Popolo Romano . 

s. Lorenzo in Miranda , chiefa dell' Vai-' 
ucrfitàde'Spetiali . 

ss, Colmo, e Damiano. Vi ftanno li Pa- 
dri di s.Franceico del Terzo Ordine,& 
incontro fi vede il Giardino di Farne- 
fe, & altre cole . 



5? 



RIONE •DE'MÓN.TI 








L' Arme di quejlo Rione fono trt 
Monti in Campo bianco , che 
denotano il Ce Ho * PEfquiknOyò' 




di Roma . 6 $ 

il §luirìnale: e vijt contengono 
l'wfraftritte Chiefe^ . 



S. TV tf Aria Nuoua, chiefa de' Padri O- 



i 



M 




liuetani, detta di s.Francefca— » 
Romana . 

s. Maria della Pietà al Colifeo, è membro 
della Compagnia del ConfaIone,e qui 
fi vedon le veftigie del Colifeo>& altre 
anticaglie . 

s.Tomafoalla Nauicella, è membro de*. 
Canonici di s. Pietro. 

s.Maria m Domnica , detta la Nauicellav 
Qui è il belliffimo Giardino de ' Si- 
gnori Mattea cofa degna da vederfi . " 

s,Stefano Rotondo > è del Collegio Ger- 
manico di S.Apollinare , che vi tengo- 
fà no due Cappellani di continno . 

s.Maria Liberatrice , ne ha cura la Comi 
pagnia del fantiffimo Saluatore di s* 
Giouanni Laterano . / 

s.Andrea, è hofpidale di s.Giouanni, e vi 
hanno di nuouo fatta vna belliflìma_» 
fabrica . 

s.Gio.Battifta in Fonte . In quefto luogo 
fu battezzato Coftantiùo Imp. da s. 
Silueftro Papa . 

s.Giouanni Euangelifta,. 

ss. RufEnaf e Seconda . 

s.Venantio. 

S. Giouanni Laterano . Queftaè la pri- 
ma Chiefa , e Capo del Mondo , e di 

WG-' ' 









66 Delle Cbiefe 

tutte le Chiefe , come nell'architraue 
della porta fta la Aia infcrittione inta- 
gliata. Etin quefta Chiefa fono le te- 
ite de'ss.Pietro,e Paolo,con molte Re- 
liquie : e vi fono infinite Indulgenze: 
come nella Roma Moderna fé ne par- 
lerà a pieno. Contiguo a quefta Bi- 
licavi è vn bel palazzo con vn'Obeli- 
feo fatto drizzare dalla bona memoria 
di Sifto V. E poco auanti ftà la Scala-» 
fama, con la Penitentiariade'Padri di 
s.Francefco, che afiìftono alle Confek 
fioni in quefta chiefa . 

MODO DI ORARE NELLA 
Chiefa di S.Giouanni Lacerano. 

Q Vetta facrofanta Chiefa Lateranen- 
Je_fù fabricata da Coftantino Ma- - 
gno nel palazzo già de'Lateranf , 
che fu poi luo . Quefta è il Vefcouatodi^ 
Roma, e del Papa , e confeguentemente 
(come ftà notato nell' Infcrittione del 
portico ) è Capo . e Madre di tutte le_> 
Chiefe . Staua già in mezzo dell'habita- 
to, e però commodamente fu fatto Ve- 
lcouato , e non s.Pietro , che ftaua come 
fuor dell'habitato . Qui fecero refidenza 
lungo tempo i Pontefici , come hora a 
S.Pietro . 

Andando a quefta chiefa , fi potrebbe 
meditare il viaggio , che fece Noftro Si- 
gnore da Caifaffo a Pilato . 

Al- 



lz: 




di Roma • 



t7 



AlC Altare Maggiore del Santissimo 

Sacramento • 
Pater nofter, &c. Aue Maria , &c. 
Salmo 4. Pe-nitétiale . Mifcrere mei Deus, 
fecundum magnani,&c. 

Oratione contra Vlnuidia . 

DEus,cuius Praecurfor loannes Ba- 
p ti ita Pharifaeorum inuidiam fum- 
mopere eft deteftatus, & Apoitalus tuus 
item loannes charitatem ,vt tuusdile- 
tftus difcipulusin ore perpetuo habuit: 
concede vtamborum mentis, &preci- 
btis,inuidiam nos quoque deuitàtes, cha- 
ritatem amplecti valeamus . 

All' Aitar grande in S.Giouantti. 
Pater nofter, dee. Aue Maria, &c. 
Antipb. Gratias tibi Deus,gratias tibi ve- 
ra & vna Trinicas , vna & vera Deitas , 
Tancia & vna vnitas, Pater, Fili, Se Spiri- 
tus fancle , miferere nobis . ir. Benedx- 
camusPatrem,&Filium cumfan&o Spi- 
ritu . Bt. Laudemus , de fuperexalremus 
eum in iaetula . 

Oremus. 

OMnipotens fempiterne Dens,qui de- 
difti famulis tuis in confeffione ve- 
ra: fideiae terna; Trinitatis gloriam agno- 
feere, de in potentia maieftatis adorare 
vnitatem ; quaefumus, vt- eiufdem rìdei 
firmitate, ab omnibus femper muniamur 
aduerlìs. Per Dominum,&c. 

M9' 



' 






6% 



Delle Cbiefe 



Modo di orare nel Battitterio alle 
Spirito Santo . 
Pater nofter, &c. Aue Maria, &c. 
Antiph. Veni fan&e Spiritus, reple tuo* 
rum corda fidelium, & tui amoris in no- 
bis ignem accende, -f. Emittc fpiritum 
tuum , oc creabuntur. 9*.. Et rencuabis 
facicm terra . 

Oremus . 

DEus , qui corda fidelium fan&ì Spi* 
ritus ifluftiatione docuift/, da nobjs 
in eodcm Spiri tu recata fapere,& de eius 
femper confolatione gaudere . Per Do- 
minum noftrum>&c. 



jAÌV Oratorio diS. G io u ann i Eu angelica 
nel Jtatti&erio . 
Patcrnofter,&c. Aue Maria, &c. 
'Antiph. lite cft loannes, qui fupra pe&ns 
Domini in ccena recubuit : beatus Apo-J 
itolus, cui reuelata funt fecreta caeleftia. 
T^.Valde honorandus eft beatus loannes. 
^t. Qui fupra pe&us Domini in ccena re- 
cubuit . 

Oremus. 

ECclefiam tuam Domine benignila 
illuftra : vt beati Ioannis Apoftoli 
tui > & Euangeiiftae illuminata docftrinis , 
ad dona perueniat fempitcrna . Per Do- 
mjjuuna rioftrtun > &cr 



AL 



JS v 



di Roma 



69 




All'Oratorio di S. Giouanm Bnttìft/t, 
nel Battitterio . 
Pater nofter, &c. Aue Maria, &c. 
Anttyk. Hic eft praecurfordilecì;us,& lu- 
cerna lucens ante Dominum : ipfe eft 
enim Ioannes , qui viam Domino praepa- 
rauit in eremo ; fed , 8c Agnum Dei de- 
monftrauit, &illuminauitmentes homi- 
num : idecq. plufquam propheta voca- 
tur , de quo Dominus dixit : Inter natos 
mulierum non furrexit maior Icanne Ba- 
ptifta . ir. Fuit homo miffus a Deo . 
91. Cui nomea erat Ioannes . 
Oremus. 

DEus,qui fìlio tuo Domino noflro Ie- 
fu Chrifto beatum Ioannem Bapti- 
ftam praecurforem mififti ; da nobis , qui 
eius commemorationem colimus , & fpi- 
^tualium gratiam gaudiorumj& omnium 
idelium mentes dirige in viam falutis 
seternae . Per eundem Dominum>&c. 

5. Croce in Gerufolemme. Vna delle fet- 
te Chiefe,cVèhabitata da Monaci Ci- 
ftercienfi . Andando per la porta-» 
Maggiore fi troua vn condotto dell'Ac- 

—qua Mar-tk, cofa marauigliofa a vedef- 
la con fue fcritturc > come già fatto fi 
vede'. 



B 



MO. 



7° 



Delle Cbiefe 







MODO DI ORARE NELLA 
Chiefa di S. Croce in Ge- 

r ufo lemmi-». 

QVefta fanta Chiefa fu parimente fas- 
ta da Costantino Magno. Si chiama 
di Gerufalemme, perche S.Helena ma- 
dre dell ifleffo Coftantino la riempi(maf- 
fime la fua cappella da baffo , che fu la 
fua camera ) di terra fanta, portata dal 
Monte Caluario diGerufalemme,e fo- 
pra quella fu fabricata . 

Andando a quefta Chiefa fi potrà me- 
ditare il viaggio, che fece Noftro Signore 
da Pilato a Herode . 
■ ■ ■ i i ■ ■ n i ■ 

All' Altare maggiore . 

Pater nofter,&c. Aue Maria,&c. 

Salmo 5. Penitentiale . Domine exaudi 

oxationem meam: & clamor meus,&c. 1 

Oratione contra la Gola. 

DEus. qui in cruce pendens , felle, Se 
aceto fuifti potatus : quaefumus, ve 
Jioc tuo exemplojgulam deuitàntes,tem- 
perantiam in cibo & potuferuarepoflì- 
jnus . Qni viuis, &c 



All'Altare di S. Croce. 

Pater nofter, &c. AueMaria,&c. 

Antipb.O Crux fplendidior cunctis aftris> 

mundo Celebris , hominibus mulru ama* 

bilis } fancìior vniuerfis ; quae fola fuifti 

di- 






di Roma . 7 r 

digna portare talentum mundi : dulceli- 
gnum, dulces claMos, dulcia ferens pon- 
dera : falua praefentem cateruauij in tuis 
hodie laudibus congregatami . " 
V.Hocfignum Crucisene incaelo. 
ijt. Cum Dhs ad iudicandum venerit . 
Oremus. 

DEus, qui in praeclarafalutiferae Cru- 
cis Inuentione paflìonis tuae mira* 
cula fufeitafti : concede, vt vìtalis ligni 
pretio seternae vitae fufFragia confequa» 
mur . Qui viuis,'& regnas, &c. 

^^— ■— I I _ ~i ■■ ... ni u.' — li— 

AlV 'Altare di S.Hslena. 
Pater nofter,&c. AueMaria,&c. 
Antìph. Helena fancta dixit ad Iudam_j: 
compie defiderium meum , & viues fu- 
per terram : vt oftendas mihi,qui d cituc 
,],&, Caluariae locus, vbi abfconditum eft pre« 
netta tiofum lignum dominicum . f'. Dilexiftì 
iui 



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eus,flpftitiam , &odifti iniquitatem. &. Pro- 
pterea vnxit te Deus, Deus tuus oleo lae- 
titiae ♦ Oremus. 

Eus, quiB.Helenae tamarri gratiam 
donare dignatus es vt viuificam—» 
Crucem tuam inuenire mereretur: da no- 
bisper eius interceflìonem, tuae propitia— 
tionis abundantiam: vt cuìus menrìoriam 
pio amore ampk&ìmur, cìus meritis, de 
precibus ad caeleftem Hierufalem perue- 
iiire mereamur. Per eundem Chtiftum 
ujtjjjiB Dominimi noftrum,&c. 
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Ditte Cbiefe 



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All'Alture di S.Gregorio Papa 
Pater nofter, &c. AueMaria,&:c. 
Antifh. O Doclor optime , Ecdeiìae fan- 
cìx lumen , Beate Gregori , diuince legis 
araator, deprecare prò nobis filium Dei . 
ir. Elegie eum Dominus facerdotem fibi. 
]jt. Ad facrificandum ei hoftiam laudis . 
Oremus. 

DEus, qui animae famuli tui Gregorij 
aeternae beatitudine prsmia contu- 
ndi : concede propitius, vi qui peccato- 
rum noftrorum pendere premimur, ems 
apud te precibus fubleuemur. Per Do- 
minum noitrum, &c. 

S. Lorenzo fuor delle mura ,vna delle-* 
fette Chiefe , & è officiata da' Padri dL 
S.Pietro in Vincoli) & è vna bella-* 
Chiefa . 

MODO DI ORARE NELLA 

Chiefa di S. Lorenzo fuori 

delle Muraui . 

QVefta Chiefa fu fimìlmente fabrica- 
ca da Coftantino Magno fopra il fa- 
mofo Cimitefio di S.Ciriaco , luogo fan- 
tiflìmo per moki corpi Santi, che vi fono. 
Andando a quefta chiefa .fi potrebbe 
meditare ilviaggio che fece Nofcro Si- 
gnore da Pilato a Herode . 



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di Roma • 



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All'Aitar maggiore . 
pater nofter,&c. A uè Maria, &c 
Salmo é.pcnitentiale. De profundis cla- 
maui ad te Domine,&c. 

Oratione contro, Vira . 

DEiiSjCuius fortiffimusmartyr Lau- 
reatius fumma pàtientia tormen- 
torum incendia fuperauit ,• & S. Stepha- 
nus protomartyrpro perfecutoribus exo- 
rauit: concedevi amborum mentis , nos 
quoque irse incendium extinguentes,pa-- 
tienter adtieffa omnia toleremus . Qui 
viuisy & regnas> &c. 

Nel me de fimo luogo dinanzji à i e or fi de 
SS.Stefano> e Lorenzo . 
Pater nofter, dee. AueMaria,cVc. 
'Antipb. Stephanus plenus grafia , & for- 
titudine faciebatprodigia,& figna magna 
Tn populo . ir. Sepelierunt Stephanum 
viri timorati . ijt. Et fecerunc piangimi 
magnum fuper eum . 

Oremus . 

DA nobis, quaefumus Domine,imita- 
ri quod colimus , vt difeanms & 
inimteos diligere : quia eius nataiitia ce- 
lebramus,qui nouitetiam prò perfecuto- 
ribus exorare Dominum nofìrum Iefum 
Cbriftum fllium tuum:qui tecum,&c. 

A S. Xorenzo . 
Antiph. In craticulate Deum non nega- 
uì, de adignem applicatus te Chrifttim_» 

D con- 



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7^ . DrtlfChiefe 

confeffus fum : probaftì cor meiim,&vi- 
fuafti nocìe, igne me examinaiti , & non 
eftinuenta in me iniquitas . Ir. Leuita-j 
Laureati ii5 bonum opus operatuseft . 
$l. Qui per figoum crucis eoe cos illunii- 
nauic . Oremus . 

DA nobis , qusefumus , omnipotcns 
Deus, vitiorum noftrorum flàmas 
estinguere : qui beato Laurentio tribuifti 
tormentorum iuorum incendia fuperare. 
per Dominum noftrum,&c. 



NelCimiterio di S.Ciriaco. 
rater nofter, &c. Aite Maria,&c. 
Ant'tfhr lftorum eft enim regnimi caelo- 
rum, qui conte mpferunt vitam mundi,& 
peruenerunt ad praemia regni : & laue- 
runt ftolas fuas in fanguine Agni. 
y. Laetaminiin Dno,& esultate iufei . 
9*. Et gloriamini oormes re<£ii corde . 
Oremus. 

OMnipotens fempiteine Deus'i qui 
deprecantiu voces benignusexau- 
disi maieftatem tuam iupplices exora- 
mus, vt fanitorum Martyrum, hic,& \bi- 
que in Chrifto dormientium interceflìo- 
nibus, ad gaudia perpetua peruenire va- 
Leamus . Per- Dominum nofcraaij&c. 
... • 

S.Bibiana dentro Roma . Quefta. chiefa 
è ftata vltimamentiereftauratada Pa« 
pa' Vrbano Vili . & éiotto la Colle* 
giata di S. Maria Maggiore , 

S.Eu- 



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:oJ3Co!i!' 



di Roma. 71 

S.Eufeblo . Vi ftanno limonaci di S.Pie- 
tro Celeftino . E qui erano le Therme 
di Gordiano Imperadore . 
s. Giuliano alli Trofei di Mario . Vi habi- 
tanO Padri Carmelitani , & attaccato 
a quella ehiefa è l'Arco di Gallieno . 
9. Matteo in Merulana . Quefta ehiefa è 
membro delli Padri di s. Agoftino, e vi 
Hanno Padri di detta Religione . 
ss. Pietro, e Marcellino. 
s. Silueftro nel portico de' ss. Quattro . 
Qui ftanno le pouere Zitelle dette Or- 
fanelle : & è Titolo di Cardinale. 
s.Clemente . Vi ftanno li Padri di s. Am- 
brogio, Se è Titolo di Cardinal e . 

Anafcafio Caftelli Prete Cardinale 
del Titolo di s. Clemente , fotto Pas- 
quale ILeome fi vede nell addinone al 
Ciaccone, Se in altri Hiftoriei, ornò la 
Tribuna della ehiefa di detto fuo Ti- 
tolo tutta di belHffimo mufaico ,e vi 
fece vn presbiterio con belli ornameli 
ti marmorei alianti all'Aitar maggiore, 
apparendoli!" il fuo nome , con il fuo 

merchio, ouerofegno pio , come in ■ 

quel tempo foleuano vfar le peifone-» 
Ecciefiaftiche . E l' ifteflfo fi cofum,ó 
da' Sommi Pontefici , come fi vede in 
altre antiche chiefe di Roma. 
1. Andrea in Portogallo , ehiefa de'Regat- 

tieri, e Rapezzatori . 
s.Pàtaleo,vi frano Padri di Grotraferrata. 
s. Maria degli Angeli in via Aleflandrina, 

D x ho* 



II 




7 6 *DelUCht$fe 

hoggi detta li Pantani . 

s Vrbano . Qui ftanno le Monache, che 
fi fanno alle Zitelle fperfe. 

s.Loreiuuolo parecchia . 

La chiefa dello Spirito fanto ,è monafte- 
rio di Monache . 

s.Eufemia . Qui ftanno le Zitelle fperfe , 
e fi fa vn'opera di grande carità . 

s. Maria in Campo Cadeo , éparocchia. 
Di rincontro ftà il Signor Francefco 
Gualdi, Caualiero di S. Srefano,da Ri- 
mini, quale ha vn belliflimo Mufe'o, 
cola degna da vedere . 

La Chiefa dell'Annuntiata in S.Bafilio ,c 
monafterio di Monache delle Neofite, 
che fono venute alla fanta Fede . Qui 
era il foro Traiano . 

s.Quirico, è parocchia . 

s.Saluatore alla Suburra . 

s.Maria de Monti. Quefta chiefa iìà vn 
gran concorfo, e vi e vna bella fabrica 
fatta vltimaméte col Collegio de'Neo- 
fiti,dall'Eminentifs.Card.di S.Onofrio: 
e Monfi^nor Diomede Varrefeneha_> 
ha uuto la cura,eflendo Vicegerentcdi 
queito fanto luogo . 

ss.Sergio.e Baccho, é parocchia . 

s.Saluatore alle tre imsgini.Quefta è vni- 
taalla paffata chiefa. 

s.Pietro in Vincoli. Quefta chiefa é Ti- 
tolo di Cardinale , e vi ftanno Canoni- 
ci Regolari di s.Saluatore, Se hi va bel 
monafterio col palazzo del Titolale-* ; 



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di Roma . 77 

e vi e la belliflìma ftatua marmorea-»» 
diMoisè, fatta dal celeberrimo Pittore 
e Scultore Michel'Angelo Buonarota. 

S. Francefco di Paola. Quella chiefa fu 
fatta da vn Sacerdote ài Calabria , per 
fare vii Collegio della fua nationeper 
gli ftudenti,e fu eretta a dì zi .Febraro 
del 1613. 

s.Maria della Puiificatione, è monafterio 
di Monache . 

s.Lucia in Silice. Qui èmonafterio di 
Monache, e Titolo di Cardinale . 

(.Martino de'Monti , chiefa de'Padrì Car- 
melitani . 

s.Praffede, chiefa de' Monaci di Vall'om- 
brofadi s.Gio. Gualberto. Equi vi è 
la Colonna nella quale fu flagellato 
N.S. Giesù Chrifto . 

(S.Vito, e Modeftojchiefa de' Monaci Ci- 
ftercienfi , e vi Ita il Padre Procuratore 

' del loro Ordine. 

(.Antonio Abbate, chiefa della natione 
di Francia: e vi è l'hofpidale de'poueri, 
gouernato con molta carità - 

Il Cardinale Pietro Capocci erette 
l'hofpidale di s.Antonio con arricchir- 
lo di molti beni : e Giacomo fuo padre 
'Senator di Roma fece la facciata di 
detta chiefa , come tuttauia vi appari- 
rono I'Infcrrttionì . 

Qui auantì è vna Colonna convna 
Imagine della Madonna,fatta drizzare 
dalla fel.rn.em. di Papa Paolo V. 

D $ 5,Ma- 



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78 Dille Chiefe 

S. Maria Maggiore , è vna delle fette-» 
Chiefe, Se vna delle quattro patriar- 
chìi. É quella afilica diligentemen- 
te officiata da Canonici, Beneficiati, e 
Chierici: e n'è Arciprete l'Eminentifs. 
Cardinale D. Antonio B arberini : e fo- 
no i Penitentieri Padri di S. Domenico. 
Vi fono io quella Bafilica le due incó- 
parabili Cappelle del Santiflimo Sacra- 
mento, e Prefepio della fel.mem di Si- 
ilo V. e quella della gloriofiflìma Ver- 
gine Maria della feL mem.di Paolo V. 
con vna ben'adorna,e ricca Sacrista. 



MODO DI ORARE NELLA 
Chiefa di S. Maria Maggiore . 

Q Verta fanta Chiefa faticarono del 
fuo Giouanni Patritio Romano, e la 
fua moglie, che non hauendo figliuoli.ia- 
ilituirono herede la Madonna fantiflìma:. 
la quale pregata ariuelarloro inchevo- 
leua ch'impiegaflero le facultà ,cfcel^-» 
confecrauano , fignificó loro conlaiìS- 
ue che cafeó nel maggior caldo dell'an- 
no, che le fabricaflero vn Tempio largo , 
e lungo, appunto quanto pigliaua la det- 
ta neue E la medeftma reuelatione heb- 
be il Sommo Pontefice, ch'era airhora-» 
papa Liberio . 

Andando a quefta chiefa , fi potrebbe 
meditare l'vltimo viaggio , che fece No- 
ftro Signore da Pilato ai Monte Caluano 
perendo la Croce. 

, Al- 






diurna; 



19 



All' Aitar grande , & al fanti/sima 

Sacramente. 

Salmo 7- J>enitentiale . Domine, exaudi 

orationem meam,auribus percipe,&c. 

Oratione contra l'Accidia » 

DEus,cuius beatiffima Mater Virgo 
Maria in habitatione fan&a coram 
te fedulo miniftrauit: concede, vt eius 
imitatione & precibus, nos quoque accf- 
diam fugientes , feruenter diligentiam in 
tuo fanfto feruitioexhibeamus . Qui vi- 
ti is,& regnasse. 

Antipb. Ne reminifearis Domine deliba 
noftra,vel parentumnoftrorum, nequt-» 
vindiftam fumas de peccatis noftris . 

Qui la fel.mem.di papa Paolo V. ha_» 
concerto l'anno 1614 .il priuilegio dellì 
fette Altari , come in S.Pietro , e fi potrà 
dire per ciaicheduno vn Pater nofter , & 
vn'Aue Maria . 



All'Altare della Madonna. 
Pater nofter, &c. Aue Maria,&c. 
Antipb. Sancìa , & immaculata Virgini- 
tà* > quibus te laudibus efferam nefeió ; 
quia quem caeli capere nonpoterant,tuo 
gremiocontulifti. 
ir: Benedica tu in mulieribus. 
£t. Et benedi&us fru&us ventris tuì • 
Oremus . 

FAmulorum tuorum , quaefumus Do- 
mine , delictis ignofee ; vt qui tibi 

D 4 pia- 






V 






Si 




SO Delie Chiefe 

piacere de a&ibus noftris non valemus, 
genirricis fìlij tui Domini noftri intercef- 
fione faluemur . per eundem, &c. 



Z 



LitaniA B.MariA Virginis . 

KYrie cIe»fon_# . 
Chrifte eleifon»,. 
Kyrie eleiforL_». 
Chrifte audi nos . 
Chrifte exaudinos . 
Pater de caelis D°us, miferere 
Fili Redtmptor mundi Deus, 
Spiiitus lanche Deus , 
Sanerà Trinitas vnus Deus , 
Sancla Maria, ora prò 

Sancla Deigenitrix, 
Sandla virgo Virginum, 
Mater Chnfti , 
Mater diuinac gratiae , 
Mater purifTima , 
Mater c?ftiliìma , 
Materinuiohta--. — 
Matcr intemerata, 
Mater amabìlis , 
Mater admiràhilis, 
Mat r Crs-rtoiis, 
Ma"ter Saiua^oi-is, 
Virgo prudentiffima , • 
Vir°o veneranda» 
Virgo praedicanda, 
Virgo potens, 
Virgo c)emens> 
Virgo fidelis , 



ne bis. 

mif. 

mif. 

mif. 
nobis. 

oia. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

oia. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 
&pe<. 






li 

t 

I 



dt Roma . 

Speculimi iuftitiae , 

S ed es la pienti* , 

Caufa noftrae ixtkix , 

Vas fpirituale , 

Vas honorabilc , 

Vas infigne deuotionis , 

Rofa myftica, 

TurrisDauidica, 

Turris eburnea» 

Domus aurea» 

Foederis Arca, 

lamia cssli , 

Stella matutina» 

Salus infìrmorum, 

Refu°ium peccatorum ; 

Conlolatrix atfliclorum, 

Àuxilium Chriftianorum , 

Regina Angelorum, 

Regina patriarcharum » 

Regina prOphetarum, 

Regina Apoftolorum, 

Regina Martyrum , 

Regina Confeflbrum , 

Regina Virginum , 

Regina Sancìorum omnium , 

Agnus Dei , qui tollis peccata mundi"! 

parce nobis Domine. 
Agnus Dei, qui toliis peccata mundi, 

exaudinos Domine . 
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, 

miferere nobis . Oremus . 

GRatiam tuam , quaefumus Domine , 
mentibus aoftris infunde : vt qui 
D $ An« 



81 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora, 

ora. 

ora. 

Ora. 

ora- 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora. 

ora, 

ora. 

ora. 




8* Delle Cbh/e 

Angelo nunciante, Chriiti fili; tui incar- 
nationem cognouimus , per pamoncm_j 
eius, & crucem, ad refurreclionis glo- 
riarli pcrducamur. pereundem Chnftuin 
Dominum noftrum . Amen-» . 



All'Altare di S. Girolamo , 
Pater nofrer,&c. Aue Maria,ócc. 
Antipb. O Doctor optime , Ecdefiae fari- 
ne lumen, beate Hieronyme , diuinac Ic- 
gis amator , deprecare prò nobis fìlium 
Dei. y. Amauir eum Dns,& ornauic eù. 
IJt. Stolam glori? induit eum. Oremus. 

DEus qui I cclefae tux in exponendis 
facris Scripturis , beatum Hierony- 
mum confeffortm tuum", Doctorem ma- 
ximum prouidere dignatus es.piacftaque- 
fumus,vr eius fuffragantibus meritis,quod 
ore fimul & opere docuit, te ad'uuante-* 
exercere vslesmus. per Dominum no- 
ftrum Iefum Chiftiim,&c. 
ir. Bcnedicamus Domino* 
51 Dco gratin. 

^. Fidelium mima per mifericordiairLj 
Dei requiefcant in pace . Qt. Amen—» . 
ir. Recedamus /n pace . 
p.. In nomine Chrifti . 

Giacomo Capoccio Senator di Ro- 
«a fece la Cappella del Ciborio in S. 
Maria Maggiore, doue fi conferuano le 
Reliquie > e fi vede la fua effigie > arme, 
tfelfoittiOAC Ì£ à$M Ciborio . 








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I 



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? -T? « ajeptdjoH onj i<55 oiawi ip EtlE^'S 

• jiiejo33S ip Biu§ediuo3 bua 
3 rnt) • eiiBiBJX Eutro[03 b{j*e op.iBUJ3a'$ 

'33UOUI ppittlUJIUOJ B(j3U UU03 B3ll(I 

jap ozzBjBd {ibis 3nop'Epiq3 B[pq 
«—bua ononu ip Q43BJ OUUBq ia 3 : 03 

"iwataoci'S^P 3U!pJO<II 3 P 3l P BUO N !P 
anaijBUoai a 'EpiqD 'Euais ip bu!J33E3*s 

'jQO}puBJqop{V 'pJBO pp ouip.iBi§ 
|3q \i e3j ino b o«uqDui | i{odEUEU§E$ 
03J3p squomji ejJoj B3j : auipjo 33ap 
ip ttpBitow ajpp Bjaiqo 3< ODiuauioa's 

* ODpDUBJii'5 ip 3Utp.lO OZJ33 
|3p 3qDBU0J/\I 3[pp Epiqs * OUip.lBUJ3g , S 

* 33U3UI[B3 
•§J3UOd BtrEiq3}3D OpHBllb Bded |B o« 

-Jjn33J*s>jB ifBnb * Bitio"H ip sipEqqv * cx 

5J{ 3p BUA 3 yg ^3Ui§J3A 31UOW ip pBtf 
-OflJ OUITB3J IA 3 c 3JBU|p.lB3 ip OJ03JX 

d Bpiip B3j3nt> 'EJJnqns bijeb3E§vs 

• 3q3BH0JAl Ip OU33JBUOUJ 3 
«J3jq3 E3J3n£) 1 BUJSdjIUBd UI OZU3JOTS 

'BtIBqJA 3UOnE§3jSa03Bf|3p 
3 «J3jqD B3J3n<3 • 33UOJ U| OZU 330*1 'S 

* OJjV.IUOW P-TB^ 
|3p BIIOUT31H BUOnq B||3p OUipJBlS Olii 

*WPQ UVJ onuooui nit>" «a 03j!S Bp 

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* J *fl'? IP ]3EU0J11 ( 3p BjaTqo'EUBUuspna's 

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-t5-V pOOdE^ OJ33?d 3lBU|pjB3 JI 



m~W 







84 Delle Cbiefe 

della Compagnia de'Fornari, che dan- 
no la dote alle Zitelle . Qui incontro 
lcà la fuperba Colonna Traiana , doue 
(tanno (colpite le f ne vittorie , coniti 
nella Roma Moderna vi ita la fua fi- 
gura, e narratiua . 

$. Maria del .Carmine. Quefca chiefa e 
Compagnia di Secolari, come a s Mar- 
tino de'Monti . 

s. Silucfcro a monte Cauallo . QueftaL^ 
chiefa è.de* padri Chierici Regolari, 
detti Theatini , che hanno vn bel mo- 
nafterio . Et andando per la frrada_j 
dritta, fi troua vn belliflìmo pslazza 
dell' Eminentifsimo Cardinale Guido 
Bentiuogli, con giardino , Oc altre cole 
belle da vedere . 

s^Vicale , di quefta chiefa ne hanno cura 
Ji padri del Giesù . 

s.Dionigi Areopagita . Quiftanno padri 
Francefi della Santiliima Trinità del 
Rifeatto . 

g. Maria della Sanie, chiefa de'psdri det- 
ti Face ben-frateWi , che fcanno a pon- 
te Quattro capi . 

«.Norberto . Quefta chiefa è fabricata^» 
nuouamente da ladri detti Premoftra- 
tenfi,5c hanno vn bel giardino, eh' era 
del signor Leone Suoni. Et incontro 
«il giardino deli' 'bbace Feretti , già 
della buona n emoiia deh'Eminentifr. 
Card. Mont'Alio . 

s.fcaùa degli Angeli nelle Terme, chiefa 

de' 



*?■ 



■ 



: 



, editi 



di Roma. , 8? 

de'padri Certofim,ò<: nanne boniffima 
commodità 4i Claiiftri , conceduta da 
papa Pio IV. 

s.Agnefe fuora di porta ria . Vi ftanno li 
padri di s. Pietro in VJncela,dòue lì ve- 
de il tempio di Bacco , 6c altre col'e^* 
curiofe . 

s.Coftanza in detto luogo . 

S.Bernardo alle Terme di Diocletiano , 
ehitfa de'padri Ciftercienfi, che fono a 
s.Potentiana. 

s. Caio papa . L'ha fatta rifare pofcia_» 
N.S.Vrbano Vili. per li padri dis,Ber- 
nardo , fopra gli veftigi che vi erano. 

s.Maria dell'Annontiata , chiefade'rndr>i 
delle Schuole Pie , doue fi fa il Noui- 
tiato , che ìnlegnano a' poueri di tutta 
la città. 

s.Terefa, monafterio di Monache fatto di 
mio uo . 

s.Anna,chiefade'PP. Carmelitani Sca!.?i, 

s.Andrea a monte Cauallo, chiefa, e No- 
uitiato de'padri Giefuiti . 

Sanrifsimo SagramentOjChiefa delle Mo- 
nache Capuccine . 

s. Maria Maddalena, chiefadelle Monache 
deilOrdine di s. Domenico , che dopo 
che fono entrate, non le vede più per- 
fona viuente. Qui fi vede la gran fabri- 
ca del palagio Pontifìcio , come gab- 
biamo detto di fopra con breuità iene 
nella Roma Moderna fi dirà più a pie, 
no . 

'LA ' ' 













I 



i 



« 






8* 

LA GVIDA 

ROMANA* 

PER LI FORASTIERI, 

che deiìderano vedere non-, 
folo le Antichità , ma le 
fabriche principa- 
li di tutta-» 
Roma. 

In bellijfìma , & brene forma ridotta , 
corretta, Q> molto ampliata . 

• Del Borgo. 

CH I vuol vedere le cote antr- 
che, e marauigliofedi Roma, 
bifogna , che cominci per 
buon'ordine, & attenderui 
bene ; e non facci come molti, cioè guar- 
dar quefto e quello ,- e poi all'vltimo par- 
tirli lenza faperne la metà . Però per ve- 
dere, & eterea! tutto fodisfarti , voglio 
che cominciate a ponte fant'Angelo; il 
qusie da gli antichi fa chiamato pon- 
te Elio: e come voi fete fopra quello, 
guardate in giù per lo Teuere» e vede- 
rne neli' acqua veftigij del ponte TriOrt- 
0!» , peV Io quale partauano anticamente 
tatti i Trionii in Caj»pi4oglio . E volta* 

u 



w^f 



Romana * $7 

te poi per dritto à man deftra , che ve- 
drete il Caftello,che era Ja propria fepol- 
tura di Adriano lmpcradore , nella fom- 
mità del quale (bua va* Pigna di bron- 
zo indorata di mirabile grandezza , la_» 
quale dal portico di S.Pietro, doue è fia- 
ta molti anni, fu trasferita in Beluedere , 
deuehoggi fitroua. Etiti? vedrete l'in- 
comparami fabrica della chiefa di S.Pie- 
tro, ridotta a perfettione dalla fel. mena, 
di Paolo V. della quale né di grandezza, 
né di bellezza, cred'io, fi troni in tutto il 
Mondo maggiore , né più principale , e 
più marauigliofa bafilica . Ma prima che 
vi partiate da S.Pietro , anderete in Bel- 
uedere , doue fono molte hellifiìme fta- 
tue nel Giardino già fecreto , e fpecial- 
mentc quel tanto nominato Laocoonte , 
e Cleopatra. Ethoraiui vedrete luoghi 
ameniifimi d'acque, e fonti , quali Paolo 
V.con indicibile fpefa, rinouando ac- 
quedotti antichi, e facendo nuoui, lonta- 
no più di 30. miglia ài Roma , ha fatto 
qualfiuoglia alto , e baffo luogo di com- 
modità d'acque falubri,tanto defiderate, 
gioire . E dapoi vedrete la Libraria Vati- 
cana dalla fel.mem. di Sifto v. fondata » 
la quale fi può dire efTere ai Mondo fin* 
golare , per le molte opere tanto fegna- 
late fcritte a mano , che in effa fono . E 
nella piazza vedrete quella Guglia, cht-r 
già era dietro la chiefa, ini condotta da~» 
Siilo Y. cofa veramente di marauigHa , 

per 



1 



n 





88 La Guida 

pereflere ridotta hora con quella bella-» 
architetti! a,come fi vede. Noftro Signo- 
re Vrbano papa Vili . ha fatto fare fot- 
to il Corridore vn'Armaria belliffima da 
vedere . 

^DelT alazzo Farnefiano. 

IN piazza,che fi chiama del Duca/ve- 
drete dtioi vafi di fmifurata grandez- 
za di pietra chiamata granito orientale * 
che hora fono fontane abbondan^iflìme: 
& mi è il palazzo fondato dalla felice--» 
«nemoria di Paolo 1 1 \ finito con vna ftu- 
pendaarchittetura: e dentro vifonobel- 
iiffime iìattie, & anticaglie : ma partico- 
larmente fateui moftrare ra Caccia del 
Toro, vn'AgrippinaVe la ftatua di Marco 
Aurelio, che eertameate fono flatuc d'ef- 
fer confideratcoltre a molte altre . 

2)</ Palazzo della Cancellarla* 

AS. Lorenzo in Damafo è il patazzo 
della Caneellaria , fatta da Rafae- 
le Cardinale Riario,che infieme rifece la 
chiefa >fpefa certamente di molta porta- 
ta r poiché è delli grandi , e belli palazzi 
ài Roma . La chiefa fu riftorata da Alef- 
fandroCard. Farnefe. Et il palazzo ho. 
ra è deH'Eminentillìmo Francefco Card. 
Barberino Vicecancelliero diS. Chiefa. 



_ 




Romana. 



$9 



■Del Trafitture . 



. . . 



VEduto che hàuerete quefto, fopra il 
monte di S. Spirito. neHuo^o del 
Cardinale Sanefio vedrere di belle fia- 
tile. Dapoi vfcendo dalia porta» guarda- 
retein.sù aman delira, e vederete vna 
chiefetta chiamata S. Onofrio : e comin- 
ciate di Jà fino a San Pietro Montorio, 
che anticamente chiamauano Gianico- 
lo, vno delli fette Monti di Romare quel- 
lo doue folie poco innanzi a S. Pietro , è 
detto Vaticano: & è pur vno delli fette 
Monti. 

Hor, come vi dico , guardando da S. 
Onofrio ) fino a S. Pietro Montorio per 
baffo, era il Cerchio di Giulio Celare, di 
molta larghezza, e lunghezza, come per- 
irete vedere, fé voi andarete fa'! monte 
dinanzi alla porta di S. Pietro Molitorio . 
Cosi andando dritto per la ftrada, che 
va vedo Ripa , arriuarete fino a S. Maria 
;in T rafie uè re ,. do ne vederete la dettai 
chiefa, che prima fi chiamala la Taber-> 
na Meritoria de' pietofi antichi Romani ; 
perche quando vehiuano li pò aeri Sol- 
dati diigratiati , fmembrati , e Itrpppiati 
.dalla guerra , haueuano qui iì lor gouer- 
no,eiipofo fin che viueuano. Et innan- 
zi all'Aitar maggiore è il luogo , dou<L> 
quando nacque Chrifto noftro Signore ,* 
forfè vn fonte d Qglio per tutto vn di in 

gran- 






■ ■ 







$0 La Guida 

grandifììma quantità . Quefta chiefa è 
ihta iliuftr-ata dal Cardinale Altemps,dal 
Card. S. Seuerina > e dal Cardinal Aldo- 
brandino . 

Caminate poi Tempre verfo Ripa , do- 
uè lì vende il vino, falumi, & altre fole: 
* mirate per tutti quelli horti, chieie, e 
cafe che hora fi veggono ,cheiuiera j* 
Arfenale de' Romani , il quale jb su la ri- 
va di Ripa potrete giudicare di che gran- 
rfem fu , perche vi fi veggono ancora le 
vefligfe di elio . 

D etri foia Tiberina . 

POi andando ver lo Ripa , trouerete a 
man manca vn'ifola , quale gli anti- 
chi chiamauano Tiberina, douc hora è la 
chiefa di S.Bartolomeo, e di S.Giouannì 
Gc!auita,doue ilanno li Fate ben Fratel- 
li . In quella Itola furono dueTempij, 
J'vno di Gioue Licaonio , l'altro di Éfcu. 
lapio : e fé noterete bene , quefta Ifolaé 
fatta come vna Naue . Vogliono che il 
principio diqueft'lfola foffe ilgrano.che 
gettò nel fiume il Popolo Romano, fcac- 
ciato che hebbe Tarquinio Superbo. An- 
cora in queft'lfola ci fono due ponti per 
entrami , chiamati da gli Antichi vno Fa- 
bfitio, e l'altro Celtici quali hoggidì non 
hanno altro nome, che di ponte Quattri 
Capi , e ponte Ferrato . 

Del 



/ 






Romana, 



^tfc" J 



9% 



Del Ponte $. Maria * e del palazzo 
di Pilato, & altre eofe . 

VEduto che hauerete quefto , pattate 
dall'altra banda della detta Ifola » 
& andate fempre verfo Trafteuere per 
vna ftrada , la quale voi trouarete al pie- 
de del ponte di queft'Ifola: e caminat^* 
fempre dritto fino che venite ad vn pon- 
te nuouo, il quale hoggidi fi chiama pon- 
te S. Maria, da gli antichi detto ponte_-> 
Senatorio . Ma è vero, che hora il detto 
ponte è per la metà rotto , fiche adeffo 
non fi feriie di quello , percioche l'anno 
5598. adi 14. di Decembre , fu tanta l'in- 
nondatione, & allagamento del Teuere » 
che mai per laddietro fi troua effere (ta- 
ta fimile . A pie di quefto ponte cosi roc-' 
to trouerete vn palazzo tutto disfatto , il 
quale > fecondo fi dice , era il palazzo di 
Pilato . Dirimpetto a quefto vederete vn 
certo Tépio antico,che era della Fortuna 
virile,e poco più auanti quello di Herco- 
Ie,antichiffimo.Paffatiquefti,aItHncontro 
è ve marmo bianco grande,tondo,e den- 
tro fatto fimile ad vn vifo , il quale vol- 
garmente fi dice Bocca della Verità , ap* 
poggiata alla chiefa chiamata la Scola—» 
Grecarne è (fuelladoue S.Agoftino leg*. 
geua . Dopo quefto giungerete à pie del 
Monte Auentino , vno deili fette Monti 

di 



H 



M 











9 2 La Guida 

di Roma , preffo al quale vedrete alcune 
rouine nel fiume , & iui anticamente era 
il ponte Sublicio , doue Horatio Coclite 
combattè contro tutta Tofcana . 

Et andando fotto il detto Monte,pref- 
fo al Teuere verfo S. Paolo , trouerete vi- 
gne a mano deftra accanto il Teuere,dé- 
tro le quali i Romani hebbero 140. gra- 
nari molto grandi, come dimoltrano lo 
rouine di quelli . 

Del CMonte Te fl accio , e di 
molte altre cofe . 

P Affato poi quefto, andate Tempre^ 
verfo S. Paolo , e trouerete vn prato 
belliffimo , doueì Romani taceuano ilo- 
io giuochi Olimpici . Qjiui vedrete il 
Monte Teftaccio, fatto tutto divafifpez- 
zatii perche dicono, che quiui preffo fta- 
uano i VafccHari r evi gettauano li loro 
vali fpezzati,e rotti ; e non è marauiglia 1 
perche in quei tempo non fi vfaua fé non 
vafi di terra . 

E guardate alla porta di S . Paolo , che 
vederete vna piramide antichiflima, mu- 
rata nel mezzo della muraglia, che è la-j 
Sepoltura di Ceftio . 

Pigliate poi la ftrada a mano manca-» 
della porta di S. Paolo , che vi menerà a 
S.Gregorio, doue paffando da vna banda 
del Mont« Aueatino, vedrete gran roui- 



1 






«MM 



Romana m . 9% 

tit ài fabriche, come il Palmo maggio- 
re ,& il Cerchio Maflìmo . Etandarete 
poi verfo l'Arco di Iano, e trouerete vn__* 
Riuo d'acqua fattola cbiefa di S Gior- 
gio,doue vanno a lauare molte perfone . 
- Poco lontano di qui era il Settizonio 
diSeuero. Ma quefto fu gettato a terra 
da Siilo V. per drizzar la ftrada . 



U)eEe Terme Antoniane,Giardin$ 
de'Mattei, & altre co/e. 





10ì 



V Eduto quefto , poco più in su vede- 
rcte.le Terme Antoniane , maraui- 
gJiofe,e ftupende da vedere, e dall'altra 
banda vi è la chiefa diS.Balbina, oue fu- 
rono fepeliri molti Martiri . 

Poi caminate fino alla chiefa di S.Sifto 
per la dritta ftrada , che va a S. Sebaftia- 
no : e pigliate vn certo vicolo a man_* 
manca- che vi menerà a S Stefano Riton- 
do,il quale anticamente era il Tempio di 
Fauno: & iui prefTo vederere certe mura- 
glie alte, che dicono che furono degli 
Acquedotti, che andauanoin Campido- 
glio : & in quefto luogo è il Monte Ce* 
lio. 

Qjji vederete la vigna , e giardino» 
de'Mattei, luogo delicrofiffimo, oue fono 
belliffime ftarue, fonti mirabilia tratteni- 
menti molto nobili. 



S~ 



Dì 



94 



La Guida 




1 1 






Dì S.Giouanni in Lateraoo, 
5. Croce, fy altri. 

P Afferete poi fino a S.Giouanni in La- 
cerano, doue vedere-te abbellita la-» 
fabrica antica , con vna fabrica nuoua-j 
fatta da Sifto V. il quale fece erigere la-» 
Guglia nella prefente piazza . Poi piglia- 
te la via di S. Croce in Gerufalemme , e 
dinanzi Va porta della chiefa , crollerete.-» 
vn luogo dou 'era il Tempio di Venerea , 
nel quale foleuano le Cortigiane di quel 
tempo ogn'anno alli zo. d'Agofto cele- 
brar la fua tefta . E dentro al Monaftero 
di S. Croce vogliono , che quel Theatro , 
che vi è, fotte di St2tiIio Tauro, fatto di 
mattoni, molto bello, e grande , come fi 
può ben giudicare . 

Veduto chehauete quefto , tornate^» 
verfo Roma vecchia , e pigliate la ftrada 
da porta Maggiore ,la quaì va a S. Maria 
Maggiore : esaminando Tempre dritto , 
trouerete i Trofei di Mario , cofa molto 
bella . Ma quefti ancora fono flati traf- 
portati in Campidoglio . 

E venendo poi verfo Roma , palerete 
l'Arco di Galieno , hora chiamato l'Ar- 
co di fanto Vito , ancora intero , doue-» 
ftanno attaccate le chiaui diTiuo!i,di 
fotto pretto all'hofteria: altri dicono che 
foriero di Tufcolo cktà, hora detto Fra- 

fca- 



Romana. 9$ 

fcati . E quefto vi bafti per la prima gior- 
nata—» . 

Del Maufoleo d'Augufto . 

LA mattina fegue.nte cominciarne 
da S.Rocco, doue vederete dietro 
la chiefa 'gran parte delia fepoi tura d'Au- 
gufto Imperadore, che fi vede in cafa de/ 
Signori godermi , nel principio della ftra- 
da detta de' Pontefici : la qual eofa co'I 
fuobofeo occupaua infino alla chiefa di 
S. Maria del popolo : e quella Guglia, che 
era per terra in quefta ftrada,è futa drie- 
Wta a S. Maria Maggiore . 

De' Palazzi de Torgbefi. 

■ 

QVì vicino alla detta chiefa di S. Roc- 
co, trouerete queftidue palazzi mol r 
to grandi, e molto commodi, che rifpon- 
don a Ripetta , fabrica già principiata—» 
dal Cardinale Deza , e da papa Paolo V. 
dapoi per fua habitatione mentre era-» 
Cardi naie, comprata.-il quale affonto che 
fu al pontificato , la lafciò a'fiioi Fratel- 
li* che J'hanno molto ampliata , & orna- 
ta come fi vede,&: anche finita » Qui ve- 
drete fratrie bellilfime , e fonti , partico- 
larmente vn Centauro caualcatoda va' 
Amore, cofa molto rara. Habitano hora 



lianiJ^' 



Ijyjj toudetìti -palatili X Eccejlentifìlmo pren- 
! Loft ripe di Sulmóflà Marc'Antonio Borghe- 








9 6 La Guida 

fa , e rEminenrifiìmo Cardinale Pier Ma. 
ria Borghefe . 

Et incontro a quefti palazzi la bo.me. 
del Card. Scipione Borghefe, ne haiatto 
fare vn'altro per la Famiglia , con vna_ » 
bella piazza in mezzo . 

Uìella Torta delTopoh. 

LA porta poi, che hora fi chiama del 
popolo , gli antichi la chiamauano 
Flaminia , onero Flumentana, la quil'è 
attaccata alla chiefa del popolo . Quefca' 
a i tempi noftri e ftata ampliata , e bene 
adornata da Pio IV. il quale ha parimen- 
te drizzata, e racconcia quefta bella ftra- 
da detta Flaminia ; ma la potrete meglio 
confiderare, quando noi torneremo dalla 
bella Vigna di Giulio IH. la qual'é degna 
d'efler veduta : & per quefto borgo ve- 
drete diuerfe altre belle , e vaghe vigne , 
e particolarmente la Sanefia, e Cefij . 
Hora torniamo indietro verfo la Trinitài 
forto la qual hauere da fapere , che è fia- 
to la Naumachia di Dominano, che ar- 
riuaua fino al Teuere . e tutto Campo 
Marzo, come fi vede al Tuo Arco al Cor- 
to , detto di Portogallo : & hora vi fi ve- 
de vna bellifsima fontana fatta a guifa di 
Nane da N. S. papa Vrbano Vili. E do- 
ue fi vede la chiefa della Trinita,icorren- 
do fino alia porta pinciana,fi vede la Vil- 
la Borghefe, cofa rara, e bella . 

Del 



V 



Romana « 



97 



Del Giardino de' Mediai & altri 
luoghi ver/o Monte Cauallo . 

Vicino alla Trinità de'Monti vedrete 
il giardino de'Medici,cioè del Gran 
Duca di Firenze, luogo certamente ame- 
nifsimo, nel quale fono belliffime ftatue , 
e fabriche molto magnifiche . Andando 
poi vetfoil Monte Quirinale, il quale 
hoggidì fi chiama Monte Cauallo, fi tro- 
ua il palazzo de' Signori Barberini , e le 
quattro Fontane . 

Del Palazzo » e Giardino di 
rZMonte Cauallo. 

QVefto palazzo fu incominciato dal- 
la felmem. di Gregorio XIII. e Si- 
fto V. affai feguìtó la fabrica, Clemente 
Vili, ornò non poco il giardino ,• e rapa 
Paolo V. ha finitoli palazzo , e corretto 
l'archittetura oue peccaua. E papa Vr- 
bano Vili . ha ingrandito il Giardino , e 
cintolo di muraglia in forma di fortez- 
za-» . 

Di Caualli di marmo > che fono à 
^Monte Cauallo * 



I 



Nnanzi al detto palazzo vedrete due 
Caualli di marmo fatti dagli celebe.r, 

E rimi 







— #/»■ 




9% La Guida 

rimi Scultori Fidia, e Praflitele . e manda* 
ti da Egitto a Nerone . 

Delie Stufe di Co (latitino , e del 
Senato delle Matrone • 



PEr la via dritta, chevàverfo le Ter- 
me di Diocletiano, e da mano man- 
ca, proprio nelle vigne che fono del pa- 
lazzo Pontifìcio , cominciauano leftufe 
di Colammo Imperadore, eli ftende- 
Liano lino a fanta Sufanna . 

Dall'altra banda di quelle ftufe, era il 
Senato delle Matrone , e pouere vedoue, 
& orfanelle; e prima che li Romani an- 
daflero d-ntro, vifitauano l'altare d'A. 
polline , il 'iiial'era di nmpetto a quefto 
luogo . 

Delle Terme c Diocletiane. 

CAminando poi come ho detto,giun- 
ger^tc alle fuperbiflìme Terme di 
Diocletiano :doue ho intefo,che vi fono 
gròtte , e vie Perete di fotto , che vanno 
1 Vna in Campidoglio, e l'altra aS.Seba- 
iliano, e la terza fotto il Teuere in Vati- 
cano. Si veggono nella rigna certe grot- 
te , doue vn giorno con altri io volfi en- 
trare, Se andammo circa mezzo miglio, 
ma non dritto. In fomma tutta queita-j 
vigna eoa il luogo, fi può dire, che fia 

fot- 







*H 



Romana. 90 

fotto tutta cauata di grotte, e di ca- 
uerne . 

De ila Vigna de Tiretti. 

QViui potrete contemplare 1* ame- 
niffima,e marauigliofa vigna, e giar- 
dino di Papa Siilo V. ornata di belliìfime 
fabriche e di acqua dal pantano de'Grif- 
fi, e dal Card. Mont'AIto ornata di fon- 
tane, ftatue , e d'altri abbellimenti com- 
pitiflìmi . Hora è dell'Abbate Peretti . 

Della Strada Via . 

i 

Q Verta via, la quale vedrete qui cosi 
fpatiofa, così lunga, e così dritta,è 
ftata ridotta in sì bella viita dalla fel. me. 
di Pio IV , Verfo la porta Salara erano 
gli Horti di Saluftio , & il Campo Scele- 
rato , doue fi fepelliuano viue le Vergini 
Veftali,cheeranritrouate in difoneftà. 

Della Torta Via, di S. ^Agnefn^ > 
e d'altre Anticaglie, 

IN capo di quella belliflìma ftrada , è 
vna porta conueniente ad cifa, pur 
fabricata , e dimandata Pia dal nome di 
Pio Quarto . 

Hora potrete anco trasferirui fino a 
S.Àgnefe per la via Numentana,ctoe pure 
dal medefimo pontefice fu beniflimo 
racconciata ,• e perla ftrada trouerett^. 

£ 2 di- 



■*■■ 






loo La Guida 

diuerfe vigne,c giardini bcllifsimi : fui ve- 
drete vn Tempietto antico belliffimo , il 
quale dicono eflerè flato di Bacco: e pa- 
rimente vi vederete vna fepoltura di por- 
lido ampia, e bella in eccellenza . Hora 
e dedicato quefto tempietto a S.Co- 
ilanza figlia di Coftantino . Qui vicino 
è la chiefa di S. Agnefe . Ritorniamo poi 
in dietro per la medelìma ftrada alle ftu- 
pende Terme di Diocletiano, le quali fo- 
no fiate cófecrate dal medesimo Pio IV. 
inhonore della gloriola fempre Vergine 
Maria de gli Angeli. 

Hora hauendo veduto quefto, pigliate 
la ftrada, che va a S. Maria Maggiore : e 
fotto quefta chiefa nella valle trotterete, 
la chiefa di S. Pudentiana, doue antica- 
mente era la Stufa Nouatiana . 

Edi fopra fui monte , dose hora è il 
monafterio di S. Lorenzo in Panifperna , 
erano le ftufe OHmpie,molto grandi d'e- 
dificio ; percioche arriuauano dairvna-» 
all'altra bada, come dalla parte di S. Ma- 
ria Maggiore, fi può meglio vedere-/ . 
Qui era la Torre di Mecenate,doue ftaua 
Nerone riguardando ardere Roma . 

^Del Tempio dljìde , ir altre cofe. 

DOue é la chiefa propria di S.Msria— » 
Maggiore, era anticamente il Tem- 
pio d'ifide, tenuto in grande ftima dai 
Romani . 

Do- 



jf 



m 



Romana. *oi 

Doue era la cappella diS.Luca, preifo 
alla chiefa di S. Maria, fin giù a baffo , vi 
era il bofco facro di Giunone , grandiffi- 
ma Dea de' Romani . & hoggi è incor- 
porato con la vigna fopradetta de' Pe- 
retti . 

Sopra quello > nella vigna di S. Anto- 
nio, è ftato il ricchiflìmo, e marauigliofo 
Tempio di Diana , doue i Romani face- 
uanoi lorfacrificij con grandiffime ric- 
chezze . Dall'altra banda poi , doue ho- 
ra è la chiefa di S. Martino, é ftato il tem- 
pio di Marte , il quale tutti i Capitani , e 
ioldati adorauano . 

Delle fette Sale , del Coìtfeo , &* 
altre eof<u» • 

P Affata poi la detta chiefa, trouerete 
vna ftrada,che vi menerà dritto a S. 
Pietro in Vincoli : ma lafciate quella-» 
ftrada, e pigliate il primo vicolo,che tro- 
uaretein elfo vna cofa marauigliofa, chtf 
Tito Imperadore fece, detta le fette-» 
Sale . 

Veduto quefto , tornate fuor di là , e 
parlate giù per la prima flrada fra le vi- 
gne, che vi condurrà a S. Clemente : poi 
giungendo allo ftupendo antico Theatro 
di Vefpafiano, detto il Colifeo , vederete 
vna machina fuperbiffima, nella quale 
vi ftauano 8 J. mila perfone fedendo , & 

' E 3 ognu- 



*■"■■= 






io* La Guida 

ognuno vedeua bene, quando gli antichi 
Romani vi faceuano qualche fpettacolo: 
è derto corrottamente Colifeo per vn_» 
Coloffo, ò vogliamo due ftatua ,cheera 
in quefto luogo di marauigliofa gran- 
dezza . 

Simile n'è vno a Verona, & vn'altro a 
Pola città dlftria. 

Pattato che hauerete poi dall' altra-* 
banda ,vederete l'Arco di Coftantino, 
molto bello . Et iui preflb, nell'norto de' 
Frati di S. Maria Nuoua , vederete i vefti- 
gi del Dio Serapi. E pattando poi più 
oltre,trouerete l'Arco di Tito,e Vefpafia- 
no, il quale fu fatto quando torno trion- 
fando di Gerufalemme etto Tito figlio di 
Vefpafiano . 






De IT empio della Pacete del Monte 

Palatino, bora detto Palazzo 

Maggiore* & altre co/e. 

Più auanti di quefto, vederete if Tem- 
pio della Pace,quafi diftrutto ,* e di- 
rimpetto a quello il Monte Palatino, bo- 
ra detto palazzo Maggiore, doue è vna— • 
bellifiima vigna delli Farnefi, detta nord 
Farneiìani. 

Pretto aquefta era il Tempio di Ro- 
molo, il quale bora èia chiefa de'SS. 
Cofmo, e Damiano: & iui pretto il Tem- 
pio di MarcoiAurelio, e Faoitina fua mo- 
glie, 




*« 



Romana. io? 

glie, e figliuola di A ntonino Pio,il cui pa- 
lazzo è dietro al detto Tempio . 

Dirimpetto a quefto era vn bellifsimo" 
Tempio dedicato alla Dea Venere , hor 
fi chiama S. Maria Liberatrice dalle pene 
dell'Inferno . 

E quelle tre colonne,che vederete fra- 
re nel mezo della piazza di campo Vac- 
cino, dicono che era vn ponte, che paffa- 
ua di lungo dal Campidoglio al palazzo 
Maggiore : quiui dicono che ruffe il lago 
di Curtio . 

Poi nella chiefa di S.Adriano , la quale 
vedete con la porta di bronzo, preflo al- 
l'Arco di Settimio , dicono effere flato il 
Tempio di Saturno ; e dipoi l'Erario del 
Popolo Romano , nel quale riponeuano 
tutti li tefori • 

L'Arco, che ho detto dinanzi, era di 
L. Settimio Seuero , & è molto bello. 
Dall'altra banda dell'Arco , doue vedete 
dell'altre colonne , era il Tempio della 
Concordia. 

Del Campidoglio^ altre cofs • 

HOra fete venuti in Campidoglio , il 
quale anticamente chiamauano il 
monte Tarpeio, doue a piede era il Tem- 
pio di Gioue, il quale, effendo abbrucia- 
to il Campidoglio , non fu mai più rifat- 
to, ma folamente reiìo il detto luogo . 
Preflo a quefto, era anco il Tempio di 

E 4 Ce- 






^^^ 



a 



?* — ** 








104 La Guida 

Cerere: e fopraquefto luogo hoggidi ve- 
derete vnhuomo a cauallo di bronzo , il 
qual' è Marco Aurelio Antonino Imp. E 
da quello luogo vedere te quali la mag- 
gior parte di Roma in belliflìma profpet- 
tiua, e molte belle coie , che non hauete 
vedute ancora, particolarmente ftatue-> 
ftupendifsime, & altre antichità. Qui è 
itata polla la (tatua di Martorio; & ancor 
li Trofei di Mario , a capo alla fcala. Di 
qui bifogna tornar in dietro vìi poco dì 
ftrada a pie della fchienadi Campido- 
glio , doue trouerete certe cifterne pro- 
fonde fatte dalli Romani, forfì per tener- 
uiil l'ale, o il grano, chiamate Horrei an- 
ticamente* 

E di qua parlerete preffo a S. Maria»» 
della Confolatione , poco lontano dalla 
quale vederete l'Arco Boario . Ma vorrei 
che voi vedefte le cofe di maggior im- 
portanza, come il Theatro di Marcello , 
doue hora habita la nobiliffima famiglia 
de* Sauelli , dentro il quale era il Tem- 
pio della Pietà, molto prezzata dalli 
Romani . 

Decortichi d'OttauiaM Settimio» 
e del T teatro di Pompeo>Pa/az- 
zo de* Capi di Ferro > bora del 
Card, Spada . 

POco difcoilo da quefto, per venire-» 
vcifo à Pef«aria> erano 1« portichi di 

Oc- 






X 




Il 



Romana. 105 

Ottauia forella d'Augufto : ma poebi ve- 
ftigi fc ne veggono al prefente . 

Più in là poi nell'entrare di S. Angelo 
di Pefcana, vi fono i pertichi di Lucio 
Settimio Seuero . 

Caminando poi fino a Campo di Fio- 
re, troueretc il palazzo degli Orlìni , che 
anticamente era il Teatro di Pompeo ; e 
dietro era il portico. 

Qui pretto vederete il vago palazzo 
de'Capi di Ferro. Hora édel Card.Spa- 
da con nuoua fabrica belliffima s e più 
innanzi trouerete quello delli Farnefi ? 
del quale le n'è di fopra detto a baftàza . 



1 



I 



Delle due Colonne t vna di Antoni- 

no Pio , e l'altra di Traia-, 

no t & altre cofe^j • 

IL terzo di comincierete da Campo 
Marzo, ò per dir meglio da piazza—» 
Colonna, doue vederete la Colonna di 
Antonino Pio , riftorata da Sifto V, la-» 
quale è a lumaca di dentro di gradi 1 90. 
e fineftre 41. Veduto quefto andate in-* 
piazza di Sciarra , e voltate a man de- 
stra, come voi fete alla Speciaria , che va 
giù poco di ftrada infino alla piazza hors 
detta di Pietra : e trotterete i fuperbi ve- 
ftigij del poitico d'Antonino Pio . 

3 E 5 Ve- 














io6 La Guida 

Veduto che hauercce quefto, torna- 
te nella medefima ftrada, per la quale 
lete venuto, & andate Tempre dritto ver- 
(o S. Marco , infino che fiate giunti ad vn 
luogo detto Macello de' Corui , & iui 
vicino trouerete la Colonna Traiana— », 
la quale è a lumaca di dentro di gradi 
i8x. e le feneftrelle (ono numero 44. ma 
nota , che ogni grado ci quefta i'vn per 
l'altro è più bado vn'oncia dell'altra Co- 
lonna . 

Hors poi voltate indietro alla chiefa di 

Minerua Dea, la quale fu diftrurta ,e poi 

rifatta con altra beJliflima fabrica, oue è 

horail Conuento de'Padri Domenicani, 

che ancora fi vedono xchigi . 

Delia %itondaìOuero Pantheon. 

POco difcofto poi dall'altra banda_r 
vederete il Pantheon, hora chiama- 
to la Ritonda, chiefa antichifiima , tara 
da Marco Agrippa , opera belliffima , e 
morto bene inteia, dedicata già da eflb a 
tutti li Dei: dapoi Bonifacio IV. la con- 
fecrò* alfa B. Vergine, & atuttri Santi 
Martiri : e Gregorio IV. dopò ordinò, 
che la fa/ta forfè in honore di detta Ver- 
,grne,e di ruttigli Santi . Incontro a que- 
fta chiefa fi vede vn'Arca di porfido, cofa 
rara* e beli*. 



Delti 



S* 



Romana . 



!o7 



ZWZJ SKf?»* <J/ Jlgrippa, e di 

Nerone . 

avi preffo dalla banda di dietro, do- 
ve hora fi vedono magazinì di ta- 
noie, & altri legni , furono già le 
Jtufe di Agrippa . 

E dietro a S. Euftachio furono le Stufe 
di Nerone , le quali fono in parte nel pa- 
lazzo di Madama; intorno ne vedrete li 
veftigi ampliami . 

De Ila piazza diNauona , di Ma* 
lira Pafquino t & altre fit- 
tile di particolari • 

P Affata poi la piazza di Madama , en- 
tra tern Nauona,doue ogniMercor- 
«U fi fa il Mercato : ma fi Romani la fece- 
ro per moftrare fi giuochi , fpettacoli , e 
combattimenti; onde veramente fi chia- 
ma piazza di Agone. 

A pie di quefea piazza in Parione,fotto> 
il palazzo grande de gli Orfinr, trouerete 
attaccata la famofa ftatua di Pafquino. 

Incafa pot dimoiti Cardinali , & altri 
Signor* Titolati, e particolari ,. fono moi- 
re belle Statue,. Antichità, & altre cofe 
degne di cfler vifre . 



E 6 



R AC- 



log 








RACCOLTA DI ALCVNE 

cofe cralafciate ne'Rioni. 

Rione di 'Borgo . 

SOno molti palazzi, ma primo è il Va- 
ticano, come fi e detto al fuo luogo. 

Poco dittante ftà il palazzo Cefi con 
molte ftatue , e quel de'Rufticucci, e de" 
Campéggi, ch'era del Principe Borghefe, 
che architettura di Bramante: e molti 
al tri ve ne fono , che per breuità fi trala- 
feiano . 

Nella piazza vi ftà vna belliffima fon- 
tana , e lObelifco, ch'era nel Cerchio di 
Nerone „ 

Sul principio di Borgo parlato Ponte 
fi vede la Mole di Adriano Imp.hora Ca- 
mello 5. Angelo tortezza-* . 

Rione dì Trafìeuen . 

Sono per quefti colli molte Ville di Si- 
gnori, e la bella fontana a S.Pictro Moni- 
torio , come habbiamo detto di fopra al 
fuo luogo. 

Rione di Ripa. 

Yi è il porto, doue ricouerano i vafcel- 
ii, che vengono da diuerfi paefi a portare 

me*- 



■ 



y*" 




IOjfr 

mercantie, &: altre cofe in Vafcelli di pia 
forte su per il fiume Teuere . 

Rione di S.uAngeh • 

Si vede il Teatro di Marcello,^ I'ha- 
bitatione cle'Signori Sauelli, e qui vicino 
habitano gì 'Hebrei, quali hanno il loro 
ferratilo con cinque porte . 

Rione della %egola • 
Vi ftà il Palazzo Farnefe con vna bel- 
la piazza,e due fontane, comehabbiamo 
detto di iopra . 

A Capo di Ferro fi vede il palazzo del- 
l'Eminentifsimo Card. Spada , di nuouo 
abbellito ; e più auanti ftà il palazzo del- 
l'Eccelientiffiino Signor D.Tadeo ì arbe~ 
rino Prefetto di Roma . Et anco ftà ìn-i 
quefto Rione il facro Monte della Pietà , 
doue s'imprefta denari a' poueri gratis . 

Rione di Far ione. 

Attaccato a S.Pantaleo fi vede il pa- 
lazzo de* Signori Maffimi , con fiatile , e 
fontane belhflìmc : & appreffo vi ftà la-» 
piazza di Pafquino, doue fono due bellif- 
fimi palazzi dclli Signori Orfini,e Parili. * 

Rione di Tonte . 

Vi ftaano diuerfi palazzi, come quello 

di 




fio 

di Monte Giordano delli Signori Orfinr, 
habitato di prefente dal Prencipe Card, 
di Sauoia . Poco lontano Ila il palazzo 
delli Signori Sacchetti : e fotto vi ftanno 
li Cuforijil cuiomtio principale è d'inti- 
mare Conciftorij, & altre funtioni . 

Nella chiefa della Madonna fantifiì ina 
della Pace fono belliffcme pitture di Raf- 
faello d'Vrbino , verfo la porta grande . 

Incontro a fanto Apollinare è il pa- 
lazzo del Duca Altemps , do uè è vna-» 
Libraria di diuerfe feienze > con vna bel- 
liflima Cappella, come fopra se detto. 

A fant'Agoflmo fi vede nel Monafterio 
vna bella Libraria fatta dalla bo.mem di 
Monfig. Angelo Rocca da Camerino, per 
beneficio pub-lieo di ftudiare a chi ci va 
con l' Affittente a detta Libraria , alcuni 
giorni della Settimana . 

Et in detto Conuento ftà il P^ Maeftrfr 
Gio.Battifta Spada Romano t che ha vno 
ftudio raccolto con molta fpefa* di me- 
daglie d , oro,d'argento,qiradri,aiiniatiu'e, 
le altre cofe rare da vedere . 

Rione diTrieui* 

Al Corfo habita il Sig. Ippolito Vitel- 
lefcbiycbe hi gran quanta di fta tue rare» 
E vicina è il palazzo degli Aldobrandino 

Al palazzo Barberino, habitato dall' 
Eminentiflimo Card. Antonio Barberino» 
ti è vn a libraria fatta dall' Eminenttffi- 

sto* 






s< 



— • 



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I 



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ni \ 

tao Card. Francefco Barberino con vno 

ftudio di medaglie » ftatue > & altre co- 
le rare. 

Incontro a quefto palazzo Barberino 
ila il Collegio Scozzefe. 

Rione di Colonna • 

A Capo le cafe habita il Sig.Francefco 
AngeIoni,che ha vno ftudio ornato di di- 
tierfe pitture di huomini Illuftri, e quanti- 
tà "di Medaglie, & altre anticaglie cu- 
riofe^» » 

A S, Maria in Via » incontro ftà il Sìg. 
Caualiero Francefco Serra, che ha tno 
ftudio di Libri di lettere humane j & al- 
tre cofe . 

Rione di Campo Marzo* 

Sotto Monte Citorio fi vede la colon- 
na Citatoria in cafa de' Signori Cecchini, 
incontro la chiefa di S.Croce * 

A S.Maria in Campo Marzo ftàla cafa 
delli Signori Gio.Battifta , e Marco Cafa- 
le fratelli: hanno vna ftatua di Giulio Ce- 
fare di marmo, cofa rara, & hanno anco 
raccolte molte cofe curiofe degne di ef- 
fer vedute . 

E poco auati verfo il palazzo del Frin» 
cipe Borghefe , habita il Signor Nicolò 
Muffo predicatore celebre : ha raccolto 
*na quantità di quadri di pittori famofi v 

tioc 




II* 

cioè di RafTaeIe,Corregìo,Parmigianino 3 e 
Titiano & altri. E qui p.élfo habita il Sig. 
Alefandro ftoudanino: fi vedono diuertì 
Quadri di pittori ramofi, ftatue di marmi 
antichi* oc vno studio di medaglie, & in» 
tagli, come fi e detto di fopra . 

Alla ftrada della Croce habita il Sig. 
Claudio Menidret , antiquario dell'Emi- 
néciflimo Card. Barberino: ha vno itudio 
di varie cofe,come di fopra se detto » 

Rione di S.EuJacbio. 

Vi ftà il palazzo del Sig.Marchefe Giu- 
ftinianojil quale ha quantità di itatue di 
marmo antiche, e Quadri di pittori cele- 
bri , come ne ha fatto libri con grandissi- 
ma fpefa . 

Afant'Andrea della Valle > al palazzo 
del Signor Pietro della Valle, fono molte 
cofe curiofe portate da detto Signore di 
Perfia . 

E pocodiftante habita il Signor Ca- 
ualierodel Pozzo , quale ha vn ftudiodi 
difiegni , e Quadri di baffo rilieuo,meda- 
gli* di Huomini iliuftri , con vna Libraria 
famofa, & altre cofe degne deffere ve- 
dute, & ammirate, fatte con grandiiSma 
fpefa . 

Rione della Pigna» 

Incontro zìH Annunciata de) Collegio 



T 



Romano habitano li Signori Bruto , e 
Francefco Gottifredi • che hanno vno 
Audio di medaglie antiche belliffime . 

Rione di Campite/Io . 

Nel Campidoglio al palazzo delli Si- 
gnori Confer ustori fono diuerfe ftatue 
rare, che per breuità fi tralafciano. 

Rione de*ZMonti . 

A S. Maria in Campo Carico, detto li 
Pantani, habita il Sig.Caualier Francefco 
Gualdida Rimini, che ha vno Audio bel- 
liflìmo di diuerfe cofe curiofe . 

Al detto Rione ftà la chiefa di s. Ba- 
stiano , Iufpatronato della Eccellentiffi- 
ma Cafa Barberina. Quella chiefa va po- 
ftadopò S.Francefca ftomana , contigua 
all'Arco di Tito , alla pagina é«j. 

Alle Quartro Fontane ftà la chiefa di 
«.Carlo con nuoua fabricajdel Conuento 
de' Padri Riformati del Rifcatto,pag.8$, 



"3 




CÀ- 



mi 



CATALOGO 

'DELLE 

R E L I a V I E 

DE* SANTI, 

Che d crouano in tutte le Chiefe 
di Roma-». 



Dotte Ji trottino ò li Corpi intieri» 

ò parte di loro . 

INfino al tempo di S. Girolamo, che 
fu del 400. tant'honore fi portaua 
alle Reliquie de' Santi, che fi tene- 
uano in vafi pretiofi , e coperti dì 
veli, e nel mezzo di molti lumi » & a ba- 
ciare i Reliquiari^ fé gli accoftauanoi Fe- 
deli . E perche il Patriarca de' moderni 
heretici Vigilando fé ne beffaua, chia- 
mando offa, e ceneri de' morti le reliquie 
de' Santi, e rideuafi che a mezzo giorno 
gli accende/fero d'intorno lumi , S.Giro- 
lamo gli fcriffe contro, chiamàdolo Dor- 
miglione, e non Vigilando, e con effica- 
ci ragioni' cauate dalla facra Scrittura-» 
l'abbattè, e cóuinfe con tutti gì ignoran- 
ti feguaci fuoi . Poiché dunque nell'vnr- 
uwfale rifurretrione de'noftri corpi, ci ha 
predicato il Figlio di Dio , che ripiglierc- 

mo 



/* 



"X 



"*i 



il 



delle Reliquie . 115 

mo infin'ad vn capello della noftra tefta, 
meritamente s'honora da fanta Chiefa-* 
ogni minima particella delle reliquie de' 
Santi : però in quefto Catalogo riabbia- 
mo raccolte quelle di Roma, notando 
anche i luoghi 1 ne' quali ripofano i loro 
corpi. 

AB AGONE , Audiface martiri . I cor- 
pi fono diuifi in tre chiefe, dì s. Adriano , 
s.Gio. Colauita , e s. Praffede ne'Monti • 
Reliquie in molt'altre chiefe. 

Abdenago , Mifac, e Sidrac i detti an- 
cora Anania, Mifaele , & Azaria . I cor- 
pi in s.Adriano. Reliquie in altre chiefe, 

Abbondio prete, & Abbondando dia- 
cono martiri . 1 corpi al Giesù . Telia d* 
s. Abbondio ins. Maria d'Araceli . Vn_* 
braccio in s.Maria Maggiore ; l'altro eoa 
vna gamba ne' ss. Cofmo , e Damiano in 
campo vaccino . Reliquie in altre chie- 
fe . 

Abbondio, & Ireneo martìri . I corpi 
in s. Lorenzo fuori delle mura . 

Aber, Acasf, Aratf, Giacomo, Giuda-i 
Macabeo,e Machir, fette fratelli della-* 
nobiliffima fameglia Macabea , e gloriofì 
martiri dell'antica legge . I corpi a s.Pie- 
tro in Vincoli . Reliquie a s. Anna de'Fu- 
nari . 

Achilleo , e Nereo fratelli martiri . 1 
corpi nella chiefa loro. Le tede a s.Maria 
in Vallicella. Reliquie in altre chiefe . 

Adalberto vefe. e mart. Il corpo \ìLm 

s.Bar* 



II 




1 1 6 Catalogo 

s.Bartolomeo dell'IfoIa.Reliqnie a s.Ma- 
rja di Trafteuere . 

Adautto,e Felice martiri. Vn braccio 
di ciaicuno io s.Lorenzo in Lucina . De' 
loro corpi nulla lappiamo . 

Adria , e la fua moglie Paulina , con_» 
Neone,e Maria loro figli, 8c il zio fratel- 
lo della madre,detto Hippolito , e Maffi- 
ìno Noraro , Eufebio prete , e Marcello 
diacono tutti martiri. I facri lor corpi fo- 
no in s. Agata di Suburra . Di s. Hippoli- 
to n'ha parte s.Praflcdene'Monti, & vn 
braccio s.Lorenzo in Lucina. Reliquie in 
s.Giouanni Colauita. 
.. Adriano martire . Il corpo nella Aia-» 
chiefa . La tvita con vn braccio ins. Ma» 
ria d'Araceli. Reliquie in altre chiefe . 

Agape verg.e mart. La tefta in ss. Apo- 
lidi. Il corpo in Terni . 

Agape,e Chioniayerg. e mart. I corpi 
In s.Anaftafia . 

Agapeto papa, e cof. Il corpo in s.Pie- 
tro in Vaticano. Reliquie a s. Maria Scho- 
h Greca, e s.Rocco . 

Agapito, e Feliciffimo diaconie marti- 
ri. De' loro corpi n'ha parte s. Maria—» 
della Confolatione,parte ss. Quattro . Il 
capo di s -Agapito Io tiene s. Maria in Via 
lata . Reliquie in altre chiefe . 

Agata verg.e mart. Vn dito ins. Aga- 
ta di Suburra . Vna fpalla in s .Maria del- 
la Confolatione . Delle mammelle,e par* 
te del fuo velo io s. Domenico, e s.Pra te- 
de 






!■■■ 



delle Reliquie. 117 

dene'Monti . Delle fue vefti in s. Adria- 
no . Il corpo in Catania di Sicilia . Reli- 
quie in altre chiefe . 

Agatone i>apa,e conf. il corpo in «.Pie- 
tro nel Vaticano . 

Agnefe verg.c mare, il corpo nella fua 
chiefa fuori delie mura .la tefta nel Sai- 
uatore alle Scale fante . vn braccio con 
vn dito in. s.Pietro in Vaticano . vn'altro 
in s.Maria Maggiore. Della velie in s.Lui- 
gi.Della cinta in s.Marta al Collegio Ro- 
mano. Reliquie in molte altre chiefe . 

Àgoftino Vefcouo,e Dottor di S. Chie- 
fa . Della fua pianeta a s. Paolo $ piazza 
Colonna, il corpo in Pauia. Reliquie in_^ 
altre chiefe . 

Agrippina verg. e mart.reliquie a s.Lo- 
renzo in Lucina . il corpo a Mineo in-j 
Sicilia . 

Alberto confeff . deil'Ord. Carmelita- 
no . vn braccio in s.Maria Trafpontina . 
Del corpo parte n'ha la città di Meffina , 
parte quella di Trapani. Reliquie in al- 
tre chiefe. i 
-*' Àleffaridré papft,é mart*cori Ufr.£ùen« 
'tìò , e Teodolo facerdotì . De'toro corpi 
n'è parte in s. Lorenzo in Lucina,partein 
s. Sabina. Reliquie in altre chiefe . 

Aleffand'ro, Felice,Filippo, Gennaro , 
Marciale, Siluano , e Vitale, fette fratelli 
martiri , e figli di s. Felicita . I corpi in s. 
Marcello . Reliquie in altre -chiefe ; 

1 Alefyo conf* IPcVrpo jie Ite Art «hie fa 

con 








I iS Catalogo 

con lafcala, fotto la quale fconofciutò 
viffe dicifett'anni . vn braccio a s. Paolo 
fuori delle mura. l'altro a s. Nicolo ia_j 
carcere . D' vna cofta a s. Praffede ne' 
Monti, vn dente all'Annuntiata dei Col- 
legio Romano,vn'al*ro a s.Cecilia di Tra 
fteuere. Reliquie in altre chiefe . 

Amando, Giacinto) Ireneo, e Zotico 
martiri . I corpi in s.Praflede ne'Monti . 

Ambrogio Vefc. e Dott. di S. Chiefa. 
Della Tua cappa in s. Domenico. Il corpo 
nella Tua chiefa di Mrlano. 

Anacleto rapa , e mart. il corpo in s. 
Pietro in Vaticano . 

Anania, che battezzò s.Paolo Aposto- 
lo . Della tefta in s Paolo fuori delle mu- 
ra. Reliquie a s.PraiTede ne'Monti. 

Anania. Vedi a s.Abdenago. 

Anaftafia veig. e mart. Reliquie a 5. 
Maria del popolo . Il corpo non Tappia- 
mo doue fia,né doue ella patirle . 

Anaftafia martire. Del corpo n'è parte 
nella fua chiefa,parte in Genoua. Reliquie 
in altre cbiefe . 

A&aJtfcfio Antiocheno, Afterio, Caia- 
nojDomnione, Mauro, Pauliniano, Settf- 
mio, e Telio martiri, I corpi a s. Ve- 
nantio. 

Anaftafio monaco , e mart. il corpo al 
Saluatore delle Scale fante . il capo itL-> 
ss. Vincenzo, & Anaftafio alle tre fonta- 
ne. Reliquie in altre chiefe . 

Anaftafio papa, e «onf, il corpo parte 

in 



p 



4 



delle Relìquie* u* 

Sns.Martinode'Monti, e parte ins. Prai- 
fedepurde' Monti . Vn dente in s. Cle- 
mente. Reliquie in altre chiefe. 

Anaftafio mart. il corpo a s. Croce in 
Cerufalemme. 

Anaftafio, e Rafio martiri . I corpi a s. 
Maria della Ritonda . 

Anatolia verg.emart.il mento con—» 
due dita in s. Maria Maggiore , il corpo in 
vna Terra della Marca detta s. Anatolia . 

Andrea Apoftolo,n'ha parte s. Maria— » 
in portico, s.Pietro in Vinco!?, s. Rocco, 
e s.Praffede . Reliquie in altre chiefc . il 
corpo in Melfi . 

Andrea Apoftolo , il cui capo fu dalla 
Morea portato a Roma , e pofto nella-» 
chiefa di s. Pietro in Vaticano . 11 collo 
nei Giesù . D'vn braccio a s.Spiiiro in-* 
Saffia, e s Sebaftiano fuori deJIe mura—», 
l'altro a s.Andrea nel Lacerano . Vna— # 
fpalla in s.Grifogono . Cofte a s.Maria in 
Campitela, e s.Euftachio . D'vna gamba 
a s, Cecilia in Trafteuere . Vn ginocchio 
in ss. Apoftoli. Vn dito a s. .Siìuefrro di 
Ca'mpo Marzo. Denti a s.Maria d Arace- 
li» e s.Tomafo Cantuarienfe . Reliquie in 
altre chiefe. 

Angeli, che in due luoghi ci lanciarono 
fegni della prefenza loro, come delle-* 
piante, e ginocchia . 

Anna madre di Maria Verg. Signora—» 
noftra . Vn braccio in s. Paolo fuori delle 
mura . D'vn'altro parte in s.Maria d'Ara- 
celi, 



i- 







I io Catalogo 

celi, parte in S.Marcello. L'anello dello 
fpofalitio fuo alla fua chiefa de' Funarì . 
Reliquie in altre chiefe . Se in Gerofoli- 
ma fi troui più il fuo corpo , non lo Tap- 
piamo . 

Anna Euangelica profeteffa, ne di lei 
trouiamo il corpo , ma delle fue reliquie 
ne tiene s. Paolo della Regola . 

Anfano mart. vn braccio in s. Marcel- 
Io, il corpo in Siena. 

Anfouino vefcouo . Reliquie a s.Pictro 
in Vaticano . il corpo a Camerino. 

Antero rapa.e mart. Del fuo corpo in 
tre chiefe , s.Sifto , s. Siluefcro di Campo 
Marzo, e s.Pralfede de' Monti . Reliquie 
a s. Paolo in piazza Colonna . 

Antimo,Leontio, & Euprepio martiri . 
I corpi a ss.Cofmo,e Damiano in campo 
Vaccino . 

Antonino Arciuefcouo . Della fua ve- 
fte a s. Paolo in piazza Colonna . il corpo 
alla fua chiefa di Fiorenza . 

Antonio Abbate II cilicio alla fua chfe 
fa ne' .Monti. Reliquie in altre chiefe . il 
corpo in Vienna di Francia . 

Antonio di padoua . Reliquie a s. Pie- 
tro in Vacicano , s. Andrea di Monte Ca- 
uallo, ss. Apoftoli , e s. Agata di Trafteue- 
re. Il corpo in nadoua . 

Antonio, Giouanni, e Menilo, monaci 
di s. Benedetto . 1 corpi a s. Gregorio nel 
monte Celio . 
Antonina verg. e mart. Reliquie a s. 

An- 



delle Relìquie. iiff 

Antonto,detto Antonino. Il corpo no» 

lappiamo fé più l'habffl^póftantinopoli. 
Apollinare Vefcouo, e mart. D'vn-_# 
braccio nella fua chiefa. Reliquie in altre 
chiefe. il corpo a Rauenna . 

Apollonia verg. e mart. la tefta in s. 
Maria di Trafteuere . Vn braccio a s. Lo- 
renzo fuori delle mura . Della mafcella 
in s.Biagio di Campiteli! . Denti a s.Ma- 
ria d'Araceli) e Campo Marzo, s.Rocco \ 
e s.Ceeilia di Trafteuere. Reliquie in fi- 
Maria Trafpontina , e s.Anna de' Funari . 
Nacque, e pati in Aleflandria,ma dou^j 
fu trafportato il corpo da cui fono Iella- 
te tante reliquie, non Jofappiamo. 

Apuleio martire . Fu poco lontano da 
Romafepelito il fuo corpo. Reliquie io-* 
S.Lorenzo in panifperna. 

Aquila , e fua moglie Prifcilla . I corpi 
ins.prifca . 

Aquilino, Beturio , Beffia, Citirio, Do* 
nata, Felice, Generofa, Gianuaria, Leta- 
tio;Nartalio,e Seconda martiri Scillitani. 
I corpi in ss.Giouanni,e Paolo . 

Archelao , e Creante martiri . i corpi 
ìns.Silueiìro di Campo Marzo .. 

Artemia vergine, e martire. Del fuo 
corpo n'ha s»Maria in Equirio , e s.Silue- 
ftro in Campo Marzo . 

Artemia , de Attica forelle Vergini , e 
monache. I corpi in s.Coftanza . 

Artemio con la fua moglie Candida , e 
lor figlia Paulina vergine , e tutti martiri . 

F Icor- 



1| 



SUL 






l % 2 Catalogo 

I corpi in s.Pancraffi . Reliquie di s. Pau- 
lina a s.Spirito iMfifia, ss. Quattro , e s. 
Cecilia di Trafteuere . 

Artemio mart.il corpo in s. Maria d'A- 
raceli, reliquie in s. Onofrio . 

Artemio martire con altri molti . Ve- 
di a s. Quirino, il primo in quefto Caca» 
logo . 

Afterio con la Tua figlia, il cui nome, e 
giorno infin' hora non trouiamo: ben__# 
lappiamo, che di martirio coronati ripo- 
fano i loro corpi in s. Martino de' Monti . 

Aurea verg. e mart. reliquie a s. Am- 
brogio della Maflìma. il corpo in Oftia. 

Auffentio, Eugenio, Euftrano, Marda- 
rio, Se Orefte . I corpi in s. Apollinare . 
il capo di s. Euftratio a s. Maria in vii-» 
Lata. 







B A C C O , e Sergio martiri . reliquie 
alla chiefa ioro, e s. Maria Monticelli , e s. 
Paolo fuori delle mura, Se alla Regola . I 
corpi in Venetia. 

Balbina verg. il corpo nella fua chiefa. 
Delle vefti a s Lorenzo fuori delle mura . 
reliquie in altre chiefe . 

Baldaffar, Gafpar , e Melchior Ré Ma- 
gi . reliquie a s. Maria di Trafteuere , e s . 
Bernardo alla Colonna Traiana . i corpi 
in Colonia. 

Barbara verg. e mart. Della tefta nella 
fua chiefa, Se in s. Pietro in Vincoli, e s. 
Lorenzo in Damafo. Vn braccio in s. 

Ma- 

-4 

SZSSSBSZ 




*WKH^^* 



delle Reliquie . 12 j 

Maria delllAnima , Del.'miracolofo velo, 
che ricopriua la facra tomba di lei , n'ha 
la Tua chiefa , e s. Giouanni Laterano, e 
s.Grifogono,e s.Luigi . reliquie in altro 
chiefe. il corpo in Venetia . 

Bai bato Vefcouo. reliquie as.Stefano 
del Cacco. il corpo in Beneuento. 

Barnaba Apertolo . Del capo al Gie- 
sù , Se in ss. A portoli . D'vn braccio a s. 
Praflede ne Monti » reliquie in altre chie- 
fe. il corpo in Salatina di Cipri 

Bartolomeo Aportolo, il corpo nella-» 
fua chiefa nell'Ifola. Del capo in s. Loren- 
zo fuori delle mura , s. Pudentiana , e s. 
Praflede ne ' Monti . reliquie in altro 
chiefe . 

Bafileo , e Giouino martiri . I corpi in 
ss Apoftoli, ma di Giouino parte n'ha s. 
Lorenzo in Damafo . 

Bafilide, Mandolo,e Tripodio . I corpi 
in s .Maria Trafpontina . 

Baffiano vefcouo. reliquie a s.Rocco . 
il corpo in Lodi . 

Balilla vergine , e mart. il corpo in s. 
PraiTede ne'Monti . 

Bafìlio vefcouo . il capo in s. Maria—» 
Trafpontina . Vn braccio nella fua chie- 
fa . Vna corta a s.Marco . reliquie in al- 
tre chiefe. il corpo non fappiamo do- 
ue fia . 

Bafiliffa vergine, e Giuliano fuofpofo , 
Marcionilla col fuo figlio Celfo, e da Ba- 
filiifa in poi tutti martiri. I corpi in s. 

F 2 Pao- 




saJW'S^ 



>', 




1*4 Catalogo 

Paolo fuori delle mura . Tetta di s. Giu- 
liano in s. Matteo. Vn braccio in s. Maria 
Maggiore . reli juie in s. Maria Trafponti- 
na>e s Paolo a piazza Colonna . 

Beatrice,Fauftino,e Simplicio. De'cor- 
pi n'ha parte $. Maria Maggiore , part<L*> 
s . Nicolò in carcere. Reliquie in altre 
chiefe . 

Benedetta verg. e monaca . il corpo 
in s. Caterina di Borgo, il capo inss.Apo- 
ftoli. reliquie a s. Lucia in Silice. • 

Benedetto li. papa, e conf. il corpo in 
s.Pietro in Vaticano . 

Benedetto Abbate, vn dito in s. Loren- 
zo fuori delle mura. Della verte in s. Lui- 
gi . Reliquie in molte chiefe . il corpo a 
Monte CaiTìrio . 

' Bernardino da Siena . Della tonica a 
s. Pietro in Vaticano , & in ss. Apoftoli . 
Della cinta a s. Maria in Campo Marzo . 
Berettino , e fcarpe a s. Cecilia di Trafte- 
uere . Reliquie a s. Marta preffo del Col- 
legio Romano, & as.Annade'Funari. il 
corpo all'Aquila . 

Bernardo Abbate . Della vette alla fu a 
chiefa predo la Colonna Traiana . reli- 
quie a s. Cecilia di Trafteuerces.Praflfe- 
de ne'monti . il corpo nel fuo monafte- 
rio di Chiaraualle . 

Biagio vefcouo,e martire, la g»la in s. 
Pietro in Vaticano , vn dente a s. Praffe- 
de ne' Monti . D'vn braccio a s. Maria dì 
Loreto, & in ss. Apoftoli, ctoue anche c'è 

d'vna 



X 



delle Reliquie. n5 

d'vna fpalla . Della fchiena a s. Croce in 
Gerufalemme . D vna gamba al Giesù . 
reliquie in altre chiefe . Del corpo nulla 
fappiamo. 

Bibiana verg. e mart. il corpo nella-* 
fua chiefa . il capo in s. Maria Maggiore . 
reliquie in altre chiefe . 

Blafto , Diogene, e Giouanni preti , e 
mart. Deloro corpi n'è parte in s. Mar- 
cello, parte in s. Praffede ne'monti. 

Bonifacio IV. papa , e conf. il corpo a 
s.Pietro in Vaticano . 

Bonifacio mart.il corpo in s. Aleffìo . 
Del capo ih s. Paolo a piazza Colonna , 
reliquie in altre chiefe . 

Eonofa vergine , e martire . reliquie^ 
nella fua chiefa , & a s. Maria in portico » 
& a fanta Lucia della chiauica. il corpo a 
Porto . 

Brigida vedoua. vn braccio a s.Loren- 
zo in panifperna. cinta in s.Maria Grot- 
ta pinta . reliquie a s. Croce in Gerufa- 
lemme , s.Maria dell'Anima , e di Trafte- 
uere, e ss. Sergio, e Bacco . il corpo ia_» 
Sueuia. 

Buono, e Mauro mart. De' loro corpi 
n'ha parte s. Lorenzo in Damafo , parte 
s. Praffede ne'monti. Columnio, Cirillo, 
Efuperantio,Giouanni, e Teodoro , parte 
in detta s. Praffede, parte in ss. Apoftoli , 
douedi più è il corpo dis.Primifnit, co- 
me de'ss.BafileoiCafì;ulo,& Honoratoin 
s. Praffede ; ma di s. Faufto n'ha parte s, 

F 3 Lo* 



f 




s 



S3K 



Vi 





iz6 Catalogo 

Lorenzo in Damafo . Furono tutti Chie- 
rici della Chiefa Romana . 

CAIO papa, e mart. Del fuo corpo 
n'ha parte s.Pietro in Vaticano , parte s. 
Silueftro di Campo Marzo. Reliquie a 
s. Saluator di Suburra , e s.Anna de' Fu- 
nari . 

Calepodio prete,e mart. Il corpo in__» 
s.Maria di Trafteuere . reliquie a s. Maria 
di Campo Marzo/e s. Paolo a piazza Co- 
lonna . 

Califto papa, e mart. il corpo in s.Ma- 
ria di Trafteuere . Del capo in s. Maria-» 
del popolo, es. Sebaftiano fuori delle-/ 
mura . reliquie in altre cbiefe . pozzo in 
cui l'affogarono , è nella fua chiefa , la-» 
pietra che gli attaccarono al collo. è in__» 
s.Maria di Trafteuere. 

Calocero, e Partenio martiri. De'lo* 
ro corpi in s.Sifto,e s.Silueftro in Campo 
Marzo. 

Candida verg. e mart. Il corpo in s. 
Praflede ne'monti , del capo in s. Maria 
di Campiteli]', e di Loreto . reliquie io_j 
altre chiefe . 

Carità.Fed?, e Speranza verg. e mart. 
De'corpiioroin s Pietro in Vaticano,es. 
Silueftro di Campo Marzo. 

Carlo Card. Borromeo, & Arciuefco- 
uo di Milano, il Cuore nella fua chiefa 
al Corfo. vna cofta in s.Maria maggiore, 
vna vefte ai Giesù . mitra, mozzetta-*,. 

e fe- 






^V 



delle Reliquie » J27 

e fedia in fanta Praifede . il corpo in Mi- 
lano . 

Carpoforo, Seuero, Seueriano, e Vit- 
to e martiri , detti ss. Quattro . I corpi 
nella chiefa di quefto titolo, reliquie in— » 
altre chiefe . 

Caftorio, Claudio, Nicoftrato, Simpli- 
cio , e Sinfoiiano martiri . i corpi in fanti 
Quattro . 

Caterina verg. e mart. D'vn braccio 
all'Annuntiata del Collegio Romano, vn 
dito a s.Domenico . Del iniracolofo lat- 
te, che vfci dal taglio della Tua tefta i in 
vece di £angue,& oglio, che giàitillaua— » 
dal fuo corpo, fono in s. Caterina di Bor- 
go. Del fepolcro in s. Stefano del Cap- 
co . della vefte in s.Maria di Campitelli . 
Della cinta a s.Marta preffo del Collegio 
Romano . reliquie in altre chiefe . il cor- 
po nel monte Sinai . 

Caterina verg.da Siena . il corpo in_> 
s.Maria fopra la Minerua . vnamano a s. 
Domenico. Delia cotica, e capeIJi asr 
Croce in Gerufalemme . vna fpalla a s. 
Caterina di Bagnanapoli . il dito ,in cui 
da Chrifto hebbe l'anello del fuo fpofali- 
tio con lui, a s. Caterina de' Senefi . cili- 
cio , catena , e difciplina in s. Cecilia di 
Trafteuere . vefte a s.Nicolò in carcere . 
Reliquie a s.Maria Maggiore, e s.Paolo a 
piazza Colonna, Se a' ss. Sergio, e Bacco. 

Cecilia verg. e mart. il corpo nella-* 
foa cljiefadi Trafteuere. del capo. in_# 

F 4 fanti 



• l 



! 




II 



i&$ Catalogo 

fanti Quattro . reliquie in altre chiefe . 

Celeitino papa , e eonf. il corpo in s. 
Praffcde ne'monti. reliquie a s. Paolo fuo- 
ri de Ile mura . 

Celfo , e Nazario martiri . reliquie a 
s.Giouanni Battifta in Fonte . i corpi in 
Milano. 

Celareo Diacono.e mart. il corpo a s. 
Croce in Gerufalemme. il capo in s.Aoa- 
ftafia. reliquie in altre chiefe . 

Chiara vergine , e prima pianta delle 
monache Francefcane . De' capelli in s. 
Cecilia di Trafteuere. Della tonica a s. 
Giouanni de'Fiorentini , e s. Pietro Mon- 
torio . reliquie in altre chiefe . il corpo 
preffo d'Aflìfi „ 

Chriftoforo mart. vna fpalla !ns. Pie- 
tro in Vaticano, D'vn braccio as. Maria 
del popolo.e s.Pietro iu Vincoli. reliquie 
in altre chiefe . il corpo in Colonia. 

Criftina verg.e mart. il cuore in s. Gia- 
como delle Muratte . reliquie in s. Anto- 
nio a s. Mahuto, e s. Maria Egi triaca . il 
corpo in Palermo . 

Cipriano vefcouo, e mart. reliquie as. 
Anna de'Funari. il corpo in Parigi . 

Cipriano, e Giuftina martiri, i corpi 
in ss. Raffina } e Seconda in Forìte . re- 
liquie di s. Cipriano a s.Maria in Via,e s. 
Cecilia di Trafteuere . Di s. Giuftina vn 
braccio , & vna cofta in s. Maria di Tra- 
fteuere . D'amendue ins. Pietro in Vati- 
cana s.Tomaflb dc'Cenci, S.Clemenre , 

ss. 



delie 'Reliquie, i*p 

ss.Pietro,e Marcellino , s.Nicolò in Car- 
cere, e s. Melilo. 

Ciriaca vtdoua Romana,e martire-», 
del corpo in sharia di Campitelli , & in 
Vuefaiia . y 

Ciriaco,Largo, ^Smeraldo martiri . I 
corpi de'quali fi trouano fcritti in cinque 
chiefe,pef hauerne ciafeuna, parte: s. Ma- 
ria in via Lata , s . Pietro in Vaticano , s. 
Martino de'monti,s.Silueftro in Camp» 
Marzo, e s. praffede ne'monti . Del cape 
di s.Ciriaco as.Maria in Campitelli, e s. 
Pietro in Vincoli . vn dente a s. Antonio 
preflo di s.Mahutò. Reliquie as.Maria 
Schola Greca , s. Bernardo alla Colonna 
Traiana,e s.Luigi . 

Cirilio,e Metodio Vefcouo . I corpi in 
s.Clemente. 

Cirillo vefcouo Aleffandrino . reliquie 
in s. Maria di Campo Marzo . Il corpo le 
piùlia in Alexandria d Egitto, non lo 
lappiamo . 

Cirilla verg. e mart. Del fuo corpo n'è 
parte in s.Pietro in Vaticano , parte in s« 
Silueftro di Campo Marzo . 

Cirino Diacono , e mart. il corpo in s. 
Praffede ne'monti. 

Ciro, e Giouanni martiri . i corpi in s. 
Praffede a pozzo Pantaleo . 

Claudia madre di s.Eugenia vergine, e 
martire, ii corpo in ss. Apoftoli . 

Claudio,Crelcentio,Romano,e Seuero 
marci corpi in s.JUuézo fuori delle mura. 

V 5 Cle- 



















li 1 r 



ijo Catalogo 

Clemente papa, e mart. Il corpo con 
la Itola, e paftorale nella fua chiefa .del. 
la tefta a s. Croce in Gerufal emme . re- 
liquie in s. Pietro in Vaticano , & altre 
chiefe . 

C lemente mart. il corpo in ss. Aposto- 
li, reliquie a s. Luigi . 

C leto papa, e mart. il corpo in s.Pie- 
tro in Vaticano. reliquie a s.Paolo a piaz- 
za Colonna . 

C domano prete, e mart. vn braccio 
al Giesù. il corpo in Herbipoli. 

Colombano Abbate . D'vn braccio a 
s.Praffede ne monti, il corpo in Bobis. 

Cordula verg. e mart. la tefta in s. Lui- 
gi, reliquie a s. Maria di Trafteuere.il cor- 
po in Colonia . 

Cornelio papa, e martire . il corpo in 
s. Maria diTrafteuere . reliquie in altre 
chiefe . 

Corona, e Vittore martiri . I corpi in 
S* rancrario . 

Cofmo, e Damiano fratelli martiri . I 
corpi nella chiefa loro in campo Vacci- 
no . le tefte in s. Marcello . Del fangue » 
ceruello,e cilicio in s. Maria Maggiore, re- 
liquie in altre chiefe. 

Coftanza verg. e mart. il corpo nella 
ftia chiefa . il capo a s. Pietro in Vincoli . 
reliquie in altre chiefe. 

Crefcenre, Eugenio, Giuliano , Giufti- 
no, Nemefìo, primitiuo, e Statteo con la 
madre loro S infoio fa, coronati di marti- 
rio . 



delle Relìquie» 131 

rio . De' corpi loro n'é parte in «.Ange- 
lo di pefcaria , parte in Tiuoli , doue nac- 
quero: &in s.Lorenzo in Lucina fono tre 
braccia , di s.Sinforofa vno, di s. Eugenio 
l'altro, e di s. Giuftino il terzo . Reliquie 
della Santa a s. Saluatore delle Copelle, 
s.Paolo a piazza Colonna , e s. Cecilia dì 
Tralleuere .. 

Crefcentia, Modefto,e Vito mart. reli- 
quie in detta chiefa . Il corpo di s. Vito 
da Roma fu portato in Saffonia.Quei de* 
ss.Modeito,e Crefcentia in Gauaccia . 

Crefcentio fanciullo,e mart. il corpo a 
s.Praffede ne'monti . 

Crefcentione mart. Del corpo fuo in~» 
due chiefe ne'monti,s.Martino,e s.Praffe- 
de. Reliquie a s.Saluatore delle copelle . 
Crifanto,e Daria fpofi , e martiri. Reli- 
quie in molte chiefe . i corpi in Reggio 
di Lombardia . 

Crifante,e Trafone mart. De'corpi lo- 
ro a s.Pietro in Vaticano , e s.S ilueltro di 
Campo Marzo . 

Crifogono mart. Tefta,e mano alla fua 
chiefa . reliquie in molte chiefe , il corpo 
in Venetia , 

Crifpino , e Crifpmiano mart. i corpi 
as.Lorenzoiu panifperna . 



D A F R O S A mar-t. il corpo in s. 

Bibiana . 

Damafo papaie conf. il corpo in s.Lo- 
renzo in Damafo . la tetta a s. Pietro in-# 

V 6 Va- 



Il,— 









1 3 1 Catalogo 

Vaticano. Vn braccio a s.Tomàffo in p^ 

rione. Reliquie in altre chiefe • 

Degna,& Emerita verg.e mart.i corpi 
in s. Marcello. 

Demetriaverg.emart.il corpo in s.Bx- 
biana . 

Deusdedit papa, e conf . il corpo in s, 
Pietro in Vaticano. 

Diecemila martiri, deVuiali in s Pietro 
in Vaticano fi moftra vn'infanguinata_# 
coltra. 

Diego confefTore . D'vn braccio ia_J 
s.Francefco di Trafteuere . Dita a s.Gia- 
coaio de' Spaglinoli . il corpo in Alca'à . 

Dionigi papa ; e conf. il corpo a s. SH- 
«eftto in Campo. Reliquie a s. Pietro ia 
Vaticano . 

Dionigi Areopat ita qó Ruftico.cx: Fleu- 
terio mart. Reliquie a s. Croce in Geru- 
falemme,e s. Maria Schela Greca, i corpi 
in Parigi . 

Domenico patriarca dell'Old. de'Pre- 
dicatori. vn dente in s. Cecilia d\ Trafte- 
uere. Del cilicio, e della vcfte nella fua_» 
chiefaj& in s. Sabina, reliquie as.Maria-f 
di Campo Marzo,e di Loreto.il corpo in 
Bologna . 

Domnina,e compagne verg.e mart.re- 
liquie a s. Anaftafìa. i corpi in Terni. 

Dcinitilla vergine , e mart. il corpo in 
ss. Nereo, &. Achilleo . Reliquie in altre 
chiefe. 

Donato vefe.e mart. reliquie in molte 

chie- 



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delle Reliquie* 133 

chiefe . il corpo in Arezzo di Tofcana. 
reliquie inaltre chiefe . 

Dorotea verg.e mart.il corpo nella fua 
chiefa- reliquie in altre chiefe. 

EFREM Diacono, reliquie in s.Praf' 
fede ne' monti .il corpo in Edcfla di So- 
ria— ». 

Egidio Abbate, reliquie in molte chic/ 
fé. il corpo in Arles . 

Eleuteriopapa, e mart.il corpo as. 
Pietro in Vaticano . reliquie a s. Anna_» 
de'Funari . 

Eletaterio veicouo,emart.Delfuo cor- 
po ins. Giouanni della pigna, &in s.Su- 
fanna. 

Eligio vefc. vn braccio alla fua chiefa 
fatta da' Ferrari . il corpo inNoion di 
Francia. 

Elifabetta Regina d'Vn^heria . reliquie 
a s.Croce inGerufalemme , ss. Sergio ,e 
Bacco, e s. Luigi, il corpo in Mamburg. 

Emerentiana verg. e mar*, il 'corpo in 
s. Agnefe fuori delle mura . il capo a s. 
Pietro in Vincoli, reliquie in altre chiefe. 

Emiliana verg.il corpo in s. Andrea su I 
monte Celio. 

, Ennodio vefeouó, e confeffore . Reli* 
quie a s. Paolo a piazza Colonna . il cor- 
po in rauia . 

Epafra . il corpo in s. Maria Maggiore, 
reliquie a s. Paolo fuori delle mura . 

Epiinaco > e Gordiaao martiri . De'io- 



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134 Catalogo 

so corpi n'ha parte s. Praflede ne'monti , 
con Venetia, e Campedino d'AIemagna. 
le celle in s.Gionanm Laterano. Reliquie 
in altre eh: efe. 

Eraimo vefcouo ,emart. vn piede as. 
Maria in Campo fanto. reliquie as.^Ste- 
fano Ritondo,e ss. Sergio, e Bacco, if cor- 
po in Gaeta. 

Efuperia, Lucilla , Nemefio, Olimpio , 
5empronio,e Teodolo mart. I corpi in-» 
s. Maria Nuoua. reliquie a s.Silueftro di 
Campo Marzo , s. Lorenzo in Lucina , e 
s.Praflede . 

Efuperàtio,e Marcello Diaconie mart. 
i corpi in s.Barcolomeo dell'Itola. . 

Euarifto papa,e mart. il corpo a s. Pie- 
tro in Vaticano . Reliquie a s. Anna de' 
Funari 

Eufemia verg.e mart. reliquie a s. Cro- 
ce in Gerufalemme , s. Maria Maggiore > 
s. Gio. Battifta in Fonte , s. Euftachio , s. 
Marta al Collegio Romano . il corpo in 
Conitantinopoli, s'altroue non è trafpor- 
tato . 

Eugenia verg.e mart. il corpo in ss. A- 
portoli, reliquie in altre chiefe. 

Eugenio papae conf. il corpo a s. Pie- 
tro in Vaticano, reliquie a s.Àdriano. 

Eufebio, Oforio, Paolino , e Vincenzo 
mart. ì corpi in s. Lorenzo in Lucina . 

Eufebio papa,e conf. il corpo ins. Se- 
baftiano fuori delle mura . reliquie a s. 
Lorenzo in Panifperaa. 

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y dell* Reliquie . ijj 

Euftachio con la moglie» «figli mart 
I corpi nella chiefa di lui,doue anche è la 
Mfiia lancia , per effere flato vn gran Caua* 
liere. reliquie in altre chiefe * 
' ::: "i; Eutichiano papa e mart. il corpo in s. 

;; Sebaftiano fuori delle mura. 
l^h. Eutichiomait. il corpo in s. Lorenzo 
in Damalo, vn braccio a fanta Lucia in-» 
\k Silice . 



Mft,Ì(f.J 

FABIANO papa , e mart. il fu© 

corpo è diuifo in due chiefe, a s. Martino 

ne'monti,e s. Praflede.il capo, & vn brac- 

,(• ciò in s. Sebaftiano fuori delle mura. Re- 



no,/, 
ikof 



liquie in altre chiefe. 

Faufta madie di s.Anaftafia . il corpo 
Un in quella chiefa . 

Febronia verg.e mart. Reliquie a ?. 
m,Cn Paolo a piazza Colonna . il corpo in Gi- 
bapoli di Sorja, fé al^roue non è trafpor- 
tato . 

Felice I. papa,e mart.il corpo in s.Pan 
cratio . 

Felice II. papa, e mart. il corpo in ss, 
Cofmo.e Damiano in Campo Vaccino . 
il capo in ss. Vincenzo , & Anaftafio alle 
tre Fontane . 

Felice III. papa , e conf. il corpo a s. 
Paolo fuori delle mura. 

Felice IV. papa, e conf. del fuo corpo 
in s.Tomafo de'Cerici, & in s.Sifto . 

Felice netto in Pinci, reliquie a ss. Ser- 
gio^ Bacco) il corpo in Nola. 

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ì$6 Catalogo 

Feliciane , e Primo mart. Reliquie a s. 
Stefano Ri tondo, s.PaoJo fuori dulie mu- 
ra, s. G nlo^ono, e s. Domenico, i corpi 
a Liegi . 

Felicita mart. Del fuo corpo in s. Mar- 
cello, e s. Sufanna . reliquie in altre-* 
chiefe . 

Felicita, e Perpetua mart. reliquie io.* 
5f.Sergio,e Bacco, i corpi in Cartaginese 
più vi fono . 

Felicola verg. e mart. con s. Gordiano 
mart. i corpi in s. Lorenzo in Lucina . re* 
liquie in altre chiefe . 

Felicola mart. il corpo in s. Praflcde-/ 
ne'montì . 

Filippo Apoftolo . il corpo in ss. Apo- 
lidi. D'vn braccio a s.Prafledene'monti, 
e s. Cecilia di Traftcuere. Vna mafcella 
a s. Lorenzo in Panifperna. vna cotta a s. 
Barbara > due denti a s. Lorenzo in I na- 
na, reliquie in altre chiefe . 

Filippo Neri . il corpo a s. Maria della 
Vallicella. 

Filippo de'Padri Semiti, vna mafcella 
a s.Marcello. il corpo in Todi. 

Foca martire . il corpo in quefta chie- 
Ja di s.Marcello . 

Francefca vedoua Romana . il corpo a 
5. Maria Nuoua . della fua vette a «.Marta 
pretto al Collegio Romano. 

Francefco il Serafico . Delfangue che 
vicina dalle fue piaghe, in s. Pietro Mon. 
torio, e s.CecUia di Tratte nere ,douc fo- 

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delle Reliquie. 137 

no anche de'eapelli , come pure in s. Lo- 
renzo in Panifperna.Del cilicio,cordone, 
cappate capuccio in altre chiefe. il corpo 
in Affili . 

Francefco di Paola . vefte a s. Andrea 
di monte Cauallo,s. Marta al Collegio 
Romano, s.Cecilia di Trafteuere,es An- 
na de'Funari,doue anche è il cilicio >ela 
coronatile recitaua . il corpo in Turs dì 
Francia . 

Francefco Xauerio. vn braccio al Gie- 
sù. il corpo a Goa nell'indie orientali. 

G A BINO prete, e martire, il cor- 
po in s.Sufanna, d'vna gamba a s. Maria 
del Popolo . 

Galla vedoua , e monaca Romana . il 
corpo a s. Caterina di Borgo . Reliquie a 
s. Maria in Portico . 

Gallo Abbate . Reliquie a ss.Sergio ,e 
Bacco, e s.Praflede ne'monti. il corpo in 
Arbona de'Sukzeri . 

Gelafio Papa , e confeff. il corpo in s« 
Pietro in Vaticano . 

Geminiano,e Lucia mart. reliquie a s. 
Anna de'Funari . i corpi non fi sa doue^* 
fiano. 

Gennaro martire . del fuo corpo n'è 
parte in s. Pietro in Vaticano, parte in s, 
Silueftro di Campo Marzo. 

Genette mart. del corpo n'ha parte s. 
Giouanni della Pigna, parte s.Sufanna. 

Gemafio,e Proufi© martj. reliquie in«f 






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138 Catalogo 

molte chiefe. i corpi in Milano . 

Getulio mare, il corpo in s. Angelo in 
pefearia. reliquie a s. Paolo di piazza Co- 
lonna^ s.Cecilia di Trafteuere. 

Giacinto, e Proto martiri. I corpi a s. 
Giouanni de' Fiorentini . del capo di s. 
Pioto a ss. Quattro . Reliquie in altre^» 
chiefe ■ 

Giacomo Apoftolo,detto il maggiore. 
Del capo, e fangue in ss. A portoli . del 
mento a s. Bartolomeo in IfoIa,& ins. 
Cecilia di Trafteuere . vn braccio a s. 
Paolo fuori delle mura. D'vn'akioas. 
Maria di Trafteuere e s. Grifogono . reli- 
quie in altre chiefe . il corpo in Com- 
poflella . 

Giacomo ApoftoIo,detto il minore . il 
corpo in ss.Apoftoli . vn braccio in s. Ma- 
ria di Trafteuere , l'altro a s. Paolo fuori 
delle mura, denti a s.Lorenzo in Lucina . 
reliquie in altre chiefe . 

Giacomo detto I'Intercifo. la teftaa* 
s. Pietro in Vaticano, reliquie a s.Paolo a 
piazza Colonna . il corpo in Elape di 
Perfia . 

GIESV CHRISTO N.S. Del 
prefepio n'ha s. Maria Maggiore,e ài Tra- 
fteuere , e molt'altre chiefe . Della cuna 
n'ha s. Maria Maggiore, e della Confola-, 
tione, e s. Giouanni Laterano , & altrt-* 
chiefe . De' pannicelli, e fafeie s.Maria__» 
Maggiore, d'Araceli , & altre chiefe . L* 
vaabilicoaj Salitatene delle Scale fante, 

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delle Reliquie . 139 

doue già fu anco il preputio . Vna pietra 
tinca delfuo fangue fi conferua nella—* 
chiefa di s. Bafilio dedicata all'Aanuntia- 
ta de'Neofiti . la pietra fopra la quale Io 
pofes. Simeone,è in s. Giacomo Scoffa- 
caualli. la colonna de! Tempio di Salo- 
mone, alla quale predicando s'appoggia- 
ua,è in s.Pietro in Vaticano. De'pani d' 
orzo moltiplicati a cinque mila perfone 
in \n deferto, n'èin s.Giouanniin Late- 
rano, e s.Tomafo in Parione . Pietra, fo. 
pra la quale foleaa dormire, ftà in s. Sabi- 
na . lmagini fue,e da lui miracolofamen- 
te formate , come il Volto fanto, è in s. 
Pietro in Vaticano 1 & il Sudario manda- 
to al Rè Abagaro, lo ti£ne la chiefa di s . 
Silueftro in Campo Marzo ,* e quella pie- 
tura ch'apparue al Popolo Romano,con- 
facrandoft il tempio di s Gio.Laterano, li 
vede nel mezzo della Tnbuna . 

De' venerandi fuoi capelli in s.Maria_» 
Trafpontina , s. Clemente , s. Martino al 
Monte della Pietà, e s.Crifogono. Della 
camicia in s.Gio Laterano, & in altre-* 
chiefe. Della camiciuola , detta l'incon- 
futilejn s.Gio.Laterano, s.Martino fudet- 
to, s.Cecìlia in Trafteuere, es.Praffede^ 
ne'monti. Della cinta in s. Clemente, e s. 
Praffede fudetta . Scarpe a s. Paolo della 
Regola . De'fuoi veftimenti a s. Croce in 
Gerufalemme, & in altre chiefe. pietra-* 
fopra la quale fi trasfigurò, in s. Stefano 
del Cacco . 

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IV 




140 Catalogo 

Della ?onca> in cui pofe l'acqua quan^ 
do iauo i piedi a gli Apoftoli , in s.Maria 
di Campo Marzo, & in ss Apoftoli . Del 
panno lino , eo'l quale gli afeiugò , in s. 
Gio.Laterano, & in s.Praffede ne'monti. 
Tauola,fopra la quale confacró il fuo cor- 
po, rns.Gio.Laterano,&: in altre chiefe-» 
ancora qualche parte . 

Della terra tinta del/angue fuonell* 
horto, a s.Praffede ne'monti , & vna pie- 
tra in s. Stefano del Cacco. Funi con le 
quali fu legato,e ftrafeinato per le ftrade, 
a s.Croce in Gerufalemme , s.Maria d'A- 
saceli, e di Loreto . Denari , co'quali fu 
da Giuda venduto, vno in s. Croce, vn'al- 
troin s.Giouanni della Mifericordia. Del- 
la colonna,alia quale fu flagdlato,a s.Mar 
ria Maggiore , d'Araceli, & in altre chie- 
fé: in s.Praffede ne'monti n'e buona par- 
te . Colonna fopra la quale cantò il Gal- 
lo in cafa di Pilato , quando s. Pietro ne- 
gò tre volte i! Signore , a s. Gio. BattifU 
in Fonte . 

De'Vimini , co'quali fu flagellato, in s. 
Luigi, in s.Praffede ne'monti , & in s An- 
na de 'Funari. Spine al Giesù , s.Croce in 
Gerufalemme,s.Mariad'Araceli,deH'Ani- 
flia>di Campo Marzo , Se in altre chiefe . 
Della vette di porpora in s. Maria Mag- 
giore, s.Giouanni Laterano , s. Luigi, e s. 
Marta al Collegio Romano . Della can- 
na , con la quale gli fu percoffo il facro 
capo colonato di ipine , in s.Maria Mon- 



delle Reliquie . 141 

ticellf,s. Lorenzo in Panifperna,s.Praflede 
nc'montf,es. Sabina. 

Scale del palazzo di Pilato, nelle quali 
paffando caddero goccie del fuo pretio- 
fìfiìmo fangtie , fono auanti la cappellai 
del Saluatore. Battone, co'l quale fu per- 
colo fotto il graue pefo della Croce , in 
s. Clemente. 

Del legno della S. Croce n'hanno par- 
te moltiflìme chiefe : in, particolare s. 
Croce in GerufaIemme,s.Gio.Laterano t 
S.Lorenzo fuori delle mura,s. Maria Mag- 
giore, chiefa del Giesù . La canna , che 
lenii per porger la fpongia , è in s. Prafie- 
de ne' monti , doue è anco della mederl- 
ma ipongia,della quale hanno anco altre 
chiefe . Le pietre, che fi fpezzarono , fo* 
no in s.Giouanni Lacerano, doue fi vede 
•vn'altra pietra , fopra la quale i foldati 
giuocarono le vedi ; e vi fono le colon- 
ne , alle quali s'appefero li ftendardi del- 
la militia Romana . Del facratiffimo fan- 
glie, che ftillò in croce , appaiono i fegni 
alle chiefe di s. Saluatore delle Copelle , 
di s. Croce in Gerufalemme, s. Maria del- 
la Confolatìone, s.Euftachio , e 5. Nicolò 
in Carcere . 

Il Titolo della Cro ce è in s, Croce in__» 
Gerufalemme,: e della pietra, nella qua- 
le fu rizzato il facro legno , in s. Stefano 
del Cacco . De'chiodi, che lo trafilerò , 
in s. Croce in Gerufalemme , s. Maria di 
Campiteli^', e s. Adriano . Velo dato a' 

ma- 






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1 






I4i Catalogo 

manigoldi dalla Vergine, acciò lo cingef- 
fero prima che nudo l'fnalzaffero in Cro- 
ce, I'hàs. Giouanni Laterano, doue an- 
che è il Sudario > che li coperfe la faccia 
nelfepolcro. Della facra Sindone n'ha s. 
Maria Maggiore, s.Clemente , e s.Prafle- 
dene'monti. 

Della pietra che chiudeua il fcpolcro, 
n'hanno molte chiefe,in particolare s. 
Maria d'Araceli, in Campitelli, della Có« 
folatione , s. Lorenzo fuori delle mura-. , 
s. Maria Maggiore,di Trafteuere j e s.Eli» 
gio de' Ferrari , dou'è il fìgillo del fepol- 
cro, & altre . 

Pietra, nella quale è il fegno delle pe- 
date di Noftro Signore,fi conferua nella 
chiefa di s. Sebaftiano fuori delle mura. 
Vn Crocefilfo, chepailo a' ss Pietro, e 
Paolo:è in s.Maria Trafpontina , vn'altro 
•è in s. Paolo fuori delle mura, che parlo a 
s.Brigida j e nel Saluator alle Scale fan- 
te ftà vna miracolofa Imagine di lui fat- 
ta da s.Luca . 

Gilberto confefs. Il corpo in s. Barto- 
lomeo dell'lfola . 

Giorgio mart. Il capo,& vn'ampolla-» 
del fangue fuo , & il ferro della fua lan- 
ciatila fua chiefa 5 doue parimente è del 
fuo ftendardo : parte n'hanno ancora s. 
Cecilia,di Trafteuere.e s.Anaftafia.D'vno 
ftinco a s.Maria della Confolatione . Re- 
liquie in altre chiefe . 11 corpo l'hebbo 
Conflantinopoli » 

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delle Reliquie . 143 

Giofeppe caftittìmo fpofo di Maria Ver 
ghie. De'fuoi veftimentiin s.Anaftafia—» » 
e s. cecilia di Trattenere > che anche tie- 
ne il battone del fuo pelegrinaggio in_j 
Egitto. Del fepolcro a s a Maria in Por- 
tico. 

Giofeppe d'Arimatia. Vn braccia in 
s.Ptetro in Vaticano, vn dènte a s. Maria 
di Loreto . Reliquie a s.Maria in Campi- 
telli,s.Luigi,e s. Anna de'Funari . 

Gjouanni Battifta precurfor di Chrf- 
fto . Del fuo cilicio n'ha s. Croce in Ge- 
ruialemme, s.Giouanni Laterano*, i ss.A- 
poftoli, & i ss. Vincenzo, & Anaftafio al- 
1. le tre Fontane . L'altare, che fece nel de- 
ferto è in s.Gio,Laterano . Della manna, 
I che ftilló dal fuo corpo, in s. Adriano . Il 
p. capo in s. Silueftro di Campo Marzo . 
f Spalla a s. Lorenzo in Damafo . Ceneri 
,tdel corpo, che Giuliano Apoftata fece^» 
^abbruciare , con Genoua ne partecipa-» 
J Roma in «.Antonio pretto di s. Mahuto . 
Reliquie in molt'altre chiefe . 
., Giouanni Euangelifta . Ilca!ìce,in cui 
'"dandoli a ber'il veleno non fu ottefo . ca- 
tena , con la quale fu condotto ligato a 
Roma i forfici , ch'adoprarono in toflar- 
B ""Jo :& vna camicia di lino» fono in s Gio. 
blaterano . caldaia, nella quale effendo 
*!pienad'oglio bollente, eglifùpofto,- del- 

'■ . ?° ft e ^ s ' g'i°' capelli,e fangu* , che forfi 
*,,n'vfcì nelcofiarlo troppo sù'lviuo, acciò 
"■""tra' capelli^non afcondefie qualche ma- 
lia : 




rcii! : ■ 









144. Catalogo 

Ha : fono quefte cofe tutte rìpofte nel- 
l'Altare, ch'è nella cappella auanti porta 
Latina. Delle fue vefti in s. Maria in__» 
Campitelli, s.Gio.Laterano , & in altrt-/ 
chiefe. Del fepolcro in s. Maria Trafpon» 
tma>che follando manna n'hebbero s. 
Saluatore delle Copelle,s.Mana Maggio- 
re , e di Campitelli, $. Pietro in Vaticano, 
dt altre chiefe . 

Giouanni Papa , e mart. Il corpo a s. 
Pietro in Vaticano , Reliquie a s.Maria in 
portico. 

Giouanni, e Paolo fratelli martiri. I 
corpi nella chiefa loro , doue anche èl« 
pietra, fopra la quale furono decapitati , 
Reliquie in altre chiefe . 

Giouanni Buono Vefcouodi Milano, 
reliquie a s.Maria del Popolo, il corpo in 
Milano . 

Giouanni Crifoftomo, il corpo a s. Pie- 
tro in Vaticano, la tetta in s. Clemente . 
D'vn braccio a s Pietro in Vincoli, e s. 
Cecilia di Trafteuere . D'vna gamba in_j 
s.Prifca. Reliquie in altre cniefe . 

Giouanni Gualberto, reliquie as Praf- 
fede ne'monti. il corpo in Paffignarìo. 

Giouanni Colombini. Del cilicio, e 
veftea s. Marta preffo del Collegio Ro- 
mano, il corpo vicino'a Siena in vn mo- 
nafterio, detto s.Bondo, in vece di s. Ab- 
bondio . 

Giouanni Colauita. il corpo nella-» 
fua chiefa. Reliq.as.Biagi© di Capitelli 

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delie Relìquie* 145 

Girolamo Dottore di S.Chiefa . il cor- 
po in s. Maria Maggiore . D' vna gamba 
in s. Cecilia di Trattenere . Della cinta in 
s. Marco . Il calice, in cui facrificaua,a s. 
Anaftafia. pianeta, e ftola,e manìpolo , a 
s. Maria Maggiore . Reliquie in altre-* 
chiefe . 

Giuda , ouero Taddeo con Simone-» 
Apoftoli . I corpi in s. Pietro in Vatica* 
no . Vn braccio dlambidue in s.Bartolo- 
meo dell'lfola. Reliquie a s. Croce in Ge- 
rufalemme, & in altre chiefe . 

Giulio papa, e conf. del fuo corpo n'é 
in s. Maria di Trattenere , esPraffede ne' 
monti .reliquie a s. Paolo in piazza Co- 
lonna^ s. Anna de'Funari . 

Giulita,co'l fuo tìglio Quirico martiri . 
Vn braccio d'ambidue in. s. Quirico. Del 
capo di s.Giulita in s.Tomafo de' Cenci . 
reliquie as.Praffede ne'monti .i corpi in 
Auxerre di Borgogna . 

Giuftino prete , e mart. il corpo in s. 
Praffede ne'monti . braccio a s. Lorenzo 
in Lucina, reliquie a s.Maria Maggiore,s. 
Clemente, s.Lorenzo in panifperna^ 

Gorgonio martire. Del fuo corpo a s. 
Pietro in Vaticano, e s.Silueftr© in Cam- 
po Marzo . 

Goteria, Madiano ,eMalco martiri, i 
corpi in s.Pancratio . 

Gregorio papa, e Dottore di s.Chiefa. 
il corpo as. Pietro in Vaticano . Delle-/ 
braccia alla Aia chiefa nel monte Celio , 

G & 






14-6 Catalogo 

8c a s.Marcello,es Cecilia di Trafteuere. 
l>s. j !Ie ginocchia as. Praflede ne' monti . 
Reliquie in altre chiefe . 

Gregorio II. rapa,econf. il corpo a s. 
Pietro in Vaticano . 

Gregorio III. rapa.econf. il corpo a s. 
Croce in Gerufalemme. 

Gregorio Nazianzeno . il corpo a s. 
Pietro in Vaticano, vn braccio a s. Maria 
di Campo Marzo,la tonica in s.Clemen- 
te, l'aitar portatile a s, Maria in Campi- 
teli! reliquie a s.Sufanna, e s. Cecilia di 
Trattenere . 

Guglielmo Duca di Guafcogna, poi 
Romitano di s. Agoftino . il capo in s.A- 
naftafia.vn braccio in s. Pietro in Vatica- 
no,l'altro in s. Agoftino . reliquie a s. Ce- 
cilia di Trattenere . del corpo fuo in Ma- 
Iaua!le,& in Caftiglionc, territorio di 
Sieni— » . 

H E L E N A madre del gran Con- 
ftanrino Imperadore . reliquie al Giesù , 
s.Maua d Araceli,& in Campielli, Oc in 
altre chiefe. il coroo l'hanno tra fé diuifo 
Venetia e Rems di Francia . 

Herculano martire . il corpo in s.Gio. 
Colauita . 

Herm agora vefc. e mart.il corpo in-» 
s. Clemente. 

Hermete mart. Della tetta in s. Cle- 
mente^. A!eflìo,e s. Anna de'Funari. Relì- 
quie iri molte altre chiefe . il corpo non 

fap- 



delle Reliquie . 1 47 

Tappiamo doue fia— » . 

Hilarione Abbate . reliquie a s. Croce 
in Gerufalemme,e s.Anna de'Ftinari ;dei 
corpo non fisa. 

Hilaro papa, e conf. il corpo in s. Lo* 
rcnzo fuori delle mura . 

Hippolito martire > con la fua balia-» 
Conco rdia,é diciotto della fua famiglia . 
i corpi in ss.Quattro . della tefta di lui a 
s. Croce jn Geiufalemme } a s. Lorenzo in 
ranifperna,e fuori delle mura . Reliquie- 
in altre chiefe. 

Hormifda papa, e confefT. il corpo as. 
Pietro in Vaticano. 

Huomobuonoconf. vn braccio nella 
fua chiefa. il corpo in Cremona» 

I G 1 N IO papa,e conf. il corpo a s. 
Pietro in Vaticano . Reliquie a s.Annau* 
de'Funaii. 

Ignatio vefc.e mart. il corpo in s. Cle- 
mente . Del capo al Giesù, e s. Cecilia di 
Trafteuere . D'vn braccio a s. Maria del^ 
popolo. Reliquie a s. Maria di Trafteuere.' 
ss.Sergio, e Bacco, e s. Marta preffo del 
Collegio Romano . 

Ignario di Loiola . il corpo al Giesù . 

Innocenti martiri . i corpi in s. Maria 
Maggiore, s. Paolo fuori delle mura . reli- 

OD 

quie a s 'Maria di Campitelli , Confola- 
tione, in portico, & Annuntiara fuori 
delle ir,ura;s.Gio.Battifta in Fóte, s.Pao- 
lo alla Regola^ altre chiefe . 

G z In- 



I 










14S Catalogo 

Innocenzo papa, e confeffo re. i! corpo 
io s. Marcino de' Monti .reliquie as. Lo- 
jenzo in ranifperna . 

Irene verginea mart.il corpo in s.Ana- 
ftafìa-* . 

LADISLAO Rèd'Vngheria.reli- 
quie as. Stefano Ritondo . il corpo in__# 
Varadino . 

Lamberto vefc.e mart. reliquie a s. Pie- 
tro in Vaticano, il corpo a Maftrich. 

Lazaro da Chrifto iifufcitato. vn brac- 
cio al Giesù. del corpo n'ha parte Marfì- 
lia » . 

Leonardo confefif. Reliquie al Giesù,s. 
Lorenzo fuori delle mura, ss. Sergio, e 
Bacco, s. Agata di Trafteuere, e s.Anna-» 
de'Funari. il corpo preffodi Limoges. 

Leone I. papa,e conf. il corpo a s. Pie- 
tro in Vaticano . 

Leone li. papa,e conf. il corpo a s.Pie- 
tro in Vaticano. t 

Leone ÌV.papa,e conf.il corpoas.Pie- 
tro in Vaticano. 

Leone IX. papa,e conf.il corpo a s. Pie- 
tro in Vaticano . 

Leucio vefcouo. il corpo in^, Prafìede 
ne' monti . 

Liberata verg. reliquie a s. Paolo a piaz- 
za Colonna, il corpo in Como. 

Lino papa, e mart. il corpo a s. Pietro 
in Vaticano, reliquie a s. Siliieftropreflò 
de' ss. Quattro,e s.Luigi . 

Lon- 



delle Reliquie* 149 

• Longino martire . Del fuo corpo n'ha 
parte s.Marcello,parte s.Agoftino . V n_> 
braccio a s. Pietro in Vaticano . reliquie 
a s.Gìouanni de'Fiorentini, e ss.Sergio, e 
Bacco. 

Lorenza mart. reliquie a s. Maria dell' 
Oratione, il corpo in Ancona . 

Lorenzino,e pergentino fratelli mart. 
reliquie a s.Cecilia di Trafteuere. ì corpi 
in Arezzo di Tofcana . 

Lorenzo martire di Chrifto gì oriofi (lì- 
mo . Alla fua chiefa in panifperna è il 
luogo, doue nella craticola fu arroftico : 
& a quella,che fi dice in Fonte , ve ne fe- 
ce miracolofamente fcaturir' vno da bat- 
tezzar' alcuni ,• &il vafo ch'adoprò in tal 
minitlerio , 1 o conferua s. Lorenzo fuori 
delle mura, & ìhì anco ripofa il fuo facro 
corpo . Vn braccio in s.Lorenzo in Pani* 
fperna , l'altro in s. Marco . mafcella in~* 
s.Marcello . vn dito in s.Sufanna. code a 
s. Croce "in Gerufalemme , s. Maria in— » 
Campiteci , ss. Apoftoli, e s.Praffede ne* 
monti . Della fua carne abbruciata, fan- 
gue,e graffo a s, Lorenzo in Lucina . Del- 
lo fteffo graffo a s. Croce in Gerufalem- 
me . Della craticola a s. Maria S cho!a_» 
Greca , s. Lorenzo in Panifperna , e fuori 
delle mura , e s. Barbara . De ' carboni a 
s.Lorenzo in Panifperna,& in Damafo, e 
quiui pure è della cenere , & in s. Enfia- 
chio . In s.Lorenzo in Lucina fi conferua 
la forcina, ch'adoprarono a fpinger le le- 

G 5 gna 



■ 



I 





1 5o Catalogo 

gaz folto della craticola . vii marmo fo- 
pra'l quale hauendo pofto il morto cor- 
po, vi fi vede infin'hora il fegno del fan- 
one fuo , e graffo , ftà in s. Lorenzo fuori 
delle mura . lo fciugatoio con cui vn'An- 
gelo li nettaua le piaghe , l'ha s.Lorenzo 
in Lucina. La chiefa di s. Barbara ha la_» 
camicia,e tonicella.Delle reliquie di que- 
sto Santo n'hanno moltiffime chiefe. 

Lorenzo Giuftiniano. reliquie as. Sal- 
datore del Lauro, il corpo in Venetia . 

Luca Euangelifta . |il capo con vn diro 
a s. Pietro in Vaticano . delle braccia al 
Giesù, a s. Maria Maggiore, e s. Cecilia di 
/Trafteuere . va dente a s. Lorenzo Panif- 
jperna. Atti Apoftolici,che ferirle di fua_» 
mano, in s.Maria in Via lata . il corpo in 
Padoua. Reliquie in altre cbiefe di Ro- 
ma-» . 

Lucia vergine, e mart. reliquie al Gie- 
sù, s. Spinto in Saftìa, s.Maria d'Araceli, 
&in akrechieie. il fuo corpo è in Ve. 
Jietia . 

Lucina matrona Romana . il corpo in 
s. Sebaftiano fuori delle mura. 

Lucio papa, e mart. del corpo fuo né 
a s. Pietro in Vaticano, s. Spirito, s. Silue- 
ilro di Campo Marzo , s. Cecilia di Tra- 
ifteuere, es.Praffede ne monti . Del capo 
as.Paoioin piazza Colonna. Reliquie 
in altre ch;ef; . 

Luigi Re di Francia, vn bràccio al Gie- 
sù, il corpo in Parigi . 

L^É- 



"delle Reliquie. iy.i 

Luigi Gonzaga, il corpo a s.Maria An- 
nuntiata del Collegio Romano. 

MA GNO vefc. e mart. il corpo a 
s. Michele in Saffia . il capo a s. Pietro in 
Vaticano, reliquie a s.Ciifogono,e s.Ca- 
terina de'Fuftari . 

Malachia Profeta . reliquie a s. Sufan- 
na . il corpo fu fepelito in Eutropoli di 
Paleftina. 

Mamiliano mart. ii corpo in s. Maria™» 
Monticelli . 

Marcelliano,e Marco fratelli mart. De' 
corpi loro in ss. Cofmo, e Damiano in__t 
campo Vaccino, s.Nicolo in Carcere , a 
s.Praifede ne'Monti. vn braccio di s.?iar- 
celliano a s.Maria inCampirelii. reliquie 
d'ambedue in altre chiefe. 

Marcellino papa , e mart. il capo in $. 
Maria Maggiore, reliquie a s.Maria di Lo- 
xeto,s.Gio.Battifta Decollato.e s.Vito. il 
corp o non Tappiamo doue fìa . 

Marcellino, e Pietro martiri . reliquie-» 
alla chiefa loro , doue prima fi nomina—* 
Pietro , & in altre chiefe . i corpi in Ma- 
ftrich, 

Marcello papa,é mart. il corpo nella-» 
fua chiefa. Reliquie in altre chiefe . 

Marciano vefc. e mart, reliquie a s. Lo- 
renzo Panifperna. il corpo a Gaeta 

Marco Euangelifta. Del capo, cV'vn_j 
braccio nella ftia chiefa. reliquie a s. Pao- 
lo dell.a Regola.il corpo in Venetia. 

G 4 Majc- 



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l J 2 Catalogo 

Marco papa, e conf. il corpo nella ftef- 
fachiefa dedicata adambidue. reliquie 
a' ss.Cofmo, e Damiano in campo Vac- 
cino . 

Margherita verg. e mart. Del capo in 
s. Cecilia di Traiìeuere.vna cofta a s.Ma- 
rìa di Trafteuere . reliquie a «.Croce in-* 
cerufalemme,&in altre chiefe* il corpo 
dotie lìa non io Tappiamo . 

Margherita Colonna monaca Franci- 
fcana . il corpo in s. Siiueftro di Campo 
Marzo. 

MARIA Vergine Madre diDio.Due 
fue Imagini miracolo fé: vna in s. Maria in 
Portico, l'altra in s.Cofmato . 

Imagini dipinte da s. Luca , in s.Maria 
d'Araceli, Campo Marzo,delle Grafie, dì 
Campitela, Maggiorerei Popolo, della-» 
Ritonda, & in Via lata, s.Agoftino, «.Ber- 
nardo alla Colonna Traiana , e s.Doaie- 
nico . 

Del fuo letto virginale,a s.Maria Mag- 
giore, e della Confolatione, s. Biagio del- 
ia Pagnotta , s. Alefiìo , e s. Lucia della-i 
chiauica . De'venerandi Tuoi capelli as, 
Croce in cerufalemme, a s.Maria in Ca- 
pitelli , della Confolatione , della Miner- 
ua, & in altre chieie . 

lmagini,dalle quali fi è degnata parla- 
re : la prima in ss.Cofmo ,e Damiano in 
campo Vaccino,la feconda a s.Maria Im- 
peratrice,la terza a s. Gregorio nel monte 
Celio, la quarta in s.Aleffio , 

Del 



15* 



i$ 



delie Reliquie l 

Del facro fuo velo hanno moke chie- 
fe, come s.Croce in Gerusalemme , sha- 
ria d'Araceli, del Popolo, di Trafteuere , 
ss. Apoftoli , s.Pietro in Vaticano» de 
altre . 

Del fuo latte verginale n'hanno le fe- 
guenti chiefe,s.Maria in Campitelli, del- 
la Confolatione, Maggiore, Monticelli, dei 
Popolo, e Trafpontina , s.Pietro in Vati- 
cano, s.Bartolomeo in Ifola,emolte-# 
altre . 

Maria Maddalena . Il corpo fuo l'ha 
Marfilia . molte relìquie fono in Roma in 
viriechiefe . d'vn braccio in s. Antonia 
a s. Mahuto . vn piede in s.Celfo, di cui il 
dito maggiore ha s. Cecilia di Trafteue- 
re. De'eapelii in s. Maria di Trafteuere-» , 
che pur' ha delfuo velo , con s. Lorenzo 
fuori ddk mura, che tiene ancora de've- 
ftimenti con s.Pietro in Vaticano, s.To- 
mafo Cantuarienfe,sXuigi,s.Barbara, e 
s.Pudentiana , Del cilicio in s. Maria del- 
la Confolatione : altre reliquie Aie nel 
Giesù, s.Spirito in Saffia , s. Croce in ee- 
rufalemme, s.Maria d'Araceli , Annuntia- 
tadel Collegio Romano, di Campo Mar- 
zo,Liberatrice,diLoreto,e del Popolo, & 
in altre chiefe , 

Maria Egittiaca. reliquie Tue in s.Maria 
della Pace, edi Loreto, s.Pietro in Vin- 
coH,s.PaoIo in piazza Colonna,s. Grego- 
rio nel monte Celio, s.Cecilia di Trafte- 
«€^ : cs f 5abjfla,doue iia il corpenó fisa. 

C 5 Mar. 



41 



H 






154 Catalogo 

Marmenia mart. ii corpo a s. Lorenzo 
in Panifperna . 

Marta vergine,& albergatrice di diri- 
tto, reliquie alle due fue chiefe , & altre . 
il corpo in Mariìlia . 

Martina vergine > e martire . il corpo 
nella fua chiefa . il capo in s. Maria d'Ara- 
celi. Reliquie in altre chiefe . 

Martiniano,e ProcefTo martiri . r corpi 
a s.Pietro in Vaticano. Reliquie a s. Maria 
Schola Greca > e s. Paolo a piazza Co- 
lonna . <; 

Martino papa,e mart. il corpo a s. Mar- 
tino de' Monti, doue anche ftà la fua fto- 
la, e manipolo, reliquie a s. Maria Tripo- 
lina, & in altre chiefe. 

Martino vefcouo.reliquie a s; Spirico ia 
Saflìa,&: in altee chiefe . il corpo a Tours 
in Francia. 

Maflìmo, Tiburtio , e V alenano marti, 
ri. I corpi in s. Cecilia di Trattenere . re«» 
liquiein altre cbiefe. 

Matteo Apoftolo, &: Euangelifta . vn 
braccio in s. Maria Maggiore ; l'altro in s. 
Marcello-, vna cofta as.NicoIò in Carce- 
re . reliquie in altre chiefe . Il corpo ia 
Salerno'.- / 

Mattia Apoftolo. il corpo in s. Maria-i 
Maggiore, reliquie m altre chiefe. 

Mauro,e Papia martiri. I corpi in s. Ma- 
ria della Vallreella . reliquie in altre-/ 
crnefe . 
ugjcjùade papa . Del fu 9 corpo n'è ia 

talk 



>L 



.;«<« 



delU%eltquìc. 155 

s.Silueftro di campo Marzo , es. Praflede 
ne monti, il capo al Giesù. reliquie a ^. 
Anna de'Funari. 

Menna mare, il capo in s. Pietro in va- 
ticano . il corpo era in Costantinopoli . 

Michea profeta, reliquie a s. Sufanna.il 
corpo l'hebbe Costantinopoli . 

Monica madre di s. Agoftino . il corpo 
in s. Agoftino . reliquie a s .Maria di cam- 
po Marzo, s. Marta dd Collegio Roma^ 
no,e s.Anna de 'Funari . 

Mutiano mart. reliquie alle Stimmate 
di s.Francefco. Del corpo non Tappiamo. 

NAZAR10 mart. il corpo in ss. 
Apoftoli . 

Nicolo Vefccuo. vn braccio a s. Maria 
di Trafteuere , vn'altro a s. Paolo fuori 
delle mura. Vna rrmno as.-Nicolò ia_j 
carcere . vna mafcella,e dentias.Prafle- 
dene'monti. Denti in ss. Apoftoli . reli- 
quie a s. Spirito in Saflìa, s. Croce in Gè- 
rufalemme , s. Maria fopra la m incrini , & 
in altre chiefe. 11 corpo in Bari. 

Nicolò di Tolentino . reliquie a s .Ma- 
ria di campo Marzo, ss. Sergio, e Bacco , 
e s. Cecilia di Trafteuere . il corpo in To- 
lentino . 

Nicomede prete , il corpo in s. Pia Me- 
de ne' monti . reliquie a s.Gio.Battiftcu^ 
in Fonte < 

Ninfa, Trifone, e Refpicio martiri. 
De' loro corpi n' ha s. Spirito in Salila, 

G 6 e 



\f^ 






i?6* Catalogo 

€ fant' Agoftino , Reliquie in alerte 

chiefe. 

ONOFRIO Eremita . vn braccio ] 
& vna gamba nella Aia chiefa . reliquie a 
s Maria di Loreto, e s. [Biagio di Campi. 
telli; doue fi a il corpo, non fi sa . 

Optato,e Policronio martiri. De'corpi' 
loro in s.Pietro in Vaticano, e s.Silueftro 
in campo Marzo . 

Ormifda papa, e conf.il corpo in s. Fie- 
no in Vaticano. 

Orfola vergine, e mart. Della fua tefta 
a ss. Simone , e Giuda , e s. Eligio de'Fer- 
rari . Della fpalla nella fua chteia . Vefte 
as.Maria della Confolatione. Reliquie in 
altre chiefe . Delle fue compagne il Gie, 
su ha due tefte, delle quali vna è di s. Se- 
conda . Altre ftanrro in s. Maria della-» 
Vallicelia, s.Mahuto, a s.Luigi . Reliquie 
in altre chiefe . i corpi in Colonia . 

P A M A C H I O conf. il corpo in ss. 
Giouanni, e Paolo. 

Pancracio vefcouo , e mart. il corpo in 
s.Pancratio. 

Pancratio giouinetto mart. il corpo 
nella fua chiefa : il capo in s. Gio. Lace- 
rano, vn deutein s.Clemente. reliquie in 
altre chiefe. 

Panfilo, e Paolo martiri . de'loro corpi 
in s.Pietro in Vaticano, e s. Silueftro in—» 
campo Marzo; vn dito di s. Panfilo as. 

Ma- 






>r J 



ti* 



delle Reliquie* 157 

Maria del Popolo . 

Pantaleo martire . il corpo a s. Grego- 
rio nel monte Celio : il capo nella fua-» 
chiefa a Pafquino : del fangue a s. Maria 
della V alliccila, reliquie in altre chiefe. 

Paterniano vefc. reliquie a s. Lorenza; 
in Lucina: il corpo in Bologna « 

Pafquale papaie conf. il corpo a s. Pie- 
tro in Vaticano. 

Paolino vefc. il corpo a s. Bartolomeo 
in Ifola . reliquie a s. Maria di Campita- 
li, e di Loreto . 

Paolo Apoftolo . Reliquie a s.Saluato- 
re nelle Inerme, e delle Copelle, s.Cro- 
ce in Gerufalemme, s. Spirito in Saflìa_», 
s.Maria di Campo Marzo,&in altre.chie- 
fé . la colonna, fopra la quale gli fu tron* 
catoil capo , è in vna fua chiefa alle tre 
Fontane, le quali iui in quel punto fcatu- 
rirono . Del velo,con cui gli furono ben- 
dati gli occhi , e del latte , che vfcì al ta- 
glio dalla fua tetta, in s. Agnefe di Na- 
uona . Del fuo corpo alia fua chiefa fuori 
delle mura , & a s. Pietro in Vaticano; 
nelle cui grotte fi conferua la pietra , fo- 
pra la qualt s. Silueftro fece quella diui- 
fìone : la tetta in s. Giouanni Laterano : 
d'vn braccio a s. Paolo della Regola : vn 
dito a s.Spirito in Saflìa. Denti all'An*, 
nuntiata 'del Collegio Romano , s. Cte - 
mente, s.Sebaftiano fuori delle mura , s. 
Lorenzo Panifperna , s.Cecilia di Tratte* 
uere,e s.IVaifede ne'Monti ., 
/ Ima- 




15 8 Catafog* 

Imagiue fua > ch'è rimile a quella eh* 
appaine a Coftantino Imperadore , è in 
s.Pietro in Vaticano : catena, con la qua- 
le venne legato a Koma : e del battone i 
ch'adoprò ne Tuoi pelegrinaggi, in s.Pao- 
jrl&" fuori delle mura : itanze dotie flette 
per due anni , a s. Maria m Via lata : de' 
luoi veftirrienti , in s. Matteo, e s.Eulta- 
chio: del^ilicio a s. Lorenzo in Damafo r 
carcere r doTie cons. Pietro fierre noue^-» 
mefi, fiora detto s.Pietro in carcere : co- 
lonna, alla quale fu flagellato , a s. Maria 
Trafpontina : legno delle (ire ginocchia 
la vna pietra , as. Maria Nuoua: pozzo , 
nel quale per molti anni fu nafeofto iì 
fuo corpo, a s, Sebastiano- fuori deliè> 
mura . 

Paolo papa,e conf. il corpo in s Pietro 
Hi Vaticano . 

Paolo primo Eremita . Della fua tefta 
as. Maria in Campiteli!, s.Pietro in Vati- 
cano, s. Marcello, e s. Antonio de' Monti ; 
il corpo in Venetia. 

Pelagio papa, e confeff il corpo in ss* 
Apoftoli . 

Pelegrino Vefcauo, emart. il corpo a 
s. Pietro in Vaticano, reliquie all'Annun- 
tiatadel Collegio Romano,s. Giorgio, ss, 
Giouanni, e Paolo. 

Petronilla vergine , e figlia di s. Pietro 
Apoftolo, nella cui chiefain Vaticano 
ripofa il fuo corpo : delle cui braccia vno 
èia s. «aria delle Thenne, l'altro in s. Lo- 
renza 



diri» 



delle Relìquie . TJ9 

renzo fuori delle mura. Reliquie in al- 
tre chiefe . 

Pietro Apoftolo,primo Vicario di Chri 
ilo . Della fua catedra d'Antiochia n'ha 
parte S.Lorenzo in Damalo : delle fue_> 
vefti, s.Matteo, s.Pudentiana : vna fua-» 
Imagine fimile a quella , eh' apparile a 
Coftantino Imperadore , a s. Pietro in_j 
Vaticano : nella qual chiefa é anco Ia_» 
catedra di legna , iopra la quale fedendo 
eifercitó in Roma li minifterij paftorali. 

L altare di legno, fopra'l quale egli ce- 
lebro, ftà in s.Gio. Laterano , & vn'aftro 
di pietra,in s.Pudentiana . Vaio ch'ado- 
pró in battezzare,in s.Prifca. Fontana_>, 
che ad vn tal'effetto mhacolofament^ 
fece da vno fcoglio fcaturire , in s. Pietro 
in Carcere . 

Due catene fue miracolofamente vni- 
te in vna. fono in s.Pietro in Vincoli. Del- 
le ftefTe catene, tiene alcuni anelli s. Ce- 
cilia di Trattenere : la colonna, alla qua- 
le lo flagellarono, è in s.MaMa Trafponti- 
na. Segno delle fue ginocchia lafciate in 
vna pietra,in s. Maria Nuouà . 

Della fua croce in s. Pietro in Vincoli . 
vn chiodo in ss. Apoftoli . Del fuo corpo 
alla fua chiefa in Vaticano , & a s. Paolo 
fuori delle mura . il capo a s.Gio.Latera- 
no . Vn braccio a s. Maria di Trattenere. 
Denti a s.Crocein Gerufalemme, s. Ma- 
ria d'Araceli,& in Campitel!i,s.Cleaien- 
tejS,§ebaii;ttflo fuori delle mura , ss. vin- 
teli- 









itfo Catalogo 

cenzo. & Anaftafio alle tre Fontane", e s. 
Lorenzo fuori delle mura . Dita in s.Cle- 
mente, e s, Sebaftiano Cadetto , doue pa* 
rimente fi conferua jl pozzo , dentro i! 
quale il fuo corpo, con quello di s. Paolo 
flette per molti anni nafcofto . altre reli- 
quie del fuo corpo in molte altre-* 
diiefe . 

Pietro Celerino , che deporto il papa- 
to, finì Tantamente i giorni fuoi,come an- 
co gli haueua cominciati : vn braccio in 
a. Clemente, il corpo all'Aquila. 

Pietro Martire Domenicano. Reliquie 
a s.Paoio fuori delie mura; il corpo in-* 
Milano * 

Pigmento martire. Del fuo corpo in sv 
Pietro in Vaticano, e s.Silueftro di Cam- 
po Marzo .. 

Pio papaie mart.iIcorpoas.PIetro ia 
Vaticano „ 

Placido mart. e monaco di s.Benedet# 
80 . Reliquie all'Annuntiata del Collegio 
Romano, e s, Cecilia di Traileucre.il cor» 
poinMcffina. 

Policarpo vefcouo,e mart. reliquie a s. 
Spirita in Sartia, s.Maria di Campo Mar- 
zo, e s.Paoio a piazza Colonna.del corpo» 
non Tappiamo . 

Pontiano papa,e martire, il corpoin s. 
Praffede nc'monti . Reliquie a s.Anna-* 
de'Funari . 

Pontiano martire . Il corpo in s» Praf^ 
tede ne' monti - 




delle Reliquie . 1 6 1 

PrafTede vergine . il corpo nella fua_-» 
chiefa ne' monti . Del capo al Saluatore 
delle Scale fante, s. Croce in Gerufalem- 
me, e ss. Quattro . D 'vn braccio a s. Ce- 
cilia di Trattenere. Vn marmo, fopra'I 
quale dormiua, & vna fpongia , con la-» 
quale raccoglieua il fangue de'Martiri,fo- 
no nella detta fua chiefa . Della fua ve- 
tte a s. Croce in Gerufalemme.reliquie in 
altre chiefe . . 

Prifca verg. e mart. il corpo nell a fua 
chiefa . reliquie inaltre chiefe . Della fua 
vefte a s.Pietro in Vaticano , e s.Loren- 
zoin panrfpérna. 

Prifco mart. reliquie a s.Maria del po- 
polo, il corpo in Capua . 

Proceflb, e Seuero . i corpi in s, Silue- 
Aro di Campo Marzo . 

Pudentiana verg. il corpo in s.Praffede 
ne' monti . reliquie al Giesù , & in altre 
chiefe . 

QVARANTA Martiri', reliquie" a 
s.Maria Schola Greca,edel Popolo,& in 
altre chiefe. i corpi in Brefcia . 

Quirino,e Leone Vefcoui , con Arte- 
mia,Siltano,Pollione, Teodoro, e Mean- 
dro martiri, Sotera,Paolina, Memmia-» , 
Giiiliana,Quirilla,Teopifte,e Soffia vergi- 
nee martiri . Ciriaca, e Giufta vedoue,e 
martiri . i corpi in s. Martino de'monti: e 
s. Praffede pur'hà de'ss. Artemio, Politone, 
Paohna,e Mémia; della quale, e di s.Giu~ 

ftina, 



Hr 









OT 








1 6 1 Catalogo 

ftina, s. Pietro in Vaticano ancóra viene 

aparticipare. 

Quirino vefcouo,e mart. il corpo ins. 
Maria di Trafteuere. il capo io s. Maria-. 
di Campo Marzo. Reliquie aii'Annun- 
tiata , e s. Paolo, ambedue fuori delie-» 
mura . 

Quirino mart. il corp:j nella chiefa di 
fua riglia s. Ealbina. 

Quirino mare, dei Aio corpo as.Pietro 
in Vaticano >esan Silueftrodi Campo 
Marzo . 

R E D E N T'A, e Romola vergini Ro- 
«ìane.De'loro corpi in s. Maria Maggiore, 
& in Tiuoli . 

Remigio vefe. reliquie in s. Maria, es. 
-Agata , ambedue in Trafteuere . il corpo 
in Rems di Francia . 

Ricardo Rè.reliquie a s.Ceciliadi Tra- 
Veliere, il corpo in Lucca . 

Rocco CoflìefiC Vn braccio nella fua 
Jchìefa, l'altro in s. Sebaftiano fuori delle 
anura . La fcudella, che da bere vfaua ne* 
fuoi pelegrinaggi, in s.Marcello . Vn dito 
In s.Francefca . Reliquie a s.Anna de'Fu- 
nari. il corpo in Venetia . 

Romano mart. Del fuo corpo a s. Ca- 
terina dc'Funari, & in Lucca di Tofcana. 
Reliquie as. Paolo in piazza Colonna, 
S.Lorenzo in Lucina, e s.Anna de'Furìari - 

Ruffina,e Seconda. 1 corpi nella chie. 
& loro nel Lacerano , Dd capo di scuf- 
fina 




delle Reliquie . 163 

fa fina, in s.Matteoi e s. Agoftino . RcUquie 

in altre chiefe . 

tip: 

SABA Abbate . Il corpo in $. Ana- 
to flafia . Del capo nella Aia chiefa , e di s. 
Cecilia in Trafteuere.Vn braccio nella-» 
fua chiefa. reliquie in altre chiefe. 
Ili; Sabina mart. Il corpo nella fua chiefa. 

Vn braccio in s. Domenico . reliquie in 
uà altre chiefe . 

u Sabino mart. il corpo in ss. Apoflolr . 

Reliquie a s. Croce in Gerufalemme, es. 
Cecilia di Trafteuere . 
;Kfì Samaritana conuertita da N.S. il capo 

in s. Paolo fuori delle mura : il corpo do* 
uefia, non fisa. 

Saturnino martire . del fuo corpo n* 
hanno tre chiefe, di s. Martino de'montii 
de'ss. Gioiianni, e Paolo , e di s. Cateri- 
na de' Funari . la tefta a s. Pietro in Vin-j 
coli, reliquie in altre chiefe . 

Scolaftica monaca, e forelladi s. Bene- 
detto. Del fuo velo, e cordone in s. Maria 
Maggiore. Il corpo con quello del fratel- 
lo ftà nel monte Carlino . 

Sebastiano mart. Il corpo, Frezza, e ce*- 
lonna,a cui lo faettarono, ftanno alla fua 
chiefa fuori delle mura . Il capo a s. Pie- 
tro in Vaticano Vn braccio, &. vna f rez- 
za, a s.Mariain Equino. Vn'altro braccio 
a s.Praffede ne'monti . D'vnafpalla a s. 
Ma- tino de'móti .reliquie in altre chiefe. 
Secondina vergine^ martire .reliquie 





io" 4 Catalogo 

a s.Anna de'Funari. il corpo in Anagni .' 

Sempronio mart. il corpo a S.Lorenzo 
in Lucina . 

Serapia verg.e marcii corpo in s.Sabi - 
na. reliquie a s. Maria Schola Greca. 

Sergio papa,e conf.il corpo as.Pietro 
in Vaticano. 

Sernatio vefc. reliquie a s. Pietro in » 

Vaticano, il corpo in Maftrich. 

Seruiliano,e Sulpitio fratelli martiri . I 
corpias.PrafTede. 

Serutilo conf. il corpo a s Clemente. 

Sette Santi Dormienti, reliquie a s. 
Maria del popolo , e s. Benedetto in Tra- 
fteuere . I corpi in Efefo , fé pure altroue 
non fono ila ti portati . 

Seuero vefc. vna gamba a s.Pietro in~» 
Vaticano, iì corpo in Mogontia. 

Sigifmondo Rè di Borgogna . reliquie 
a s.Marcello. il corpo in Orliens . 

Silueftro papa, e confeff. il corpo in s. 
Martino de'monti.D'vnbraccio,& \n_> 
dente,a s. Cecilia di Trafteuere . reliquie 
in altre chiefe. 

Siluia madre di s. Gregorio papa . li 
corpo nella chiefa di s. Andrea nel monte 
Celio . Reliquie a s.Stefano del Cacco. 
Simmaco papa,e conf.il-cofpo a s. Pie- 
tro in Vaticano . 

Simeone , a cui nel tempio fu offerta 
N. S. reliquie in molte chiefe. il corpo in 
$chiauoniapreflb di Ledere. 

Simetrio prece, e mare. Del corpo fue 
-" n'ha 



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là 



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delle Reliquie • 1 6$ 

n'ha s. Silueftro in Campo MarZo , e ss. 
Quattro . 

Simplicio papa , e confeff. reliquie à s. 
Paolo a piazza CoIonna,es. Luigi, il cor- 
po in Tiuoli . 

Sinefio , e Teopompo mart. reliquie, a 
s.Biagio in Campitello. 1 corpi fé più fo- 
no in Nicomedia,non fi sa. 

Siricio papa, econf. il corpo in s.Praf- 
fede ne'monti . 

Sifinio diaconie mart. Del fuo corpo 
n'è in s. Martino de'monti, e s. Caterina— » 
de'Funari . 

Sifto I. papa, e mart. Il corpo in s. pie. 
troin Vaticano. 

Sifto 11. papa, e mart. il corpo nella—» 
fua chiefa. Del capo a ss, Quattro . Della 
velte a s. Lorenzo in Lucina. 

Siilo 111. papa , econf. il corpo in s. 
Lorenzo fuori delle mura . reliquie a s. 
Croce in Gerufalemme . 

Soffia vedoua . Del fuo corpo n'ha s. 
Pietro in Vaticano, e s. Silueftro di Cam- 
po Marzo . Reliquie a s. Lorenzo in Lu- 
cina-* . 

Sotero papa, e mart. Del fuo corpo n'è 
in s.Sifto, e s. Martino de'monti. reliquie 
a s. Saluator di Suburra , e ss. Sergio > e 
Bacco . 

Spiridone vefc. reliquie a s s. Maria del- 
la Vallicella. il corpo in Cipro. 

Stanislao vefc. e mart. reliquie alla fua 
chiefa. il corpo in Cracouia . 

Sta- 



M 



j66 Catalogo 

Stanislao Coska. Il fuo corpo Ih s. Afl* 
drea di Monte Cauallo . 

Stefano papa, e mart. Del corpo in s. 
Mai tino de monti, e s.Silueftro di Cam- 
po Marzo . Della tefta a s. Maria d'Ara- 
celi, e s. Sebaftiano fuori delle mura . Se- 
dia Epifcopale,fopra la quale effendolt 
troncato il capo , ancor fi vede tinta del 
fuo fangue,pur in s.Sebaftiano . Reliquie 
jn altre chiefe . 

Stefano protomartire: il corpo a s.Lo- 
renzo fuori delle mura. Del capo al Gie- 
s ù,s.Paolo fuori delle mura , s.Eufhchio ; 
s Situeftrodi C ampo Marzo : vn braccio 
a s Maria d'Araceli , l'altro a s Prafkdev 
,, 'monti. Della fpalla a s.Pietro in Va- 
v C? no : vna coita a s.Clemente,vn altra 
as Grifogono. Relìquie in altre chicle. 
Deìla fua'cintaa s. Gio.de' Fiorentini. 
D"lle pietre,con le quali fu da Giudei la- 
pidato , a s. Maria della Coniolat.on^ , 
Schola Grecai in altre chiefe. 

Sufannaverg.emart. il corpo nella-. 
fua chieia. reliquie in altre chiefe . 

T A R S 1 T I O martire . Hanno del 
fuo corpo s.Pietro in Vaticano,e s.Silue- 
ftro di Campo Marzo . 

Tardila verg. ii corpo a s. Andrea nei 
monte Celio, reliquie a s.Grifogono. J 

Taurino vefcouo. il corpo as.Ciouan- 

ni Colsuita. . . 

>mp*£md»s.Maurt 



Te/bei martiri jecompag» 



■uo 



.rfOH W 



delle Reliquie . J £ 7 

tio : la tefta di s. Zenone al Giesù, e d'al- 
tri all'Annuntiata del Collegio Romano, 
e s.Maria della ValliceUa. I loro corpi in 
varie parti ripofano. 

Telesfcropapa,eniart. il corpo in s. 
Pietro in Vaticano . 

Teodora matrona * Il corpo a S.Barto- 
lomeo nell'Illa . 

Teodoro mart. reliquie a S.Onofrio. II 
corpo in Venetia . 

Teodoro mart. reliquie as.Onofrio. Il 
corpo in Teodoror/oii , fé pur' altro uè-» 
non è trafportato . 

Terefa monaca del Carmine, di cui fu 
riformarriee . Vn piede a s. Maria della 
Scala, reliquie as.Giofeppe delle Fratte: 
iJ corpo in Alua di Spagna . 

Tertulino prete, e mart. Il corpo in s. 
Pra'fede ne'monti . 

Tiburtio mart. il corpo a s. Pietro in«* 
Vaticano . reliquie a s. Lorenzo in panif* 
perna. 

Timoteo vefcouo,e mart. reliquie as. 
Gio.Battiffca in Fonte : del corpo nulla— * 
fappiamo . 

Timoteo mart. il corpo a s. Paolo fuo- 
ri delle mura . 

Tomaio A portolo . Vn dito a s. Croce 
in Gerufalemme : due a s.Cecilia di Tra- 
ttenere . Della vefte in ss.Apoftoli . reli- 
quie in altre chiefe . Il corpo ad Orrona 
-in paglia . 

Tomaio vefcouo,e mart. in Inghilterra, 

D'vn 






■ I 



1 68 Catalogo 

D'vn braccio alla fua chiefa. Del fangue, 

ceruello, cuculla,e dalmatica>a s.Maria-» 

Maggiore . reliquie a s. Croce in Gerufe- 

lemme , e fant'Aleffio . Il corpo in Can- 

tuaria . 

. Tom»fe d'Aquino . reliquie a s. praf- 

fede ne' monti . il corpo in Tolofa di 

Francia . 

Tranquillino mart. il corpo a ss, Cof- 
ino, e Damiano in Campo Vaccino. Re- 
liquie in molt'altre chiefe . 

Trifonia moglie di Decio Imperadore. 
Pel Tuo facro corpo n'ha s. Pietro in Va- 
ticano^ s Silucftro di Campo Marzo. 

VALENTINO 'prete.emart.il 
corpo a s.praffedene'monti: il capo a s. 
Sebaftiano fuori delle mura . Vn dito in 
s. Clemente, reliquie in altre chiefe. 

Venantio mart. reliquie a s. Pietro in 
Vaticano: il corpo in Camerino. 

Veronica > la quale portò il Volto fan- 
to a Roma . Il fuo corpo è in s. Pietro in 
Vaticano. 

Vincenzo Suddiacono.e mart.il corpo 
a s.Maria della Confolatione . 

Vincenzo mart. Il capo a s. Croce in 
Gerufalemme. Reliquie a ss. Vincenzp» 
& Anaftafio alle tre Fontane , & in Tri- 
uio, s. Maria Monterone,e s.Grifogono. il 
corpo in Valenza di Spagna . 

Vincenzo mart, il corpo in s. Etifebio. 

Vincenzo Dominicano . Vn b^accioa 



s.pie- 



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dell* Reliquie. jsg 

s. pietro in Vaticano : vn ginocchio a a 
Maria fopra la Minerua. Il corpo à Van, 
nes nella Bretagna minore . 

Vitaliano papa.e-confeff. Il corpo a s 
Pietro in Vaticano. 

Vittore papa,e «art. il corpo a s Pie 
tro in Vaticano . Reliquie a s. Andrea di 
Monte Cauallo. 

Vittoria verg, e mart. Reliquie in mol- 
te chiefe : il corpo nella Sabina, ad vna_* 
terra,ehe da lei ha prefo il nome. 

Vldarico vefcouo , reliquie a s. i>aolo 
fuori delle mura . il corpo in Augufta d' 
Alemagna . 

Vrbano papa, e mart.Del fuo corpo n'à 
ins.Cecilia di Trafteuere, & ins.Praffede 
ne'monri : il capo in s. Maria d'Araceli 
Reliquie in altre chiefe. 

ZACCARIA papa, e conf. il con- 
pò in s.pietro in Vaticano. 

Zaccaria padre dis.Gio.Battifta il ca- 
P° ,J J s -G'o» lacerano reliquie in altre-* 
enieie. il corpo in Venetia . 

Zefìrino papa , e martire . Del fuo fa- 
ero corpo n'hanno tre chiefe, s. Pietro 
m Vaticano , s. Siflo , e s. Silueftro irL-, 
Campo Marzo. Reliquie in molte altre^ 
chiefe . 

Zenone mart. e compagni . I corpi a 
s.Mana Scala coeli : il capo di lui alla vi- 
cina chiefa de'ss. Vincenzo,^ Anaftafio. 
reliquie in altre cJiiefe . 

H Ze- 




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1 7© Catalogo delle Reliq. 

Zenone mart. il corpo as.praffede ne' 
monti . 

Zoa niar.il corpo a s.praffedene'moti 

Zofimo papa, e conf. il corpo a s. Lo- 
renzo fuori delle mura . 

Zofimo Abbate.reliquie a s. Maria del- 
la pace:douefìa il corpo no lo Tappiamo. 

2)' alcune memorie de Santi Mar' 
tiri in commune • 

Pietre di marmo affai grandi,che allo- 
ro piedi legate ,per le mani in alto < 
appendeuano, acciò per tute il corpo for- 
iero battuti,e feorticati: & in alcune chie- 
fe le vediamo , come a s. Maria Schola_» 
Greca,s.Giouanni a porta Latina, s. Pie- 
tro in Vaticano, s.Paolo,e s.Lorézo, am- 
bitine fuori delle mura , ss. Cofmo , e Da- 
miano in Campo Vaccino, ss. Vincenzo, 
& Allattarlo alle tre Fontane, s. Venan- 
tio, s Martino de'Monti , s. Apollonia; s. 
Balbina, e s. Sabina . 

Pietre, fopra delle quali furono coro- 
nati di martirio,a s. Maria àt\ Pantano , s. 
Pietro in Vaticano, ss. Vito,e Modello, e 
ss- Giouanni, e Paolo . 

Coltra,in cui molti decoro facri corpi 
furono auuolti, a «.Pietro in Vaticano . 



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CATALOGO 

DELLE FESTE, 

ET INDVLGENZE 

PLENARIE 

e perpetue » 

Che giorno per giorno occorrono 
nelle Chiefe di Roma • 

GENNARO. 

AD T i . Fefta alle chiefe dì $. 
Maria fopra M ; nerua , ss. Cel- 
fo , e Giuliano in Banchi per 
le Compagnie del Nome di 
Dio , Di s. Bafilio per il giorno del fuo 
felice tranfito. Indulgenza a s. Maria fo- 
pra Minerua, al Giesù, s. Maria di Trafte- 
uere, ss. Celfo, e Giuliano in Banchi , e s. 
Lorenzo fuori delle mura . 

6 Fefta alle chiefe Carmelitane, per 
S.Andrea Vefcouo dell'Ordine loro , e s. 
Maria del Sole per la co nfecracionc . In- 
dulg, a s. Cróce in Gerufalemme. 

7 Alle chiefe di s.Giuliano,& a s Roc- 
co per la Compagnia de'Barcaroli. 

9 Alla chiefa de'ss.Giuliano,e Celfo in 
Banchi . 
1 5 Alla chiefa di s. Gio.Colauita ... 
H 2. 16 Fé- 



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1 7 % Catalogo delle Fejle\ 

16 Fefta Ule chiefe di s.Marcello,e de' 
padri Francefcani peri loro ss. Martiri 
Bernardo,Pietro, Accuriìo,Adiutto,& Ot- 
tone- lnd.ilg. a s. Marcello. 

17 Feita alie due chiefe di s.Antonio , 
& anco a quella di s. Maria Copia Miner- 
ua, per l'offerta del Popolo Romano , in- 
dulg. a s. Paolo fuori delle mura. 

18 Fella alle eh eie di s. Prifca verg.e 
mart. e di s. Pietro in Vaticano, perlu 
Catedra Romana, mdulg. a s.PietroiiLJ 
Vaticano . 

20 Fetta alle due chiefe dì s. Sebaftia- 
no, e di s. Pietro in Vincoli,per voto in_j 
tempo di pefte, e de'ss. Quattro, per Ia_» 
confaeratione , 8c a s. Andrea a piazza di 
Siena, per s. Sebastiano, indulg. as.Seba- 
ftiano fuori delle mura. 

21 
verg. e mart. 

22 Tefta alle tre chiefe de' ss. Vincen- 
zo,& Anaftafio . 

23 Fetta,& indulg.alla chiefa di s. Gia- 
como de'Spagnuoli,per s.Alfonfo Vefco- , 
uo di Toledo . 

25 Feda alle tre chiefe di s.Paolo,cioè 
fuori,alla Regola, &alla Colonna Anto- 
xiina,per la Conuerfione di lui . indulg. a 
s. Paolo fuori, Oc alle tre fontane . 

27 Fefta alla chiefa di s. Pietro in Vati- 
cano,pers.Gio.Chrifoftomo . 

28 Fefta alle due chiefe di s.Agnefe la 
feconda volta , & alle Carmelitane , per 

s.Ci- 



Fella aiie due chiefe di s. Agnefc 



V 




\ 



& Indulgenze. 173 

S.Cirillo vefcouo. induig. a s.Agnefe in_# 
Nauona. 

29 Fefta,&indulg.alla chiefa di s. Ma- 
ria Scala coeli,per Ja Confacratione . 

30 Fefta alla chiefa di s.Euftachio^»* 
l'otferta del popolo Romano. 



li* 



F E B R A R O. 

ADÌ i. Fefta alle chiefe di s.Maria_* 
della purifìcationeindue luoghi, e 
di s. Maria di Monferrato, dell'Ora rione , 
della Scala, & in portico, per ia Compa- 
gnia de'Candelottari ,& alla chiefadi s. 
Simeone, induig. alla Trinità di ponte-» 
Sifto,dis. Maria del popolo,fopra Miner- 
ua, dell'Hoftcdell'Oratione , e Loreto, 
s. Paolo fuori.vifltandoi fette altari, s.Si- 
mone,s.Bafilio. 

3 Fefta alle otto chiefe di s.Biagio ve* 
feouo , e mart. con l'offerta del Popolo 
Romano a quella di Campiteli! .induig. 
alla Trinità di ponte Sifto. 

4 Induig. alla medefima chiefa. 

^ 5 Fefta alle due chiefe di s.Agata ver- 
gine,e mart. & a s. Maria degli Angeli al 
pantano, per la Compagnia de'Teffitori. 
induig. alla Trinità di ponte Sifto, & a s. 
Agata in Suburra . 

6 Fefta alla chiefa di s. Dorotea verg. 
e mart. induig. alla Trinità di ponte-» 
Sifto. 

7 Fefta alle chiefe ^e' Camaldolenfi 

H 5 per 



I 

■ 



I 









1 74 Catalogo de Ile fette* 

per s. Romoaldo Abb. lor fondatore .in* 
dulg. alia Trinità di ponte Sifto. 

8 Indulg. alla Trinità di ponte Sifto. 

9 Fetta alla cbiefa di s Apollonia ver- 
ginee martSc as.Agoftino.per la Com- 
pagnia di s. Apollonia, indulg. alla Trini- 
tà di ponte Sifto . 

io Felta a s. Paolo fuori le mura,per s. 
Scolastica forella di s. Benedetto, & alle 
chiefe degli Eremitani, per s. Guglielmo 
conf. di queil Ordine . 

i x Fefta alla chiefa di s. Maria di Mon- 
ferrato, per s. Eulalia vergine in Barcel- 
lona. 

14 Fefta alla chiefa di s Valentino a 
monte Cauallo,e di s.Sebaftiano in s.Va- 
tentino . 

1 5 Fefta, & indulg. alla chiefa de' ss. 
Fauftino,e Giouita . 

%z Fefca>& indulg. alla chiefa di S.Pie- 
tro in Vaticano perla catedra Antio- 
chena . 

x4 Fefta alla chiefa di s.Mattia.induIg. 
a s.Maria Maggiore,ass.Apoftoli,es.Pao- 

lo fuori le mura. 

»5 Fefta alla chiefa di s. Conftanza-*< 

vergine. 

MARZO. 

ADÌ 6 . Fefta alle chiefe Carmelita- 
ne, peris.Cirillo confeff. dell' Ordi- 

Bt loro . 

7 Fé- 






& Indulgenze. 17$ 

7 Fefta , & indulg. alle chiefe dell'Or- 
dine Domenicano , per s. Tomafo d'A- 
quino . 

f Fefta alle due chiefe de'ss. Quaranta 
marr.& a s.Maria Nuoua per s.Francefca 
Rom.con l'offerta del popolo Romano. 

iz Fefta>& indulg alle tre chiefe di s. 
Gregorio papa , & a s. Maria della Valli- 
cella , pereifer'auocato di que' Padri , & 
a s.Gregorio a Ripetta . 

19 Fefta,& indulg. alle due ch ; efe dìs. 
Gìofeffo,& a s.Maria della Rironda , per 
la Compagnia detta di s.Giofeftb. 

io Indulg. folo per le Donne, a s.Cro- 
ce in Gerusalemme nella cappella di s. 
Helena . 

2.1 Fefta alle tre chiefe di s.Benedetto 
Abbate,e di S.Bartolomeo in Ifolajper la 
confecratione. indulg a s. Paolo fuori 
delle mura,& a s. Cecilia di Trafteuere. 

ij Fefta alle chiefe di s.Maria fopra_* 
Minerua*perja Compagnia delPAnnun- 
tiata , e s. Maria in Vinci; , e dellOratio- 
ne, per la confacratione fua , e s.Giouan- 
ni Battifta della pigna,ss.Vincenzo,& A- 
naftafio sù'lTeuere,e s.Bafilio. indul- 
genza ali'Annuntiata fuori delle mura » 
a fanta Maria del popolo , fopra iwiner- 
ua,deirOratione,deirHorto,Loreto,Tra- 
fpontrna, Trinità di pqnte Sifto, «.Giona- 
ni Battifta della pigna , s.Paolo fuori.vifi- 
tandoi fette altari, s.Toniafoin parione, 
sXhiara, e s.Bafilio . 

H 4 a*. 



^ m » 



dMI 



lj6 Catalogo delle fefle ; 

26. e 27. Indulg. alla Trinità di pon- 
te Sifto . 

.28. 29. e 30. Indulg. come di fopra. 

31 Fetta alla chiefa di s.Balbina.indul- 
genza come di fopra . 

APRILE. 

ADÌ 1. Fefta alla chiefa dis.Venantio 
vcfc.e mart. indulg. come di fopra. 

2 Fefta alle chiefe della Santiflìma-» 
Trinità de' Monti , e di s. Andrea delle-* 
Fratte, per s.Francefco da Paola , & alla 
chiefa di s. Maria Egittiaca . indulg. alle-» 
dette tre chiefe . 

5 Fefta, & indulg. alle chiefe de'Padrr 
Domenicani per s. Vincenzo confeff. 

9 Fefta alla chiefa di s.Agoftino,per la 
jraslatione di s.Monica da Oftia a Roma, 

11 Fefta, &indulg.as, Maria d'Arace- 
ii,per la confacratione . 

12 Fefta,& indulg. alla chiefa di s. An- 
drea Apoft.a Ponte molle,per efferfi iru* 
quefto dì iui pofta la tefta di detto Saro . 

14 Fefta alle due chiefe di s. Ambro- 
gio, indulg.a s.Cecilia diTrafteuere. 

17 Fefta alle chiefe de 'Padri Cifter- 
cienfi, per s. Stefano Abbate dell'Ordine 
loro . 

23 Fefta alla chiefa di s. Giorgio mart. 
con l'offerta-del Popolo Romano. 

14 Indulg. a s. Matteo fin'all'ottauadi 
Pentecofte . 

*5 Fe 



I *»^i 



V 






m 



& Indulgenze. I77 

tf Fefta alla chiefa di s. Marco Euan 
gehfta, & a s. Nicolò de gl'Incoronati 
per s Amano auuocato della Comoal 

Safco 1 GarZ ° nÌ *?£**. ^ a 
26 Feria alia chiefa di s.Maria de'Mon 
«, che in qucfto di fece il primo mlrac . 
lo,con l'offerta dal Popolo Rom aco " 
28 Fefta alla chiefa di s. Vitale mart 
. *<? Fefta alle chiefe dell' Ord. cifter 
cienfe,per s.Roberto Abbatte dell'Qrd 
Ponienicano , per s . Pietro mart. indulg 
alle chiefe de'Padri Domenicani. g * 

MAGGIO. 

ADÌ i. Fefta alle chiefe de' ss. Apo- 

ftoll, e s.Maria di s.Giouanninoin 
dulg. a ss, Apoftoio,e s.Paolo fuori 

l'n / ^ aIiC Chiefe di s -Atanafio,'e del 

A?cfu^ d°? CnÌCail °' P Cr s ' Antonino. 
Arciueic.di Fiorenza . indulg. alle chiefe 

Domenicane,* a'ss.Apoftoh . 

3 Fefta alle chiefe di s.Croce.&all'O. 

indulg a s.Crocem Gerufalemme.s Ma- 

™fnX^ f ' s - Mar ««o .s.Silueftro a 
Monte Cauallo.e ss.ApoftolI . 

«ne Sudano di Chrifto . indulg. a s. Ago. 

H j 'fti- 



.Croce 







»g< 



e-/ 



178 Catalogo delle Feft 
ftiho,s.MarU del Popol 
rufalemme , s. Maria de 
Thetme, e ss Apoftoli. 

5 Fefta alle chiefe Carmelitane, per s. 
Angelo mart. dell'Ordine loro, & a s. A- 
goftino, per il giorno del fuo battefimo . 
indulg. a s. Croce in Gerufalemme,s. Ma- 
ria de gl'Angeli alle Therme , e ss. Apo- 

l'eoli . 

6 Fefta alla chiefa di s. Giouanni in- 
nanzi di porta Latina , e s. Maria Schola 
Greca , perla confacratione. indulg. alla 
detta chiefa di s.Giouanni, s. Paolo fuori 
Je mura , s. Croce in Gcrufalemme, s Ma- 
ria degli Angeli alle Therme, ss. Apoftolì, 
e s.Gio Euangelifta della catena . 

7 Fefca alla chiefa di s. Salaatore alle 
Botteghe fcure,per S.Stanislao vefcouo,e 
mart. e per Io fteffo Santo a s. Agoftino» 
& a s.Lorenzo fuori, per la traslatione 
del corpo di s. Stefano Protomartire a 
Roma da Coftantinopoli . indulg. a s. A- 
goftino, a ss. Nereo,& Achilleo, s. Croce 
in Gerufalemme,s.Maria de gli Angeli al- 
le Trarrne, e ss. Apoftolì . 

8 Fetta alle quattro chiefe dis. Ange- 
lo , con l'offerta del Popolo Romano a 
quello di Pefcaria , & a s, Pantaleo a Paf- 
quino,per la confacratione . indulg a s. 
Croce in Gernfalemme , s. Marra degli 
Angeli alle Therme. ss. Nereo, & Achil- 
leo, e ss .Apoftolì. 

9 lAdulg. alla cappella Gregoriana % 



V 



Nt 



Vi 



& Indulgenze. \j 9 

s.Pietro in Vaticano , s. Maria in Campo 
Marzo, s.Croce in Gerufalemmcs.Maria 
degli Angeli alle Therme, e ss. Nereo, & 
Achilleo, 

io Fcfta alla chiefa dis. Giouanni in- 
nanzi diporta Latina,perla confacratio- 
ne. ìndulg. a s.Croce in Gerufalemme, a 
s. Maria degli Angeli alle Therme, e ss. 
Nereo,& Achilleo . 

li Induig.ass.Nereo,& Achilleo. 

i% Fefta alle chiefe de' ss. Nereo, 3c 
Achilleo, e di s.Pancratio , indulg. a' ss, 
Nereo,& Achilleo . 

• 13 Fefta,& indulgala chiefa di s.Ma- 
ria della Ritonda^per la confacra rione • 

1 f Fefta alla chiefa dis. Ifidoro . 

16 Fefta alla chiefa di s,Pelegrino re- 
feouo, e marr. 

m 18 Fefta,& indulg. alla chiefa di ^Spi- 
rito in Saflìa,perla confacratione . 

19 Fefta alle chiefe di s. Pudentiana 
verg.e dis. luone, edi s.Eufebio , per s. 
Pietro Ceieftino fondatore di quell'Or- 
dine . 

10 Fefta alle chiefe di s.Bernardino da 
Siena, e s. Caterina ia ftrada Giulia della 
uatione Senefe . indulg. alle chiefe dell' 
Ordine Francefcano , 

13 Fefta alla chiefa di s.Maria della^ 
Vallicella per la confacratione. 

15 Fefta alle chiefe di s. Vrbano papa* 
e mart. e dis. Giouanni in fh ada Giulia 9 
per s, Zcnobio vefcouo di Fiorenza . iu- 

H 6 du%o 









iSò Catalogo delle fefìe 9 

dulg. a s.Cecilia di Trafteuere, e s. Paolo 
inori delle mura . 

t.6 Fefta, &.indulg.alla c hie ^ a di s. Ma- 
ria della Vaìlicella , giorno di s. Filippo 
Neri fondatore di quella Congreg. 

G l V G N O. 

ADÌ i. Fefta alle chiefe de* ss.Pietro, 
e Marcellino martiri, e di s. Stefano 
Ritondo, per s.Erafmo . 

4 Fefta alla chiefa del Saluatore nel 
Laterano,perla confacratione . 

1 1 Fefta alle chiefe di s. Onofrio, e di 
s.Pietro in Vaticano per la traslaticnedi 
S.Gregorio Nazianzeno. induig. a s Maria 
di Campo Marzo, s.Pietro in Vaticano, e 

ss.Apoltoli. • 

15 Fefta alla chiefa di s. Antonio da_i 

Padoua - & alla Cappella della Concet- 
tane a s.Pietro in Vaticano, èc a s.Huo- 
mobuono, per la Compagnia de'Calzet* 
tari, induig. alle chiefe dell'Ordine Fran- 
cefcano,a!la detta Capella ins.Pietro,& 
as.Huomobuono. 

14 Fefta alla chiefa di s.Baiiho, & a»le 
Carmelitane , per s.Elia nel monte Car- 
melo . 

15 Fefta alla chiefa di s.Vito mart. 

16 Fefta alla chiefa di s.Quirico. 

18 Induig. a ss. Cofmo, e Damiano di 
Campo Vaccino . 
ao Fefta alla chiefa di s.Maria de' Mi- 

*aco- 



V 



■fi 






vito# 



fylndulgerizt» iSi 

racoli , che in quefto di fece il primo . 

zi Fefta alla chiefa di s.Giouanni in—» 
ftrada Giulia, per la traslatione de' ss. 
Martiri Proto, e Giacinto . . 
. 24 Fefta alle chiefe di s.Giouanni Bat- 
tila in otto luoghi , computando i due»*» 
nel Laterano,e di s. Maria di s.Giouanni- 
no. indulg. a s.Gio. in ftrada Giulia , a s. 
Silueftro in Campo Marzo , e Santiffima 
Trinità de'Monti. 

25 Fefta alle due chiefe di s.Eligio . 

26 Fefta alla chiefa de'ss.Gio. e Paolo 
martiri . 

29 Fefta alle chiefe de'ss. Apoftoli Pie- 
tro, e Paolo, e di s.Gio. della Pigna . m- 
dulg. as.Pietro : neI Vaticano, Montorio, 
Garcere,ss. Apoftoli, s.Gio.della Pigna, e 
s. Maria Trafpontina .'. 

30 Fefta alle chiefe di s.Paolo fuori,& 
a piazza Colonna. 

L V G L I O. 

ADÌ 2. Fefta alle chiefe di s, Maria in 
Equirio, della Pace,Trafpontina ,$. 
Elifabetta, e s.Anna alli Funari . indulg.a 
s. Ma-ria del Popolo, fopra Minerua, e del- 
l'Horto.e Loreto, ss. Trinità di Ponte Si. 
fto, s.Paolo, fuori vifitando i fette altari , 
e s.Bafilio . 

3 Indulgenza alla ss. Trinità di Pon- 
te Sifto . 

tf. 5. ^. 7. 5c 8. Indulg.come di fopra. 

9 In- 



1 8 a Catalogo delle fé fi e » 
9 lndulg. a s.Maria Scala Cceli>& alla 

Trinità di Ponte Sifto . 

io Fefca alle due chiefe di ss. Ruffiaa , 

e Seconda . 

i x Fefta alla chiefa di s.Praflede preflo 

di s.Maria Maggiore.per s. Gualberto fon 

datore dell'Ordine di VaN'ombrofa . 

1 4 Fefta alla chiefa di s.Bouaucntura. 
indulg. alle chiefe Francescane. 

1 5 Fefta alla ohiefa di s.Bonofa marr. 

16 Fefta alle Chiefe Carmelitane ,per 
vna miracolofa protettione ,chehebbe 
la Vergine di quell'Ordine , indulg. a s. 
Maria Trafpontina. 

17 Fefta, & indulg. alla chiefa di s. 
Àleffio conf. con V offerta del Popolo 
Romano, de a s.Maria in Portico, giorno 
nel quale s'hebbe dal cielo quella mira- 
colofa Imagìne . 

1 3 Indulg. a s. Angelo in Petcaria,&: a 
•.Maria in Portico, 

19 Indulg. a s.Marra in Portico . 

io Fefta alla chiefe di s.Margarita , Se 
alle Carmelitane, pers.Elia, vnode'prU 
mr fondatori di quell'Ordine, indulg, a s„ 
Maria in portico. 

ar Fefta alle due chiefe di s, Fraffede . 
Indulg a s. Maria in portico, 

xt Fefta alle tre chiefe di s. Maria-* 
Maddalena, & a quella di s. Laiaro fuo 
fratello . indulg. a s. Marra Maddalena-» 
all'atea di ffottogsUdp e Sv Maria m Por- 
tico*» . -_ 

*5 re- 




.« 



*1 



l» 



ér* Indulgenze. i$$ 

i) Fefta alla chiefa di s. Apollinare , e 
di s.Brigida vedoua. indulg. a s. Apollina- 
re, e s.Maria in Portico . 

14 Indulg. a s.Maria in Portico. 

15 Fefta alle cinque cbiefe di s. Giaco* 
mo Apoftolo , & a quella di s. Onofrio • 
per la confacratjone .indulg. a s. Giaco- 
mo in Nauon a, a ss' Apoftoli , & ?. s. Pao- 
lo fuori . 

t6 Fefta alle tre chiefe di s Anna, e ài 
s.Pudentiana, per s.Paftore . 

2.7 Fefta alle due chiefe dis.Pantafeo. 

z8 Fefta alla chiefa di s.Praffede pref- 
fo di s. Maria Maggiore , per la Dedica* 
tione . 

19 Fefta alle due chiefe di s.Marta.in- 
dulg a ss, Cofmo, e Damiano in Campo 
Vaccino , 

3 1 Fefta alla chiefa de' ss. Giouanni , e 
Paolo, per il B. Giouàni Colombino fon- 
datore de' Padri Gefuati, & a quella del 
Giesù , pers. Ignatio di Loiola fondato- 
re de' padri Giefuiti « indulg* a detta-* 
chiefa . 

AGOSTO. 



À Di 1. Fefta alla chiefa di s. Pietro in 
;(», fljfV Vincoli, indulg. a detta chiefa , a s. 
.|s ™j*ietro in Carcere , & a s. Maria Annuo- 
issata fuori. 

p0.^ 2 Fefta alle chiefe Francefcane, per 
p^ 1 fetta degli Angeli» indulg. a s.Maria^ 

Ab- 



»J 



fc 






Y[ 



1 84 Catalogo delle fe/te, 
Annuntiata fuori, e s. Pietro in Vincoli . 

3 Fefta alla chiefa di s. Lorenzo fuori 
delle mura , per llnuentione del gloriofo 
protomartire s.Stefano . indulg. alla ftef- 
fa chiefa, e s. Pietro in Vincoli, & allAn: 
nuntiata fuori. 

4 Fefta alle chiefe dell'Ordine Dome- 
nicano ne i primi vefpri di s. Domenico, 
perche effi lo fanno il giorno feguenc^ • 
indulg.a s.Pietroin Vincoli,all'Annuntia- 
ta fuori, e chiefe Domenicane. 

5 Fefta alle chiefe di s. Maria Maggio- 
ree degli Angeli alle Therme,per la con- 
facratione . Di più a s. Maria della Sani- 
tà^ Se in s. Rocco alla cappella del prefe- 
pio. indulg.a s.Maria Maggiore, degli An- 
geli alle Therme ,del popolo , (opra Mi- 
nerua, dell'Horto , all'Annunciata fuori , 
e dì Loreto, s. Pietro in Vincoli, e fan-» 
B afilio. 

6 Fefta alle chiefe di s.Saluatore pref- 
fo di s. Luigi, del Lauro, & all'Onda, & a 
s.Maria fopra Minerua , alla cappella dei 
Saluatore. indulg. all' Annuntiata fuori,& 
a s.Pietroin Vincoli. 

7 Fefta alle chiefe Carmelitane per s. 
Alberto conf. dell' Ordine loro . indulg. 
come di fopra,con s.Maria Trafpontina. 

8 Indulg. all'Annunriata fuori, e s.Pie- 
troin Vincoli. 

io Fefta alle otto chiefe di s. Lorenzo 
snart. indulg.a s. Lorenzo fuori, & in-» 



V 




■ 



■■ 



& Indulgenze. 185 

11 Feftaaliachiefadis. Sufannaverg. 

e mart.indulg.a s. Lorenzo fuori. 

iz Fefta alle cbiefe di s.Chiara, e di s. 

A polIonia>per s.Chiara. indulg. alla ftef- 

fa chiefa , & a tutte l'altre dell'Ordino 

Frahcefcano . 

14 Fefta alla chiefa di s. Eufebio pre- 
ce, e mart. 

15 Fefta alle chiefe di s. Maria in Via 
lata, nell'Auentino, Liberatrice, in Portr- 
co,Torre,Cófolatione,e Refugio. indulg. 
as.Maria Maggiore, Via lata, popolo, del- 
la Ritonda,fopra Minerua,in POrtico,deI- 
l'Hbrto, Loreto, e Refugio,Trinitàdi pon- 
te Sifto> s.Paolo fuori militando i fette al? 
tari» s.Lorènzo fuori, e s.Bafilio, 

16 Fefta alla chiefa di s. Rocco, & alle 
Domenicane , per s. Giacinto conf. dell' 
Ordine loro, indulg. alla Trinità di pon- 
te Sifto, a s. Maria in portico , es.Loren» 
20 fuori delle mura. 

17 Indulg. comedifopra. 

■ 18 Fefta alla chiefa dis.Helena madre 
-di Goftantino.indulgaila Trinità di pon- 
te Sifto,& a s.Maria in portico . 

i 9 Fefta alle chiefe dell'Ordine Fran- 
eefeano, pers.Ludouico vefe. e conf. in- 
dulg. alle dette chiefe , Trinità di ponte 
5iiìo, e s.Maria in portico . 

ao Fefta alle chiefe di s. Bernardo Ab- 
bate, e di s.Maria Scala coeMi oiie eglifo- 
ieua celebrare , e di s. Stefano degli Vn- 
gheri . indulg. a s. Maria Scala cseli . Ti> 

nità 



■ 



k 



8 
1 




18* Catalogo delbfefte, 

nità di ponte Siito , & a s.Maria in por- 
tico, 

ai. e xa Indulg. come di Copra . 

»3 Fefta alle chiefe de' padri Seruiti 
perlil B. Filippo Fiorentino inftauratore 
dell'Ordine loro, & a s.Maria Maggiore, 
per la traslatione de'ss.Simplieio, Faufti- 
no,e Beatrice da Porto a Roma . 

X5 Fefta alle tre chiefe di s. Bartolo- 
meo Apoftolo , & alle due di s. Luigi, in- 
dulg. a S.Bartolomeo in Ifola , z'ss. Apo- 
ftoli,a s.Luigi de'Francefi,e s.PaoIo fuori. 

%6 Fefta alla chiefa di s. Bartolomeo 
En s.Mahuto,pers. Aleffandro mart.indul- 
genza a S.Bartolomeo in Ifola . 

%j Indulg. come di fopra. 

z£ Fefta alla chiefa di s.Agoftfno , & 
-air alrre dell'Ordine fuo. indulg. a s.Ago- 
ftino>s.Maria del PopoIo,e della pace,& 
a S.Bartolomeo in Ifola . 

*9 Fefta alle chiefe di s.Gio.Battifta-r 
Decollato , e di s» Sabina mart. indulg. a 
s. Gio. Battifta Decollato, a s.Maria del 
popolo, a s.Silueftro in Campo Marzo,& 
a s.Bartolomeo in ifola . 

30 Indulg. a s Maria del popolo, e». 
Bartolomeo in Ifola. 

31 Indulg. come di fopra» 

SETTEMBRE. 






A 



Di 1 . fefta alla chiefa di s. Egidio 
Abbate, & a S.Lorenzo in Damafo 

per 



V 




& Indulgenze* i$7 

per la cofacratione . indulg.come fopra. 
2. 3. e 4. HicTulgeìiza come di fopra . 

8 Fetta alle ehiefe di s.Maria Schola_* 
Greca , d'Araceli , del Popolo » dell' A ni-* 
ma, Confola cione, delle Gratie, in Cam- 
pitelli, Vallicella, in Via,Monterone, Im- 
peratrice,del So/e, Monticelli « dell'Hor- 
to,diLoreto,in Publicoli,deltPozzo,& al- 
J'Orfo . Di più a s.Luigi de' Francefi, per 
eflere fiata prima chicfa della Vergine,& 
alla chiefa di s. Adriano mart. perii fu© 
giorno . indulg. a s. Maria Maggiore , del 
popolo, Ritonda , in Via, fopra Minerua, 
dell'Anima, di Loreto, e dell Horto, Tri- 
nità a Ponte Sifto.s. Paolo fuori, s.Biagio 
della Panetta,e s.Bafilio . 

9 Indulg alla Trinità di ponte Sifto,e 
s.Maria di Loreto . 

10 Fetta alle chiefe de' Frati Eremita»' 
ni, per s. Nicolò dì Tolentino. indulg.as. 1 
Agoftino, Trinità di ponte Sifto , è s.Ma- 
ria di Loreto . 

11 Indulg alla Trinità di ponte SiftoY 
& a sfarla di Loreto. 

ix. e 13. Indulg. come di fopra. 

14 Fetta alle due chiefe di s.Croce,& 
all'Oratorio del CrocemTo, & a s. Pietro 
in Vaticano per s. Gio. Grifoftomo . in- 
dulg. a s 'Croce in Gerufalemme, s. Ma- 
ria de g! Angeli alle Therme, Vallicella,di 
Loreto S.Marcello, s,Sihieftro a mont«-# 
Cauallo, s. Agata di Trafteue re, Trinità di 
ponte Sitto,es.Saluatorein Campo. 

1$ In- 



I 






I. InwP 







1 8 8 Catalogò deìlefefte, 

15 Indulg.alla Trinità di ponte Sifto,e 
s.Maria di Loreto. 

16 Fella alle chiefe di s. Eufemia , e s. 
Lucia in Sìlice , per s. Lucia matrona Ro- 
mana^ cui fu prima dedicata . 

17 Fefta alle chiefe dell'Ordine Fran- 
cefcano,perle facre Stimmate del Serafi- 
co s.Fràcefco, e de'ss. Quaranta alliMaf- 
fei,perla Compagnia delie Stimmate. 

ao Fefta alla chiefa di s.Euftachio mar 
tìre,con l'offerta del Popolo Romano. 

xi Fefta alla chiefa di s. Matteo . In- 
dulg. a detta chiefa, ss.Apoftolì, e s. Pao- 
lo fuori . 

13 Fella alla chiefa di s. Tecla verg. e 

mare. 

x6 Fefta alla chiefa di s. Lorenzo ìcu» 
panifperna per la confacrationet 

*7 Fefta, Se indulg. alle tre chiefe de ' 
ss.Ccfmo,e Damiano mart.& a quelle di 
s.Gio. Batti.fta in ftrada Giulia , e della-* 

pigna . . 

29 Fefta alle chiefe di s. Angelo , & in 
Saflia detto s. Michele, e del Torrione al- 
le Fornaci , e di s. Euftachio per la Com- 
pagnia de i procuratori, e di s. Giuliano 
a monte Giordano , che prima fi diceua 
«.Angelo. induIg.ass.Cofmo,e Damiano 

Sn Campo Vaccino. 

30 Fefta alle tre chiefe di s. Girolamo 
Dottore di s.Chiefa. indulg.a s. Maria de 
gli Angeli alle Therme, & a'ss.Cofmo ,e 
Damiano in Campo Vaccino. 

OT- 




^ 



& Indulgenze. 

OTTOBRE. 



18* 



A Dl *• F cfta alla chiefa del Giesù, 
JL V per il B.Francefco Borgia. induJg. a 

ci'no i C Damiano ÌQ Campo Vac- 

" e d j/r fta 3,Ie due chiefe di s-^ancefco, 
J ai : r ni . Euafl gelifta della Cate- 
na, ber s. Petronio vcfcouo di Bologna 

2 ' S; a,,c chi f. fe d / iro ^"^7anTr ca : 

KeVfn ■ u Pf>ClJa ddJa Co ^éttione a s. 
Pro ni vaticano, a s.Gio.Euangelifta^ 

s.Tere F fa aaa,leCh,efede ' Carmdit ^ i Per 

d-c e rr^fin Ì per * Bruno datore 

tò ' e dl S,Maria del,a Pace 'Per 
Wacratione . indulg. a sharia della 

co 7 J?*?a* Chiefa de ' ss -Sergio,e Bac- 
thrzrV'; nano ', per ,a memoria d'vn' 

8 F^ a n IC,n K adedicaCaadetti Sàti. 
cefi », ^ aJia r ch,efa di s. Luigi de' Fran- 
ceinper la confacratione . 

9 Fefta alla detta chiefa per s. Dioni- 
gi e compagni martiri, mandati in Fran- 
«a a dagli Apoftoli a couertir quel Regno. 

11 Feita,&indulg.alle chiefe dell'Or- 
be Francefcano , per fette lor martiri , 

D «a*IIe,SamuelIe,An fi elo,DoAino, Leo- - 

ne, 




Si 



4* 



I J 










190 Catalogo delle fe/ie 9 

n e,Nicolo,&Vgolino 

14 Fefta alla chiefa di s.Calhfto Papa, 

e martire . . à 

1 8 Fcfta alla chiefa di s.Luca in s.Mar- 
tina , & all'Oratorio fuo in s. Maria di 

Via lata. t . ■ - . . . . 

n Fefta alla chiefa di s.OrfoIa.mdulg, 

a s.Maria della Pietà. 
»< Fefta alla chiefa de' ss. Cnfpino , • 

Criipiniano. 

18 Fefta alla chiefa de* ss. Simone, e 

Giuda Apoftoli. indulg. a ss. Apoftoli,» 
S.Lorenzo in Damafo,e s.Paolo fuori.. 

NO VEMBRE. 

Api 1. Fefta alla chiela di s. Maria-» 
della Ritonda, & a quella di s. Ce- 
fareo. indulg. alle chiefe di s.Mana della 

Ritonda,e fopra Minerua,s.Paolo fuori, s, 
Biagio della Panetta, e s.Bafilto. 

» Fefta alla chiefa di s. Gregorio ali 
Arco di Coftantino , con l' indulg. e Ois. 
Maria deU'Oratione,e s.Biagio fudetto 

3 indulg a s. Gregorio, & a $. Biagio 

f0P 4 a Fefta alle chiefe di S.Carlo, indulg. 
come dì fopra. 

< Indulg. come di fopra. 

6 Fefta alla chiefa di s.Leonardo . in- 
dulg. come di fopra . 

7 mdulg. come di fopra . 

8 Fefta alle chiefe de' «.Quattro,* a 



£• Indulgenze. 101 

s. Maria d'Araceli, con l'offerta del Popo^ 
lo Romano, indulg. come di fopra. 

y Fefta alia chieia di s.Gio. Lacerano» 
per la confacratione , & a quefte alerei 
chiefe del Saluatore, in GampojCopelle, 
predo «.Luigi* alle Botteghe feure , dell* 
Corte, Primicero, di Suburra, a piazza-* 
Giudea, delle tre lmagini , a ponte s.Ma- 
ria, e Torre de'Conti,- più alla chiefa di s. 
Teodoro mare, indulg. a s. Gio. Lacera- 
no , s. Saluatore Primicero , s. Gregorio 
all' Arco di Coltantino, e s. Biagio della 
Panetta. , 

io Feda alla chiefa di s. Trifone marr. 

1 1 Feda alle due chiefe di s. Martino, 
& a s. Rocco . indulg. a s. Paolo fuori del- 
le mure . 

1 2 Fefta , & indulg. alle chiefe dell* 
Ordine Francefcano , edis. Giacomo in 
Nauona,per s. Diego Francefcano Spa- 
gnuolo . 

13 Fefta alla chiefa di s. Huomobuo- 
no. indulg. a s.Maiia d Araceli . 

15 Fefta alia chiefa di s. Bartolomeo 
in s.Mahuto. per il giorno di detto s.Mx* 
fiuto, indulg. come di fopra. 

17 Fefta alla chiefa di s. Maria degli 
Angeli alle Therme , pers.Vgone \efco- 
uo Certofino. indulg.come di fopra. 

18 Fefta alle chiefe de' ss.Apoftoli , s. 
Pietro in Vaticano, s. Paolo fuori, s. Ca- 
terina de'Funari,per le loro cófacrationi. 
indulg.alle dette chiefe > & in Araceli « 

19 Fé- 







lì 








Catalogo dette fefte, 

19 Fffta , tk indulg. alle chiefe Fran- 
cefcane, per s.Elifabetta Regina del terz* 
Ordine . 

io Fefta alla chiefa di s.Edmoodo 
mart.Rè d'Inghilterra. 

^l Fefta alla chiefa di s. Maria della-* 
purità, indulg. a s. Maria del Popojo , fo- 
pra Minerua, di Loreto , e delI'Horto , e 
s.Bafìlio. 

zi refta alle due chìefe di s. Cecilia. 

23 Fefta alla chiefa di s. Clemente-» 
papa,e mart. 

14 Fefta alla chiefa di s.Grifogono 

mart. . 

a 5 Fefta, & indulg. alle tre chìefe di s. 
Caterina verg. e mart. 8c a s.Maria della 
pista, a cui fu prima dedicata . 

x6 Fefta, & indulg. alla chiefa di s. Ste- 
fano del Cacco , per s. Silueftro d'Ofimo 
fondatore di quell'Ordine. 

30 Fefta alle noue chiefe di s. Andrea 
Apofto!o,& a s. Angelo in Pefcaria.pcr la 
Compagnia de'Pefciuendolk indulg. a s. 
Andrea di Ponte molle, a s.Maria delia-* 
Pace, s. Paolo fuoriis Caterina decimar?. 

DECE MBRE. 

ADÌ 1. Fefta alla chiefa di s.SaIuato- 
re de-lle Copelle, per s. Eligio vefe. j 
econf. Auuocato della Compagnia de 

Sellali . 

z refta alla chiefa di s. Bibiana verg. 

e mart. 






% 



? 



& Indulgenze • i9$ 

è mart.cV alla chiefa del Giesù,per il feli- 
ce tràiito di s.Fràcefco Xauerio.& induig. 

4 tetta, Se indili^, alla ciucia dis. ar- 
bara verg.e mart. & a s. Maia Trafpon- 
tina,per la Compagnia de' Bombardieri . 

5 Fefta alla chteia dì s. Saba Abbate . 
induig. alla frcfTa chiela,& a s. Barbara » 

6 pefta alle fette chieic di s Nicolò 
vefe. e conf. & a s. Lorenzo" in Damafo , 
per la Compagnia de mercanti Fiamen- 
ghi . induig. a s.Tomafo in Parione, & a 
s. Barbara . 

7 Fefta alle due chiefe di s.Ambrogio 
vefee Dott.di S.Chiefa,& a s. Lucia delle 
Botteghe (cure, perla Compagnia de' 
mercanti della lana, induig. a s. Barbara. 

8 Fefta alle chiefe di s. Maria del Po- 
polo, con l'offerta del Popolo Romano , 
Grotta pinta, lo Triuio» Nuoua , Campo 
Marzoi Campo Santo, Campo Carleo , 
s.Croce di monte Citorio s. Lorenzo in 
Damafo, s.Biagio de' Cacaberi , e s. Ber* 
Bardino . induig. a s.Maria d'Araceli, del 
Popolo, fopra Minerua, Ritenda , in Tri- 
lùo, Campo Carko,deJi'Horro, e Lore- 
to, s.Lorenzo in Damalo, Trinità di pon- 
te Sifto , alla Cappella della Conccttio- 
ne di s.Pietro in Vaticano, s. Paolo fuori» 
s.Bafilio, e s. Barbara . 

9 Fefta alla chiefa dis. Maria Nuoua , 
per la confacratione dell'altare , e trafla- 
tjone de i corpi Santi . induig. alla Trini. 
tà di Ponte Sifto, Araceli, e s.Barbara. 



i: 



1 



io. 





I Vc"*^ 1 



I 



j4 Catalogo delle feftej 



io.ii.& ii- indulg.alle dette chiefe. 1 ^ 

1 3 f efta alle quattro chiefe di s. Lucia 
verg. e mart. Siracufana . indulg. as. Lu« 
eia a Ila chiauica , Trinità di ponte Sifto > 
s. Maria d'Araceli. 

14 Indulg. alla Trinità di ponte Sifto , 
e s. Maria d'Araceli. 

1 5 Indulg. come di fopra. 

17 Fefta alla chiefa di s.Lazaro rifufei- 
tato da Chrifto,e vefe. di inarfilia . 

zi Fefta alle tre chiefe di s. Tomafo 
Apoftolo, & alfuo Oratorio in s.Gio.La- 
terano. indulg. a ss.Apoftoli , & a s. Pao- 
lo fuori delle mura . 

25 Fefta alla chiefa di s. Anaftafia-». 
indulg. alla Trinità de'Monti,& a s.Maria 
Maggiore, del Popolo,degli Angeli alle-» 
Therme,deH'Oratione,del Pianto, s.Pao- 
lo fuori,s.Chiara,s. Maria Egittiaca, e le-» 
Stationi fin'all'Innocenti. 

%6 Fefta,& indulg.alle chiefe di s.Ste- 
fano protomartire , & as. Lorenzo fuori 
delle mura. 

27 Fefta alle cinque chiefe di s. Gio. 
Euangelifta,con quella del Laterano . in- 
dulg. a ss.Apoftoli , s.Paolo fuori , s. To- 
mafo in Parione, e s.Lorenzo fuori. 

28 Indulg. a s. Maria della Pietà in_* 
piazza Co lonna, e s.Lorenzo fuori . 

29 Fefta,& indulg.alla chh fa di s To- 
mafo martire,e vefcouo Cantuarienfe,& 
a s.Lorenzo fuori. 

jo Indulg. a sXorenzo fuori . 

31 FC- 



V 




V 



& Indulgenze . 19 j 

%t pefta alle tre chiefe di j. Silueftro . 
t)i più a s. Mattino de'Monti, &a s.Maria 
Liberatrice, & a s.Dorotea , & a s.Salua- 
tore nelLaterano. indulg. a s. Silueftro in 
Campo Marzo, s.Martino de' Monti , e s . 
Lorenzo fuori . 

Oltre di quefte Indulgenze de'varij 
giorni, ci fono alcune chiefe,che l'hanno 
ognidì» acciò quando ci mancaffero in 
alcuni giorni dell'anno, ci potiamo ferui- 
re di quefte, e fempre tenere l'anime no- 
ftre libere non folo dalla colpa mortale 
con la contritione, e fantifsimi Sacra- 
menti , ma dalle pene ancora : e fono le 
feguenti. Prima, s.Pietro in Vaticano, 
Seconda, s. Paolo fuori . Terza , s. Gio. 
Laterano . Quarta, s.Maria Maggiore-» . 
Quinta , s. Croce in Gerufalemme alla»» 
Cappella dis.Helena . Sefta, s. Lorenzo 
fuori delle mura . Settima, s. Sebaftiano 
fuori. Ottaua ,$. Saluatore nel Latera- 
no. Nona, s.Gio.Battifta in Fonte . De- 
cima^. Girolamo della Carità . Vndeci- 
ma, al Saluatore in s.Lui£Ì . 




1 % 



Dfg* 




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J 



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i*4 

Delle Fefie Mobili , <&• Indul- 
genze loro , 

DO nenica innanzi s. Antonio, feda 
alla chiefa di s. Miria del pianto, 
che in tal di ece il primo miracolo, & a 
s Giuliano preflb monte Giordano pei la 
fu a fefta . 

Domenici vltima di Gennaro, indulg. 
a s.C ro i GerulaJerame , e s. Marii-j 
degli Angeli a 1 !? Therme . oel qualgior* 
no fu n jrouaco il Titolo della Santa-» 
Croce . 

Domenica i.di Quadragefima.indulg. 
alla Trinità de'Monti . 




Primo Lunedi di Quadragt fefla ali 
chiefa di s. Gio. delia ;>igna , leggendoli 
nell'Euangelio : In carcere eram, & veni' 
His ni m ,a propofito per il fine di quel- 
la Compagnia . 

Secondo Lunedì di Qjiadrag.feftaalla 
chiefa de'ss.Pietro,e Marcellino per la-* 
confacratione. 

Da meza Quadrag. fin' all' Ottaua di 
pafqua. indulg alia Trinità de'Monti, s. 
Maria del popolo,pace, e del piantoni- 
le quali chiefe ftanno feoperte l'Imagiai 
della vergine . 

Venerdì dopo la terza Domenica di 
Quadrag. fefta,& indulg. alla chiefa di 5. 
Maria in Via,per quel pozzo benedetto, 
con vna pietra di quello , fopra di cui fe- 
deli* 



/ 



Velie /e/te Mobili . I97 

deua Chrifto , parlando con la Samari- 
tana-» . 

Domenica quarta di Quadrag. indulg. 
a s.Onofrio, &: a s. Ago/lino, e quella s'e- 
ftende fin'aU'ottaua di pafqua . 

Venerdì dopo la detta Domenica » fe- 
tta aHa chiefa di s.Bibiana , per la confa* 
cratione . 

Domenica di pafiione ,fefte alla chie- 
fa di s. Maria Monterone » per la confa* 
cratione. indulg, a s. Pietro MontGrio, fin* 
alPottaua di Pafqua, nel luogo dou egli 
fu crocefìffo . 

Li venerdì di Marzo . indulg. a s.Mar- 
cello . 

Li venerdì di Quadrag, indulg.alla Tri* 
jiità di Ponte Silto . 

Li venerdì dell'anno continui, indulg* 
alla Trinità de' Monti, a s. Croce in Ge- 
rufalemme , & a s. Maria degli Angeli al- 
le Therme . 

Sabba to Tanto indulg.a s. Maria in vh. 
Li Sabbati di Quadrag. indulg.a «.Ma- 
ria della pace. 

Tutti li Sabbati dell'anno » indulg. a il 
Maria del Popolo . 

Domenica di Pafqua , fefta alla chiefa 
di s.Giacomo in Nauona, perla Compa- 
gnia della Rifurrettione di N.Sig. indulg. 
alla Trinità de'Monti , Santiflìmo Sacra- 
mento a monte Cauallo,$.Maria del Po- 
polo,della pace, in Via, e del Pianto , a s. 
Pietro Mon torio nella cappella doue fui 

1 3 ero, 




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!%. 



198 Delle fe/ie Mobili . 
crocefiffo , & a s . Agoftino . 

Lunedi, fefta alla chiefa di s. Lorenzo 
in Borgo , per la Compagnia degli Hofti 
di Borgo, indulg. alle dette chiefe, lena- 
do però quella del Santiflimo Sacramen- 
to^ mettendo quella di s. Onofrio . 

Marredì,indulg. alle fudette chiefe , Ie- 
llata quella di s. Onofrio , e fegaitano 
quelle delle correnti Stationi . 

Ottauadi Pafqua, fefta, & indulg.'alla 
chiefa di s. Margherita , per la confacra- 
tione. Indulg. a quella chiefa, & alle fu- 
dette . 

Seconda Domenica dopo Pafqua,fefta 
oc indulg. alla chiefa di s. Maria Copra mi- 
uerua,perlaconfacratione . 

Terza Domenica,fefta alla chiefa di s. 
Euftachio,per la confacratione . 

Vigilia dell'Afcenfione, fefta allachie» 
fa di s. Maria Maggiore, per la traslatione 
di s.GiroIamo da Betlemme a Roma iiu* 
vn tal dì, che fu alli 9. di Maggio. 

Afcenfione di Chrifto . fefta alla chie- 
fa dell Alceniìoiie. indulg.alla Trinità de' 
Monti. 

Domenica frài'ottaua dell'Afcenfio- 
ne. indulg. a s. Maria della Ritonda, e fo- 
pra Minerua . 

Vigilia della Pentecofte, indulg. a fan 
Gio. JLaterano. 

Domenica di Pentecofte, fefta alle tre 
chiefe dello Spirito fanto, & as.Bartolo- 
meo in s.Mahuto , per l'Oratione delle—' 

Qua* 






é 



De Zìe fifte Mobili • 199 
Quarant'hore . indulg. alla Trinità de' 
Monti, s. Spirito in Saflìa,es.Mahuto. 

Lunedì)indulg.a s.Pietro in Vincoli , de 
alle dette chiefe, e s.Maria Trafpontina. 

Martedi,fefta alla chiefa di s. Maria di 
Coftantinopo4i,giorno fuo feftìuo . 

Domenica della fantilfima Trinità. Fé- 
fta alle due chiefe della Santìflìma Trini- 
tà, Scas.Tomafo Cantuarienfe. indulg.a 
«.Spirito in Saffia,e s.Matteo. 

Giouedì del Santifiìmo Sacramento. 
Fefta alle chiefe a lui dedicate. 

Domenica dopo la Croce di Maggio . 
Fefta alla chiefe dis. Catarina di Bagna- 
napoli, Oc a tutte le chiefe Domenicane , 
indulg. alle dette chiefe,cV, a s.Maria An- 
nuntiata fuori,s.Sifto, s.Lorenzo, s. Seba- 
stiano, ambidue fuori . 

Seconda Domenica di Maggio. Fefta 
alla chiefa di s. Caterina in ftrada Giulia , 
per la Compagnia della Natione Senefe, 
& a S.Apollonia per la confacratione.^ . 
indulg. alla detta chiefa di s. Caterina, &: 
all'altre della prima Domenica, leuata t' 
Annuntiata fuori,e chiefe Domenicane. 

Terza,e quarta Domenica, indulg. a s. 
Sifto,e s.Sebaftiano fuori . 

Domenica dopo la Nutiuità della Ma- 
donna . i-efta alla chiefa dis. Maria della 
Quercia, giorno fuofeftiuo . 

Tempora di Settembre . indulg folite 
delle Stationi. 

, Domen,tea prima d'Ottobre, fefta alla 

l 4 chie- 






■■-Jé* ■ 



i e o 2) e Ile fefte Mobili 

chic fa di s. Maria (opraMinerua , per!a_» 
Compagnia del Rofsrio, fecondo 1 ordi- 
ne di Pio V. fé bene il Martirologio me- 
te quella fetta alli 7.dOttobrej& a s. Ma- 
lia dcll'Horto per la confacratione . in- 
du!g. alle dette duechiefe . 

Domenica dopo s.Califto , fefta alla»» 
chiefa di s, Ma ria diTrafteutre,per laco- 
facratione. indulg. alla ile Ma chiefa. 

Domenica innanzi fAiuento, fefta al- 
la chiefa del Giesù.e s. Maria deirAnima, 
per ie confacrationi loro, indulg. al Gie- 
sù,con l'offerta del Popolo Romano. 

Domeniche dell'Auuento, indulg. foli- 
te celie Stationi . 

Ogni prima Domenica delmefe,in» 
dulg. a s. Maria fopra Minerua . 

Ogni feconda Domenica del mefe > in- 
dulg, a ss. A portoli. 







G&A 1 * 



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GRANDEZZE 



iOI 






DELL'IMPERIO 

ROMANO 

Cauate da Giulio Lipfio , 
e da altri Autori. 

Raccolta 

DAL SIG. OTTAVIO 
Tronfareili . 

•«&£*?*• 

FRA' tutti gl'Imperi^ che Iddio 
dalla creatione del Mondo fin' 
hora ha concedi a gli huomini, 
il maggior' è flato l'Imperio Ro- 
mano . E quello apparifee chiaramente 
da i Confini, dalle Militie, e dalle Virtù 
fegnalate, che in tal'Imperiolì ritrouano. 
Ogni,vno sa quelle parole, Roma Ca- 
po, Compendile Miracolo del Mondo: 
Fortezza di tutte le Nationi: Lume delle 
Genti : a cui (come difle Martiale ) non è 
cofa fimile, né feconda . Ammianochia- 
molla Stanza dell'Imperio , e di tutte le 
virtù. Properzio dine, che la Naturai 
haueua pofto dentro le Muraglie di Ro- 
ma tutto quello, che di buono , e di bel- 

1 i lo 









w 



201 Grandézze 

lo era fparfo per tutto il Mondo . Tito 
Liuio anch'egli riferifce , che non fu mai 
Republica, ne più grande, ne più fanta , 
né di più buoni efTempi,quanto la Repu- 
blica Romana . 

Grandifiìma benignità di Dio fi fcorge 
verfo quefta Città : poiché con toglierle 
le Legioni , le ha date le leggi,- e con le- 
uarle i Prencipl profani , le ha conceduti 
i facri , li quali fono foflegni , e legami , 
che foftengono tutte le parti di quefto 
mal'vnito edificio della Republica Chri- 
ftiana, che fono li Sommi Pontefici . Et 
in tal maniera ha fatto di nuouo , che^> 
Roma fia ornamento , ficurezza , e capo 
del Mondo . E fé bene non vi ha queir 
antico Senato,ve n'è vn'altro di Eminen- 
tifiìmi Padri Purpurati, di vita,di pruden- 
za^ di fantità mirabili , li quali (fé tor- 
nale Cinea ) non dubiteria di paragona- 
re con li Rè, come paragonò quegli anti- 
chi Senatori. Non mancano Ambafce- 
rie di tutte le Nationi del Mondo ; li Ré, 
Oc Imperatori fanno riuerenza, e s'inchi- 
nano a quefta Citta, la quale, fé bene non 
e più grande, né più ornata, come già el- 
la fu, è però migliore, e più fanta . 

Quali furono li confini > e termini 
dell' Imperio Romano . 



D 



A Oriente era confine il fiume Eu- 
frate nella Siria . Da mezo giorno 

le 



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\t$ 



Deli' Imperio %gm. 2©| 
le Cataraffe del Nilo, il quale cade da' 
Monti della Luna j altrimente detti Ar- 
gentari, vicino al monte Atlante , Da—» 
Occidente il gran Mare Oceano . Da— » 
Settentrione il fiume Danubio, Se il Rhe- 
no . Il Danubio, paffando per la Germa- 
nia, 8c Vngheria, entra nel Mare Euffinoj 
& H Rheno, paflando per la Belgia,entra 
nel Mare Oceano . 

A tempo poi di Traiano Imperadore, 
ne' quali anni fu la maggior grandezza-* 
dell'Impèrio Romano , verfo l'Oriente fi 
ftefe di là dall' Eufrate fino al fiume Ti- 
gre. Da mezo giorno fi ftefe infino al ma- 
re Oceano Indico :e da Settentrione pai- 
so di molto il Danubio . 

Ma Adriano fucceffore di Traiano,per 
ìnuidia (come fcriue Sefto Rufo ) ritornò 
l'Imperio , e'1 reftrinfe all'Eufrate , come 
prima;donando a'Perfi le Prouincie con- 
quistiate da Traiano . 

Il numero delle Prouincie, che fi con- 
teneuano nell'Imperio Romano, erano 

Nell'Afta, Colchide, Hiberia, Albania> 
Ponto, Bosforo, Gappadocia,Galatia, Bi- 
tinia,Armenia,Siria,Arabia,PaIeftina, Cì- 
licia , Panfilia , Lidia , e tutta l'Alia mi- 
nore^ . 

Nell'Africa^EgittoJa Cirenaica, Mar- 
marica, Getulia,la Libia, la Numidìa , la 
Mauritania , & alcune altre minóri Pro- 
uincie incognite . 

NeirEuropa>ritalia,la Spagna,la Fran- 

I é eia» 














*©4 Grandezze 

eia, li Popoli dell'Alpi, la Rhetia,il Nori. 
co, l'Illirico, altrimenti Dalmatia, Mace- 
donia, Epiro, Grecia,Tracia, Mefia, altri» 
mente Bulgaria , Dacia , Pannonia , alta- 
mente Vngaria,e le Ifoledel Mare Ocea- 
no, & anco del Mediterraneo . 

7)eJ/e Legioni , & *ArmatL*> 
de Romani . 

LE Legioni, che erano fparfe per tut- 
to l'Imperio Romano nel tempo di 
C efare Augufto,e di Tiberio > erano ven- 
ticinque feome riferifee Tacito, e Dione) 
fenza gli aiuti delie Prouincie , ch'erano 
altrettanti . Auuertendofi , che gli aiuti 
non fi poffono metter per Legioni, le-» 
quali erano di gente Italiana la maggior 
parte . 

Le quali Legioni erano negl'infrafcritti 
luoghi : 

In Spagna n'erano tre , in Francia in- 
torno al Rheno otto, in Africa due , in_* 
Egitto due, & vna in Alexandria, che fu 
aggiunta poi fecondo Strabone . Nella-* 
Siria intorno ali Eufrate quattro . Nella 
Mefia non lontano dal Danubio « due.-» . 
Kell'Vngheria intorno al Danubio,due->: 
In Dalmatia due . 

A! tempo di Traiano Imperadore,qua- 
<Jo l'Imperio Romano fu in fiore , erano 
ftate accrefeiute fette altre Legioni, cioè 
eie da Gladio in Inghilterra,cb'egli iog- 

S io ": 



_ 






■I 



De/Ti mper so Rom. ao| 
giogo all'Imperio > e due da Vefpafiano 
nella Cappadocia : e Traiano Metto n«-a 
accrebbe due nella Dacia ,- fenza nume- 
rar gli aiuti , chemilitauano con le Le- 
gioni , che fecondo il bifogno di effe-* 
crefceuano . 

Le Corti, ouero Cohorti de'Soldati , 
che ftauano in Roma, erano diuife in Pre- 
toriane,Vrbane,e Vigili. 

Le Pretoriane furono ordinate da Ce- 
lare Augufto,e nel fuo tempo furono die- 
ci Corti , & ogni Corte era di mille Sol- 
dati. Al tempo di Vitellio Imp. furono 
Tedici: e s'accrebbero dopo,e mancarono 
fecondo gì' Imperadorl . 

Quelle Corti Pretorie erano de'Nobi- 
li , cauate da Tofcana , dall' Vmbria » dal 
Latio, e dall'antiche Colonie,che perciò 
Ottone Imperadore le chiamò , giouen- 
tù Romana^ come dice Tacito . E gl'Ini- 
peradori, per effer più ficuri, vi aggiunfe- 
ro vna Coree di gente Fiàminga , di quel, 
la parte detta BatauSa , hora Olanda, e 
Frifia . Qual Cohorte Fiamminga era di 
mille Caualli,e di mille Pedonf . 

Di più gl'Imperadori a difefa,e Scurez- 
za loro trouarono vn'altra Corte , detta 
Euocati, che erano quei foidati nonob- 
ligati alla mìlitia,&: erano giouani Roma- 
ni nobili deirordine Equeftre,e confiden- 
ti deirimperadore : la qual Cohorte era 
di mille Giouani; e fu ritrouata da Sergio 
Galba, fecondo Suetonio . 

*e 







*^i 



106 Grandezze 

Le Vrbane a tempo di Cefare Auguft© 
furono tre , e da lui ordinate di mille fo!- 
dati l'vna , come dice Tacito , e tutte di 
gente Italiana: (blamente Vitellio Impe- 
radore ne aggiunte dieci di più , &: Alef- 
iandro Seuero le accrebbe fino al nume- 
ro di fefTanta,come fcriue Herodiano. 

L'offitio , e carico di quefti era , di di- 
fendere la Città : con tarla guardia ai 
Tempij, ai Fori, & in tutta la Città; 
accioche non vi il commettefle alcun-* 
male . 

Le Vigili furono ordinate da Cefare-» 
Augufto al numero di fette , né più creb- 
bero, né mancarono,- e tutte quefte era- 
no di gente Libertina . 

L'offitio, e cura loro era di guardare la 
città da gl'incendij . 

Velie Armate » 

L* Armate erano nel mare quattro , e 
nelli fiumi tre . Nel mare n' erano 
due grandi , chiamate Pretorie per l'ec- 
cellenza loro . Vna ftaua a Rauenna nel 
•mare Adriatico adifenfione dell'Italia-»» 
.dell' Albania , della Macedonia , dell' A- 
chaia,della Grecia, dell'Oriente, &: tfole 
& quei mari . L'altra ftaua al monry 
Mneno fra Baia, & Ifchia, per difender la 
ì-ranciavla Spagna, l'Africa T l'Egitto , la 
Sardegna, e la Sicilia . In eiafeuna erano 
dieci Corti>cioè dieci mila foldati . ta-* 

quel- 



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SD<? /f Imperio Rom* 2 07 
queJla di Rauenna erano dugento ein« 
quanta Galere, come dice Dione . 

Le due minori Armate, vna ftaua vici-* 
no a Marfilia,in Francia,e J'aitra nei Por- 
to vicino a Coftantinopoli,&in ciafcuna 
di effe erano tre mila foldati . Tutte le_^ 
iudette Armate furono inftituite, & ordi- 
nate da Cefar' Augufto . 

Le tre Armate di fiumi, l'vna era nei 
Rheno , l'altra nel Danubio , e la terza_j 
nell'Eufrate . 

In tutte lefudette Armate di mare , e 
di fiumi vi erano cento mila foldati 3 che ' 
cosi raccoglie Lipfio da Ariftide Scritto* 
re Greco , 

Il qual' Ariftide raflbmigJia l'Imperio 
Romano ad vna Città,le cui foffe fono i 
fiumiile Terre baftioni,- e le muraglie non 
di pietrine diloto,ma di rilucente ferro 
di tante Legioni di foldati . 

Le quali Legioni conteneuano il nu- 
mero di dugento cinquanta milia perfo. 
ne, e di più cento mila dentro la città di 
Roma. 

Vegetio Greco, cheviffe al tempo di 

Xn! n K?-r* no h Weradore, parlando 
delle Mihtie Romane,diffe , che arriuaro. 
no al numero di feicento quarant-acin. 
que mila foldati,- e che quello numero 
era tempre mantenuto in arme per dife- 
la dell'Imperio. Né quefto deue parere 
a noi marauiglia ; poiché l'Italia fola alla 
venuta di Annibale Carthagineie , armò 

Ce- 



— . .-■ 




»\ 




10$ Grandezzt 

( fecondo Polibio) fettecento mil a fanti, 

efettauta mila caualli. 



Delle Colonie • 

NOn folo l'Imperio Romano era àl- 
ido negli eftreini,e confini, ma an- 
cora nel mezo; e quello con le Colonie, 
così dette dal coltiuare i Campi. Cia- 
feunadi loro era vnapicciola Roma-»» 
perche proportionalmente vi erano tut- 
ti IiMagiftrati, e luoghi public;, come 
in Roma. 

In quelle Colonie erano mandati fal- 
dati licentiati dalla militia , detti Euoca- 
ti, ò Emeriti, accioche godettero i premi 
delle Ior fatiche. Così fece Lucio Siila, 
e Giulio Cefare , che distribuirono in_» 
dette Colonie le Legioni, delle quali fi 
frano fer ui ti . Furono prima ritrouate-» 
da Romulo, e fauiamente da lui , e ritro. 
uaronfì a varij fini . Primo, perche fi al- 
leggenffe la Città di gente fuperflua . Se- 
condo, per l'vtilità, accioche tanto più li 
paeiì fi ncque ntaflero , che da effe nac- 
que la populacionedi Germania, come 
auanti che vi enrrafleroi Romani, era-» 
piena di /cine, e di luoghi delerti,comt-> 
dice Tacito . Terzo, per difefa deili Sud- 
diti, e per mantenere in officio i Paefit 
In Italia ìuiono centocinquanta Colo- 
nte>in Africa intorno a ieflanta,in Spagiw 

da 



^m 



Dell'Imperio Rom . 20^ 

da trenta in circa,in Francia pur da tren-, 
ta in circa . > 

Età proportione fi può difcorfer«-# 
nell'altre parti dell'Imperio , non facen» 
don* appretto gli Scrittori calculo alcuno 
fermo,e ftabile . 

*Delln moltitudine de' Romani* 

LA f ragione,per la quale crefcefTero in 
tanto gran numero li Romani , per 
mantener tante Legioni, e Colonie. ,tuJl 
fauio configlio di Romulo.dando ja Cit^ 
tadinanza a i Popoli vinti, come eiìo fece 
coSabini; facendo poi ilmedefuuo con 
altri,&il Senato, e gi Imperadori. ERo- 
mulo fi morie a quello , accioche \ vinti 
tolleraflero meglio il giogo, e la feruitù . 
Onde Cornelio Tacito introduce Clau- 
dio Imperadore > che loda grandemente 
quello fatto . E per tal cagione non fi 
fentirono ribellioni di Prouincie sì fre- 
quenti in quell'imperio : il che non au? 
uienea'tempinoitri. 

Crebbe ancora la moltitudine de' Ro- 
mani con date la libertà,e cittadinanza—» 
ai feruii il che fu ritrouato da Seruio 
Tullio, e fé bene nel principio difpiacque 
alla Nobiltà Romana » come fé venifle a 
contaminarvi da quella feccia d'huomini» 
tuttauia fi vide poi l' vtile grande, che nf 
fucceffe . 

Lì primij'chehaueiTero la cittadinanza 

di 



Jtf ìio Grandezze 

ài Roma,furono li Popoli del Latio, della 

Tofcana, e dell 1 Vmbria . 

Claudio linperadore fu il primo , che 
diede la cittadinanza a gente fuori d'Ita- 
Wa,come dice Tacito . Altri dicono , che 
(offe Cefare Augiiilo il primo,che facefle 
fcriuer nella militia Romana i popoli fuo- 
ri d'Italia ,- accioche le Proumcie fi difar- 
maflero, con pigliarli appretto di fé li mi- 
gliori Soldati) che vi erano, mantenendo- 
gli così meglio in offitio . £ quei Soldati, 
che erano leuati di vna Prouincia, fi riaf- 
fermano in altra affai lontana, accioche-» 
ftando in paefe d'altri,non potettero ten- 
tar cofe nuoue; e folo nelle guerre fi fer. 
uiuano di tali Soldati: talché ( come dice 
Tacito ) le Prouincie fi vinceuano.e con- 
quiltauano col fangue delle Prouincie-^. 
Onde Giuftino hiftorico loda Filippo pa- 
dre d' AlefTandro di aftutia.per hauer tro- 
vato queftomododi traslatarei Popoli 
da vn paefe all'altro . Il medemo ftile^/ 
tenne Antipatro fuccefTore d'Aleffandro 
con li Popoli della Grecia ; e Tigrane Rè 
dell'Armenia vinto da Pompeo pur fece 
rifletto con li Popoli della Cilicia, e della 
Cappadocia, li quali effo trasferi nell'Ar- 
menia^ nella Me iopotamia, e molti altri 
dopo hanno feguito il medefmo ftile. 

La prima deferittione fatta in Roma-» 
daSeruio Tullio Rél'anno 179. dall'edi- 
ficatione della Città , fu di fettantaquat- 
tre mila Cittadini Rombai . 

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tal 



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Dell'Imperio Rom. 211 

Vn'altra nei 139 pur dalTedifìcatione 
fudetta poco auanti la guerra Marfica , fu 
di quattrocento mila Cittadini . 

Vn' altra feguita Tanno 414. da detta 
edificatione , fu didugento mila Citta- 
dini. 

L'altra nell'anno 641. , quando Lucili- 
lo vinfe Mitridate ,fù dinouecento dieci 
mila Cittadini . Le dette cittadinanze— r 
furono di gente Italiana ,■ ma poi al tem- 
po di Ottauio Augufto furono quattro 
milioni, e cento feffantatre mila pur di 
gente Italiana. E a tempo di Claudio Im- 
peradore,che fuori d'Italia diede la citta- 
dinanza, come fi è detto,furono numera- 
ti fei milioni, e nouecento feffantaquat- 
tromila Cittadini. 

Delle Gabelle dell'Imperio 
Romano . 

LE Gabelle erano diftinte in tributi , 
ò vettigalijin decime, in quinte, in 
fcritture , inportorij, 8c in captioni, oue* 
cl p ro tefte . 
0k I tributi, e vettigali furono Gabelle af- 
•jjlliiai antiche,chefi pagauano a' Romani da' 



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loro fudditi . E quefto nome di tributo e 
^generale, fignificandoalle volte, appreflb 
jigli Scrittori, quella fomma, che fi pagaua 
|;de i Campii onde Tertulliano difle,chele 

genti erauo cariche di tributi ds'Campi. 
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212 Grandezze 

Le decime erano la decima parte de* 
frutti de' Campi, li quali dauano li popò* 
li, dopo che haueuano fatte le Colonie , 
e diuifi li Campione così dilfe Appiano. 
Le quinte erano la quinta parte de 1 
frutti , che pagauano debeftiami d'ogni 
forte, come dice riderlo Appianoj; fé ben 
Cicerone nelle Verrine vuole, che que- 
lla Gabella fi ftendeflfe ancora nel Vino, 
eneircgl'o. 

Le fcritture fi chiamauano quelle Ga- 
beile,che pagauano coloro,che faceuan» 
pafcolare i lor' animali nelli campi del 
publico; che facendoli fcriuere quelli ta- 
li dalli Deputati, perciò la Gabella fu 
chiamata fcrittura. ...ti 

Li Portorij erano quelle Gabtlle,cne » 
pagauano nell'entrare, e nell'vfcire i Por- 
ti di mare ; & alle volte fono dette Por. 
tarij ancora dalle Porte , perche nell'eli, 
trare, & vfciie la Porta della citta, fi pa- 
puano , come dice Seneca, & Hero- 

diano . . . _ 

Le Captionf , ouer Capltationi, furono 

Gabelle impofte fopra i Capi degli buo- 
mini, & alle volte ancora degli animali: 
fé bene quello di rado, & è poco chiaro 
appreflb gì i Scrittori Quella Gabella-i 
fopra li Capi, « tede degli huomini fu i* 
ftituita da Cefar' Augufto,e fi pagauadal- 
li fedici anni fino alli felfanta , come il 
legge inVlpiano. Hora, quanto fi pa- 
gaffe per teda, non è chiaro appretto gli 
* r Scrit- 



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Dell'Imperio Rom. 2 1 j 
Scrittori . Alcuni dicono, che foffe vn f 
giuiio, molli da quel,che fi legge in San__» 
Matteo,che Cimilo Noftro Signore pagò 
vna dramma . Maquefto non par che-» 
voglia dir quel,che fi legge nei mede/imo 
al cap.z2. Numi fina tenfus : si che pare a 
Lipfio, che foffe poca Gabe'Ja , fé la drà- 
ma, 9 il danaro non era pero d'oro: e per 
cagione di quefto tributo iù ordinatoci 
Cenfo, del quale fi parla negli Euangelij . 
Pei vedere , quanto fuffc il tributo del 
Cenfo, che fi cauaua dali: Capi.fi poò au, 
uerrire quello, che dice G^ofeftbHebreo, 
cioè che nell'Egitto folamente erano fet- 
te milioni, e me io diperfone . Se l'Egit- 
to fola Prouincia faceua tante perfone° fi 
può comprendere,quante ne fa-eflero V 
Italia, la Francia,la Spagna , eìant' altre 
foggette all'Imperio Romano.Giufto Li. 
pfio raccoglie , che arriuaflero a trecento 

*f milioni diperfone 

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Il Tributo, che tutte le Prouincie ren- 
.deuano ordinariamente all'Imperio Ro- 
mano,era di centocinquanta milioni d'o- 
ro l'anno,come caicula Glufto Lipfio.Nè 
'ciò è marauiglia , poi che per relation! , 
che fi hanno , il Rè della China, ha d en. 
%rata cento venti milioni doro. 

Non folamente v'erano nell'Imperio 
fle fudette Gabelle, che entrauano neil.E- 
p^rario; ma ancora furono rtrouate da Ce- 
1)( )#fare Augufto altre Gabelle, per pagare i 
jjiojfSoIdati mentre miht anano , e dopo che 















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ìi4 Grandezze 

erano licentiati dalla militi a,- e quefto,aè- 
ciò che non tentaflero cofcnuoue per 
careftia di danari ; e quefte Gabelle furo- 
no chiamate vigefime, vigefimequinte), e 
centefime . 

Le vigefime erano quelle Gabelle,che ' 
erano fopra le heredità, che filafciauano: 
e da quefte Gabelle erano liberi li poue-' 
ri , e quelli , a' quali perueniuano l'here- 
dita per congiuntone affai vicina di 

fangue. 

Le vigefimequinte erano Gabelle,cne 
fi pagauano, ! ,quàdo fi védeuano gli febia- 
ui, li quali vendeuanfi a prezzo canflìmo, 
per cagione di quefta Gabella,onde Daf- 
nide fchiauo fu venduto fette milia , & 
cinquecento diciafetie fcudi,e mezzo,co- 
me dice Plinio, che erano trecentomila 
e fettecento piccoli feftertiji e pure non 
era fé non grammatico ; & Lelio Preco- 
nino fìi venduto cinque milia feudi, fe- 
condo che riferilce Suetonio . 

Le centefime erano Gabelle,che fi pa- 
puano di tutte le altre cofe.che fi vende- 
uanoicome ficaua da Tacito , quando 
parla di Tiberio , che non volle le uarlev 
via, piegandolo di quefto affai il Popolo; 
feufandofi , che con quefte fi manteneua 
l'Erario militare. 

Vfpafiano notato di grande alianti*-» 
a P p; do ali Scrittori, non fole accrebbe 1 
Tribù aiìe i>iouincie , ma ad alcune « 
raàdoopiò ; edipunitroup vna Gabella 



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Dell'Imperio Rem. 2 1 $ 
fopra l'orina , accioche fteffe più netta la 
città . E perche di effa. fertiiuanfi quelli, 
che cauauano le macchicene per ciò fta- 
uano fparfi tini grandi per molti luoghi 
della città > quella Gabella fu chiamata^ 
ancora Chrifaigiro vcome fi fa mentione 
nelle hiftorie : e fu ampliata non folo al- 
l'orina , ma allo fterco ancora di tutte 
le pe rione , pagando ciafcuno vn giulio 
Tanno . 

Né ciò baftò, che altri ImperadorUo- 
; polapofero foprai Caualh, Muli, Afini, 
e Cani, si in Roma,comefuori,pagandofi 
J'ifteffo, fi come riferifce Giorgio Cedre- 
ti no Scrittore , ragionando di Anaftafio 
$& lmperadore . E per nobilitare, e dar -co- 
j l!D j tli ;lore a quella Gabella, ordinarono , che ii 
,'jjtc: denari , che fi cauauano da eiTa , tufferò 
^(dipofti nel facro Erario . 
Caligola pofe la Gabella alle Meretrici, 
ordinando, che pagaffero l'anno, quanto 
110 guadagnauano in vna volta: & Helioga- 
^Palo l'ampliò a i ruffiani . Aleflandro Se- 
,• ( K#ero poi prohibì , che tali danari cauati 
J^fa dette Gabelle , fi pone/fero più nel fa- 
a |Ìpro Erario ; ma ordinò , che fi fpendefle- 
0fo in reftaurare i Teatri , .Anfiteatri.^ al- 
jpi cofe fimili . 



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Grandezze 



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Delle ricchezze dell'Imperio dì 

Coftantinopoli. 

FVrono si grandi le ricchezze de gli I 
Impera dori di Coftantinopoli, che 
Gregorio Zonara Scrittore Grecodicc, 
che Bufilio lmperadore,che viffe nell'an- 
no 860. di Chrifto, haueua nel fuo teforo 
in Coftaurinopoli ioo. milia Talenti d'o- 
ro , fenza l'altre monete, delle quali non 
fi potetia trouar numero perla gran qua* 
tità . Quali dugentomilia Talenti doro 
fanno la lomma di mille , e dugento mi- 
lioni di feudi d' oro , come calcula il 
Lipfio. 

Beniamino Giudeo nel fuo Itinerario » 
che mandò poi in luce Aria Montano,dh 
ce,chegrimperadori di Coftantinopoli» 
folamente da Coftantinopoli cauauano 
l'anno fette milioni, e dugento cinquanta 
mila feudi . E fé quefta gran fomma fi 
cauaua daC oftajitinopoli , quanto mag- 
giore fi ha da credere fi cauaife da Roma! 

^Delle ricchezze canate da~* 
$ Trionfi, 

NOn folamente le ricchezze de'Ro» 
mani erano grandi perii Tributi, 
ma ancora per li Trionfi ,li quali inco- 
rnisi- 



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Detrimperio Rom. 2 17 

minciarono da Romufo : e fino alla mor- 
te di Ottauìo Augufèo furono trecento 
dodici . 

Il Trionfo di I ucio Tarquinio Superbo 
fu di Sefia, e di Pometia, con acquifto di 
quattro mila Talenti . 

Il Trionfo di Lucio Papirio de i Sanni- 
ti) fu di venticinque mila, e trecento tré- 
ta feudi d'oro, e dodici milza , e trecento 
d'argento. E difimil forte furono tutti 
gli altri Trionfi , fino a quello di Taran- 
to , che fu l'anno 444. dell'Edificatione 
di Roma . Del qual Trionfo,dice Floro , 
che non era entrato mai iJ'più bello iru, 
Roma fin a quel giorno . E quello perche 
gli altri Trionfi erano folamente di peco- 
re de'Tofcani, e di greggi de'Sabini , e di 
Arme fpezzate de' Sanniti : ma quefto di 
Taranto fu pieno di oro , di Porpora-* , 
di Statue, e d'ogni delicatezza di Ta- 
ranto . 

Il Trionfo di Scipione Africano , dopo 
hauer vinta la Spagna ,e aggiogata l'A- 
frica, e date le leggi a Cartilagine , portò 
nell'Erario Romano tre milioni,e trecen- 
to trenta mila feudi . 

Più ricco fu quello del fratello Scipio- 
ne Afiatico. 

Il Trionfo di Lucio Paolo Emilio del 
Rè Perfeo (come riferifee Velleio Pater- 
culo ) fu di cinque milioni d'oro , oltre li 
vafi , ftatue , & altri ornamenti di quel- 
li Rè di Macedonia . E quefto Trionfo 

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Grandezze 













fuperó tutti lipaffati: & alcuni Autori 
vogl >, che ròffero fette milioni,e me- 
ro «io -.o , 

Il Ti outo di Gnco Pompeo il Grande 
dei Ke viimdat^,e di tutro j'Oriente,fùiI 
più ìkìIo *ii turti gli altri, e portò all'Era- 
rio ( come fjriue Plutarco ) venti miiia_j 
talenti che fanno dieci milioni , e cento 
m'iUi feudi d'oro . 

Li Trionfi di Giulio Cefare fuperarono 
quelli d< Pompeo , come I haueua anco 
fuperato con 1 arme: percioche ( fi come* 
rife.ike Appiano Aleflandrino,e Velleio) 
diede all' era io quaranta milioni di feu- 
di d'oro , con hauer trionfato da quat- 
tro volte . 

E dalle cofe fudette fi può cauare,quaa 
te follerò le ricchezze dell'Erario Ro- 
mano . 

Dilli "Donati tèi. 

INfieme con lrTrionfi furono trouati 
li donatiui , chiamati oro coronarioj 
che erano Corone di oro , che dauano le 
Prouincie in legno dell'allegrezza a gì' 
Imperadori, che trionfauano . E prima 
furon date ( co ne f\ legge in Atheneo) da 
ipopoli d" Alia ad Aleffandro Magno , 
quando viufe il Ré Dario . Nella Repu- 
blica Romana da principio quelle Coro- 
ne per la pouertà erano di Lauro , ma al 
tempo di Quinto Flaminio cominciaro- 
no 



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Dell 1 Imperio Rom, * T 9 
no ad effer d'Oro, che cosi a! medefìmo 

Flambo ne furono donate cento quat- 
tordici . A Scipione Afianco ne furono 
donate x$4. Et a Giulio Cefare ne furo- 
no donare due mila, &; ottocento venti- 
due, e ciafcuna era di libre dieci d'oro in 
circa . Quello è quello, che dice Tertul- 
liano delie Corone Piouinciaii , che lt-> 
Prouincie donauano a gì' Imperadorì , 
quando trionfsuano . Ma alle volte in-. 
vece di Corone dauano danari: onde fi 
legge in Tito Liuio , che certi Popoli di 
Afia donarono a Manlio quindici Talenti 
per vna Corona, che fanno la fomma di 
nouemilia feudi . Quella vfanza di fare , 
e donare tanta fomma di danari in vece 
delle Corone, crebbe tanto , che in tutti 
li Trionfi le Prouincie erano obligate a 
pagarle . E perciò Cefare Augufto fi glo- 
riaua appretto Dione Cafiìo,d 5 hauer tatti 
eflenti li popoli d'Italia da tal pagamen- 
to ne'fuoi Trionfi . La qual vfanza diuen- 
tò poi Tributo,»! confermatone di quel- 
lo,che fecero gl'Imperadori feguenti, ac- 
canandolo Suida Scrittore . Il qua 1 Tri- 
buto crefceua, e mancaua fecondo il go- 
uernode gì (mperadori: & il detto Tri- 
buto non entraua nell'Erario, ma nel Té- 
pio di Gioue Capitolino , fecondo che-» 
dice Plinio. 






Del- 



I» 



210 



Grandezze 




Delle fysfe fatte ne foldati , ne % 

£M agi (irati , e nd 

Popolo . 

LE fpefe dell'Imperio Romano erano 
di due forti, alcune neceflarie, & al- 
tre arbitrarie. 

Le neceffarie erano quelle , che fi fa* 
ceuano in mantener Soldati, Magiftrati, 
&il Popolo. 

Lafpefa,che fi faceua,per mantener'! 
foldati, fi può cauar da quefto, cheflen- 
do Tempre in arme da 700. mila foldati, 
come di (opra fi e detto : & eflendo la_# 
paga di ciafcuno di tre feudi il mefe,cioè 
di foldati ordinari; i fi può tare il conto 
fecondo il detto numero di foldati , ol- 
tre li donatiui, e prouifioni maggiori a 
gli Officiali. 

Le fpefe,che fi faceuano ai Magiftrati, 
furono ancora grandi : i quali Magistrati 
furono di due forti, cioè Vrbani , e Pro- 
uinciali . Cefar' Augufto ordino, che fof- 
fe data certa quantità di denari a'Procon 
foli , accioche fplendidamente fi mante- 
neffero nelli loro Officij . E qual lbiT<L-> 
detta quantità,fi può cauare da Cicerone 
nell'Oratione , che fece contra Lucio Pi- 
fone Proconfole , oue dice, che fotto tito- 
lo di portar' i Vafi,che feruiuano alla fua 
tauola, gli furono dat?2 cento ottanta Se- 

fter- 






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Dell'Imperio Rom. 221 

ftertij ,.che fanno la fomma di 150 . mila 
feudi. Edaqueftofi può congetturare» 
quanto fpendefiero in tanti Magìftratì * 
ch'erano fparfi per tutto l'Imperio . 

Le fpefe,che fi faceuano al Popolo par* 
ticolarmente , erano nella Gralcia , che 
nel principio della Republica fu affai ri- 
ihetta, macrefeiutapoi la potenza de* 
Tribuni della Plebe, fi daua il grano al 
Popolo fenza danari . Giulio Cefare an- 
corché hauefiefpefo 7>o.milia feudi nel- 
la Grafcia, pregò il Senato a pigliarli cu- 
ra di mantenere il Popolo . li grano,che 
fi donaua al Popolo, dauafi alli Poueri,& 
a quelli, che non fipoteuano aiutare,che 
al tempo di Giulio Cefare furono trecen- 
to venti miliaperfone . Ondefilegge in 
Egefippo Greco, che tanto gran quantità 
di grano veniua a Roma del continuò 
dall'Egitto , e dall'Africa , che per modo 
di motto dirle , che il Popolo Romano 
mangiaual Africa in otto meli, e l'Egitto 
in quattro; volendo inferire la gran quan- 
tità di grano,che fi confumaua . 

Et in Spartiano fi legge , che Mean- 
dro Seuero nelafciò in Roma per fette 
anni, dei qual grano fi confumaua ogni 
giorno per vitto 7 5 . milia moggia . 

Al tempo d'Honorio poi,nel quale co- 
minciò a declinare rimperio.fi legge,che 
baftauanoin Roma 14. milia moggia di 
granò il giorno . E non folamente daua- 
no il grano, ma alle volte il pane:onde fi 

% 3 leg- 










1* 



ai! Grandezze 

legge in Aurelianoi che promife al Popo- 
lo di crefcere il pane a due libre, fé torna- 
uà vincitore dall'Oriéte, come fuccedet- 
te . Et alle volte diedero il vino,oglio,& 
ancora 1 a carne porcina da'tcmpi di Au- 
reliano fina Coftantino . 

Delle fyefe de Giuochi* 









IE fpefe , che fi faceuano per li giuo- 
u cfci , erano fmi fu rate. Cefare Au- 
gufto ( come narra Suetonio ) fece molti 
giuochi ,nel!i quali non fpefe mai meno 
di due milioni, e mezo d'oro per volta— Si 
leggendoli, che nefaceffeil numero ài 
quaranta, e più. 

Nerone vna volta in honore di Tirida- 
te Rè d' Armenia , il quale era venuto a 

Ro- 






Dell'Imperio Rom. nj 
Roma, per riceuer da lui la Corona , co- 
pri il Teatro di Pompeo tutto di panni 
d'oro, e la tela, che feruiua per difefa dal 
Sole, era tutta di Porpora ornata di Stel- 
le d'oro ad emulatione del Cielo,- e tanto 
fu l'oro , che in quel di fi vide nel Tea- 
tro.che quei giorno lo chiamarono gior- 
no d'oro . 

Giulio Cefare, auantiche fofle Prenci- 
pe, nella fua prima Edilità rapprefentó 
fpettacoli al Popolo,oue fi combatte con 
le fiere, con afte,e fpade d'argento, e tut- 
to quel luogo eia coperto d'argento. 

Heliogabalo (lìcome riferifee L^impri- 
dio ) rapprefentó i giuochi Circenfi, oue 
combatterono le Naui in Naumachie 
piene di Vino in vece di Acqua . E per 
poter maggiormente fpendere,ntrouar./- 
no certi quadretti,ò dadi di legno , chia- 
mate TefTere , nelle quali erano notate 
varie cofe, che donauano al Popolo , cioè 
Vefte,Oro,Gemme, Argéto, Schiaui,Ca- 
ualli,Fiere,Naiii,Campi,e Cafc,che ftaua- 
noin I foia i e quei tali , che liceueuano 
detti quadretti, fubito erano pagati dai 
fopraftanti de* giuochi ,• & in quelle ma- 
niere de' doni confumauano gran 4 quan« 
tità d oro, e d'altre robbe . 




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224 



Grandezze 





C O L I S E O. 

Tito figliuolo di Vefpaiìano nella-* 
Dedjcatione del fuo Anfiteatro» 
detLo hora Coiifeo , la quale fpefa durò 
percento giorni , fpefe dieci milioni d' 
oro, che furono cento miiia feudi percia- 
fcun giorno . 

Adriano Imperadore nell ' Adottione 
del figliuolo Ceionio Commodo -fpefe-> 
pure dieci milioni d'oro nel fudett© mo- 
do de' doni . 

Onde non è maraufglia, fé quefte loro 
fpefe furono biafimate da' Santi Padri, C 
da Lattantio , e da S. Ambrogio nel fer- 
mone 81 . il quale dice , che non folo lì 

Pren- 



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^Dell* Imperio Rom, 215 

prencipi, ma ancora li Cittadini fpende- 
uano in vn'hora tutto il loro patrimonio, 
per acquiitarfi il fauore delia Plebe . 

Di Denidi Giulio C efare* 

Giulio Cefare fpefe tanto ( fecondo 
che dice Suetonio ) che non trala- 
fció modo alcuno di fpefa , dando al le^* 
volte a ciafcun de'fuoi foldati vno Sciite- 
uo,ouero vn Campo . 

Nel principio della guerra Ciuile,effen- 
do ancora in Francia, con tre milioni d' 
oro corruppe Lucio Paolo ConfoIe,e Cu- 
rione , acciò che l'aiutaflero nella guer- 
ra . Hauendogli Pompeo ridomandate le 
file due Legioni impreftategli,' prima che 
i foldati da lui fi partiffero , donò venti- 
cinque feudi per ciafeuno . Quando co- 
minciò la guerra Ciuile, diede a tutte le_> 
five Legioni Veterane,ch erano dieci,ein- 
quecento feudi per ciafeun faldato, de a 
gli Officiali minori mille feudi per vno - y 
&a!li maggiori, come Tribuni, & Aquili- 
ferij due milia feudi per ciafeuno- e ben- 
ché le Legioni erano Veterane , cioè po- 
co piene di foldati , fi può giudicare , che 
almeno foffero trenta mila loldati : che-» 
fecondo quefto computo , haurebbe lor 
donato quindici milioni doro,oltre il do, 
no de gli Officiali . E poco dopo quefto 
tempo ,fece ancora donatiui al Popolo 
diRoma,cioèalle perfone bifognofe,che 

H 5 &• 






né Grandezze 

furoao 510. mila poueri , dando per chi. 
fcuno dieci feudi, dieci moggia di grano, 
e dieci libre doglio , che il detto danaro 
fola mente fa il numero di tre milioni) e 
dugento milia feudi . 

De y D$ni di Ottauio Auguflo . 

QVefto Prencipe donò tanto , che di 
lui fi poteua dire, quello, che già 
dille Liuio Drufo, il quale figloriaua di 
non hauer lafciato altro da donare, ec- 
cetto il Cielo, e 1 fango: oc ccelum & 
caenum_j. 

Alianti il Principato, alli focati , ch^> 
chiamò di nuouo per timor di Antonio, 
che erano due mila, dofiO cinquanta feu- 
di per ciafcun foldato . 

Alla Legione quarta, e Marcia, le quali 
fi erano partite dì Antonio, donò 21?. 
feudi per ciafcun foldato . Nel primo 
Confofato , quaiido entrò in Modena—», 
diede a qutlle otto Legioni, che fi arrefe- 
10» 150. feudi per ciafcun foldato: onde 
Jor donò almeno fei milioni d'oro: e pur* 
ancora non haueua fatta preda alcuna . 
Nella guerra Philippenfe in Grecia , oue 
fi combatté per lo Principato con Bruto, 
e Caffio,Ottauio con M Anconio,pronai- 
fe a ciafcun foldato 500. feudi , & haue- 
uano in Arme 19. Legioni in quella guer- 
ra, effe a do promeffo il medef.mo a qua- 
ranta Legioni, che ftauano ne' ptefidij d' 

Ita» 




Dell'Imperio *Rom. 2 27 

Italia» che in tutto erano 69. Legioni.On- 
de calcula il Lipfio , che promettelfero 
ijo. milioni d'oro, che fu poi attefala_» 
promeffa : e quello fu auanti il Principa- 
to . E dopo fatto Principe, non fi fcordó 
della fua liberalità . Nel quinto Conio- 
lato donò al Popolo , & a'puttidi Roma 
fei milioni d'oro, &in varij altri Confo- 
lati.cofhimò fempre far' altri donatiui 
grandi al Popolo . 

2V Doni da diuerfi fremì fi 
fatti. ' 

CAio Caligola (blamente in vn'anno 
(come riferifce Suetcnio) confumò 
in palli, & in doni 66\milioni , e cinque-, 
cento mila feudi . 

Claudio nel principio del fuo Imperio 
donò a ciafeun foldato di tutte fle Legio- 
ni dell'Imperio cinquecento feudi of- 
fendo in arme , come 'fi era detto , dirt^ 
torno a fei,ò fettecento milia foldati; po- 
tendoli calculare , quanto toffe gran do* 
natiuo . 

Nerone fpefe tanto, che Suetonio di- 
ce di lui, che noti cauaua altro gulto dal 
denaro, che la prodigalità. Alli Soldati 
Pretoriani fenza caufa fece dire dugento 
cinquanta milia feudi : & Agrippina fua 
Madre marauigliandofi di quella fùa» > 
fpropofitata prodigalità , fece fpandexe 







■4 



128 Grandezze 

foprad'vna cauola tutto il danaro, per 
dargli occafione, ch'vn'altra volta noru* 
donarle tanto : ma effo di grand'animo , 
comandò, che fi duplicarle la fomma, di- 
cendo : Io non credeua d'hauer donato 
così poco . Onde Tacito parlando delli 
donatiui di Nerone , dirle , che haueua-» 
confumato cinquantacinque milioni d'ò« 
ro in donare . 

Aleffandro Seuero ( come fi legge nel 
compendio di Dione) celebrando la r'efta 
del fuo Imperio , diede in vna fola volta 
al Popolo,& alli foldati Pretoriani cinque 
milioni d'oro , gloriandoti , che non fuffe 
mai più flato dato tanto in vna fola do- 
natone . 





jDel/e ricchezze d'alcuni Citta- 
dini priuati . 

NIffuno poteua effere Caualier Ro- 
mano fé non haueua dieci milia-* 
feudi d'entrata . E niifuno poteua efTer 
Senatore, fé non ne haueua d'entrata i$. 
mila : e qutfto fecondo gli ordini di Ce- 
lare Augufto . Fra queftì ricchi fu cele- 
bre Craflò, il quale negaua niffuno po- 
terti chiamar ricco , che non haueffe po- 
tuto del fuo Patrimonio mantener feì 
Legioni di Soldati , e gran Caualleria-* , 
&c altri aiuti con l'entrate Solamente ài 
vn'auno . 

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Dell lmperi$ Rom. 1 19 

Il medesimo Craffo da' fuoì campi t?« 
raua d'entrata ogni anno cinque milioni 
d'oro . 

Seneca, che faceua profeflione di par- 
co , haueua di robba fette milioni , e me- 
zo d'oro i come riferifce Tacito fuo a- 
mico . 

Pallante Liberto di Claudio haueua di 
robba dieci milioni d'oro. 

Emolpo Cittadino Romano ( fecondo 
che fcriue Petronio)haueua tanta gran_* 
quantità di ferui fparfi per tutta li campì 
di Numidia, che haurebbe potuto pigliai: 
Cartilagine . 

Bellifario al tempo di Giuftiniano Im« 
peradore haueua dieci mila Serui. 

Giulio Capitolino riferifce ancora di 
Gordiano , mentre era Cittadino prilla- 
to, che per tutte le Città di Campagna .- 
di Tofcana,dell'Vmbria,della Marca,e di 
Romagna per quattro giorni facefife far 
giuochi di varie forti, potendoli comprèn- 
dere la grande fpefa fatta . Onde non è 
marauiglia quello , che dice Seneca nel 
lib.io. che li Campi di alcuni Cittadini 
del fuo tempo erano sì grandi, che in— « 
elfi nafceuano, e moriuano fiumi grandf» 
che prima eonteneuan© le Prouincie . 




Del- 



;# 



zìo 



Grandezze 




.Della liberalità degli ^Antichi 
Romani» 

Piene fono l'hiftorie della liberalità 
de gli antichi Romani .- ma n addur- 
rò quefti pochi (blamente . 11 Senato 
hauédo gli AmbalciadoriCartaginefi por* 
tato vna gran fomma di danari per ricu- 
perare i744.giouani prigioni, li lafciò an- 
dare fenza torre cofa alcuna. Fabio Maf- 
funo , effendofi conuenuto con Annibale 
di permutare i prigioni : e che quello che 
ne hauefle riceuuto maggior numeroso- 
uefle pagare per ciafcuno due libre e me- 
Zd d'argento, Se hauendone Fabio ri- 
ceuuti 147. di più ,e vedendo, che il Se- 
nato , hauendone ragionato molte voltet 
non concludeua cola alcuna , mandò il 
figliuolo a Roma, e fece vendere vn fuo 
podere, che haueuain nome della Repub- 
blica rimeflb : volendo più pretto rima- 
nere pouero di hauere,chedi fede, e 
quella che pagò fu 60100. ducati. Plinio 
nepote, conofeendo che Quintiliano, 
per la fua pouercà non poteua maritare 
vna figliuola, gli donò cinque mila duca- 
ti per maritarla . 



Del- 



Ili- 



Dell Imperi} Rom. %i l 

Dell' Opere de* Romani . 

LE Opere de' Rovani furono di due 
forti : alcune fubitanee, ouero tcrn- 
porarie : altre diuturne,e perpetue. 

Le fubitance , ò temporarie , furori© 
quelle , che faceuano per rapprefentare 
fcene, fpettacoli, & altri giuochi , delle_> 
quali fi legge in Plinio . Frale altre le-» 
più ftupende, e marauigliofe furono due; 
Vna di Marco Scauro, l'altra di Caio 
Curione . 

Marco Scauro , quando fu fatto Edi- 
le ,fece vn Teatro , opera ( lecondo Pli- 
nio,) non mai più fatta da arte humana , 
poi che vi era raddoppiata lafcenà tre 
volte, foftentata da 360 . colonne ,e di- 
ftinta in tre ordini di colonne. Il pri- 
mo ordine di colonne era di Marmo , il 
fecondo di Vetro , cofa inaudita, il terzo 
di Legname indorato.Le colonne di Mar- 
mo del primo ordine erano alte trenta- 
fei piedi: fra le Colonne vi erano tre mi- 
lia fìatue di bronzo. Il teatro era capa- 
ce, e vi furono fettantanoue milia perfo- 
ne, & era apparato di panni, e drappi fu- 
perbiffimi, e di tauole dipinte . e di tanta 
valuta, che l'adobbamento fu di fpefa di 
cinque milioni d'oro. Quefto Teatro fi 
guaftò , &c hebbe fine in vn mefe, e fu il 
primo Teatro, che farle facto in Roma . 

Caio Curione, il quale poi morì nella 

guer-i 



i 



11 






aj2 Grandezze 

guerra Ciuile, feguitando la parte Cefa- 
fiana , m honore dell' effequie del Padre 
fece due Teatri grandiflìmi di legno ,fo- 
fpeii tutti due fopra due cardini, ne'qua- 
lirapprefentandofi li giuochi auanri me- 
zogiorno.accioche non faceflìno ftrep^ 
to Te feene per la vicinanza l'vna dall'al- 
tra, lì fcoftauanoli Teatri, e poiiubita- 
niente auanti che tramohtaffeil Sole,co 
Hiirabil'arte accoppiatili infieme,rappre. 
fentauaao vn'Anfìteatro , nel quale fa ta- 
ceuano i giuochi gladiatori;. Onde fi mar 
rauipHarifteffo Plinio , e deirinueqtore , 
edeìl'Iuuentione ritrouata* chevniiuo- 
mo rìtrouatfe tal cofa, e che vn altro la-» 
metterle in efecutione . 

Ma particolarmente fi marauigliaua-r 
delia pazzia del Popolo Romano , cn^r 
haueffe ardire di federe, e fidarfi» vn^ 
fuo*o sì inftabile* fragile, che come in-» 
due naiii fofteniato da due cardini, ve 
rielfe fcftefTcche d'borain hora itaua-r 
per precipitare . ,. 

* Se le fiidette cofe Raccontatolo agli 
Architetti de' noftri tempi , fenz altra le 
B e rideriano, copie dicofe,ch^paiono 

imponìbili : e pure quefte , & altre fimi- 
li raccontano Scrittori di veduta, e de- 

^Antonina Caracalla fa-ceu-a fare ogni 
giorno Teatri,Anfiteatri» e Cerchi coi£ 
«andiffinie fpefe.li quali dopo ne pur ve- 
deua» opere r che fobito ìuaumano. 






Dell'Imperio Rom. 23$ 

*Dell Opere perpetue. 

LE opere perpetue, e diuturne, erano 
i Tempij , i Fori, i Portici, gli Aque- 
dotti,i Teatri, e limili . Fra le più fegna- 
late era la Città di Roma,oue erano rac- 
colte tutte le marauiglie del Mondo. Fu- 
rio Camillo la loda preffo Liuio dal fito , 
con quelle parole ; Non fenza cagione 
gli Dei hanno eletto quefto luogo alla-» 
Città di Roma, il qual luogo è nobilitato 
da Colli di aere falutifero , e da fiume vi- 
cino al Mare in maniera tale , che è atto 
alle mercantie , e commodità di nauiga- 
tione, e lontano dall' A rme nemiche,fito, 
che è il mezo d'Italia : fortificato dalla-» 
Natura (come dirle Rutilio Gallicano 
Poeta) dalle Alpi,e daìi'Apennino, come 
da muraglie fortilììme contra le (correrie 
de'nemici. 

La grandezza di Roma, quando fùin 
fiore ( il c he fu a tempo di Traiano , & 
Adnano lmperadori ) era di circuito di 
ventidue miglia, fecondo Plinio, che di- 
ftintamente la mifurain tutte le parti,in- 
cominciando dalla Colonna Miliaria,po- 
fia da C efare Augufto nel Foro Romano, 
quali in mezo di Roma,oue terminauano 
per diritta linea tutte le ftrade,che anda- 
vano alle Porte, e da quella Colonna co» 
minciauanfi a numerare le miglia . 

Aureliano, confiderando la moltitudi- 
ne 










234 Grandezze 

ne de'Borghi, che vi erano intorno, am- 
pliò le muraglie della Città fino a qua* 
iantadue miglia , fecondo che fcriuc Vo- 
pifco. Né di ciò ci dobbiamo marauiglia- 
re i eflendo , che a'tempi noftri fi ntroui- 
no città nella China di pari grandezza » e 
più ancorai come la città di Quinzai,la 
quale contiene vn milionc,e feicento mi- 
ha famiglie . 

£ quella forma di muraglie andaua-i 
quafi in circolo, che non erano già come 
quefte,che veggonfi hoggi, le quali furo- 
no fatte da Bellifano,e da Natfete , e poi 
riftaurate da' Pontefici ,& in particolare 
da Papa AleiTandro primo,che vi fpefc-* 
(fecondo il Biondojcento milia feudi. 

H;!H XCT^ii diRdwa,* quanta 
gentevi fojfe* 

Ll_Borghi , che erano intorno a Ro- 
ma ( fecondo Plinio ) baueuano pm 
ere fto faccia di grandilTima Città , che di 
Borghi i poiché fi ftendeuano finoaTi- 
uoli, ad Otricoli, e per infino ad Hoftia . 
Onde Ariftide Oratore,che vifle al tempo 
di Adriano, gentilmente aflì migliò Ro- 
ma alla Neue di Homero,come fé Roma 
con fuoi Borghi coprale vn' immenfa-» 
campagna a guifa di Neue . 

La fua grandezza fi può cauare dalla-» 
moltitudine grande delle genti, che vi 

era- 



li - 








Dell'Imperi* Rom. a 3 5 

erano dentro, la quale (calcola il Lipfio ) 
arriuaua al numero di quattro milioni di 
perfone, che {blamente della Plebe po« 
uera,chiamata frumentaria> vi erano più, 
di trecento milia perfone . Li Nobilito- 
me Senatori,Caualieri,& altre perfone-» 
ciuili,e facultofe, fenza dubbio erano più 
di dugento milia,al qual numero fé vi ag- 
giungeremo le femine, e i putti , faranno 
intorno a due milioni, e più. E tanta gran 
moltitudine di lenii era in Roma , che al 
tempo di Seneca , effondati trattato in_ * 
Secato, che i ferui andaffero veftiti dige- 
rentemente da i liberi, fi concilile , che*^ 
non era bene far queftalegge ,* perche-* 
portaua grandiflìmo pericolo i fé i ferui 
haueiTero numerato i liberi . 

Vn fol Cittadino detto PedianoCo- 
fta, non già de' primi, haueua in cafa_» 
quattrocento ferui ( fecondo Tacito) on- 
de dirle bene Ammiano Marcellino , che 
ciafeuno fi tiraua dietro le fchiere,e fqua- 
dre de' ferui, sì che bifognaua, che foflfer 
due altre milioni ,• oltre cento milia Sol- 
dati, che cótinuamente vi erano in guar- 
dia^ tanti fora(lieri,che da tutto il mon- 
do vi concorreuano . 

Eliogabalo fece raccorre tutte le tele 
d'Aragne,che erano dentro di Roma—» » 
che furono diece milia libre. Il che vedu- 
to , difle , che da ciò poteuafi veder la-# 
grandezza di Roma . 

Leggefi ancora nella Cronica di Eufe- 

bio, 



1 



S\ 



a 3 6 Grandezze 

bio , che effendo venuta in Roma vna-j, 
grà pelle, per molti giorni morirono die- 
ci milia perfone il giorno, potédolì com- 
prendere il Popolo,chc vi era . 

Hora effendo in Roma tanta gran qua- 
nta di gente, e non potendo capire ( co- 
me riferifee Vitruuio ) ne! piano, fi co- 
minciò a fabricarein a irò di maniera ta- 
le, che RutiJio Poeta di que'tempi , difle, 
che l'altezze delle fabriche s'accoftaua- 
no al Cielo . Per lo che Traiano (freon- 
do Vittore) ordinò,che le cale non l'offe- 
ro,fe non ielfanta piedi ahe,acciò chela 
Città fo /fé piùariola . 

Dalla qual legge fi fpeditiano , e face- 
uano eflenti li Nobili, chi per potenza.*, 
chi per fauore, e chi per altri rifpetti . 



^Del/a foltezza degli edifici} 
di Roma—> » 



PLinio dice , che le muraglie della-* 
Città di Roma fuperauano tutto il 
mondo ,e che in maniera alcuna non fi 
poteuano fabricare. 

Caflìodoro rideil de'fetce miracoli del 
inondo; cioè del tempio di Diana Efesi- 
na, del Maufoleo della Regina Artemitia, 
delfimulacro del Sole di bronzo in Ro- 
di, deliìmulacrodi Gioue Olimpico fat- 
to da Fidia, della Cafa del Rè Ciro fati- 
cata da Mennone , delle mura di Babilo- 
nia, 



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T^eìì Imperio Rom* 2? 7 

obi che edificò la Regina Semiramide- e 
delle Piramidi di Egitto ,• con dire,chein 
Roma iola vi erano tutte quefte cofe e 
maggiori : e che «miracoli fudettì furo- 
no celebrati in tempo rozo,& impolito. 
Machidiceffe tutta Roma etere vii mi- 
racolo, direbbe bene . Et in prima , per 
vedere la bellezza degli edifici; , n p P llo 

oflderareaamoltefabrìche.&iflpV. 
«colare da Tempi,, da Teatri,da Terme' 
e da altri edifici; . » T; •* 

Fra li Tempij il più celebrato fu quel- 

So il cu* m ° Tempi0 r ^°nan^ 
lùnrn m ° V J na paZZa edifi catione. 
fini o IT™ 10 - da Tarc * uinio Pr '^a, e 
S/ arqUin, ° s »P«bo,Jl quale vi 
ipefedtigento quaranta milia feudi della 

cnefL^ taaS f aPometiade 'Voir , 
cne lupero, e vinfe . ' 

Detto Tempio era" di circonferenza., 
ot ocento piedi,edificato in quadro ^ 

Ìcini gh / Z r; afLlpei " aUaIa ^"aqu"? 
dici piedi. Dentro vi erano tre Celle Vn a 

tetTj GÌ ° Ue ' I ' a,tra a Gi ™™e l™ 
erza a Minerua . Il frontifpicio riguarda 

«amezo giorno, cioè verfo il Fo°ro Ro- 
™ano,& ,1 Palazzo,* afecndeuafi al pia- 
fl o per cento fcalinì, F 

BruciatofidettoTempio,fìiriedificato 

aa Luttatio Catulo } e poida Lucio Silla.-e 
«opo abbruciatofi.di nuotiò,fù da Domi, 
"ano fabricato , fecondo l'antica mifura 



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238 Grandezze 

di Tarquinio Superbo . 

Dentro di effo vi capiuano diecimilia 
perfone , dando a ciafeuno quattro piedi 
di fpatio, effendo che Polibio dia fei pie- 
di ad vn'huomo armato . La fabrica era 
di poca importanza, tutta l'eccellenza-» 
confifleua nell'ornamento . I limitari'di 
effo erano di bronzo . 11 tetto era coper- 
to di tegole di bronzo indorate. Le co- 
lonne erano fiate tolte dalla Cicca "d* A- 
thene di varie forti di pietre . L'indora- 
tura di tutto il Tempio monto la fpefa di 
fette milioni d'oro . Nel rrontifpicio vi 
erano lamine d'oro di gran pefo,le quali, 
effendo poi fate leuate da Stiliconcal 
tempo diHonorio lmperadore, dentro 
dette lamine vi fi trouò quella inferitile 
ne: Si riferuano ad vn Rè infelice . Il che 
dapoi.l'efperienza moftiò chiaro,- perche 
poco dopo , detto Stiliconemon inteli- 
cernente . In vna fola cappella di detto 
Tempio , vi fu fpefo da Cefar' Augufto 
mezo milione d'oro. Rutilio Poeta di 
quei tempi leggiadramente chiamo que- 

fto Tempio,Tempio d'oro . 

Del Tempio Pantheon i della-* 

Città, e della Pace* 



IL Pantheone fu edificato da Marco 
Agrippa , Genero di Cefar'^Augufto 
nel fuo terzo Confolato , che fu l'anno 

710. 






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Dtltlmpevie Rom, 

719. dell'edificati ofts di Roma . Fu cosi 
chiamato, facondo Dione, dalla forma_j 
rotonda , che haueua , ouero fecondo al- 
tri, perche fofle dedicato a tutti gli Dei, 
che già Panthea vuol dire radunanza , e 
communità di tutti gli Dei. Onde furo- 
no chiamati i facrificij fatti a tutti gli 
Dei, Pandicularia; fé bene Plinio dice, 
che fofle dedicato folamente a Giout-/ 
Vltorio. Nei qual Tempio vi erano ic-» 
Statue di Gioue , di Marte, di Venere , e 
di,Giulio Cefare ; e fopra la Porta vi era- 
no le ftatue di Cefare Augufto,e di Agrip, 
pa. Era coperto tutto di tegole di bron- 
zo indorate, largo cento quaranta quat- 
tro piedi,& altrettanto alto . 
j II Tempio della Città, fu inuentione 
de'Greci per adular li Romani, accio che 
fé gli moitra fiero amoreuoli ,• fu prima,, 
fabricato da Smirnei nel loro Pacfè , che 
di ciò fi gloriano appretto Tacito.il chv fu 
poi imitato da altre Nationi.e Popoli . 

Età in Roma incontro al Monte Pala- 
tino edificato da Adriano Imperadore.il 
quale per iui fabricarlo , fece altroue tra- 
sportar fani,& intieri il Tempio della Dea 
Bona , & vn Coloffo diritto'eon grandif- 
fima fpefa j adoprandouifi per tirarlo vé- 
tiquattro Elefanti , e tutto per opera di 
pemetriano Architetto.Nè di ciò ci dob- 
biamo marauigliare , eflendo che al tem- 
po di Tiberio Imperadore vn'altro Ar- 
chitetto rimifevn Portico, che fiera-* 

pie. 






\_^ 







L 



240 Grandezze 

piegato ,fe ftaua quafi per cadere, in for- 
ma diritta,e (labile , fenza che fi potette 
vedere il modo , & arte adoperata dall' 
Architetto . 

Il Tempio della Pace , fu edificato da 
Vefpafiano vicino al Foro Romano, di 
lunghezza di 300. piedi, e di larghezza dì 
200 . il quale da Herodiano Scrittore è 
chiamata la più bella, e fegnalata opera, 
che tofife in Roma , poiché era ricchiflì- 
mo, ornato tutto d'argento, e d'oro. L 'e- 
difìcó nel principio dei fuo I mperio , do- 
po il trionfo della guerra Giudaica,come 
riferifce GiofeffoH ebreo . Nel qualtem- 
po vi pofe tutti li vali d'oro, che flauano 
nel tempio di Gerufalemme; fecondo 
che fcriue il medefimo Gioferfo; foggiun- 
gendo, che non accadeua andar più va- 
gando per lo mondo, in veder cofe rare , 
& eccellenti.poiche indetto fol tempio, 
vi era ciò, che fi poteua defiderare . 

Quefto tempio in vn fubito ( come ri* 
feriice Herodiano ) per vn leggiero Ter- 
remoto , cadutoui fopra vn folgore , ab- 
bruciò al tempo di Commodo Impera- 
dorè. E da quello fi può vedere ,/ion ef- 
fer vera l'opinione di coloro,li quali pen- 
farono , che rouinaffe nella Natiuità di 
Noftro Signore; poiché molti anni dopo 
fu edificato . 



?*«&«* 



De 



Dell'Imperio Rom. 141 

'Dei Fori, 1 

FVrono i Fori ( come fcriue Vitruuio) 
luoghi quali quadrati, cinti da Por- 
tici edificati con belle , e varie Colonne 
di quattro, e cinque ordini , e nella fom- 
mità vi erano fpafleggiatorij, ornati di 
ftatue, e d'altre cofe. Furono tra tutti di- 
ciafette, tra quali i più fegnalati erano 

Il Foro Romano , fu principiato da— » 
Romulo fra il Campidoglio, & il monte 
Palatino,fenza ornamento, e bellezza al- 
cuna i ma fu poi ornato da Tarquinio 
Prifco, e da molti altri. 

11 fecondo fu il Foro Giulio, incomin- 
ciato da Giulio Cefare , quando era Pro- 
confole in Francia, che folamente per la 
piazza, e {ito dei Foro fpefe vn milione,e 
mezo d'oro ( come riferiscono Suetonio , 
e Plinio ) In mezo vi fabricò" il Tempio 
di Venere Genitrice , come haueua fatto 
voto nella guerra Farfalica . Fu quefto 
Foro non troppo lungi dal Romano, die- 
tro al Tempio della Pace,e di Fauftma. 

11 terzo fu il Foro di Ottauio Augufto , 
ti quale da Plinio è pofto frale cole ma- 
rauigliofedi Roma: fu edificato da Cefa- 
re Augufto,perche negli altri due Fori no 
capiuala moltitudine de' Giudici, de'li- 
tiganti ,e de' negotianti, fecondo dice-» 
Suetonio . In mezo di eflb vi fabricò il 
Tempio di Marte Vltore. Nelli portici 
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i\i Grandezze 

del Foro pofe le ftatue di tutti li Capitani 
della Cafa Giulia , e di tutti eli altri , che 
haueano fatta qualche fegnalata cola per 
la Republica Romina. Tutte lefudette 
ftatue franano in h3bico Trionfale , e tut- 
te erano di marmo , eccetto vna nell'en^ 
trata, la quale era d'Auorio,& era la Dea 
Minerua . Detto Foro era fopra il Foro 
Romano vicino al Campidoglio , doue_> 
hcra è S.Martina,ouero S.Luca . 

Il quarto tu chiamato Tranfìtorio,ò di 
Nenia Imperadore , dal quale tu edifica- 
to: che poi AluTandro Seuero l'ornò di 
, fiatile di tutti gl'lmperadori a fomiglian- 
zaHt quelle di Cefare Au^ufto , eccetto 
clie qudte ftatue furono di bronzo ,ecó 
li titoli de'geftì loro, e con le Co- 
lonne di bronzo:fù tra il monte 
Capitolino, & il Quirina- 
le, in uiezo del quale 
vi era il Tempio 
della Dea 
Miner- 
ua. 




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F O- 



Dtff Imperio Rom* 145 





FORO DI TRAIANO. 

IL quinto fu chiamato .di Traiano,dal 
quale fu edificato,- del cui Foro Ani- 
miano ftupito diffc,ch'era la più fegnala- 
ta fabrica , che folte fiata fotto il cieio , e 
marauigliofa à gì ifteffi Dei . Cafiiodoro 
difle,che pareua vn miracolo a quelli 
ancora , che ogni giorno la vede u ano . 
L' Inuentore fu Apollodoro , Architetto 
eccellentiflìmo in tal' arte ,* il quale poi 
per inuidia fu fatto morire dal Cucce/Tore, 
che fu Adriano. Fu d'altezza al paii della 
Colonna, ch'era nel mezo,dedicata al fuo 
nome, cioè di ii8. piedi,c fopra vi erano 
polle le ftatne de' Causili , & altre armi 
militari, tutte di bronzo indorate. Marco 
' * L * An- 







244- Grandezze 

Antonino vi aggiunfe infinite altre ftàtùe 
di tatti quelli , che erano morti nella-» 
guerra Germanica : Se era doue ftà hog- 
gi la Colonna Traiana. Si che hebbe ra- 
gione Collante Imperadore(come riferi- 
re Ammiano)di rimanere ftupefattoquà- 
do vide il Foro di Traiano , opera non di 
huomini,ma di Giganti . E confefsò,che 
non era cola potàbile adimitarO, eccet- 
to che if Cauallo di bronzo, fopra il qua- 
le ftaua la ftatua di Traiano Imperadore 
pur nel mezodel detto Foro : ma gli ri. 
ipole b«ne Hormifda fuo Cortegiano , 
con dire •• Prima bifogna, ó Imperadore, 
che facci fare vna ftalla n*mile,fe tu puoi: 
dopo vi poneraiil Cauallo ; quali volen- 
do dire,che era cola imponibile il Foro 3 
&il Cauallo. 

Ùtile Terme , ouero Bagni* 

ERano le Terme fabriche sì maraui- 
gliofe, che Ammiano Marcellino le 
chiamò fabriche grandi a guifa di Prouia 
eie, e di marauigliofa grandezza. 

Furono le pubiiche (fecondo Vittore) 
dodici:ma Pnniofcriue,che Marco Agrip- 
pa folo, elfendo Edile, ne fabricò per co- 
modità del Popolo cento fettanta Et Afr" 
temidoro chiamò i Bagni ,paflaggio alla 
Ccna:e di Commodo lmperadore> cht-» 
fpeflb mangiaua,fù fcritto,che fette,ò ot- 
to volte il giorno fi lauaua . Fra le quali 

Ter- 



fieir Imperio Rom. 24J 
Terme , le più ftupende furono 

L'Antoniane , fabricate da Antonino 
Caracolla, nelle quali erano mille lei- 
cento feggi , ouero danzinole dì marmo 
polito . 

Le Dioclstiane,edificate da Diocletia» 
no Imperadore, nelle quali^rano tre ani- 
Ha dugento feggi, ouero fl;anziuole, doue 
lipoteuano lauare 3100. perfone, fenza 
chel'vno vederle, né impedirle l'altro. 

Della bellezzain vniuerfalc delle Ter- 
me,fcriue Seneca,che pouero,e mendico 
pareua efler colui , il quale non haueffe_-# 
hauuto le fue Terme > ornate di Marmi 
AlerTandriiii , variati con pietre Numidi* 
che dì vari; colori : e nelle quali non fof- 
fero ftate camere di ver.ro,e di pietre tra- 
fparenti,che ne' tempij era rara bellezza, 
I Canali, doue paflauano le àcque,erano 
d'argento ; le ftatue,e le Colonne per or- 
namento erano marauigliofe , con li fof- 
fitti tutti indorati, e di varie forti di pie- 
tre pretiofe ornati j e per infino li paui- 
menti erano d'argento , quafi che fi idc- 
gnaffero caminar fopra la terra, come gli 
altri . Né é marauiglia , che li Romani 
poneflero sì gran diligenza ne'Bagni,poi- 
che lo fpefib lauarfi molto gioua alla fa* 
nità, & alla vita * ma fobriamente, e con 
regola. Onde dirle non so chi, B. V. V. 
che tre-cofe guaftauano i noftri corpi» 
cioè Bagni, Vino, Venere . 






L $ 



Del- 







2^6 



Grandezze 




"Delie Statue. 

NOn fu cofa più maraui^liofa , e pia 
vaga in tutta Roma ddle Stamele 
quali, come fcriue Vittore, furono fenza 
numero. Caffi ;doro diiTe, ch'erano io__. 
Roma tante Statue, quanti hilOttini . Fu 
fruendone de Toicani,facendoae di mar- 
ino, di bronzo,di argentoni oro.e di auo- 
rio j fé bene i primi Inusntori delle Sta. 
tue furono gli Etiopi. 

Delie Statue di argento ne fùirand-_-» 
abondanza a tempo di Augifto, comt> 
fcriue Plinio. e Suetonio . 

Domitiano ordinò , che gli foffero po- 
fte Statue in Campidoglio o d'oro,o d'ar- 
gento;e gliene rù pofto vna d'oro di cen- 
to libre . 

Plinio lodò Traiano, che haueffe fatto 
poner la fu a Statua di bronzo, fra tante-* 
altre d argento, ò doro nel Tempio di 
Gioue Capitolino ;quafichele Statue-» 
d'argento di quei paffati cattiuilmpera- 
don imbrattaffero più prefto quel luogo , 
che l'ornafleroi e Commodo Imperado- 
re auanti l'iftello Tempie, ne & eie vna-» 
pur d'oro di mille iibre . 

Erano quefte Statue iparfe in tutti i 
luoghi della Città per ricchezza,& orna- 
mento ,• & accioche non fufifero rubate , 
andauano Tempre attorno la notte le Co. 
horti Vrbane,e Vigili »e di più ordinaro- 
no 



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De II' Imperio Rom> 247 
novn'altra Cohorte a quefto medefimo 
fine, chi amata Comitiua Romana . 

Delle Jtr-ade , & in particolare 
deWiApfia—». 



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DIonifio AlicarnafTeo, che fu al tem- 
po di Celare Augufto,nel 3.I1D. di- 
moftra la grandezza dell'Imperio Ro- 
mano ia particolare da tre cofe> eioé 
dalle Strade, da gii Acquedotti, e dalte> 
Cloache. 

Frale ftrade,!a più ftupenda fu l'Ap- 
pià, da Appio Claudio Cenfore felci ata, 
fecondo che riferifee Procopio : la quale 
ftiada incorninciaua dalia Porta Capena, 
& arriuaua fino a Capua , larga da venti- 
cinque piedi, acciò vi potefiero pafiar' i 
Carri, che infieme fi aftrontauano, tutta 
laftricata di lelci duriffime, (pianate in_j 
quadro, talmente ftrette, e ferrate Vene 
non più,mavna fola pareuano,- tu al 
lungata per infino aBrindifi, vicino a 
Taranto . 
Caio Gracco ( come notaPlutarco)fù 
*J il primo , che faceffe gli argini a quefte-» 
ftrade ,- con fami porre pietre alte , poco 
lontane l'vna dall'altra , per fermar lipe- 
fi, e per ripofo de' viandanti , &: ad ogni 
miglio vi pofe vna Colonnella , con in- 
, fcrittione della lontananza da Roma,e la 
^\ vicinanza delle città, che erano per lo 
più# L 4 ca- 



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148 Grandezze 

camino . Onde ragione hebbe vn Poe- 
ta,di chiamar quefta via,Regia di turre le 
altre, fé bene la via Flaminia , che prima 
arriuaua fino a Rimini , edificata da Tito 
Flaminio , e poi allungata per infino ad 
Aquileamon era troppo più corta. 

Cefare Augufto ne fece molte per Ita- 
lia,e per altre parti . Di più erano queft* 
ftiadcornate di varij fepolcri , con varie 
infcrittioni, dalle quali prendeuano gii- 
fto,e diletto li Viandanti . 

Itegli Acquedotti . 

GLi Acquedotti furono ritrouati da 
Claudio Appio Céfore,l anno 441* 
dell't dificatione di Roma j il qual'Appio 
condulfe l'Acqua Appia vndici miglia-» 
lontana da Roma . Queftì Acquedotti 
crebbero tanto, che vedeuanfi in ogni 
parte della Città. Fra gli altri furono più 
fegnalati quattordici .de'quali ragionan- 
do Frontino, diffe ; che da quefto folo fi 
poteua conofcere la grandezza dell'Im- 
perio Romano:e Stratone li chiamò fiu- 
mi, dall'abbondanza grande dell'acqua: 
e Plinio diffe , neffuna cofa più di quefta 
effer marauigìiofa in tutto il Mondo. Et 
in vero, chi confiderà la lontananza, l'al- 
tezza de gli archi , i monti forati , e lo» 
valli fpianate, confedera effer vero quel- 
lo , che dicono quefti Autori . Procopio 
diffe, che gli Acquedotti, per doue paffa* 

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Delt Imperio Rom* 24? 

uà l'Acqua , erano si larghi , e sì alti , che 
commodamente vi hauerebbe potuto 
eaminare vn'huomoacauallo . Gli Ar- 
chi di quefti Acquedotti in alcuni luoghi 
( come riferifce Frontinojcrano di altez- 
za di cento noue piedi . Di più lì ritro- 
uàrono certi Acquedotti,che quaranta^ 
miglia vcniuano lontani da Roma : che 
RutHio antico Poeta gli aflìmiglió alle 
opere de" Giganti . Fu affai fegnalato 1' 
Acquedotto di Claudio,principiato da,* 
Caio Caligola : il qual' Acquedotto ( fe- 
condo Plinio) fuperó di bellezza, e di 
grandezza tutti gli altri Acquedotti .-più 
di 4». miglia lontano da Roma fu con- 
dotto^ era di tal'altezza, che daua l'ac- 
qua a tutti li Monti di Roma . 

In quefta opera Claudio vi fpefe fette 
milioni,? mezo d'oro^itre che vi fece la- 
vorare foIdari ; & altre genti condennate , 
fecondo il cotture de gli Imperadori. Vi 
furono conftitui ti i Curatori dell'Acque 
alnumerodi éoo.huomini. 

Agrippa, effendo Edile , edificò fette- 
cento laghi, o valche ,che erano luoghi 
piccoli, doue fi ragunauano le Acque per 
commodìtà ad Popolo . 

Di più fece cento cinque fontane, e 
cento trenta cartella , che erano pur luo- 
ghi doueftaua I Acqua:&ornò quefte fa. 
brio he di 300. ftatue di marmo,e di bron- 
zo,e di^oo.colonne pur di marmo: quali 
cofe tutte elfo fece in vn'anno. 

L 5 Del- 



v. 



ft. 











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V 



250 



Grandezze 



Delie Cloache • 

TArquinio Pnfco ritrouò le Cloache, 
le quali dipoi furono dilatate , & 
ampliate da diuerfì , & in particolare da 
M. Agrippai il quale vi conduffe fette 
Torrenti, accioche conia velocità del 
corfo più facilmente nettaiTerol'immon- 
ditic. 

Erano quefte Cloache di larghezza, & 
altezza, (.he dento vi nauigauano le bar- 
che , & eiano fatte di pietre quadre la- 
uoratedital fodezza,chefopra vi con- 
duceuano ie Piramidi, e vi edificainno 
I empi;, e Teatri, fenza che punto cedef- 
fero a si gran pei! : si che hebbe ragione 
Plinio di dire, che erano inefpugnabili i 
poiché da Tarquinio Priico infino al fuo 
tempo, che già erano trafeorfi più di fei- 
cento anni, pur dmauano fede., e pernia- 
nenti. 

Cafiìodoro le chiamò fabriche mara» 
uìgliofe,e più grandi di tutte le altre. Io* 
torno a quefte Cloache vi furono coniti- 
tuitiifuoicuratorf. Dioniilo Alicarnaffeo 
ragionando di Caio Aquilio , dìfle , che i 
Cenfori vna volta ( perche alcune Cloa» 
che non correuano ) vi fpefero 600. milia 
feudi . 

Cafiìodoro , marauigliandofi d,i quefte 
Cloache , dine ,che 1 miracoli dell'altre 
Citta del Mondo non iì poteuano para» 
gonaie a quefte Cloache * 

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Dell' Imperio Rom. 25 1 

■ 2)*/ /W* A' Traiano . 

E* Ragione, che dopo eflere flato nel- 
le Cloache,fi vada a lauarfi in vn— 
gran fiume \ come è il Danubio , fopra il 
quale Traiano Imperadore fabricò vai» 
maramgliojp Ponte . Dione Caffioiode. 
*mit molto in particolare con quefte 
parole : Edificò Traiano fopra il Danu- 
bio vn Ponte di pietre polite, quadrate , 
e lauorate , fenza che potette *iuoigere il 
fiume in altro luogo: ondeglifùneccf. 

erZ^ lCÌrl ° in mezo deiracqua,doue 
eraaltiflima ; poiché , poco più fotto, il 

fiume fi allargaua due, e tre miglia,- Ve 
ben era in quel luogo vn miglio folamen- 

te largo . 

*" li Ponte haueua venti pilaftri in mezo 
del acq Ua> e due vaiti alle Ripe, vno per 
«alcuna : la larghezza di ciafeun pilaftro 
era di 60. piedi , e l'altezza era di cento 
cinquanta ; lontano l'vno dall'altro cen- 
to lettanta piedi, tal che ogni arco era-, 
eli no. piedi . Siche tutto il Ponte era-, 
longo 4770. pied'i,che viene ad etfer qua- 
li vn miglio . Fu fabricato ne'eonfini de I- 
ia Valachia , e della Tranfiluania, vicino 
ad vna Terra detta Seuerino>&hogPi fi 
veggono li veftigij. 5 

Conclude Dione, che queft'opera non 
feruì dapei ad altro (effendo che Adriano 
meceffore di Traiano per inuidia lo fa- 
cete guaftare, fotto -pre tefto di /errar' il 

L 6 pafìo 












V?» Grandezze 

paflb a' Barbari ) che a cjjmoftrare, niun» 
cofa effer cosi difficile,che lìngegno hu- 
mano far non lapoffa. 

"Delle Cafe, e Ville dsfriurti . 

V Ale rio Maflimo, biafiml^uoi tem- 
pi, ne' quali erano si grandi, e fpa- 
tiofe le Cafe , che pareua aciafcuuodi 
ftar molto alle itrettc, mentre la cala fua 
era meno fpatiofa de' Campi di Cincin, 
nato. E quitte cafe furono domandate 
propriamente cafe, diftinte da quelle più 
piccole,che chiamamno Ifole , 

Publio Vittore numera nella Città di 
Roma mille fc accento ottanta cafe, le 
quali erano Palagi magnifici , e quaran- 
tafci milia, e feicento cuie lfole; aera- 
no si bene ornate , che Apuleio le_> 
chiamo T*mpij . E Seneca ragionando 
della bellezza di queite Cafe , dirT<^ , 
che non era differenza tra gli huomini 
vecchi, e fanciulli , poi che li fanciulli 
s'impazzauano con le Conchiglie ma- 
rine , & i Vecchi con le Tauole , e con-* 
le Statue, che poneuano ne' loro Palagi, 
e cafe, edificate con le colonne portate 
dall'arene d'Egitto , e delle folitudini d* 
Africa : ; ncroftate di marmo fottile, varia- 
mente colorito con foffitti indorati.Nel- 
ìi quali foffitti alcune volte poneuano 
Auorio , e gemme, ad imitatione della—» 
vaghezza , e bellezza del Cielo ; fi come 

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Dell'Imperio Rom* 153 
riferifce Statio,e Lucano, & ancora Pro- 
penda' quali fài'ede Cicerone ne'Pa- 

radoflì . 

S. Girolamo feriuendo a Gaudeatio^ 
biafmò quefta delicatezza di fabricare , 
dicendo , i muri , i loffi tti , le colonne , i 
palmenti, effer tutti doro,- ma in ciò fi 
quietarono, che per fpender maggiorine. 
te, ritrouarono alcuni foffitti ( comerife- 
rilce Seneca) chiamati Verfatili,perche fi 
raggirauano in più modi , 'e rapprefenta- 
uanopiù faccie. E quante volte muta-' 
uanfi in tauola le viuande , tante volte 
mutauano que' foffitti . 

fràquefte cafela più marauigliofa, e 
ftupendafù quella di Nerone, alla cui 
porta vi pofe vn Coloffo di cento venti 
t piedi d'altezza . Era quefta Cafa di lun- 
ghezza vn miglio, ornata di portico tri- 
plicato , di altezza , e grandezza tale , 
che pareua vna Città : dentro la quale ?i 
erano ftagni grandi d'acqua : e di fopra a 
detta cala vi erano giardini, vigne, pafeo- 
1;> e le lue con ogni forte di beftiame. 

In tutte le parti era quefta Cafa co: 
perta d'oro, ornata di gemme, e le came- 
re, nelle quali fi mangiaua , haueuano fi 
foffitti verf arili di tauole d' Auorio , e di 
Ebano i da'quali foffitti eadeuano fiori,e 
liquori pretiofi Coprali Conuiuanti. Vna 
dì quelle itanze era fatta rotonda a fomi- 
glianza del Mondo , la quale di continuo 
no^te 9 e giorno 1* raggiraua aguifa del 

Cie- 






2*4 



Grandezze 



Ciclo, sì che r Jurarco, che la vide, di/Te , 
che era fegnalata pazzia di Prencipe . Et 
Epicarmo , diffe , che l'edificatore non fi 
dilettaua d'effer liberale , e benigno , ma 
prodigo, e confumatore . 

Le Ville ( fecondo StraboneJ furono 
fenza fine,- cauando il Popolq Romano 
aliai abondanza di pietre da fabricar^» 
facendole venire dalla Tofcana,e dalh_j 
Liguria . Non pareuano Ville , ma Palagi 
fontuofi,e fupeibi. 

FùbelliflìmaqueHa di Gordiano nella 
via Preneftina: la qual villa (fecondo Ca- 
pitolino ) haueua dugento Colonne per 
filo di pietre tìniflìme , e trecento , e più 
flanze grandi -e vi erano bagni tali,che_> 
fuori di Roma fimili non fi trouauano. 

Collante imperadore, appreiTo Am- 
miano ,hiuendo vedute quefte Ville di 
Roma, conitupore, e marauiglia grande 
fi lamentaiii,chc la fama in tutte le altre 
cofe grandi folita tempre a crcfcere,fofle 
fiata cosi riftretta , e pouera in celebrar 
le ville, & altre cofe di Roma. Con tutto 
ciò rifpofe bene Hormifda al medefimo 
Collante,- il quaL* domandogli, che co- 
fa gli pareua di Roma; dicendo Roma—» 
non hauergli piaciuto in altro", fé non in 
hauer' imparato , che ancora in erta gli 
huomini moiiuano; poi che fra le gran- 
dezze,e magnificenza,e fplendidezze an- 
co ritto uaiiafi la morte „ 






Belio. 




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Dt If Imperio Rom* 2 j 5 

2)*//* v/rtò de Romani. 

VT 0n fu gente più eccellente in ogni 
1> forte di virtù in tutto il Modo idei- 
la Romana,fecondo Plinio . 

Amrniano Greco fcrittore,chiamò Ro 
maftanzadi tutte ie virtù . E Cafliodoro 
<ii iangue Goto diffache era vno fpatiofo 
tempio di tutte le virtù . 

Ma vi fu congiunta con la virtù la_g 
Fortuna, con ftrettiffimo , e perpetuo 

J Onde Floro difle, che haueuanogare*. 

j g'ato infoine la Fortunale la Virtù a fta- 

% Pj»re l'Imperio Romano ,• e fecondo Ru- 

»»o,cbe ja Fortunarimafe vinta.edoma- 

j la dalla Virtù. v 

"Degli Huomini Romani » 

IN tre parti era diuifo il Popolo Roma- 
no,cioè in Senatoriali Caualieri,oiie» 
ro ordine Equeftre, & in Plebe „ 

Li Senatori furono creati da Romul© 
« numero di cento,chiamati Pad i, e det- 
ti Senatori per lo pelo , & età,che haue- 
uano y furono poi accresciuti ai numera 
ai trecento ; e cosi (tetterò fino a Lituo 
Drufo, li quali accrebbe fino al numera 
difeicento; &in tal guifa fi mantennero 
fino a Giulio Cefare i il quale gli augii- 
mento al numero di mille . Il che difpia- 

cen- 



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tì6 Grandezze 

cendo poi a Cefare Augufto , li ritornò al 
numero dclli feicento . 

Ti e conditioni era neceffario , che cia- 
feuno Senatore haueffe : prima la Nobil- 
tà, fecondo le Ricchezze, terzo la Bontà 
di vita . E per confermar quella vltimaj 
conditone, furono ritrouatili Cenfori; 
inuentione molto lodeuole/e neceffaria : 
Li quali Cenfor i haueuario penfiero di fa- 
per molto in particolare la vita di ciafcunr 
Senatore,e fé 1 eonofceuano indegno di 
quell'ordine, di leuarlo . E quello iaceua- 
fi nel numerar i Senatori , e chi non era 
numerato, non eotraua in Senato : &a 
ciò non vi era appellatone alcuna,efTen- 
ào grande la bontà, & auto; ita de'Cen- 
ib-ri . E fé per forte alcuno era rimofifo da 
quell'ordine per odio de'Cenfori,gli altri 
Senatori vnitamente lo faceuano rimet- 
tere ,ò lo rimetteuanagli "altri Cenforj, 
che fpeflo lì mutauano. 

Cinea Imbaiciadore del Ré Pirrojchia- 
uìòil Senato 1 aguuanza di Rè.e fecondo 
Liuio,diffe bene-, perche ogni Senatore-^ 
raffembraua vn Rè. 

Da quello Senato ( fecondo Tacito ) 
fca-turiua,e nafceua lafalute,e la pace det 
Mondo:che purfalute-Io chiamò- Cicero- 
ne,& Annuii ano lo nomind , ficurezza df 
tutte le genti . 

Cafiiodoro chiamò i Senatori, lumi di 
.ceffonai; e Taeito,Capo dell'Imperio, & 
omanavitìto ài cutce le proni acie. 

ICa- 



uè fi i mpèrUntom^^^^ 

ICaualieri, óchuomini dell'Ordine-* 
Equeftre pur'era neceffario , che hauefle- 
ro tre condizioni, come i Senatori. Que- 
lli erano diuifi ia tre Gradi, ouer'Ordin?. 
Il primo a tempo di Dionifio Alicarnaf- : 
feo » che viueua Augufto , erano cinque 
miia— » . 

Il fecondo, chiamati Giudici , al tem- 
po di Caio Caligola , erano pur cinque 
mila_j . 

Il terzo,chiamati Cauah'eri communi, 
furono molti più del fudetto numero, no 
eflendo notata da'Scrittoricofa partico- 
lare . Coftoro dell'Ordine Equeftre a té- 
po di Cefare Augufto furono alcuni fi- 
gliuoli de 'figliuoli de'Senatori , chiamati 
l'Ordine Senatorio,li quali haueuano au- 
torità di portarle vefti fimili a quelli de\ 
Senatori, e d'entrare in Senato , ma non 
poteuano votare . Quegli,che era prima 
numerato di queft* Ordine , chiamauait 
Prencipe della Giouentù, perche antica- 
mente, nel principio della Republica per 
lo più erano Giouani , &: al tempo anti- 
co Giouani chiamauano gli huomini per 
infino a quarantacinque anni:equefto 
nome di Giouentù rimafe nelT ordino 
Equeftre , fé bene ve ne erano di molti 
vecchi. L'habico de' Senatorie quello 
dell'Ordine Equeftre fi diftingueua , che 
li Senatori portauano Toghe con certi 
fiocchi di Porpora,e tefte di chiodi d'ar- 
gento^ d'oro ; &i*Caualieri dell'Ordine 

Eque- 




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^PIPISS^ 1 






Equeftre haueuano le Toghe Schiette feo» 
za fiocchi, e fenz'altro ; ma portauano 
Anelli d'o-o;e per quefto fi diftingueuaao 
dalla Plebe , la quale portaua le Toghe-» 
tenza anella,e fenza altra cofa . 

La Plebe erano chiamaci tutti gli altri, 
che non. erano delli fudetti Órdini . 

Della G tufi iti a de Romani. 

ERano jìgiuftii Romaniche (fecon- 
do Dionifio)non pigliarono guerra 
ingiuftamai ; e per quefto conforme al 
fuo parere furono fauoriti da'Dei . Acciò 
che le guerre fi maneggiaifero giuitemé- 
te, diedero la Cifra di quefto a i Sacerdo- 
ti chiamati Peciali , nelle cui mani era ri- 
porta la Pace,e !a Guerra . E chi conterà 
le gutrre de'Romani, però ne i tempi fa* 
periori a Siila, auanti che foffero imbrat- 
tati delle guerre Ciuili,fi trouarannofem- 
pre giuftiflìme, ò per falute loro, ò per la 
itàe de gli Amici . Si che dice bene Ci» 
cerone,che il Popolo Romano fi haueua 
acquetato l'Imperio del Mondo, in di- 
fendere li Confederali . La guerra Car- 
thaginefe fu per difenderci Popoli della 
Sicilia confederati a Romani, li quali fi- 
nita detta guerra reftarono padroni della 
Sicilia,e della Sardegna. 

DiftruiTe Annibale Sagunto Città di 
Spagna confederata a'Romani , e fu ca- 
§ione,che guittamente li Romani gli mo- 

uef- 




Dell' Imperio l\om. 259 

ueffer© guerra , e s'impadroniflero della 
Spagna, e poi dell'Africa . 

Filippo Ré di Macedonia fece lega-» 
con Annibale contra i Romani, infettan- 
do alcuni Pòpoli confederati al Senato : 
onde poi li Romani guidamente gli mof- 
fero guerra, la quale fu cagione, che s'im- 
padroniflero della Grecia. Simili cagioni 
furono con li Rè Antioco, e con Mitrida- 
te,- che perciò li Romani rimafero padro- 
ni di gran parte dell'Ada , 

Della fortezza militare d±J 
Romani* 

NEI Popolo Romano vi furono Sol- 
datile Capitani marauigliofì . Del- 
le cofe,che appartenetene alla militia— »» 
furono mirabilie molti effempij fi leggo- 
no nell'hiitorie delia loro fortezza . 

Nella prima guerra Carthaginefe fi' 
marauigliefo il valore d'vn Tribuno, il 
quale pigliò vn forte , occupato già da—» 
nemicijcon la morte di tutti i fuoi Com- 
pagni , che erano trecento foldati , & ef- 
fo folo nmafe mezo viuo , con pigliare 
il forte, e mantenerlo dall'impeto de' 
nemici. 

Vn foldato di Giulio Celare , eflendo 
flato fatto prigione da Scipione defeen- 
dente dall'Africano , & esortatolo, che 
voleffe lafciar la parte di Cefare,& acco- 

iwrfi 






^ 



Grandezze 









460 uranaezze 

ftarfi alla fua>gli nfpofe, che egli doueffe 
fermarli , né volere combattere contro 
vii Capitano, e contro Legioni inuitte_^, 
come era Giulio Cefare, e i fuoi foldati . 
Et in confermatione dei fuo valore, diffe- 
gli ,che elegefle de'fuoi foldati mille , che 
dieci di Giulio Celare gì» l'ariano fiati a 
fronte . Et in vero , eflendo /lato cinto 
J-'Efercito di Giulio Cefare da Soldati 
Numidi>non più che tre,ó quattro folda- 
ti veterani di Giulio Celare ( come rac- 
conta Hucio,che trouauafi neH'efercito) 
mifero in fuga due milia Numidi. Nella 
Francia trenta Caualli di Giulio Celare 
tagliarono a pezzi duemilia Caualli, che 
ior ii fecero incontro » 

Lucia Licinio foldato di Giulio Cefare 
combattè centoaenti volte , e riportò 
trentafei fpoglie de' nemici , e ài più ha- 
ueua vinto otto volte ne' duelli : & viti* 
inamente fu ammazzato , hauendo ri- 
cernito quarantacinque ferite tutte nel 
petto . 

Caflìo Sceua,pur foldato di Giulio Ce- 
fare, nel lito d'Inghilterra abbandonato 
dall'efercito , rimale fopra vno fcoglio co 
quattro altri foldati : e mancando il ma- 
re, foftenné l'impeto di molti foldati In- 
glefì , che andauano per ammazzarlo : e 
morti li fuoi compagni rimafe folo in lut- 
to, hauendo de 'nemici parte ammazza- 
ti , e parte feriti ; e gettato lo feudo io-» 
mare pofefia nuoto, andando a trouar 

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Dell'Imperio Rom. 2 £ I 

Cefare, che lo ftaua afpettando perio- 
darlo ,• & arriuato gli difle : Perdonami 
Imperadore i che io ho abbandonato lo 
feudo , poi che era pena grande a chi lo 
perdeua . Il mede0mo foldato al Caflèl- 
lo,chiamato Durazzo,doue la prima vol- 
ta combattè Cefare con Pompeo ,• man- 
tenne la porta di detto caftello centra—» 
le Legioni Romane: nel qual tempo gli 
fu cauato vn'occhioj&i hebbe molte feri- 
te , reftandogli lo fendo forato da cento 
trenta colpi. 

Nota Anneo Floro , che tutti lifoldati 
Romani, die morirono nella guerra cen- 
tra Pirro , furono ritrovati feriti nel pet- 
to', con hauerfi tirati adoffo molti nemi- 
ci, e con i morfi ammazzatili : Se in tal 
guifa mortili faldati Romani, furono ri- 
conofeiuti con le fpade nelle mani, non 
huomini,ma Marti . 

De' Capitani non accade parlarne-/ : 
perche tìcome dice Tucidide de'fuoi La- 
cedemoni,che tutti erano Capitani;raol- 
to meglio fi poteua dire de'Romani . Fra 
quali piti fegnalati furono Romulo, Furio 
CamilIo,Lucio Papirio Curfore, Claudio 
Marcello, Quinto labio Maflìmo, Publio 
Scipione Africano, Siila, Mario, Pompeo; 
e fra tutti li fudetti , ÒV altri , il primo fu 
Giulio Cefare, e per prudenza militare,^ 
per grandezza d'animo, e per preftezza 
nelle fpeditioni, e per fortuna Angolare. 
Se bene Marco Agrippa , Germanico , e 

Tra- 




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^* S \. 




262 Grandezze '.'** 

Traiano fi poffono mettere tra i più buo- 
ni Capitani. 

Della Pietà* Bontà, e Cofianza 
de* Romani» 







IL Popolo Romano fu marauigliofo, 
particolarmente nelle cofe [della fuà 
Religione, o per dir meglio nelle Aie Su- 
perititioni . 

Eralaiua Superftitione maneggiata da 
perfone graui , di grandiflìmo credito , li 
quali huomifli effendo i primi nella Re- 
publica,con 1 efempio,con la prudenza, e 
co mille altre virtù edirkauano la Plebe. 
Si che Dionifio Alrcarnafifeo fi maraui- 
glia, ch'efTendo dentro di Roma tantc^ 
Nationi, le quali tutte haueuanole loro 
Supe-rftrtioni, con tutto ciò non fu mai 
infino al fuo tempo alcuna di quelle Su- 
peiflitioni riceuuta da' Romani : il che^» 
importaua molto , per mantener l'Impe- 
rio . Onde Mecenate cenfigliò bene Òt- 
tauio Augufto , che non faceffe ncuità 
nelle cofe facre , perche turbate le cofe 
facre, turbati* ancora 1 Imperio . Dalla-* 
fudetta fomigliante Pietà, ne nafceua f fé 
benimpropriamente ) la Bontà della vi- 
ta, e furono celebrate in prouei bio.Huct 
mo Romano, SimpJicità Romana , Fede 
Romana . E non so chi Poeta dtffe , che 
in tutto ilMondoniunoerapiùgiuftode! 

Po- 



^Dell'Imperio Rom> z*i 
Popolo Romano ,• e Polibio Greco pone 
i Romani alle Stelie,per la fede,che man- 
tcneuano ,cofa che non auueniua a' fuoi 
Greci. 

Anneo Floro biafima grandemente-» 
Marco Aquilio,che nella guerra Afiatica, 

hauc/leatiuelenne alcune fontane, acciò 
che gli affediati fi arrendettero . Il chc_^ 
fatto,accelerò la vittoria , renandola in, 
fame , per haucr violate le Arme Roma- 
ne contra IVfanza antica, e glifteflì Dei. 
E da quefte fontane di Sonta nafceua_» 
ancora la Continenza : il che videi! iru* 
quella infame profcr'ttione di Mario , e 
(h Cmna,! quali hauendo prolcritto mol- 
" , C, / l ta , d,ni ' e da ^a libertà ai Popolo,che 
robaflc le cafe Ioro,non fi rrouó pur'vno , 
che haueffe ardire di porre le mani,in ef- 
iegmre tal comandamento , 

Si legge in Plinio,&in Plutarco, che il 
Popolo Romano per molti kcoìi non», 
mangio altroché farro,e focacce ,• e qua- 
rto erano li giorni feftiui, pareua affai,che 
companfTeroin tauola alcuni pefci,epo- 
cacarne porcina. Veftiuano ancora i pò- 
uen,&ri ricchi di lana folamente di co- 
lor bianco riatiuo ; la fera , le tele di lino 
entrarono in Roma molro tardi , e poco 
alianti del tempo di Mario,e di Siila . 

LaCoftanza de' Romani fu tale , che 
Mudo diMe (parole di oracoIo)Fare,e pa- 
tire gran coie,efler'atcione da Romano : 
il che mollarono con molti eflempìj . 

Il 



a 4 



"^ 



■ 






2^4 Grandezze 

Il primo effempio di Cofhnza moftra- 
rono nella guerra col Rè Pirro , che ve- 
nuto in Italia con grandiflìmo efferato , 
e con gran terrore di Eleianti,fino a quel 
tempo non plùvifti i vincitore in gran-» 
battaglie,erati accodato trenta miglia-» 
vicino a Romarnè per ciò fi sbigottirono, 
i Romani , anzi hauendo loro il Rè Pirro 
offerta la Pace , gli rifpofero , che prima 
vfeiffe d'Italia, e poi trattante di Pace . Il 
che non facendo , afpettaffe continua 
guerra , ch'elfi non fanano mai per quie - 
tarfi, fé bene egli haueffe vinto feicento 
Leuini : poi che Leuino era il Capo Ro- 
mano vinto da Pirro. E da quefta Co- 
ftanza li Romani ne cauarono gran frut- 
to; poi che Pirrolpontaneamente fi fug- 
gi d'Italia , della quale i Romani Tettaro- 
no padroni . 

Il fecondo nella prima guerra Car- 
thaginefe, nella quale li Roma- 
ni perderono per terra vn* 
efercito, fecondo Po- 
libio, fotto Attk. 
lio Regolo, 
il qua- 
le 
fu poi malamen- 
te ammaz- 
zato . 



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GA- 



V 



te 



Dell Impecio Rom. 167 

T 0fpj* 




GALEA. 

ANco in mare reftarono priui di fet- 
tecento Galee , con perdita di 300. 
mila,epiù perfone, poiché in ciafcnna ài 
effe vi erano 300. remiganti , Se ijo. fal- 
dati j né perciò li Romani mancarono d' 
animo: anzi cacciarono di Sicilia li Car- 
thaginelì nel medefimo tempo, & acqui - 
ftarono il Dominio di Sardegna'. 

Il terzo nella feconda guerra Cartha- 
ginefe» nella quale rimafli li Romani vin« 
ti in tre grandiffime battaglie.a Trebbia, 
a Tiafimeno, & a Canne, che in quefta 
vltimaperderono $o.mifia faldati feeki , 
con la morte di vn Confalo , di due Que^- 
fiori, di vene' vn Tribuno de'faldaxi , e di 

M ot- 



i 










264 Grandezze 

. .ta Senatori ,• non per ciò Ci perdet- 
.od animo, ne domandarono pace,- fé 
bene poi Annibale flette intorno a Ro- 
ma . Anzi vn Campo nel Territorio, do- 
ue Annibale ftaua con gli Alloggiamenti, 
fu venduto in Roma , non a minor prez- 
zo di quello, che faria fiato comprato in 
tempo di pace ; e combattendo Anniba- 
le ad vna Porta , dall'altra i Romani ma. 
darono Soldati in Spagna in aiuto di Sci- 
pione. Si che può concluderà* con Fio» 
ro , che la coffcanza de' Romani , fu fem- 
pre maggiore nella cattiua, che nella»* 
buona rortuna.dicendo ancora il medefi- 
mo,e Tito Liuio,e Ciaudiano . 

Cantra le Attioni, e la cattiua vita 
de' Romani . 




*^ 



X 



E A Chiara per molti eflempij la crudel- 
i tà de' Romani. Lucio Lucullomo- 
ftro gran crudeltà contra alcuni popoli 
di Spagna , a i quali promettendo pace , 
con patto però , che lafciaflero entrarti 
nelle loro Città due inilia foldati per 
prefìdio ,* comandò poi occultamente [a 
quei foldati, che lubito entrati poneflero 
ogni cofa a fiamma,e fuoco: il che fecero 
con ammazzar venti milia perfone. Vna 
cofa limile fece Sulpitio Galba con i Po- 
poli di Portogallo . 
Lucio Siila eitorfe dall'Afta venti milia 

Ta- 



*Yi 



m 



Deli' Imperio Rom. 167 

Talenti , e fece legge , che ciafcun'Hofpi» 
te, in cafadel quale arriuaua il foidato ( 
glidefle tedici gmìij il giorno, da mangia- 
re, e due ve fti. 

Lucio Paolo Emilio, che vinfe la Ma- 
cedonia , hebbe in péfiero di rouinar tut- 
ta l'Albania ,• il che poi adampì , perche 
haueua fatta lega co'l Rè Perfeo : & ha- 
uendo ordinato a'foldati, che erano fpar- 
Q in prelìdio per tutta quella Prouincia , 
che ad vna certa hora rouinarTero ogni 
cofa ; mifero in rouina fettanta Città, Se 
ammazzarono cento cinquanta mil«u» 
perfone . 

Quinto Pleminio Colonello di Scipio- 
ne Africano, rouinò in Italia la Città di 
Locri in Calabriaiconhauerui commefìb 
nefande, & abomineuoli libidini in ogni 
fefTo , e violato il Tempio della Dea Pro- 
ferpina-ma ne pagò co la prigionìa il fio . 

Scipione Amicano il minore ( fecondo 
Polibio) pigliata che* hebbe Carthagena, 
fece ammazzar tutto il Popolo, che gli 
veniua incontro difarmato , fenza che fi 
perdonale ad alcuno . 

, Non folo erano crudeli, ma lafciui nel 
viuere,& in particolare in cofe di magna- 
mente di che vi fono molti effempij. 

Seneca fi lamenta de' fuoi tempi, ne' 
quali andauano a pigliar le Conchiglie , 
permangiare,in paefi incogniti , e ne gli 
vltimi mari dell'Imperio Romano . 

Latin* Pacato dirTe,che l'Imperio Ro- 

M % ma- 





tt 



168 Grandezze 

mano era riftretto alla gola di coftoro t 
a i quali non piaceua altro,fe non quello, 
che veniua da i Mari pieni di naufragi;. 
Onde crebbero cauto i prezzi delle cofe* 
che vnpefce detto Barbo, al tempo dì 
Tiberio Imperadore tu venduto cento 
venticinque feudi, noa pefando più di 
quattro lib e, e mezi . Et vn altro fteflb 
Pefce di due libre , tu venduto zoo. feudi 
ad Afinio Ceiere,huomo Gonfolare. 

Fra i Goiofi fono numerati molti, tra i 
quali tu Apicio al tempo di Tiberio : il 
quale elfendo huomo priuato , fpefe in-» 
mangiamenti due milioni, e mezo doro. 
Et eifendo conftrctto da' Creditori, vi- 
de,che non gli reftaua altro, che 150. mi- 
lia feudi ,co' quali parendogli di hauer'a 
viuef e in continua miferia.s'auuelenó da 
fé fletto. 

Clodio Efopo hiftrione ( fecondo Pli- 
nio) fpefe in vna Cena quindici tnilia_» 
feudi, nella quale fi mangiarono vccelli, 
che haueuano voce humana , comprato 
ciafeuno fei milia dramme, che fono 600. 
feudi l'vno. 

Caio Caligola, il qualefcome dice Se- 
neca) fu prodotto dalla natura,accioche 
fi vedeffe quanto poffbno i virij fegnala- 
ti in fuprema grandezza, fpefe in vna Ce- 
na 150. milia feudi ,e fecondo Suetonio 
nelia fua vita , fi beueua margarite lique- 
fatte nell'aceto d'ineftimabile valuta . 

Aulo Viceilio fupremo Colone, tra pò- 

chif- 



V 



■9 



De/J'Imptrh Rom. 269 
chinimi men confumò in mangiamenti 
venticinque milioni d'oro,come raccon- 
ta Plinio; poiché ( fecondo fciiue Sueto- 
Bio)h fuoi pafti erano di ceruella di Fa- 
giani, di Pauoni, di lingue di Pappagalli , 
e di latte di Murene condotte dal mar 
Partico, e dal mar di Spagna , militando 
ogni giorno amici a mangiare . Haucua 
dipintili mangiamenti in Colatioiie,in_» 
Pranzo , in Cena , & in C om me flat-ione - 
dopo cena : & in ciafeuna di quefte non 
vi ipele mai meno di dieci milia feudi; tal 
che fpendeua quaràta milia feudi il gior- 
no : & oltre Taltre fpefe, diede a Vitellio 
fuo fratello in vna Cena due mila pefei , 
e fette mila vccelli. 

Eliogabalo, come riferifee Lampridio, 
per ciafeun palio mai non fpefe meno di 
iettanta milia feudi. 

Lucio Lucullo , huomo chefpendeua 
molto bene il i U0 dana o, chiamato dsu» 
Seneca di diligerne fpiendidezza,fpende- 
«a il giorno cinque milia fcud< . Si eli ■.-..* 
Seneca dice molto bene, ragionando de' 
pafti de'fuoi tempi, che in ciaicun palio 
confumaualì l'entrata d'vn Cittadino 
dell'ordine Equeftre, il quale mentre non 
poteua hauer d'entrata manco di dieci 
milia feudi, la fpefa poteua importare da 
dngento milia feudi in circa . 

Graffo nobilifiìmo Romano, dopo ha- 
uer vinto Spartaco Capitano di Gladia- 
tori, dette vn conuito al Popolo fopra_* 

M 3 dieci 



I 










370 Grandezze 

diecimila tauoIe;aciaicuno donò fru- 
mento per tre mefì . 

Geta Imperadore fu mangiatore così 
ftupendo,che ilette per tre giorni conti- 
nui a tauola) facendoli portar le viuande 
fecondo lo dine dell'Alfabeto . 

Albino Imperadore in vna Cena fi 
mangiò cento Perfidie , cinquecento fi- 
chi, dieci meloni, e trecento oftriche , 8c 
altri cibi. 

MafTìmino Imperadore mangiò in *n 
giorno quaranta libre di carne, e beuette 
▼n'ànfora di vino . 

Italo Ré d 'Italia ritrouò il far cornuti , 
per indurre i Popoli a darli maggior'obe- 
dienza,& a vita più gentile . 

Egli Afiani ritrouarono il metter lo 
fpetie nelle viuande, & il vino nella neue 
per farlo frefco,& il portar'odori,e man- 
darono quefteinuentioni a Roma. 

Della fcufa de' Romani circa le 
co fé fudette . 

NOn è marauiglia,che in vn'Imperio 
sì grande , vi foffero degli huoinini 
cattiui, e crudeli, come li fudetti ; perche 
è vera la fentenza di Cornelio Tacito, 
che i viti; fono,e faranno, mentre faran- 
no gli huomini . 

E Paolo Emilio, che vsò quella crudel- 
tà con gli Albaneii, non la fece di fuo ca- 

pric- 



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Def l'Imperio Rom. 271 

priccio, ma d'ordine del Senato ; perche 
coftumauano i Romani (come riferiteti 
Polibio ) di vfar crudeltà grande per ter- 
rore de'Popoli , e per dar eflempio a gli 
altri, che non fi ribellaflero , come haue- 
uan fatto gli Albaoefi. Et in vero al tem- 
po di Silla,e Mario,che cominciarono le 
guerre Ciuili, furono vfate crudeltà inau- 
dite , che dapoi feguitarono per molti 
anni . l 

Alianti Lucio Siila erano sì parchi li 
Romani nelle viuande che fu fatto legge 
da Fannio, poco auàti la guerra Cartha- 
gmefe, che negiorni di fefta fi fpendeffe 
i m mangiare vno feudo , e non più : & il 
giorno di lauoro vn giulio . E quella par- 
1 «monia de' Romani durò fino al tempo 
di Cefare Augufto : onde fi legge , ch^> 
SiHa ordinò , che ne' giorni folenni fi po- 
tettero fpendere fette giulive mezo,- negli 
altri giorni tre mezi grofiì . Cefare Augu- 
fto poi fece legge , che ne'giorni lolennif- 
fimi, come di nozze, fi fpendeffero venti- 
cinque feudi,- nellifeftiui fette feudi, e 
oiezo,negli ordinari; cinque feudi il gior- 
no . La qual legge fu poco offeruata non 
lolo da altri Prencipi, che feguirono do- 
po lui,ma ancora da effo medefimo,poi- 
che hebbe a caro , che li Romani fi effe- 
minaflero,acciòche foffero più obedien- 
ti, e non hauefiero ardire di tentar cofe 
fluoue . Sì che diffe molto bene Tito Li- 
uio, che non fu mai Republica più buo- 

M 4 na 



I 



»7X Grandezze 

na della Romana , nella quale entrarono 
molto tardi h Luflliria, e l'Auaritia, e vi 
durarono gran pezzo la Pouertà , e la»» . 
Parfimonia . 

Della Dottrinate dSSalary , che fi 
dauano a Dottori in Roma. 





INfìno alla feconda guerra Punica no 
entrò Minerua,cioe la Dottrina nelle 
Porte di Roim : ma vi fu Tempre Marte, 
cioè l'arte dilla mihria: ma dapoiio^gio- 
gatala Grecia, vi cominciarono ad en- 
trare Je fetenze , e muffirne l'eloquenza-j 
ir .Ito vr le nella Repub.ica , e nella mi- 
litia . 

A que la eloquenza vi fuccefle i'Hifto- 
ria,e I rilo/orìa , e tucte le altre faenze , 
ma cou temperamentoipeune in Roma 
ron era lecito di (iudiarefe non a Nobi- 
li, ck e a'Caiialicrì . LaPl.be atendeua 
alla guersa , e i Nobili non fi dauano in-» 
tutto,e per tutto alle lettere, ira vi at« 
tendeuano quanto loro bifognaua Cosi 
tu Scipioue il minore, Siila, Pompeo, U\- 
cullo, Giulio Cefare, & altri letteraria 
baftanza ; & a tempo de gi'Imperadori 
cominciarono le feienze ad eifer più ab- 
bracciate , ellendo che Caligola confti - 
tuiffe falarijallilettorijfe bene poi fu tra- 
lafciato fino al tempo di Vefpafiano,il 
^uale (come riferifee Suetonio) aili Mae- 

ftrt 






Dell'Imperio Hom* 27 j 
ftri di Rettorica Greci, e Latini fece dare 
ide'danari della Camera due milia feudi 
l'anno di prouifìone per ciafeuno : della 
qual Rettorica fi legge foffe primo inuen- 
tore Mercurio nepote d'Atlante , ouero 
Empedocle . Et al tempo di Traiano(co- 
me fcriue Plinio ) i Medici haueuano di 
prouifìone Tanno dodicimilia , e cinque- 
cèto feudi per ciafeuno. Et Antonio Mu« 
fa Medico Greco fù,'condotto a Roma-» 
per medicar' Ottauio Augurio di vna_-» 
fciatica,che prima li Romani erano flati 
400. anni fenza Medico . 

Traiano fu primo , che ordinò gli Au- 
uocati per li poucri in Roma . Eumene.-* 
Oratore hebbe dipiouifione 15. milìa_* 
feudi l'anno, come riferifee eflo medefi- 
mo in vna fua oratione . Quintiliano t il 
qual venne di Spagna , fu il primo , che-* 
hebbe falario in Roma , per tenere fcola 
publica negli anni di Chrifto 6}. 

Della lunghezza dell' Imperio 
Romano . 



C" 1 Rande fu l'Imperio Romano,come 
J 'fi e detto:da iconfini,dalle militie, 
dalle ricchezze, dalle fabriche, dalie vir- 
tù, dagli huomini fegnahti ,* & iincoa è 
flato mirabile, per la lunghezza del tem- 
po , che ha durato . Sì che dififc ben Plu- 
tarco >cke la t'prtutìa,eflJendo alata, e vo- 
ta 5 lu- 




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274 Grandezze 

lubile.haueua volato hora negli Aflìrij, 
hora ne i Medi, hora ne i Perii , hora ne' 
Greci, hora ne' Carthaginefi ; ma che fu* 
biro gli haueua abbandonati , hauendo 
poi fermato il volo al Tenere , per ftarui 
perpetuamente. E cosi fu, poiché infino 
alla partita di Roma di Coftantino , cioè 
mille , e ottantanni dalla edificatone di 
Roma,fù in grandiflìmo fiore 1 Imperio 
Romano. Ma trasferita poi la fedia del- 
l'Imperio dal medelìmo Coftàtino a Co- 
ftantinopoli,cominciò a declinare a guifa 
di pianta, che trafpiantata in cattiuo ter- 
reno,perdè il vigore,e la bontà fua. 

Conclufione delfOpera* 

SI è veduta la grandezza dell'Imperio 
Romano , il quale non folo fu gran- 
de , ma ancora molto vtile al genere hu- 

mano . ; . 

Ariftide Greco tra le altre vttlita , che 
gli huominicauarono da quefto Imperio, 
numera la Face , la quale a tempo degli 
Imperadori fu ( come dice Tacito ) quatt 
immobile i beuche haueffero i Romani 
quali per legge la guerra . ....... 

Il medefimo Anftide raflbmigho ! Im- 
perio Romano ad vn Giardino ben col- 
trato & ornato; poiché in ogni parte,& 
in ciafcuna Citta di quefto Imperio fi ve- 
deuano Acquedotti,Portic ; , Tep»j, Scuo- 
le^ ogni bene.Onde erano degne dico- 



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Dell* Imperio liom. 275 

paflione quelle Genti:che non erano [ot- 
to quefto feliciffimo Imperio . E Plinio 
di(Te , che Icalia era ttata eletta da i Ré , 
accioche faceffe più chiaro il Cielo, con- 
gregane i Regni diuifi,e raddolcirle tante 
barbare Nationr,e fofle Patria có»Hine;e 
l'ifteflfo diffe Strabene, e Claudiano. 

Plutarco raffomigiio l'Imperio Roma- 
no ad vn'Anchora , che teneua faldo il 
Mondo^che fluttuaua.il che fi vede chia- 
ro,poich£ alianti l'Imperio tutto il Mon- 
do era pieno di guerra, & in particolare 
la Francia(come difle Cerialej fin' che ni 
foggiògata da'Romani. Et hora,che è de- 
clinato quefto lmperio,vedeli chiaramé- 
te, che tutto il Mondo è pieno di guerre: 
cola antiueduta da Ceriale appreffo Ta- 
cito nell' Gradone, che fece a i Popoli 
di Francia . 

^otafopra al cune voci conte- 
nute nell'Opera • 

ANfiteatro diceuafiquel Iuogo,che d' 
ognintorno era cinto, e compofto 
di due Teatri in forma circolare » come-* 
boggi il CoHfeo» chiamato Anfiteatro di 
Vefpailanoda Suetonio,differente molto 
dal Teatroieffendo,che il Teatro foffe vn 
Semicircoiojcioè la metà dd CircoIo,che 
era anco vna metà dell'Anfiteatro . Et iì 
l>rimo Anfiteatro in Roma fu fatto da-» 

M 6 Giù- 












i"7 6 Grandezze 

Giulio Cefare in Campo Marzo. 

Aquiliferi chiamaui-nfi coloro , cho 
porca ano l'Aquile infegne delle Legioni 
Koinane , le quali al tempo di Caio Ma- 
no ad imitatione de 'Perii cominciarono 
•ad vfare. Era l'Aquila tutta d oro ( come 
riferifce Dione ) polta in cima d'vn'hafta 
con l'ale aperte, la quale tcneua nepiedi 
vn fulmine d oro: & erano tenute in tato 
^ran riuerenzada i foldaci, che i'adora- 
uano per- Dei , che Dei delia guerra li 
chiamo Cornelio Tacito nel primo libro 
degli Annali :& in eia/cuna Legione ve 
n'era vna . 

Baccanali chiamauanfi le felle in ho- 
nor di Bacco Dio dei Vino, altrimenti 
chiamate fefte della Vendemmici e fi fa- 
ceuano nel mele di Settembre finita la—» 
Vendemmia, non folo di giorno , ma an- 
cora di notte fonde furono anco dette 
Ni&ileia, fefte di notte, nelle quali feor- 
reuanó per tutta la Città Donne nobilif* 
fune ignude, cinte di edera coìTirfo in 
mano in compagnia d'huomini, con tan- 
ta licenza, e sfrenata lafciuia , che fu ne» 
ceffono prohibiile per rutta Italia con-i 
decreto del Senato: tanti erano gli adul- 
teri;, gli ftupri, e le ribalderie , che coni- 
metteuano in q>»efte felle; fé bene poi 
furono riineii'e , clcii ogni forte di paz- 
zia frequentate, come di Ewogabalo rite- 
rifce Lampridio . 

Cenfo chiamauano i Romani la (lima 

de' 






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*DtlVlmperioRom. 277 

de'Benrdiciafcunojfecondo la quantità 
del quale fi metteua il Tributo: chiamato 
ancor' eflbCenfo,come fi legge appretto 
molti Scrittori. Fu ancora quefta voce-/, 
Cenfo , ftefa a fignificar la defenttiono 
aeif'Auime. 

Cenfore era vn Magiftrato di due Cit. 

Udini, cheduraua cinque anni per l'or- 
dinano.fe bene fu ridotto a diciotto me 
,11 da Emilio Mamerco Dittatore: dei che 

1 nlentnono li ConfoIi,che furono dopo 
la lua Dittatura . Erano queftr,Corretto- 
ri,e riformatori de'coftumi de'Cittadini , 
con potefià grande dipriuar Cauaheri,e 
senatori de gli ordini loro fenza rifpetto 
a.cuno,mettendo mano ne'più principa- 
li congiandifiìmo rigore, come ne porta 
moki eflempij Valerio Ma/lìmo , doue-# 
tratta della grauità Cenforia . Si elegge- 
va quefto Magiftrato de'più principali, e 
nipettati Cittadini della Città, che prU 
ma foriero paflati per li primi Magistrati : 
«il primo Cenfore di Roma fu Seruìo 
Tullio . 

Colli di Roma . Il Capitolino , cosf 
detto da vn Capo humano,che,vi fù'tro- 
uato nel fabricare: e per tal cofa fu augu- 
ratocene quel luogo haueua ad eflere ca- 
po de! Mondojhoggiil Campidoglio. 

Palatium, fichiamauail Colle Palati- 
no : e perche q.uiui fu edifica ra la Cafa__» 
Imperiale.da quello furono chiamati Pa- 
lazzi le cafe Regie,e poi o^ni cafa gt ade . 






378 



Grandezze 



L'Auentinoydetto così ab Auibus, poi- 
che iui fi pigliauano gli auguri; degli vc- 
ceili, doue hoggi é S.Sabina. 

Il Celio nominato da Cele Vibenna_» 
Capitano de' Tofcani, che babitaua iui co 
l'efferato , e perprima detto Quercetu- 
lano,per la frequenza delle Querce , che 
vi erano. Comincia da S.Gregorio , e fe- 
guita verfo S.Giouanni . 

L'Efquilino, cosi detto dalTEfcubit-», 
cioè guardie , che vi habitauano, hoggi 
da S. Pietro in Vincola a s. Maria Mag- 
giore . 

[1 Viminale, detto a Vimine, cioè ma- 
gliuolidi vigne ,• hoggi da S. Maria Mag- 
giore a S.Lorenzo in Panifperna . 

Il Quirinale, cosi detto dal Tempio iuì 
dedicato a Romulo, detto Quirino, doue 
è hoggi Montecauallo . 

Il Pincio,che già era detto Collis hor- 
tulorum,doue erano gli horti anticamen- 
te . V'è la Trinità de* Monti, & il Giar- 
dino de' Medici . 

Il Gianicolo , così appellato dal Tem- 
pio di Giano, che vi era, douz è hoggi S. 
Pietro Montorio . 

Confoli era Magiftrato di due Cittadi- 
ni Nobil i y con fuprema autorità fopra_> 
catti gii altri , chiamati Confoli a confu. 
lendo Seri2tum,coixie dice Nonio . Né a 
quello grado del Confolato faliuano, fé 
prima nv.a erano montati per la fcala di 
tutti gli altri Magiftrati . Vfauano la Por- 

po- 




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Sfalsi 
bfra 

It(jfB,i 

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Dell'Imperio Rom. 279 

pora, Ja fedia d'Auorio , detta Curule , e 
dodici Littori con dodici fafci , con ver- 
ghe fole fenza l'Accetta, leuata { come-» 
dice Plutarco) da Valerio Publicola , per 
dar manco terrore al Popolo ; né poteua. 
afeendere alcuno a quefto grado prima 
del quadragefimoterzo anno,fe bene per 
gratia fu dato il Confolato a perfone di 
minor'età . Era officio loro, di prouede- 
re a tutti li bifogni della Republica, tanto 
in cofe di pace, come di guerra,non però 
fenza licenza del Senato , dal quale (fe-> 
bene era grande la loro autorità ) depen- 
deua la fua grandezza , come dice Poli- 
bio. I pruni Confoli in Roma furono Lu- 
cio Iumo Bruto, e I ucio Tarquinio ; & 
il primo Confolo Plebeo , fu Lucinio 
Stilicone . 

Corte, ouer Cohorte era vna Compa- 
gnia di 550. Fanti , e feflanta feiCaualli 
per l'ordinario . Dieci di quefle Cohorti 
faceuano vna Legione. E ben vero, che 
fpeffo fi alterauano fecondo i tempi, Toc- 
cafione, e volere de'Capitani . 

Sotto VitelIio(come riferifee Tacito ) 
ne furono fatte in Roma (edici Pretorie , 
e quattro Vrbane di mille Fanti per cia- 
feuna .- portauano per infegna vn'hafta-* 
longa, con vn legnetto a trauerfo norL-# 
molto lungo, a modo di Croce, doue era 
fcritto il nome della Corte , fotto del 
quale ftaua l'imagihe deinmperador€_^ 
tutta d'argento , ò doro . 

Dir- 






*8o Grandezze 

Dittatore,fù al tempo della Republica 
vn Magiftrato itraordmario,il piàfupre- 
mo, e di maggior'autorità, che haueffero 
i Romani, vlato a crearfi ne' tempi turbo- 
lenti , e negli vltimi pericoli della Repu- 
blica,- come nella guerra de 'Latini fa fat- 
to TitoLargio, che lù:l primole nella.* 
feconda guerra Carthaginefe Fabio Maf- 
iimo . Chiamaua.'ì Dittatore, percjie-r 
non era (come dice A.'icarnaffeo nel 5. 
lib. ) creato con Lupini a voto : ina dettar 
dal Confole, & accettato a vàia voce dal 
Popolo . Non foleua durar quello offi- 
cio più difei mefì.si che Siila fecefl chia- 
mar Dittatore per cento anni , e Giulio 1 
Cefare in vita . Haueua autorità fopra la 
morte,e la vita de Cittadini.come ne da> 
uano fegno li Littori, e li fafei con le Scu- 
ri , che portauano al numerodi venti- 
quattro . Poteua dare,e torre tutti gli al- 
tri Magiftratifenza appellatione alcuna . 
Non poteuano caualcare per la città, né 
fuori fenza licenza del Popolo ; e quefta 
era la mortificatone di quella fupremau» 
Dignità . 

Il Dittatore faceua il Maestro de'Ca- 
nalieri , & il primo Maeftro fu Spurio 
Caflìo . 

Dramma era vna monera , che valeua 
vn giulio detta ancora danaro, che con- 
ceneua quattro feftertij minori, fecondo 
Budeo. 

Li àefteitij grofli, ò maggiori erano 

mi!- 



V 



Dell'Imperio Rom. 2$i 

mille de' minori , e cosi feudi 25. l'vno. 
Vedi più (otto. 

. Efcubie erano chiamate le guardie de 
•gl'Imperadorija foris cubo, perche ve- 
gliauano fuori del padiglione del Capita- 
rio, armati per fua ciutodia , come riferi- 
feono Saluitio,e T ito Liuio . 
. Edile , era vn Magiftratodidue Citta- 
dini ne' primi tempi della Republica, e 
poi di quattro , che haueua cura de'giuo- 
chi pubhci, delie fabriche, itrade, acque- 
dotti^ limili altre cole. Detti Edili Curii* 
li dalla ledia d'Auorio, doue fedeuano 
quando andaaano in Senato. Giulio Ce- 
lare ne aggiunfe due altri detti Edili Ce- 
reali , per la cura , che haueuano della—» 
grafcia per feruitio della città . 

Faid ti ano detti fafeetti di verghe le- 
gate infieme con vna fcure,ò accetta por- 
tata auanti i Confoli, Pretori, e Dittatori 
da'loro t'amigli : detti Littori vfauano tal 
volta ornarli di Lauro in fegno d'alle- 
grezza , ma cresciuta l'aduiationp li por- 
tauano fempre laureati , finche nell'vlti- 
mo tempo(come càta Claadiano) li por- 
tarono ancora indorati ; 

Feciali era vii Collegio di venti Sacer- 
doti,deputati a denun tiare la guerra,con- 
chiuder la pace,e le leghe, & a chiedere 
a' nemici tutto quello,che fi pretendeua 
foffe flato tolto ,&: vfurpato al Popolo 
Romano.Fù inftituito quello Collegio ai 
tempo de i Re , e durò poi femore nella 

R.6- 



\ 









lei yjrandezze 

Republica>e nell'Imperio. Coftumauano 
queftì Feciali,quàdo intimauano la guer- 
ra,fcagliare veifo il territorio nemico vn' 
hafta terrata; là quale fcaghata, era giù- 
dicàta la guerra gmfta , e ragionevole , e 
lecito ardere , guatare , e Taccheggiar' il 
paefe nemico . 

Gladiatorijchiamauanfi quegli fchiaui, 
che teneuano i Romani per vendere ne i 
giuochi gladiatori;; molto entratati nel- 
l'arte deila fcherma. Combatteuano nel- 
lo (leccato in mille fogge , e maniere , e 
con mille torti d'arme. Furono tatti que- 
fti giuochi dadiarorij la prima volta nel 
Còlolato d'Appio Claudio nel Foro Boa- 
rio,(come rirerilce Valerio Maflìmojper 
hono are il funerale del fuo padre. Dura- 
rono quelli giuochi per infino al tempo 
di Theodorico Re de' Gothi : benché da 
Coftantino, & altri Imperadori Chriftia- 
ni prohibiti. Si coftumaua farli nelle fpe- 
ditioni di guerra, per placare l'ira de 'Dei 
(fi come dice Giulio Capitolinole per au- 
uezzare i Soldati a veder fangue,e ferite, 
prima che le prouaflero nella guerra. 

Legione , era vna quantità di Soldati 
Romani,gouernata da vn Capitano,cbia- 
mato alle volte Prefetto, & alle volte Le. 
gato. Fu la Legione di numero vario,- poi 
che Romulo (fecondo Floro ) primo fon- 
datore della militia Romana,fecela di tre 
mila fanti , e dugento Caualli , poi di tei 
mila fanti, e feicento caualli (fi come ri- 

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DeUImperio Rom* 2$$ 

feri/ce Plutarco. ) Apprcffo di Liuio , e di 
Polibio trouanfi le Legioni hora di quat- 
tro milia fanti, e dugentocaualli» hora dì 
cinque milia fanti, e trecento caualli . Di 
iti milia e dugento fanti , e trecento ca-, 
ualli la fece Scipione, quando pafsò in_j 
AfFrica,e Mario nella guerra cótra i Cim- 
bri , e Theutonici : sì che non fi può dar 
certo ragguaglio di che numero fotfero ; 
effendo che fi andaffero variando, fecon- 
do il voler deCapitani . 

Ouatione era vna certa forte di Trion- 
fo, cosi detro.perche fi facrificaua (come 
dice Seruio) vna pecora, onero da quel- 
la voce , Ohe , che fi proferifce in fegno 
d'allegrezza. Quegli 3 che in tal maniera-* 
trionfaua, entraua in Roma a cauallo co- 
ronato di Mirto^ei Senato il feguiua. 

Paghe de' Soldati erano di tre feudi i( 
msk per vno,cioè dieci A. Ti il giorno,che 
valeuano quattro feftertij , che fanno vn 
giulio della noftra moneta: equeftaera 
paga ordinaria di tutti i faldati , eccetto 
chele Cohorti Pretorie.le quali ne haue- 
uano la metà più, cioè lei feudi il me fé i e 
quefto acciò che faceffero più diligente 
guardia al corpo del Principe . Comin-- 
ciauanoa militare li Romani dagli anni 
diciafette per infino alli cinquanta . Era- 
no chiamati Veterani dalli venticinque 
in su . Se bene Gefare Augufto.per far/e- 
li grati, chiamò Soldati Veterani quelli 

di venti anni, ■. 

Que- 







a84 Grandezza *»♦* 

Queftore,era vn Magiftrato,che daua- 
fi a i Giouani , non pero che haueflfcro • 
meno di ventiquattro anni ; tu inftituito 
da Romulo.ouero da Tullio Hoiti-io.Ha. 
ueua il Queftore cura particolare di con- 
feruar 1 Eraiio, & efhgere ii danari nelle 
Prouincic , pagar i Soldati, tener conto 
dHle fpefe , e dell'entrate pubiiche . Fi) 
offitio di tanta ftima > cne eia. accettato 
voi atiert ancora da pei Ione Conlolaii . 
11 numero de'Q^eiton tu p;ùie meno, fe- 
cóndo I oc cali, ne de tenari. 

Seftertio eia di due fo.ti appresoli 
Romani, mafculino r e neutro, li maculi- 
no valeua m?zo grt -ilo : il neutro valeua 
a$. feudi, peicl>e conrencua mille feiter- 
trj makulini . Quello feitertio neutro , 
cjuaudo fi proferiti? auterbialmente , all' 
hora crtfceua il numero cento volte, sì 
che \n reftertio ventro proferito auuer- 
bialmente'conteneua cento milia fefter- 
trj malcuJrni.Onde decies feftertium con- 
teneuavn milione di feftertij piccoli,chc 
valeuano venticinque milia feudi. 

Tribuno della Plebe era vn Magiftrato, 
che teneua/a protettone della Plebe, di '•*" 
Unta auttor tà,che a loro ftatia di appro- 
vare , e confermar quello , che era itato 
ordinato dal Senato : e bene fpeflb que- 
fti Tribuni s'attrauerfauano a'CoBfoli>cc* ^ 
farli metter' in prigione ; & alcuna volta 
contradilTero ancora al Ditattore . Durò 
quefto Maeiftrato conerà Nobili fino a 



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Dell'Imperiò Rom. 285 

Lucio Siila , il quale annullo tutte le loro 
ieggi,e li giudicò indegni d'altri Magiftra- 
ti. Ma poi fu ripofto nella fua grandezza 
dagl'lmperadori , li quali per gratificarli 
il Popolo, ( come dice Tacito ) Jafciatì 
tutti gli altri titoli, contcntaronfi della—» 
poteftà Tribunitia, della quale poi per- 
petuamente fi feruirono . 

I primi Tribuni della Plebe furono 
Spurio Caffio Vitellino, e Poftumio Co. 
minio Aurunco . 

De Trionfila chijt e ove e dea amichi 
fu il primo, & vlttmn trioni 
fatore\ e dì quanPt~> 
maniere erano. 

TRionfo era vna folennità, ò fefta_», 
che faceuano i Romani in honor 
de'Capitani , quando tòrnauano dalle--» 
guerre vktoriofi . La forma del Trionfo 
era,che il Capitano entrafle in Roma fo- 
pravn Carro fuperbamente tirato da—» 
quattro Caualli . Andauano auan ti—al 
Trionfante la Plebe ,.i Cauaiieri , & il Se- 
nato feguito da i Popoli vinti incatenati. 
Veftrua il Trionfante di porpora dipinta , 
e ricamata d'oro , & haueua in te ita yna 
Corona di Alloro. A i piedi-dei Trion- 
fante faceuano federe vn feruo , che con 
*arie forti di motti mordaci, & ingiuria 
Io pungerle , accioche non diuentaffe fu- 

perbo ne gli honori . 

Pu- 



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• 



a 8 6* Grandezze 

Publio Valerio Publicola fu il primd 
Confole , che trionfale in Roma di bat- 
taglia terrefcre : il quale ancorché fuffe^ 
fra to quattro volte Confole,con hauer li -^ 
berata la Patria dalle mani de' Tiranni , . 
morendo gloriofamente , fi ritrouócosr 
pouero,che fu fepolto a fpefe del Pu- 
blico. 

Marcello ,per la prefa di Siciliane mol- 
ti altri . 

Ma il primo che trionfafle,fù Romolo, - 
ervlcimo Probo Imperadore : eli trioni ^ 
fanti turno 310 . Et il primo.che conduf- 
fe nemici foggiogati in Roma, fu Cincin, 
nato. Et andauaoo fopra vn carro di due 
ruote,tirato da Caualli, ò da altri Anima- \]\\\ 
li, con l'esercito dietro, coronato di Lau- 
ro : e giunti in Campidoglio , fmon- w.m 
tati dal Carro entrauano nel 
Tempio di Gioue Ottimo 
Malfimo , a rendergli 
gratie della rice- 
uuta vitto- 
ria"; e 
fa- 
crificato che haueuano 
vn bianco Toro , 
andauano al- 
le 1 tan- 
te. 



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Dell* Imperio Rom. 287 




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D V I L L I O. 

DViliofù il primo de* Romani, che 
trionfarle di battaglia Nauale. 

Roma quante volte fu prefitte come 
Jta fìatafempre trionfante. 

TI Orna è ftata lette volte prefa da di- 
IV uerfe nationi . La prima anni 364. 
dopo la fua edificatone da'Galh Sénoni, 
fottoil Capitan Breno . La feconda 800. 
anni dopo da'Viiigotti. Laterza 44. anni 
dopo da'Vandali. La quarta 18. anni do- 
po da Eruli. La quinta 14. anni dopo da 
Oftrogotti. La fefta 1 a.anni dopo da To- 
tila. Vltimamente l'anno 152.7. alli fei di 
Maggio dall'esercito Imperiale fotto Cle- 




iSS Grandezze detflmp.Rom. 
mente VlI.Nondimeno Tempre ha fupe 
rato il tutto . Si che pare propriamente 
che iddio habbia in tal fito,e fotro tal co 
ftellatione pofta queft'Aima Roma,accu 
habbi Tempre a fignoreggiare,come ri ve 
de , che itata Tempre Regina di tutte 1< 
Città,e Capo del Mondo tutto. E Vitru- 
uio nel libro 8. ben la defcriue, dicendo: 
Diuina mens Ciuitatem Populi Romani , «• 
gregia, , temperataq. regione coilocauìt , vt, 
Orbis terrarum imperio potiretur . E Pro- 
pertio nel lib. 3 Omniz Roman*, ceda.it mi- 
racula terr& . Natura hicpofuit , quicquia 
vbtque fuit . E quel àt\.to\Roma tuum no- 
men ferri s fatale regenìis.E che ria il vero 
l'ha dimostrato l'Imperio Romano paf- 
futo. An*i bafta folo a conofcere le gran- 
dezze di quella , il rimirare le rouine lue, 
fecondo quell'altro detto : Roma quanta 
fuitfipfa ruina docet . Fpiù, oltre la fuprc. 
ma Sede d hoggi del Sommo Pótificato, 
fopia la quale degnamente fede il legi;i- 
mo Vicario di Chrifto Redentore noìtro 
Vrbano Vili, gloria & honore della dee* 
ta Sede : al quale piaccia a Iddio di con- 
ceder lungo tempo per beneficio di tut- 
to il Chriftianeimo . 



IN ROMA, Per il Mafcardi . 1637. 




Ad inftanza dì Pompilio Totti . 



Co^-fr^^w'-a-ii-v'^uuenorijS Priuilegio, 






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